The Writer | 1.04 – Let not light see my black and deep desires

THE WRITER
CAPITOLI PRECEDENTI

1.01 – Midsummer Night’s Nightmare
1.02 – Something is rotten in the state of England
1.03 – Nothing Will Come Of Nothing: Write Again

Continuo a correre, non ho più fiato in corpo. Sono distrutto, ma non posso smettere di appoggiare svelto un piede davanti all’altro. Devo arrivare a casa prima possibile, DEVO FARLO!! Devo scoprire dove ho già sentito quelle parole e perchè mi ronzano in testa, perchè sono così familiari.

“non sarà un problema convincerlo, non preoccuparti amore”

Attraverso strade di cui ignoro i nomi, un taxi sta per investirmi ma frena in tempo. Non posso fermarmi. Alzo la mano per scusarmi ma in tutta risposta sento solo degli insulti in lontananza. Il mio appartamento non è troppo lontano, manca poco. Ho un sospetto, so già che rileggerò quelle identiche parole in quel racconto che sto scrivendo non so neanch’io come. Sto impazzendo. Rick sei pazzo, stai andando fuori di testa! Non voglio pensarci, voglio arrivare a casa. Il portone di ingresso è semi aperto, mi ci fiondo dentro e per poco non investo la signora del primo piano, mi scuso, sento la mia voce in lontananza. Sono prigioniero dei miei pensieri. Faccio i gradini due a due e in men che non si dica sono davanti alla porta di casa con le chiavi in mano. Improvvisamente la paura mi travolge: e se entrassi e scoprissi definitivamente che sono impazzito? Siamo all’epilogo e potrei veramente essere da rinchiudere. Sono pronto ad affrontarle? Il sudore mi sta rigando la fronte. Mi faccio coraggio e infilo la chiave, gira,  la porta si spalanca sul mio monolocale. La luce che entra dalle finestre mi abbaglia, non riesco a mettere a fuoco nulla, vedo solo palline colorate orbitarmi attorno. Entro alla cieca, appoggio la borsa su quello che mi pare essere il tavolo, tiro fuori il computer e una nuova ondata d’ansia mi attanaglia. Sono veramente terrorizzato. Il cuore mi batte a mille, non so se sia dovuto più alla corsa o alla paura. Mi faccio coraggio sollevo il monitor del portatile e lo accendo. Improvvisa e inaspettata una fitta di dolore mi attraversa la testa. L’ago che sembra avermi trafitto e trapassato il cranio mi fa barcollare. NON VOGLIO CEDERE. Questa volta sarò forte. DEVO scoprire cosa sta succedendo. Il dolore non mi molla, sembra peggiorare e poi d’improvviso passa, mi sento meglio. I diversi programmi si stanno caricando, ma non ho tempo, continuo a cliccare sull’icona di quel file salvato sullo schermo. DEVO LEGGERLO ORA. Non faccio in tempo a pensare queste ultime parole che una nuova fitta, peggiore della precedente, mi fa traballare. Mi siedo, non ce la faccio a rimanere in piedi. Il programma si è aperto, vedo tutte quelle parole sul monitor. La testa mi fa male, gli occhi mi lacrimano, chiamo a raccolta tutte le mie forze. DEVO FARCELA. Clicco sul tasto della ricerca rapida e digito le parole di quella conversazione sentita per sbaglio.

“quelle azioni DEVONO essere tue”

Non so cosa sia arrivato per primo: il testo evidenziato con le parole ricercate davanti ai miei occhi oppure quella pugnalata al cervello che mi lascia senza fiato. Il dolore lancinante mi costringe ad appoggiare la testa tra le mani, sento il gusto delle lacrime sfiorarmi le labbra. DEVO RESISTERE. Non faccio in tempo a pensarlo che un nuovo macigno mi crolla addosso. DEVO RESISTERE. Di colpo è tutto buio attorno a me.

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LOS ANGELES. Sono le 8:30 e il sole riscalda già da un po’ la città californiana. Sarà perché la primavera comincia a farsi sentire o perché in quella città il sole sembra non tramontare mai per davvero, ma ad ogni modo le spiagge iniziano già a riempirsi. Le magliette lasciano il posto ai bikini e le strade si popolano di ogni tipo di californiano attento alla linea che dedica la prima mattina del week-end a fare jogging tra asfalto e sabbia. Anche Edmund Johansson si dedica una mattinata di relax a casa, restando comodamente a letto e gestendo i dettagli del nuovo numero della sua rivista “INTEL” direttamente dalla sua lussuosa residenza a LA. Mentre Edmund smaneggia con il suo tablet rigorosamente targato Apple, sua moglie Lydia si avvicina a lui accomodandosi sul letto con indosso l’accappatoio e con i capelli ancora umidi per la doccia appena fatta. Lydia Johansson è una di quelle persone che si alza di prim’ora ogni singola mattina, che sia un giorno di festa o lavorativo, week-end o settimana, Ringraziamento o 4 Luglio, pur di rispettare al secondo la sua tabella di marcia e i suoi 6 km percorsi tutti i giorni senza esclusioni o ritardi, quasi come se provenisse da un addestramento militare anziché dall’università della California. Lydia & Edmund sembrano la coppia perfetta: entrambi ambiziosi, entrambi sicuri e disposti a mettersi in gioco completamente pur di raggiungere il loro obiettivo, sempre pronti a spingersi fin dove serve per prevalere, per vincere. Ma Lydia Johansson è probabilmente la vera mente pensante della coppia. Designer d’interni, gelida e tagliente, Lydia affronta la sua vita come se fosse perennemente una gara in cui “si schiaccia per non essere schiacciati”. Il suo desiderio di successo la porta a spingere suo marito ad abbattere anche quei pochi limiti che ancora non hanno superato. E quel giorno, il suo limite, il suo ostacolo ha un nome e un cognome: Delia Martinez.
Lydia, con l’asciugamano ancora tra le mani per finire di asciugarsi i capelli, si avvicina a suo marito e cingendo dolcemente le sue spalle con un braccio, si affaccia per leggere la pagina web aperta sul tablet. Si tratta del sito web ufficiale della rivista “EXTREME”, con sede a Chicago e Delia Martinez come capo redattore. Dopo aver letto alcune frasi di un articolo di denuncia nei confronti degli stereotipi della società, Lydia si allontana quasi annoiata e infastidita, ricominciando a occuparsi di sé stessa.

thewriter_lydiathewriter_edmund

LYDIA
Oddio non capisco
come certa gente
possa scrivere un articolo
o addirittura dirigere una rivista,
tra indignazione e banale polemica

EDMUND
E non hai avuto modo
di conoscere il capo
redattore della rivista!
Una piccola gangster di
Chicago senza un briciolo
di eleganza

LYDIA
E una persona del genere
dovrebbe acquisire le azioni
di maggioranza di un gruppo
editoriale come quello
di Le Roi? Si, certo

EDMUND
Purtroppo il riscontro
del pubblico di lettori
è alto, davvero alto

LYDIA
Quanto alto?

EDMUND
Tanto da renderla quasi
un fenomeno editoriale
nei primi due anni
di vita della rivista!
Milioni di followers su Twitter,
tumblr e blog associati al sito
della rivista che per la cronaca
soltanto un mese fa ha raggiunto
il record di visualizzazioni in
un giorno

LYDIA
Ora capisco perché quel viscido
di Le Roi ha scelto la sua
rivista, quell’uomo è più legato ai
flash delle macchine fotografiche di
quanto lo sia alla sua dignità

EDMUND
Non cambia il fatto che questo
la rende un pericolo

LYDIA
(ridendo)
Pericolo? Il massimo che
quel giornaletto scolastico può
rappresentare è un ostacolo,
un semplice ostacolo sul nostro
percorso

EDMUND
Un ostacolo da superare

LYDIA
No amore, da distruggere

EDMUND
È per questo che ti amo!
A dir la verità, l’unica
che mi preoccupava davvero era
la Davenport

LYDIA
Quella di New York, vero?

EDMUND
Proprio lei. Arrogante e
saputella ma sa il fatto suo,
la odio per questo

LYDIA
E ha deciso di non competere
per le azioni?

EDMUND
Si, non so cosa sia
successo, è entrata nell’ufficio
di Le Roi come una furia
e ha fatto una scenata
assurda, sembrava una pazza,
non so cosa le sia preso,
a pranzo sembrava determinata come
tutti e poi questo

LYDIA
(sorridendo)
Ah penso di aver capito

EDMUND
Cosa?

LYDIA
Davvero non ci arrivi?
Ah tesoro cosa faresti
senza di me!
Le Roi, ci avrà provato sicuramente
e la santarellina lo avrà respinto,
dopotutto è una Davenport di Londra

EDMUND
Lo sapevo che non era
adatta a questo mondo!
E poi come conosci la
sua famiglia?

LYDIA
Babe, scriveresti
un intero numero con
tutto quello che non
immagini di me

Quasi del tutto pronta ormai, Lydia si guarda un’ultima volta allo specchio e sistema gli ultimi dettagli per raggiungere quell’eleganza impeccabile senza la quale non esce mai di casa, neanche se si tratta di andare nel suo ufficio per poche ore solo a supervisionare alcuni progetti pronti a partire.

LYDIA
(continuando)
Cosa pensi di fare con
Martinez?

EDMUND
Lascerò che si rovini con le
sue stesse mani e resterò soltanto io

Lydia fulmina suo marito con lo sguardo, come se avesse appena bestemmiato senza ritegno al suo cospetto. E continua a fissarlo finché lui non sembra rendersi conto di quello che ha detto.

EDMUND
Non lascerò che si rovini
con le sue stesse mani?

LYDIA
(sorridendo)
Non se noi possiamo
darle una mano

EDMUND
Qualche idea?

LYDIA
Chiama Benny,
chiedigli di indagare un po’,
non servirà scavare a fondo
per trovare qualche scheletro nel
suo armadio

Detto questo, Lydia continua a sorridere, bacia in fretta il marito ed esce di casa, lasciando Edmund ancora a letto a riflettere sulla dritta che sua moglie gli ha appena dato.

New York Times Square

Attraversiamo gli Stati Uniti, lasciamo le coste soleggiate e le palme che sembrano toccare il cielo e torniamo nella Grande Mela dove anche lì splende il sole, ma non tutti se rendono davvero conto, la vita a New York è così frenetica che nel cielo potrebbe aprirsi il Bifrost da un momento all’altro e uno yankee sarebbe capace di arrabbiarsi perché Thor gli intralcia la strada per andare a lavoro. In una metropoli dove le parole week-end e primavera non cambiano di molto la routine dei suoi abitanti, anche Jules Davenport è già a lavoro, nell’ufficio della redazione della sua rivista BY:BE YOURSELF. La ritroviamo seduta alla sua scrivania, gioca un po’ con una ciocca di capelli, un po’ appoggia un dito tra le labbra, tutti piccoli vezzi che si porta dietro da sempre, ma che ora riserva solo ai momenti di pura privacy, quando è del tutto libera di essere sé stessa anche nelle piccole cose. Jules è completamente fuori dalla realtà adesso, la sua attenzione è rivolta esclusivamente alla lettura del nuovo pezzo del suo blog preferito MUCH ADO ABOUT NOTHING. Quell’anonimo scrittore ancora la incuriosisce e l’affascina come la prima volta che ha letto le sue parole, con lui condivide in qualche modo la nazionalità, anche lui è britannico, e tante volte si sono ritrovati sulla stessa lunghezza d’onda nel modo di pensare e nell’amore per la scrittura, nonostante sia chiaro che lui provenga da un contesto sociale molto diverso e distante dal suo. Ma l’interesse che Jules fino a poco tempo fa riservava solo a questo uomo misterioso adesso è fortemente mitigato da un’altra persona speciale entrata nella sua vita, in carne ed ossa questa volta, e più importante di quanto avesse mai creduto possibile. E proprio mentre finisce di leggere l’ultimo post pubblicato sul blog, il suo pensiero torna immediatamente a lui e questo la fa sorridere, come sempre. E quasi come se una connessione telepatica si fosse creata tra loro due, i pensieri di Jules vengono interrotti dalla suoneria del suo telefono che la avverte di una chiamata in arrivo. Quando Jules afferra il cellulare per scoprire l’identità della persona che la sta cercando, quel debole sorriso diventa più luminoso e solare di quanto non fosse nel leggere sul suo display il nome ROMAN.

thewriter_julesJULES
(rispondendo)
Pronto?

Roman è nel suo appartamento, in piedi, sta camminando nervosamente su e giù per tutto lo spazio disponibile in casa. Quando sente la voce di Jules dall’altra parte del telefono si ferma di colpo e cerca di sembrare il più rilassato e tranquillo possibile.

thewriter_romanROMAN
Ciao Jules,
sono Roman, ti disturbo?

JULES
No, affatto!
Come stai?

ROMAN
Benissimo adesso!
E tu? Spero si sia
risolto tutto a lavoro

JULES
Si, è tornato tutto
alla normalità e mi piace
così

ROMAN
Sono contento di sentirtelo
dire perché …
ecco, perché volevo proporti
qualcosa

JULES
(incuriosita)
Ok, dimmi pure

ROMAN
Ecco, stavo pensando
che ho adorato prendere
un caffè con te ma vorrei
poter passare insieme
più di un’ora quindi mi
chiedevo se ti andasse
di venire a cena con me

JULES
(sorridendo felice)
Quando?

ROMAN
Quando vuoi,
quando sei libera,
o … stasera …
(pausa)

Roman quasi trattiene il fiato aspettando la risposta di Jules che, ancora seduta alla sua scrivania, sorride emozionata prima di rispondere

JULES
Stasera sembra perfetto

ROMAN
(esultando silenziosamente,
cercando di mantenere la
calma)
Ok, è fantastico!
Se ti va potrei passare
a prenderti

JULES
Ti aspetto al Blue Box ok?
Sarò nelle vicinanze
per lavoro quindi possiamo
vederci lì

ROMAN
Certo! Non ci sono problemi!
Facciamo alle sette?

JULES
Va benissimo!
Stile informale
o sofisticato?

ROMAN
Sarai perfetta in ogni caso

JULES
(sorridendo)
Allora a stasera!
Ciao!

ROMAN
Non vedo l’ora!
Buona giornata Jules!

Entrambi riagganciano evidentemente felici, ma un piccolo pensiero turba Jules. Senza neanche rendersene conto, aveva appena mentito a Roman. Non una vera bugia o almeno niente di serio ma gli aveva detto di ritrovarsi al loro posto, al Blue Box, perché sarebbe stata nei dintorni per lavoro, ma non era vero, in realtà semplicemente aveva detto la prima cosa che le era venuta in mente per evitare che lui passasse a prenderla a casa sua. Perché non voleva che lui scoprisse dove abita? Forse per lo stesso motivo per cui aveva accuratamente evitato di rivelargli che lavoro facesse, perché per tutta la sua vita Jules era stata giudicata dal suo cognome, dal suo status sociale, da ciò che la sua famiglia possedeva e nessuno si era mai davvero disturbato o interessato tanto da andare oltre e provare a conoscere semplicemente Jules. La storia con Roman le era sembrata diversa dalla prima volta che l’aveva visto e quasi istintivamente aveva cercato di proteggerla, omettendo quella parte della sua vita che troppe volte era stata un ostacolo. Ma come avrebbe fatto quando a fine serata Roman l’avrebbe riaccompagnata a casa? In quel momento in realtà a Jules non importa troppo, cerca di scacciare via le preoccupazioni perché per la prima volta dopo tanto tempo è davvero emozionata e felice e non voleva permettere alle sue ansie e alle sue paure di portarle via questo momento. Così, mentre ancora sorride emozionata  e sola nel suo ufficio, John apre la porta ed entra nella stanza.

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JOHN
(coprendosi gli occhi
con la mano)
Wooow, sta’ attenta
ragazzina, così rischi di
accecarmi! E quel sorriso
da dove arriva?

JULES
Sai John,
potrei non averti
raccontato qualcosa …

 
 

Alla fine Edmund aveva ceduto, aveva lasciato il suo letto comodo e la sua mattinata di relax e aveva raggiunto la redazione della sua rivista, un po’ controvoglia certo, ma sua moglie aveva sempre ragione, bisognava occuparsi del problema “Delia Martinez” perché proprio il nemico che si sottovaluta è quello più pericoloso. Adesso infatti Edmund siede alla sua scrivania nel suo ufficio e aspetta con ansia l’arrivo del suo editore e amico Benny Moretti. L’attesa non si prolunga molto, quando Edmund chiama, Benny accorre sempre senza lasciarselo dire due volte, ma non è mai davvero chiaro se lo faccia per amicizia o per la ricompensa adeguata che Edmund paga ogni volta che chiede all’ editore di portare a termine compiti extra, di qualsiasi natura essi siano.
Mentre Edmund sorseggia con tranquillità un caffè corretto al Bailey’s, un altro vezzo “rubato” a sua moglie, Benny entra, o meglio irrompe nell’ufficio con aria piuttosto soddisfatta, di chi ha messo a segno un altro colpo.

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BENNY
Quando imparerai a
bere qualcosa di decente
anziché quei drink da signora
d’alto borgo che ti rifila
tua moglie?

EDMUND
Quando anche tu avrai
una moglie bellissima,
una rivista tutta tua,
e più soldi di quelli
che potrai spendere

BENNY
Non dimenticarti che è
anche grazie a me se hai
tutti quei soldi
se fosse stato per il tuo
vecchio non avresti visto
un dollaro e scriveresti
su un blog online

EDMUND
Sei stato ben retribuito
mi sembra…

BENNY
(sorridendo)
Non mi lamento!
E non mi lamenterò neanche
quando verrò retribuito anche
per QUESTO lavoretto
(indica il fascicolo tra le
sue mani)

EDMUND
(sorpreso)
Hai già trovato qualcosa?
Lydia aveva ragione!

BENNY
(sedendosi)
Non avevo dubbi che
la regina di ghiaccio
fosse coinvolta! Ma si,
non è stata una gran fatica,
ho avuto tempi peggiori, ricordi
il tuo affare a Mosca?

EDMUND
(infastidito)
Ben taglia corto

BENNY
D’accordo, d’accordo,
tranquillo Boss!
Ad ogni modo, la Martinez
ha una bella fedina penale,
niente di troppo esagerato
ma un mix interessante:
fermata a 16 anni per possesso
di droga, dosi minime, se la cavò
con la condizionale,
poi di nuovo in manette a 22
anni per aggressione a pubblico
ufficiale che, secondo la sua
testimonianza, aveva provato a
molestarla,
a lei pagarono la cauzione,
lui finì in ospedale per tre costole rotte

EDMUND
Fu lei a ridurlo così?

BENNY
Diciamo che non vorrei incontrarla
in un vicolo buio!

EDMUND
E poi? Non c’è altro?
Da quello che so,
queste notizie sono di
dominio pubblico

BENNY
Calma tigre,
non ho finito.
Ho indagato ancora
e ho scoperto alcuni
file secretati
risalenti all’età di 15 anni,
quando era ancora in una
famiglia affidataria.
Un paio di chiamate, un
paio di favori e arriva
questo per e-mail
(porgendo un figlio stampato
a Edmund)
È la trascrizione ufficiale delle
deposizioni prese la sera del
12 Maggio del 2000, Delia Martinez
vive con i coniugi Kane da sei mesi
e quella sera il marito Brian, entra in
camera della ragazza di notte e prova
a violentarla. In risposta lei afferra
una lametta per unghie dal comodino
e la infilza nel collo di Kane,
recidendo l’arteria carotidea

EDMUND
Santo cielo, l’ha ucciso?

BENNY
La polizia archiviò il
caso come legittima difesa
ed essendo la Martinez incensurata
all’epoca, il giudice secretò tutti i
documenti per salvaguardare
il minore

Edmund si incupisce all’improvviso. Fissa quel foglio che ha già letto ma senza guardarlo davvero adesso. La sua mente è ormai distaccata dalla realtà, da Benny, da quelle informazioni. Edmund sta pensando ai suoi limiti, sta pensando a cosa è disposto a sacrificare per raggiungere il suo obiettivo, fin dove vuole spingersi per conquistare le azioni del gruppo Le Roi. Nella sua mente riesce quasi a sentire la voce di sua moglie, non ha neanche bisogno di chiamarla per sapere cosa gli direbbe di fare e lo distruggerebbe con un solo sguardo se capisse il dubbio che lo sta lacerando adesso. Ha tra le mani la carta vincente che aspettava, può renderla pubblica, può rovinare la carriera e il nome di Delia, può portarla a Le Roi e far si che sia lui a fare il lavoro sporco, ma a che prezzo? Edmund dentro di sé si conosce, sa quali sono gli aspetti della sua personalità che non mostra mai a nessuno, conosce le sue debolezze e sa che la sua coscienza non può sopportare un altro colpo così basso, NON UN’ALTRA VOLTA.
Benny si rende conto dell’improvviso silenzio caduto nella stanza così come riconosce il dubbio e la paura sul volto di Edmund.

BENNY
Cosa vuoi farne di
queste informazioni?

EDMUND
Ancora non lo so,
devo pensarci

BENNY
Devi pensarci o
devi aspettare che
tua moglie agisca
per te?

EDMUND
(afferrando
il fascicolo)
Puoi andare Benny

BENNY
Suscettibile!
Aspetto una tua
“chiamata”

EDMUND
Si, si, certo,
stasera avrai
il tuo assegno

Sorridendo compiaciuto, Benny lascia l’ufficio di Edmund, che guarda la porta chiudersi innervosito.

EDMUND
Avvoltoio

Mentre riapre il fascicolo, Edmund viene interrotto da una telefonata in arrivo sul suo cellulare. Distrattamente lo afferra e accetta la chiamata

thewriter_edmundthewriter_jacques

EDMUND
(al telefono)
Pronto?

JACQUES
(da casa sua,
a bordo piscina)
Edmund, sono
Jacques Le Roi,
spero di non disturbarla

EDMUND
No affatto sig. Le Roi,
mi dica, come posso
esserle utile?

JACQUES
Mi chiedevo se avesse
modo di passare da casa mia
tra un’ora circa,
ci sono alcune questioni importanti
di cui vorrei discutere con lei
in privato

EDMUND
Certo, nessun problema,
mi libero immediatamente

JACQUES
La ringrazio davvero!
Le invio l’indirizzo!
A tra poco

EDMUND
A presto!

Riagganciando, Edmund ripone il fascicolo nella sua scrivania, chiude a chiave il cassetto, poi prende la giacca e lascia l’ufficio di fretta.

I miei occhi iniziano ad abituarsi al buio. Intravedo delle sagome, quelle sono persone, ne sono certo, riconosco le fisionomie, ma i volti non riesco a vederli. Un vociare attorno a me non mi permette di sentire nulla, sento solo una nenia, un ripetersi continuo. Pian piano però, quelle voci indistinte prendono forma, ogni sagoma sta ripetendo un nome: Jules, Roman, Edmund, Lydia… Una litania infinita di nomi. Le figure indistinte si stanno avvicinando, mi vogliono uccidere, vogliono vendicarsi, me lo sento, ma non riesco a capirne il motivo. So che devono avercela con me, ma non riesco a ricordare il perchè. Sono terrorizzato. I loro volti iniziano ad avere una forma strana, si stanno deformando, inizio a vedere solo i loro sorrisi, sono larghi, delle mezzelune abbaglianti circondate solo dal buio. Di colpo le voci si fermano. Sono circondato, sento il loro fiato sul collo. Mi raggomitolo a terra. Anche i sorrisi scompaiono e con loro va via quel poco di luce che avevo.

TI UCCIDEREMO

L’urlo mi rimbomba tra le orecchie. Un dolore lancinante mi attraversa la testa.
Di colpo mi risveglio, sono a terra in un bagno di sudore, dalle finestre non entra più la luce del sole, ma solo qualche bagliore artificiale delle insegne luminose vicine. Realizzo che deve essermi successo di nuovo, devo esser finito in quella specie di trance, ma il terrore per quell’incubo non mi abbandona nemmeno dopo aver realizzato fosse solo un sogno.

TI UCCIDEREMO

Quell’urlo è ancora lì, quelle voci continuano a echeggiare.
Mi faccio forza e cerco di sollevarmi a sedere sulla sedia, trascinarmi fino al letto sarebbe troppo impegnativo. Inizio a pensare di essere malato sul serio.
Pian piano riprendo contatto con il mio corpo, l’intorpidimento generale comincia a passare, faccio qualche movimento con le mani e con i piedi e dopo gli aghi iniziali che sembrano trafiggermi, pare che vada tutto bene. Ottimo sono vivo!

TI UCCIDEREMO

Di nuovo quell’eco.
Constato con piacere che nel cadere a terra non ho trascinato con me anche il pc. Ottimo, non avrei avuto i soldi per ripararlo.
Il computer è ancora accesso, lo schermo è in stand by, mi faccio coraggio e muovo il cursore del mouse così da riattivarlo.
La luce improvvisa mi trafigge gli occhi e quelle lettere enormi che mi si palesano davanti sembrano entrarmi nel cervello

TUTTO STA CAMBIANDO

Jacques Le Roi aspetta pazientemente il suo ospite nello studio privato posizionato al piano terra della sua sfarzosa residenza a Los Angeles. Per ingannare l’attesa si versa un goccio di bourbon nel bicchiere di vetro già pronto sopra la sua scrivania. Jacques Le Roi inganna spesso l’attesa in questo modo, anche quando non c’è niente da attendere. Non è un segreto infatti che gran parte della personalità spumeggiante e sicura di sé di Le Roi dipenda proporzionalmente dal tasso alcolico nel suo corpo, molte volte superiore a quello dell’acqua. Lo spazio restante del suo carattere viene invece riempito dalle sue due altre passioni: gli enigmi e le donne. Ma per quanto il ritratto di Jacques come persona non sia del tutto lusinghiero, non si può negare che l’uomo d’affari Le Roi abbia avuto da sempre le carte giuste tra le mani e abbia saputo farle fruttare decuplicandone il valore e costruendo, con mezzi più o meno legali, un impero editoriale che ha cambiato il modo di concepire l’informazione e il giornalismo. Mentre sorseggia il suo drink seduto sulla sua poltrona, Jacques sente bussare alla porta e accennando un sorriso, permette al suo ospite di entrare.

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EDMUND
(entrando)
Buon Pomeriggio sig. Le Roi!
(stringendo la mano
di Jacques)
Mi scusi per il ritardo

JACQUES
Ah si figuri Edmund,
posso chiamarla Edmund vero?

EDMUND
Assolutamente!

JACQUES
(indicando la sedia)
Si accomodi pure!
Posso offrirle qualcosa?

EDMUND
No grazie, non si scomodi.
Sig. Le Roi mi aveva
anticipato di una questione
di cui voleva discutere con me,
posso chiederle di cosa si tratta?

JACQUES
Certo! Ho avuto modo di
leggere la bozza che mi ha
inviato, è stato l’unico a prendere
l’iniziativa e, diciamocelo
apertamente, credo che lei
e la sua rivista siate
l’unica vera opzione per me

EDMUND
(entusiasta)
Sig. Le Roi
sono onorato!
La ringrazio –-

JACQUES
(interrompendolo)
Si ma non così in fretta!
C’è un problema con la sua
rivista, un problema che purtroppo
sono costretto ad ammettere manca
nella redazione della sig.na
Martinez

EDMUND
E quale sarebbe questo
problema?

JACQUES
Il suo editore Edmund,
non è adatto.
Ho osservato il suo lavoro
ed è banale e semplicistico
per il nome Le Roi;
Al contrario la rivista
EXTREME osa molto da
quel punto di vista e questo
mi piace

EDMUND
Posso chiedere al
mio editore di modificare
il nostro stile, non ci
impiegherebbe un secondo
a farlo

JACQUES
Temo che il problema
sia la persona Edmund,
se vuole ottenere le
azioni di maggioranza
del mio gruppo e avere quindi
l’ultima parola sul destino
di numerose riviste,
dovrà licenziare il suo editore

Edmund resta in silenzio per alcuni secondi, cercando di restare presente alla discussione ma elaborando nella sua mente tutti gli scenari possibili. Da una parte c’era il fascicolo sul passato di Delia Martinez e più ricominciava a vederla come un ostacolo, più desiderava rendere pubblico ciò che aveva scoperto su di lei; dall’altra parte c’era Benny, suo amico certo ma anche il custode dei suoi più oscuri segreti, che non smetteva mai di ricordargli. Ma la cosa più importante è che davanti a sé, in quel preciso momento, Edmund ha la possibilità di conquistare quel potere che ha sempre desiderato e non avrebbe permesso a nessuno di portarglielo via. Così, tornando presente nella discussione, Edmund guarda deciso negli occhi Jacques e in quell’istante prende la sua decisione.

EDMUND
Vorrà dire che INTEL
avrà bisogno di un nuovo editore

JACQUES
(sorridendo
compiaciuto)
Questa è la determinazione
che cerco!
Sono felice di aver chiarito
con questa faccenda con lei!
Adesso scegliere sarà molto
più facile per me

EDMUND
(pensando alla sua prossima
mossa)
Non ha idea di quanto
sarà semplice sig. Le Roi

Dal momento in cui aveva lasciato lo studio di Le Roi, Edmund sembrava più determinato che mai su ciò che avrebbe fatto, ma il suo primo pensiero era rivolto a sua moglie Lydia, voleva parlarle, aveva bisogno di parlarle. Così, dopo aver sistemato alcuni dettagli del numero in uscita in redazione e aver cominciato a pensare alle possibili opzioni per il licenziamento di Benny, cercando anche di calcolarne i probabili effetti collaterali, Edmund aveva ripreso la sua auto sportiva ed era tornato a casa, dove Lydia già lo aspettava da un’ora circa. Entrando deciso e con tutta l’adrenalina che ancora gli corre in corpo, Edmund trova sua moglie Lydia seduta sul divano, con un bicchiere di vino rosso tra le mani e una busta gialla posata al suo fianco. È silenziosa, più del solito in realtà, e ha quello sguardo gelido che la caratterizza quando qualcosa di importante sfugge al suo controllo e lei comincia allora a pensare alle possibili soluzioni successive, perché arrendersi non è nel suo dna. Edmund lo nota ma è convinto che le notizie che le avrebbe riferito sarebbero state per lei motivo di entusiasmo, tanto quanto lo erano state per lui.

thewriter_edmundthewriter_lydia

EDMUND
Amore non hai idea di
cosa è successo oggi,
questa giornata è cominciata
alla grande e finirà
anche meglio

LYDIA
Ne sei davvero sicuro?

EDMUND
Certo! Le Roi
ha voluto incontrarmi
oggi, abbiamo parlato e ho
praticamente il pacchetto
di maggioranza in pugno ormai

LYDIA
E fammi indovinare,
ti ha chiesto di licenziare
Benny in cambio vero?

EDMUND
Si, e tu come
fai a saperlo?

LYDIA
(afferrando la busta
e tirando fuori il contenuto)
Grazie a queste
(mostrando delle foto
di Jacques e Benny in
un parcheggio sotterraneo)
e a questa registrazione

Lydia attiva il registratore e il nastro che viene riprodotto diventa per Edmund il suo peggiore incubo. Jacques sta parlando al telefono con Benny ripetendogli alla lettera del loro incontro, dei termini del loro accordo e delle decisioni prese poco prima nel suo studio. Infine chiedeva a Benny di incontrarlo per fargli una proposta degna del suo lavoro. Il nastro si interrompe, Edmund afferra le foto mentre Lydia si alza dal divano per riempirsi nuovamente il calice.

EDMUND
Come hai avuto questo materiale?

LYDIA
Secondo te? Ho assunto
un investigatore, non
mi sono mai fidata di Le Roi

EDMUND
(alzando la voce)
E NON POTEVI AVVERTIRMI PRIMA?

LYDIA
L’avrei fatto stasera ma non credevo
che fossi così idiota da saltare dalla
scogliera nel momento in cui Le Roi te l’avrebbe
chiesto! Santo cielo sai cosa
significa questo?

EDMUND
Credi che non ci abbia pensato?
Ho visto un’occasione e l’ho colta!
Cos’altro avrei dovuto fare?

LYDIA
Prendere tempo, manipolare
e non farti manipolare!
E avresti dovuto stroncare
quella teppistella di Chicago,
eh si, so anche di questo,
Benny parla come un canarino
non appena gli offri un biscotto

EDMUND
(camminando nervoso
su e giù per la stanza)
E adesso cosa facciamo?
Benny sa ogni cosa che ho
fatto, sa dei soldi di mio
padre, del viaggio in Russia,
ogni cosa! Se Le Roi lo scopre
è la fine per noi

LYDIA
Non pensarci neanche!
Dobbiamo agire in fretta

EDMUND
Come?

LYDIA
Andrò a Chicago domattina
presto, mi occuperò io della Martinez!
E tu, tu risolvi il casino che hai
combinato con Benny,
non so come,
ma CHIUDIGLI LA BOCCA,
in qualunque modo e
a qualunque costo!
E soprattutto non parlare più
con Le Roi, non so cosa abbia in
mente quell’uomo ma di certo
non ha intenzione di
smembrare il suo gruppo.

Entrando in camera da letto e chiudendo la porta alle sue spalle, Lydia sente squillare il suo cellulare posato sul comodino al fianco del letto. Lo afferra e quando legge il nome di chi la sta cercando sul display, il suo viso teso si rilassa per la prima volta mostrando anche il sorriso più sincero che abbia avuto negli ultimi giorni.

thewriter_lydiathewriter_liz

LYDIA
(rispondendo al telefono)
Hey piccola, come va?

LIZ
(da Londra,
nella sua stanza)
Ciao Lydia!
Avevo bisogno di
parlare con qualcuno e
spero di non disturbarti

LYDIA
Tu non mi disturbi mai
piccola, dimmi tutto

Lo ricordo benissimo, 23 aprile 1993, avevo 12 anni, quel film mi aveva distrutto. IT, quel pagliaccio mi aveva trascinato all’inferno, 3 ore da incubo, 3 ore durante le quali non avevo potuto sottrarmi alla tortura, per paura di venire preso in giro dai miei compagni. Da allora lo giurai: MAI PIU’ UN PIGIAMA PARTY. In ogni caso, ormai il danno era fatto, una notte insonne, terrorizzato da tutto ciò che avevo vicino. Ombre, rumori, scricchiolii… qualsiasi cosa mi impedì di rilassarmi, la tensione mi creò conati di vomito, riuscii a dare la colpa alla pizza, quella volta, ma dentro di me lo sapevo benissimo: ERA PAURA!

E’ ormai mezzogiorno passato, non ho chiuso occhio tutta la notte e chissà se potrò chiuderlo prima o poi.
TI UCCIDEREMO
L’urlo è ancora nelle mie orecchie, ma questo è il minimo. Dal mio risveglio alcune cose sono cambiate, il mal di testa non è mai venuto a farmi visita e ho potuto finalmente prendere atto di quello che stava succedendo. Come ho fatto a scrivere tutta questa storia e a non ricordarmene nemmeno un pezzo? Chi sono questi personaggi? Perchè ogni tanto svengo? Sono malato?
Le ricerche su Google ovviamente mi hanno diagnosticato pochi giorni di vita e la mia paranoia non ha fatto che aumentare.
Perchè quando rileggo, e cazzo, è tutta la notte che la rileggo quella storia, mi immagino i volti di quei personaggi, chi sono? Perchè la mia mente li ha creati? Perchè quel sogno? Perchè mi inseguono?
Ore e ore passate a leggere e rileggere… che cazzo mi sta succedendo?
Helen sta continuando a mandarmi messaggi e a chiamare, non mi sono presentato a lezione e non mi sente da ieri… dalla mia fuga… Non ho voglia di parlarle, non saprei cosa dirle. La pazzia non mi sembra un ottimo argomento di discussione.
Rileggo il racconto, provo empatia per Amilton, non so come mai ma mi rivedo in lui… corro in bagno, un nuovo conato di vomito, ma è solo l’ennesimo sforzo ormai non mi è rimasto più nulla dentro.
Tornando a sdraiarmi sul letto mi accorgo per la prima volta di un suono strano, al piano di sopra qualcuno sta spostando mobili, svuotando cassetti. Ripensandoci è da un po’ che sta succedendo, ma non mi ero ancora focalizzato su quel rumore di sottofondo. Continuo a rileggere, mi focalizzo sullo smembramento della rivista INTEL, come ho fatto a mescolare così bene realtà e finzione?!
Di nuovo quel rumore mi distrae, ma cosa sta combinando la signora Prym? Vabbè, continuo a leggere, adoro Jules è la mia preferita, da quello che ho scritto sembra avere un carattere fenomenale.
E no adesso basta!!
L’ennesimo tonfo assordante mi distrae definitivamente, sono preoccupato, anche se non ne ho la forza, decido di andare a vedere.
Infilo una felpa, prendo le chiavi di casa e salgo al piano di sopra.
TERRORE
La porta è spalancata e all’interno è tutto buio, il rumore continua, ho paura ad entrare.
-Chi c’è?
Mi sento idiota a pronunciare quelle parole, chi sarebbe tanto stupido da rispondere?! Ma contro ogni mia aspettativa sento bloccarsi tutto. Un’ondata di panico mi assale e come il terrore ben presto una figura nera, con il volto coperto, mi travolge e inizia la sua corsa giù per le scale.
Non ci penso due volte, la inseguo, salto giù dai gradini due alla volta, devo prenderlo. Si, è indubbio: la figura è un uomo, il suo ansimare è ben distinto. Dopo pochi secondi entrambi siamo fuori dall’edificio.
-Fermatelo!
Nessuno dei passanti mi da retta. Sopravvivere a New York vuol dire anche questo: pensa ai tuoi guai e occhio a non andartene a cercare di nuovi!
La testa inizia a girarmi, sono a stomaco vuoto e non ho dormito, il sudore mi imperla la fronte.
-Fermati, cazzo!
In tutta risposta la figura si infila in un vicolo stretto e sembra aumentare il suo passo. Non ce la farò mai a prenderlo. Cerco di farmi forza e di aumentare il ritmo. Sbuchiamo, prima lui e pochi secondi dopo io, in una piazzetta, è affollata, c’è un mare di gente, sarà qualche manifestazione ne sono certo. Finire in un corteo è stata la fortuna del ladro. Non riesco a vederlo da nessuna parte, mi sforzo, ma ci sono troppe persone, troppe teste, troppo tutto. Non mi do per vinto spingo, cerco di muovermi ma della figura nera non c’è nessuna traccia. Ma cosa ci fanno tutte queste persone lì? Perchè stanno tutti guardando in alto?
Alzo lo sguardo e non posso fare a meno di notarlo.
Un aereo con uno striscione verde intenso sta attraversando il cielo sopra le nostre teste.
Aguzzo la vista, lo striscione ha una scritta, mi sforzo per metterla a fuoco.

IO STO SCRIVENDO E TU?

Una nuova ondata di panico, il terrore mi sale dai piedi e mi attorciglia lo stomaco. IL PANICO.

Sento che il mondo mi sta girando attorno, vedo tutto vorticare, cado a terra.

-Rick! Rick! Stai bene?

E’ la voce di Helen a riportarmi alla realtà, è lì, accanto a lei vedo la sua preda bionda. E’ riuscita a mettere le mani sul suo premio!

-Sì sì grazie, un giramento di testa.

Mi rialzo cercando di darmi un contegno, cosa difficile in questa situazione.

-Non sono stato troppo bene oggi.

Cerco di giustificarmi.

-Ti presento Mike, il ragazzo nuovo!

Stringo la mano a Mike.

Dovrebbe arrivare anche un altro ragazzo che ho conosciuto a lezione, mi aveva scritto che era già per strada – Risponde il biondo

Ah eccolo

Non posso credere ai miei occhi, Jim sta arrivando verso di noi. Sta sorridendo. E’ vestito completamente di nero.

To-be-continued

The Writer è un’opera di fantasia, una fanfiction nata con l’unico scopo di intrattenere.
Se ti ha fatto piacere leggere questo capitolo, se ti sono piaciuti alcuni personaggi più di altri, o semplicemente se vuoi lasciare traccia della tua opinione, il posto più adatto per farlo sono proprio i commenti qui sotto.

I due autori, Walkerita e Lestblue, saranno felici di ascoltare ciò che pensi e di fare del loro meglio per rendere questa lettura un’ esperienza valida.

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Ringraziamo le seguenti PAGINE FACEBOOK per il loro supporto e vi invitiamo a passarle a trovarle e a lasciare un bel MI PIACE!

Le Lande Incantate / • Clara Oswald » Jenna Louise Coleman. / ϟAlfred Enoch Italia / • Thank you; Always • Castle / Billie Piper Italia / Lyndsy Fonseca ϟ Italian Fanpage / David Tennant Italian Page / Doctor Who pagina italiana / Doctor Who Channel / Just A Mad Man With A Blue Phone Box.

Non dimenticate di recuperare anche le due piccole anteprima di The Writer se ancora non l’avete fatto:

SNEAK PEEK #1 | SNEAK PEEK #2

21 comments
  1. Ok, questo è l’episodio più creepy di tutti… e ciò mi piace dannatamente!

    Il fatto che si sottolinei che Jim sia vestito di nero nel finale dell’episodio mi porta ad escludere che sia lui il ladro al piano di sopra, troppo facile. E allora chi è?

    Helen continua a non contarmela giusta, continuo a sospettare che sia lei il secondo writer.

    Non vedo l’ora che riprendiate la storyline della “lettera dall’aldilà” e sono curioso di saperne di più sul “TUTTO STA CAMBIANDO”.

    Continuate così guys!

    1. Il più creepy per il momento… il sesto episodio ti manderà letteralmente fuori di testa, TUTTO STA CAMBIANDO… e nessuno è preparato a questo!

  2. Puntata fantastica, come sempre. Una cosa che mi affascina molto di questo racconto è il fatto che tutti i personaggi, chi più chi meno, siano tutti collegati tra di loro. Avevamo incontrato Liz nell’anteprima e adesso scopriamo che è la perfida e calcolatrice moglie di Edmund.
    Per quanto riguarda la questione Le Rois, io vorrei concedere a Jaques il beneficio del dubbio: forse mi sbaglio ma tutte queste “prove di fedeltà” che pretende dai vari editori mi sembrano un po’ sospette. Certo non sarebbe il primo uomo potente a richiedere favori sessuali in cambio di posizioni di potere ma non credo sia questo il caso. Secondo vuole vedere fin dove sono disposti ad arrivare e quanto sono pronti a sacrificare per ottenere ciò che desiderano, in queste caso le quote dell’azienda.
    Il personaggio di Rick fa da cornice a tutto il racconto, un mistero nel mistero. Sono davvero curiosa di scoprire cosa c’è dietro tutta storia del The Writer: perché Rick fa quello che fa ed è lui a comandare o qualcuno lo sta controllando?

    1. Grazie mille per il commento! The Writer è ricco di misteri e fidati quello che Rick sta per scoprire sullo scrittore lo sconvolgerà veramente un sacco! Ci aspettano dei capitoli molto forti!!

  3. Finalmente Liz e Lydia che avevo amato nell’anticipazione ma spero di vedere di più sul loro rapporto nei prossimi episodi, sono curiosa poi di sapere come mai lo scrittore ha questi vuoti e questi dolori e perchè non ricorda quello che scrive. Sarà forse manovrato da qualcuno ancora più al di sopra di lui?

    1. Grazie mille per il commento! Sì, fidati, presto rivedrai Liz e Lydia e soprattutto preparati per quanto concerne la storia dello scrittore… stiamo per rivelare molto!!!

    2. Non so bene perché ma il tuo commento ha fatto si che il mio cervello accendesse la lampadina delle idee e suggerirei (probabilmente cadendo e facendo cadere in errore) così per i pochi conoscitori compulsivi di supernatral-> Chuck Shurley 4/5 stagione chi può e vuole capire capisca 😉 .
      Io la butto li XD

  4. Grandissimi ragazzi, ho adorato questo episodio. Le Roi secondo me non la racconta giusta e poi Rick mi fa proprio un sacco pena, povero non capisce cosa sta succedendo, e noi con lui!! Non vedo l’ora sia lunedì!!!

    1. Grazie mille!! Le Roi è un uomo che non si rivela mai per davvero! E Rick ha un lungo percorso da compiere davanti a sè! Resta con noi!

  5. Io non ho più parole… BRAVISSIMI! Non riesco a capacitarmi di che “casting” fantastico avete fatto, in ogni frase o battuta mi immagino PERFETTAMENTE il personaggio e mentre leggo mi rendo conto che il prestavolto è fenomenalmente giusto. La storia inizia ad entrare nel vivo e non vedo l’ora di continuare a leggere per capire dove volete andare a parare.

    PS: è strano che io AMI alla follia Le Roi!?!?!? xD

    1. Grazie mille!!!!! Il casting ci ha divertiti molto, alcuni personaggi sono praticamente nati nella nostra mente con un volto ben preciso, altri invece li abbiamo ricercati fino al momento in cui ci siamo detti: ECCO, è lui! PS: puoi amare chi vuoi, a noi va bene tutto!!!! xD

  6. Oddio, mentre leggevo le scene di Edmund e Lydia avevo stampata nella mente l’immagine di Victoria e Conrad. Vi siete ispirati davvero a loro, o sono io che sono troppo malata di Revenge?

    1. Very Good Miriam!! Per scrivere un rapporto del genere, è inevitabile pensare o ispirarsi a Conrad & Victoria!! Grazie per il tuo commento!

  7. Dopo questo episodio posso ammettere tranquillamente che riesco a immedesimarmi in Rick completamente; percepisco le sue sensazioni e immagino facilmente le sue azioni. Forse sono pazza anche io XD L’aggiunta creepy è piaciuta molto anche a me. Bravi ragazzi!

  8. Ok. Arrivo sempre in ritardo, ma arrivo anche io.
    Ero rimasta indietro di sue episodi causa connessione ballerina, e la mia assurda pretesa di leggere tutto sullo schermo del pc perchè le immagini si vedono meglio.
    The Writer è un CAPOLAVORO.
    E’ inutile che io stia a sproloquiare di quanto adori Jules e Roman, perchè avete dato loro i volti del mio attore preferito e della donna che ho sempre sognato al suo fianco, e quindi basta. Li amo. Sono meravigliosi e pucciosi.
    TUTTO STA CAMBIANDO. Mi piace. Mi piacciono le tinte fosche e l’atmosfera sempre inquietante, sempre tesa. Quando si dice “leggere un capitolo tutto d’un fiato”… ECCERTO! Non ho respirato per metà dell’episodio!
    C’è qualcosa che non mi torna però Qualcosa in quello che sono Helen, Jim e Rick che non mi quadra. Devo pensarci e capire. Non esprimo teorie perchè non mi piace parlare a vanvera.

    Detto questo: SCRIVETE. Scrivete perchè oramai non posso più farne a meno!

    1. Non sei mai in ritardo con noi!! Innanzitutto grazie mille per le tue parole, siamo davvero onorati, GRAZIE! La verità è che quando abbiamo scelto i volti di Roman & Jules abbiamo pensato ai due attori la cui chimica più ci aveva colpito e lì non abbiamo avuto dubbi!! L’atmosfera a tratti diventerà sempre più dark e molti personaggi si ritroveranno coinvolti in questa oscurità! Sta per succedere di tutto!

  9. Ho appena terminato di leggere anche quest’ultimo episodio; quello che penso su questa ‘serie’ l’ho già detto nel commento al primo ‘episodio’, ma a costo di sembrare ripetitiva lo ribadisco : GENIALE!
    Ovviamente andando avanti con i capitoli\episodi ho avuto la possibilità di notare delle cose che al primo capitolo non ero riuscita a cogliere, come l’impronta shakespeariana,infatti è ben visibile un equivalenza tra Amleto e Amilton e non solo per la vicenda che riguarda il padre e lo zio; ma io in Liz vedo una perfetta Ofelia dei giorni moderni dolce,sincera…pura e ingenua ma con un modo di fare che è proprio delle donne di oggi!
    Un pò più celata è la presenza di “Romeo e Giulietta” messi in scena (ovviamente in una relaborazione moderna) da Roman e Jules! Si è vero loro non si sono incontrati ad un vero e proprio ballo ma in fondo si sono ritrovati in mezzo al folle ballo organizzato per loro dal destino ! Si è. Vero non ci sono famiglie fra loro nemiche a ostacolarli ma al loro posto troviamo due mondi totalmente diversi, nella stessa citta ,che spesso si trovano a scontrarsi e perché no arrivando,qualche volta, alle ‘mani’!
    Si forse ci sono arrivata un pò in ritardo a notare l’influenza di Shakespeare dal momento che voi avevate gia citato la passione del ragazzo per il Bardo; ma ammetiamolo a molti piace Shakespeare (anche a me) ma in pochissimi hanno il coraggio di confrontarsi con il suo e di riuscire,pur rivisitando la trama e modificando contesti sociale e tempi , a non fare un bel capitombolo e a rendergli giustizia. Eppure voi ci siete riusciti! Rendendo il tutto attuale e verosimile ! Ovviamente ora che ho notato tutto questo sono riuscita ad apprezzare maggiormente la scelta dei nomi dei personaggi che ,si, richiamano quelli dei famosissimi personaggi teatrali ma con delle sostanziali differenze che sembrano urlare :”si è vero ci siamo ispirati al grande poera Inglese ma non aspettatevi di trovare esattamente le vicende come le narrò lui e crdeteci avverranno cose che mai vi aspettereste”.
    Beh che altro posso dirvi oltre che bravi anzi bravissimi ma forse neanche bastaXD
    Certo questo è solo il parere\critica\commento di una studentessa universitaria fissata (come molti qui) con le serie tv e che spera un giorno di farene un lavoro di questa sua passione! E sono del tutto sincera quando dico che ho letto centinaia di testi teatrali , sceneggiature e libri in generale (e a mia volta ho scritto qualcosa) ;
    ho visto centinaia di film e seguito almeno 85 serie tv di ogni genere e periodo e posso affermare che quello che avete scritto fino ad ora non ha nulla da invidiare ,secondo me a tutto quello che conosco ! Infatti ha del grande potenziale e spero che un giorno qualcuno più importante di me lo noti e gli dia l’opportunità che questo “proggetto”,a parer mio merita!
    Buona giornata e perdonatemi tendo a diventare prolissa quando qualcosa mi colpisce e stuzzica la mia mente ! Non vedo l’ora esca il prossimo episodio

    1. Ciao Diletta! Una domanda: la statua in oro massiccio in tuo onore la vuoi nella piazza della tua città o nel cortile di casa tua? Scherzi a parte, la verità è che ringraziarti in questo caso è anche riduttivo perchè tu hai colto OGNI SINGOLO riferimento al nostro MAESTRO e al nostro tentativo di rendergli omaggio scegliendolo come ispirazione principale e come “luce” per un cammino che poi abbiamo compiuto nel modo più indipendente possibile! Il gioco con i nomi, le somiglianze nei personaggi e nelle storie (grazie di esistere per aver colto la vicinanza Liz/Ofelia), la nostra rielaborazione personale, è tutto qui, nelle tue parole e per noi, ti assicuro, è quasi un sogno! E poi ci hai davvero emozionati paragonandoci ai nostri modelli, ai punti di riferimento che abbiamo scelto quando abbiamo intrapreso questa avventura, a tutti quegli sceneggiatori e a quelle storie che abbiamo visto, vissuto e amato nelle nostre serie tv e che certamente ci hanno aperto una finestra su un mondo magnifico! Personalmente posso assicurarti che abbiamo iniziato a sviluppare quest’idea senza alcuna aspettativa se non quella di provare a seguire una nostra passione, niente di più! Non volevamo diventare i nuovi Whedon & Espenson, non volevamo firmare autografi o sentirci divinità in terra, a dir la verità stavamo pensando di offrire un paio di zeppole al primo che avrebbe messo anche solo un MI PIACE alla storia! Quindi puoi ben capire che le tue parole sono per noi una strana novità perchè FORSE ci siamo riusciti, FORSE nel nostro piccolissimo mondo abbiamo creato qualcosa di carino! Per questo GRAZIE DI CUORE per tutto quello che hai detto, grazie a tutti voi in realtà che state leggendo la nostra storia!! E vi aspettiamo, se vorrete, per i prossimi capitoli che saranno ESPLOSIVI!

  10. Okay ho molte cose da dire.
    Allora innanzitutto ho adorato questo inizio così dinamico e ansioso, avevo l’adrenalina e l’ansia a mille mentre leggevo.
    E così come è iniziato è finito, dato che anche nell’ultima scena stavo morendo d’ansia, queste due scene sono state proprio scene da serie TV… Le ho immaginate perfettamente, fantastica la scelta dello striscione e del susseguirsi delle varie azioni.
    Poi Jules e Roman che diventano sempre più otp, amo il fatto che Jules continui a leggere d amare l’uomo che si cela dietro quel blog senza sapere che c’è Roman dietro e non vedo l’ora di assistere alla cena **
    Roman è davvero prezioso, mi fa sorridere come un’idiota, voglio anche io un uomo così.
    Poi c’è John che è fantastico, a parte il fatto che non penso ci sia volto più adatto al personaggio che avete descritto, e mi fa sempre ridere.
    Un’altra cosa che adoro di come raccontate la storia è questo continuo alternarsi tra i momenti dove imariamo a conoscere meglio personaggi come Jules, Roman, Lydia, Deila etc e i momenti in cui vediamo questi nomi echeggiare nella mente di Rick e tormentarlo, FANTASTICO davvero.
    Per quanto riguarda Lydia, il suo personaggio mi ha affascinato molto nello sneek peak ed ero curiosa di conoscerla meglio, poi in questo capitolo ha iniziato a prendere di mira la mia bambina (perché l’ho chiamata la mia bambina??? Boh, voglio proteggerla) e aiaiai, però penso che sia un personaggio che ha ancora molto da raccontare e sono molto curiosa di scoprirne di più.
    In più mi piace molto come il suo tono quasi freddo e distaccato sia mutato quando ha sentito Liz al telefono.
    Bene, ora arriviamo alla parte del commento che più attendevo, la parte riguardante Delia che nonostante non sia stata fisicamente (?) presente nel capitolo, veniamo a scoprire cose interessanti e anche dolorose riguardanti il suo passato.
    Ora, saranno gli anni passati a vedere Criminale Minds e simili, ma vi giuro che nella scena dove Benny (si chiama pure come me, che sia destino? Ahha) racconta quella vicenda del passato di Delia io ho visto chiaramente ogni dettaglio nella mia mente, dall’arredamento, i volti e l’intensità dei loro sguardi al sangue, mi sono sentita parte di quella scena, cosi tanto che mi è quasi venuto istintivo guardarmi le mani perché le sentivo sporche di sangue. Mi sono lasciata coinvolgere in ogni riga, ho sentito il tormento di Delia e lei manco era presente nella scena!
    Per ora credo sia finita qua, penso di aver detto tutto o almeno spero.
    Grazie ancora per aver condiviso questo gioiellino e ci si legge al prossimo capitolo 😉

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