Twin Peaks | David Lynch parla dei primi quattro episodi del revival

Il ritorno di Twin Peaks su Showtime è finalmente arrivato, 26 anni dopo che l’influente cult ci ha lasciato in sospeso con molti cliffhangers. Probabilmente siete eccitati e disorientati, ma sicuramente siete perplessi. Cosa sta succedendo all’albero parlante? Verso dove è volata Laura Palmer? L’Agente Cooper riavrà mai la sua mente e la sua personalità di nuovo intatte? Il co-creatore della serie, David Lynch, noto per la sua bocca serrata e la sua spoiler-fobia, non si è distaccato dalle sue abitudini quando ci siamo incontrati per un caffè la mattina dopo la premiere, prima che lui partisse per il Festival di Cannes. “La storia è il centro di tutto,” ha detto quando gli ho chiesto perché lui preferisce non spiegare alcune cose agli spettatori. “Quando è finito, è finito. Niente dovrebbe essergli aggiunto. Tutto il resto sono idiozie.” Eppure, il regista ha accontentato la nostra curiosità su quello che avevamo visto e ci ha anticipato il percorso in arrivo. Lui ci ha addirittura fatto un disegno. [Nota: Questa conversazione include domande sulla parte 3 e 4, quindi se non le avete ancora viste, smettete di leggere.]

ENTERTAINMENT WEEKLY: È lunedì. Le parti 1 e 2 hanno fatto il loro debutto, e stanno arrivando le recensioni. Le parti 3 e 4 sono ora disponibili sulla piattaforma digitale di Showtime. Ed eccoti, facendo la cosa che preferisci in assoluto, parlare alla stampa. Come ti senti?

DAVID LYNCH: Mi sento bene. Sono un po’ isolato dalle cose, perché non ho sentito molti pareri, quindi sono nel mio umore normale.

È una tua scelta? Rimanere isolato?

Più o meno.

Preferiresti che le persone ti dicessero cosa ne pensano dello show, oppure che non dicessero nulla.

Beh, sicuramente vorrei sentire delle belle notizie. Ma devi affrontare tutto, quindi è un bene poter comunque andare avanti con la propria vita.

Cosa stavi facendo ieri sera mentre noi guardavamo la premiere? Anche tu la stavo guardando?

Un po’ di persone del cast e della troupe si sono radunate in un bar con un grande schermo per vedere la premiere. Quindi me li sono immaginati tutti insieme là. Invece io ero a casa a costruire un tavolo nella mia falegnameria.

Che tipo di tavolo?

Sto costruendo un tavolo – beh se hai una penna, posso disegnartelo.

Ho una matita.

Si, sarebbe perfetto! [Inizia a disegnare] Questo è il posto per bicchieri, telecomando e penne. Ed eccoti una parte rotonda da cui escono dei fazzoletti. Qua c’è un cerchio più largo per una bottiglia di vino. Questa è un’anta con dei cardini speciali dove possono starci sigarette ed accendino. E da questo lato c’è una grande anta, quindi questa parte qua è per i crackers al parmigiano, frutta secca e bicchieri per il vino, oltre ad altre cose. Avrò dei cavi elettrici nel tavolo – ci sarà una lampada – quindi qua ci sarà un interruttore. E poi qua in basso c’è un cassetto che ha posto per un quaderno giallo. Se ho un’idea, posso tirar fuori il quaderno e scriverci sopra con le penne. È su delle ruote rosse. Quindi è un tavolino laterale che tiene su tutte le cose che uso.

Questo è per il tuo studio d’arte?

No, è un posto per dove mi siedo. Posso vedere la televisione da qua, o posso meditarci e semplicemente pensare.

Quindi ieri sera stavi costruendo un tavolo?

Esatto.

La mia esperienza dello show, dopo quattro parti, è simile alla sub-trama della parte 1, dove i due giovani amanti crescono una mostruosa entità all’interno di questa gigante scatola di vetro per poi venire uccisi proprio dall’entità. È affascinante vederlo crescere lentamente e prendere forma, e occasionalmente, scoppia nel vetro e mi lascia a bocca aperta.

Beh, questo è un bene!

Stavate cercando di dare al pubblico un’allegoria sul vedere la televisione oppure di come guardare la televisione?

No. Ma questo è un interessante modo di vederlo.

Lo credi in termini di allegoria?

Non proprio. Le idee semplicemente arrivano, ci pensi, e capisci il loro significato. Poi, come loro si adattano è una cosa completamente diversa. Non è finito fino a quando non è davvero finito e non sai come una cosa sia legata all’altra fino quasi alla fine. È come se fosse una magia. Dico anche sempre che la creazione esiste in un’altra stanza come se fosse un puzzle completato, tutti i pezzi al loro posto, e qualcuno da quell’altra stanza inizia a stravolgere a caso i pezzi e li butta in questa stanza. E poi devi rimettere insieme tuti i pezzi, ma uno è per la fine della storia, uno per la parte centrale ed un paio per l’inizio, e non saprai cosa potrebbe essere fino a quando inizia a prendere forma.

Quanti di questi pezzi di puzzle sono stati trovati durante il processo di scrittura con Mark Frost, e quanti sono stati trovati mentre giravi?

Almeno l’80% durante la fase di scrittura, poi scopri altre cose durante il percorso. È sempre così.

La storia dell’Agente Cooper non è solo lui che cerca di scappare dalla Loggia Nera. Ma parla anche di un uomo che ritorna nel mondo che conosceva e con cui deve riconnettersi. Questa storia ti tocca, in termini di ritornare in televisione?

Sicuro. Ma come vedrete, parla anche di tornare nel mondo con una nuova vita, imparando quello che ti piace e quello che non ti piace, e facendo di meglio per trovare la tua strada.

La parte 1 suggerisce anche che la storia di Laura Palmer (Sheryl Lee) potrebbe non essere finita. Lei vivrà ancora e otterrà giustizia? Forse vendetta?

Mmhh, vediamo quello che succede.

Tu hai deciso di raccontare una storia che non ha luogo solo a Twin Peaks, ma anche in altre parti del paese. Perché ti è piaciuta l’idea di espandere l’ambito della serie?

Non è se ti piace o meno qualcosa. Le idee ti portano in posto diversi. Semplicemente stavano succedendo delle cose in altri posti oltre a Twin Peaks. Qualcosa che ti porta a viaggiare da Los Angeles a New York per un incontro. Quindi eccoti la risposta.

Sembra tuttavia che il mondo che stai presentando al di fuori di Twin Peaks sia un posto incasinato a causa del vagabondo spirito di Evil Cooper. E come chiamiamo questo personaggio? Io lo chiamo Dirty Cooper.

Io lo chiamo semplicemente il doppelganger di Cooper. Tu puoi chiamarlo come preferisci.

Ma tu stai raccontando una storia che parla della condizione spirituale dell’America? Credi che il mondo sia cattivo e freddo?

Mark potrebbe avere un punto di vista diverso, ma non credo che il mondo sia così. E comunque, in termini di Twin Peaks, non credo che sia quello che succede anche nel mondo reale. Ma semplicemente delle idee che arrivano. Detto ciò, dico anche che le idee arrivano da questo mondo. Quindi arrivano, e non hanno idea di come sembrino, e non hanno niente a che fare con il mondo presente. Altre idee arrivano dal presente così come sono. Quindi si, ha influenza.

Hai questa abilità di mostrare e trasmettere un sentimento di malvagità con suoni ed immagini in una maniera profondamente disturbante, spaventosa e memorabile. Dove trovi l’ispirazione per la tua rappresentazione della malvagità?

Ti ripeto, non posso proprio dirtelo. Arriva da un’idea. Un’idea arriva dalla lettura di una sceneggiatura, e un’immagine appare nella mente ed un suono viene riprodotto nella tua mente. Tutto quello che importa è trovare il modo di tradurre quello che succede nella tua testa sullo schermo. Hai immagini, suoni e umore e cerchi di realizzarlo al meglio.

Una delle immagini di malvagità di cui parlo era l’uomo nella cella che sembrava incrostato di fango o bruciato e contorto dall’agonia. Lui sembrava partecipare alla miseria dell’omicida Bill. Lo vediamo trasformarsi in vapore ed il suo calore vola via. C’è stata un’ispirazione per questo?

Questo è un esempio di quello di cui sto parlando. È arrivata un’immagine; il difficile è stato poi tradurla. E comunque, in merito a quel tizio, aspettatevi qualcos’altro.

Mi piacerebbe sapere di più sul processo di revisione. Il modo con cui queste parti sono costruite – stavi seguendo quello che hai scritto, o ha ristrutturato le storie durante la revisione?

Un po’ entrambe le cose. Normalmente noi seguiamo la sceneggiatura perché abbiamo lavorato così duramente per ottenerla in quel modo. Poi, durante il processo di revisione, sei aperto a scoprire nuove cose. Quando ci lavori, è un processo magico. Tu sei là con quel materiale, e puoi vedere delle possibilità per una nuova aggiunta o un nuovo modo. È un processo che continua ad muoversi. Dico sempre che non è mai fatta fino a quando è veramente finita. Le idee arrivano dalla sceneggiatura, ma le idee possono continuare ad arrivare anche durante la post-produzione.

Avete rigirato qualche scena?

No, non abbiamo mai rigirato niente.

Quindi le aggiunte o i cambiamenti sono per gli effetti speciali o magari di girare una scena in un posto diverso?

Esatto.

Visto che gran parte della storia che sta succedendo ora ha luogo in altre città, ero curioso di sapere se queste scene ambientate a Twin Peaks servivano come linee di basso, o almeno come indicazione o promessa al pubblico che alla fine, ci arriveremo.

No. Non è un’ancora. Twin Peaks è un posto che è super importante per quello che sta succedendo? [Ride]

Attualmente state revisionando gli episodi finali?

Oh, no, è tutto fatto. Se non fosse tutto finito, beh, che si fa se vuoi tornare indietro e cambiare qualcosa? Devi finire l’intera cosa prima di poter rilasciare qualsiasi cosa.

C’è un personaggio estremamente strano alla Loggia Nera, un albero parlante, un’evoluzione del Man From Another Place, noto anche come the Arm (Michael J. Anderson, che non ritorna nella nuova serie).

Si. La necessità è la madre dell’invenzione.

La testa in alto – è un cervello che parla, un’ipofisi o un neurone?

È semplicemente una testa.

A me sembra un cervello.

È semplicemente una testa.

Beh, abbiamo una grande performance dall’albero.

Grazie.

Alla fine della parte 1, il detective con la torcia tremolante apre il cofano di un’auto e trova alcune parti di un corpo. Cos’era? Una lingua? Un rene? No comment?

Per me è semplicemente un pezzo di carne.

Inoltre abbiamo avuto una ridicola quantità di vomito da Dirty Cooper nella parte 3.

Non è bello, eh?

Di cosa odora il vomito del demone della Loggia Nera?

Beh, l’olfatto non è uno dei sensi del cinema, quindi dovete immaginarlo. Tutto quello che dirò è che non ha un buon odore.

Nelle prime quattro parti ci sono scene che coinvolgono teneri momenti con la Signora Ceppo (Catherine Coulson) e Albert Rosenfield (Miguel Ferrer) che sono ancora più commoventi sapendo che i due attori non ci sono più.

Mi sono innamorato di Albert durante il suo viaggio in Twin Peaks, e ho amato lavorare con Miguel. Questa relazione tra il mio personaggio, Gordon Cole, e Albert è molto importante nella storia. Ora sapendo che lui non c’è più, sono ancora più grato di averlo avuto nello show. È molto triste che lui non ci sia più. E conosco Catherine dal 1971, e l’ho vista sullo schermo, ed è…beh, non mi sembra giusto che lei non ci sia più.

Gordon arriva forte nella parte 4. È grandioso nello show.

Beh, l’attore che interpreta Gordon è terribilmente bravo. Ma chiedi a Sabrina di lui. Lui è una vera rottura! [Sabrina Sutherland, produttrice esecutiva, grida da un’altra stanza, “Lui richiede molta manutenzione!”]

La parte 4 vede il ritorno di Denise, una donna transgender e agente della polizia interpretata da David Duchovny. Con una bella mossa, lei ha ottenuto una promozione.

Non ho mai diretto David nel Twin Peaks originale, quindi è stato emozionante per me. Cole era il boss di Denise, ma le cose sono cambiate.

C’è momento in cui Cole dice, in merito alla trasformazione di Denise, ai suoi colleghi che non poteva-

“Cambiate idea o morite”. Esatto. Le persone sono persone, e noi siamo così come siamo. Dovremmo andare tutti d’accordo, e la diversità dovrebbe essere apprezzata da tutti. Questa è la pace sulla terra e dovrebbe esserci posto per tutti.

La parte 4 stabilisce anche che apparentemente Cole ha avuto una storia dubbiosa con degli agenti femminili più giovani. Come si è fatto questa reputazione?

Oh, non volete saperlo.

 

Fonte

FeFraise
Fraise, o meglio Federica, ragazza milanese di 25 anni, ha sempre amato sin da piccola tutto ciò che riguarda libri, telefilm, film, musica e viaggi. Grazie ai suoi genitori che l'hanno fatta viaggiare dall'età di 6 anni, ha sviluppato un amore incondizionato per Inghilterra e Scozia, tanto che da 7 mesi si è trasferita ad Edimburgo (che ama alla follia), insieme a quel santo del suo ragazzo. Si santo, perchè non fa altro che cercare di coinvolgerlo in tutto quello che fa e vorrebbe fare (per non parlare delle serie tv che vuole che lui veda insieme a lei!)! Il suo amore per i telefilm è nato vedendo ER e Beverly Hills, per passare poi a Friends, Dawson's Creek, Buffy, Angel e chi più ne ha, più ne metta!! Attualmente è fissata (si FISSATA) con Game of Throns,The Walking Dead, Vikings, Supernatural, Sherlock, Arrow, Revenge e tante altre! Non riesce a smettere di guardare telefilm, sono una vera ossessione! E non riesce neanche a smettere di cercare qualsiasi news telefilmica qua e là per cercare di sognare cosa potrebbe succedere! E ad ogni nuova stagione telefilmica, riesce anche a fare una lunga lista di nuovi pilot da non perdere! Passerebbe giornate intere a leggere ed ascoltare musica. Altra sua grandissima passione sono i Beatles (soprattutto Sir Paul McCartney) e i Mumford and Sons. Amante degli animali, è una convintissima vegetariana da ben 6 anni e no, se ve lo state chiedendo, non tornerebbe mai indietro e non le manca nulla! Ha viaggiato tantissimo, e continuerà a farlo, ma sente che nonostante la nostalgia della sua famiglia e dei suoi amici, abbia finalmente trovato la sua casa qui, a Edimburgo.

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