True Detective | Recensione 2×03 – Maybe Tomorrow

Comincio a pensare che Nic Pizzolatto abbia una particolare abilità nel creare inizi di puntata introspettivi, intimi, ma quanto mai affascinanti.
Avevamo lasciato il detective Velcoro a terra, ferito da diversi colpi di fucile, e lo ritroviamo adesso nello stesso bar in cui siamo soliti vederlo incontrare con Semyon. L’unica differenza è che stavolta di fronte a lui è seduto suo padre, un padre in divisa che gli ricorda che ha le sue stesse mani… viene da chiedersi se sia un caso che quelle mani siano pesantemente insanguinate e che Ray le nasconda subito, quasi con vergogna.

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La soluzione dei proiettili antisommossa non mi ha entusiasmata per nulla. Voglio dire, stiamo parlando di persone che hanno versato addosso a un cadavere dell’acido, è davvero possibile che si facciano qualche scrupolo a eliminare un ostacolo insignificante come un agente corrotto? L’ho trovata una scelta narrativa abbastanza traballante.

Velcoro, convinto che Semyon gli abbia teso una trappola, affronta il boss a viso aperto. Questi scopre finalmente le carte in tavola e gli spiega il motivo per cui ci tiene tanto a trovare l’assassino di Ben. In cambio, Ray  lo informa che dalla casa sono state rubate una telecamera nascosta e una memoria esterna.
La situazione fra i due sembra essersi appianata, ma le fondamenta della loro alleanza appaiono sempre più traballanti.
Con la sua scelta di rinunciare al falso senso di calma indotto dall’alcool, il detective si conferma la figura che finora sta subendo il processo di maturazione più interessante e completo.

Se da un lato Velcoro sembra avviato sulla via della redenzione, dall’altro Frank sta perdendo sempre di più il contatto con ciò che è diventato, mettendo a rischio il rapporto con la moglie e abbandonandosi di nuovo a quella spirale di violenza a cui aveva rinunciato assieme al lato più losco dei suoi affari.

Ani viene posta di fronte a una scelta: se riuscirà a scoprire qualcosa su Velcoro e consegnerà l’uomo, verrà ricompensata con una promozione. In maniera analoga, Chessani ordina a Ray di portargli la testa di Ani. L’uomo tenta di tirarsi fuori dal caso, ma i suoi superiori glielo impediscono. Sarà estremamente interessante osservare come entrambi reagiranno a questa sorta di proposta indecente. Il mio istinto mi dice che alla fine l’integrità morale e l’orgoglio della Bezzerides avranno il sopravvento, ma se c’è una cosa che abbiamo imparato è che in questo telefilm non si può mai mettere la mano sul fuoco.

Scopriamo qualcosa di più sul rapporto fra Velcoro e suo padre: i due si somigliano terribilmente, sono due uomini che hanno perso completamente la fede in ciò in cui credevano e con essa la voglia di vivere. Questo confronto sembra rendere Ray ancora più determinato a risalire dal fondo fangoso in cui si stava lasciando sprofondare.

L’affare di Semyon con Osip salta inevitabilmente e Frank comincia a sospettare che sia stato proprio lui a uccidere il consigliere. Ormai privo di qualsiasi certezza, l’uomo comincia a diffidare anche dei suoi collaboratori e sembra destinato a cadere vittima della paranoia più totale. La scoperta della morte di Stan, uno dei suoi uomini, non fa che esacerbare il suo stato d’animo e lo convince che qualcuno gli stia dando  la caccia.

Finalmente riusciamo a scoprire qualcosa di più su Woodrugh. Il ragazzo, nel corso della guerra, ha avuto rapporti con uno dei suoi commilitoni. Questo spiega in pieno la reazione esagerata che aveva avuto nei confronti dell’impiegato di banca che secondo lui aveva mostrato interesse nei suoi confronti e lo stato disastroso della sua relazione con la compagna. Potrebbe anche in parte essere alla base del colpo di testa che ha messo a repentaglio tutta la sua carriera.

Ani scopre un’auto sospetta, una Cadillac, il cui orario di entrata in autostrada potrebbe essere compatibile con il ritrovamento del cadavere di Caspere. L’auto appartiene al reparto trasporti di una compagnia cinematografica a cui Ben aveva fatto avere degli incentivi. L’auto risulta rubata dalla settimana precedente, ma Ray riesce comunque a scoprire qualcosa di interessante: il consigliere e Daisun, il regista del film, avevano infatti partecipato insieme a una festa memorabile che si era tenuta vicino a Ventura.

Paul continua le sue indagini fra le prostitute, con scarso successo, finché non incontra un giovane che sostiene di aver visto alcune volte Caspere in un club poco distante, il Lux Infinitum. Proprio durante la visita al locale esclusivo, sentiamo fare di nuovo il nome di Tasha, la misteriosa donna con cui Ben era stato visto a una festa.

Il mondo di Ray subisce un’ulteriore scossa quando la moglie lo avvisa di aver ricevuto una visita dalla Polizia di Stato. La donna gli offre diecimila dollari per convincerlo a rinunciare senza lottare alla custodia del figlio. Velcoro  non ha nemmeno un istante di dubbio e rifiuta seduta stante i soldi, voltando le spalle a una facile possibilità di fuga e dimostrando ancora una volta un enorme amore paterno, seppur venato da una sottile vena di egoismo.

Mentre Ani e Ray interrogano un ex autista della compagnia cinematografica, qualcuno nelle vicinanze da fuoco alla Cadillac scomparsa. I due agenti raggiungono la scena giusto in tempo per vedere un uomo mascherato allontanarsi. Dopo un lungo inseguimento i due lo perdono di vista e Velcoro salva la vita ad Ani, che sta per essere travolta da un camion. L’alleanza fra i due sembra ormai salda e lo spirito di squadra palpabile. Mi dispiace francamente che da questa dinamica rimanga escluso Woodrugh, che al momento rimane un personaggio un po’ a margine e che non riesce a ingranare con la giusta convinzione.
Questo terzo episodio, comunque, sembra aver messo definitivamente in moto tutta quella serie di equilibri e meccaniche che rendono questa serie immensamente interessante anche al di là del caso in sé per sé.

Cosa abbiamo scoperto di nuovo sull’omicidio di Caspere:

– il bungalow in cui è stato ucciso era affidato in leasing alla Catalast, come la sua auto, e le bollette venivano pagate dalla Porpoise s.r.l., la società dello stesso Caspere
– Caspere aveva effettuato dal bungalow molte telefonate a casa del sindaco Chessani
– Caspere era in possesso di una cassetta in un istituto sicurezza a Bel-Air. In questa cassetta erano contenuti atti costitutivi per un paio di società a responsabilità limitata, società per azioni costituite nell’ultimo anno e alcuni diamanti blu
– Caspere aveva a che fare con una società cinematografica e lui e il regista Daisumn avevano partecipato insieme ad almeno una festa in cui la compagnia femminile era decisamente sovrabbondante
– Caspere era un cliente abituale del Lux Infinitum. Lì aveva conosciuto Tasha, una prostituta europea con cui era stato visto almeno in un’occasione mondana

Vi do appuntamento alla prossima settimana e vi lascio con il trailer del quarto episodio.

MooNRiSinG
Nata come Elisa, fin da bambina dimostra un’inquietante e insopprimibile attrazione per i telefilm e per il bad boy di turno. Le domeniche della sua infanzia le trascorre sfrecciando con Bo e Luke per le stradine polverose della sperduta contea di Hazzard. Gli anni dell’adolescenza scivolano via fra varie serie, senza incontrarne però nessuna che scateni definitivamente il mostro che dorme dentro di lei. L’irreparabile accade quando un’amica le presta i DVD di Roswell: dieci minuti in compagnia di Michael le bastano per perdersi per sempre. Dal primo amore alla follia il passo è breve: in preda a una frenesia inarrestabile comincia a recuperare titoli su titoli, stagioni su stagioni, passando da “Gilmore Girls” fino ad arrivare a serie culto quali “Friends” ed “ER”. Comedy, drama, musical… nessun genere con lei al sicuro. Al momento sta ancora cercando di superare il lutto per la fine di “Sons of Anarchy”, ma potrebbe forse riuscire a consolarsi con il ritorno di Alec in quel di Broadchurch…

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