The Walking Dead | Scott Gimple parla dei due eventi sconvolgenti della premiere

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[SPOILER ALERT: Continuate a leggere solo se avete visto l’episodio di domenica, “No Way Out”, di The Walking Dead.]

Buone notizie! La gente di Alexandria è riuscita a combattere e a sconfiggere gli zombie da cui erano invasi. Purtroppo questo è avvenuto solo dopo che l’intera famiglia Anderson è stata divorata e dopo che uno dei protagonisti ha subìto una ferita critica, che ha messo in pericolo la sua vita (e la sua vista). Come era stato anticipato nel midseason finale di dicembre, il giovane Sam ha iniziato a spaventarsi, attirando immediatamente gli zombie su di lui. Questo ha causato una reazione a catena: Jessie è stata divorata dagli zombie, Rick ha dovuto tagliare la mano di Jessie quando lei non lasciava andare quella di Carl, Ron ha cercato di sparare a Rick, Michonne ha pugnalato Ron, ed infine Ron ha sparato inavvertitamente in faccia a Carl.

Denise ha salvato la vita a Carl, ma non il suo occhio destro. Quindi, ecco, questa era la cattiva notizia. Abbiamo incontrato Scott M. Gimple, showrunner della serie, per parlare di questo fondamentale episodio. Ci ha anche svelato uno dei più grandi misteri dello show – il nome del ragazzo Wolf, che tutti chiamavano semplicemente W.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Quando avete ingaggiato Alex Breckenridge, avete pensato a qualche scenario in cui Jessie sarebbe potuta sopravvivere?

SCOTT M. GIMPLE: Direi che tutto è possibile, ma no, non questa volta. La storia doveva essere questa e noi sapevamo che avremmo seguito, più o meno, la storia del fumetto. Detto questo, se una meteora dovesse cadere sulla terra, ci sarebbero dei cambiamenti notevoli nella nostra società, questo per dire che non si sa mai. Quello che voglio dire però, è che Alexandra è un’attrice talentuosa ed è stato fantastico lavorare con lei. Infatti ogni tanto speravo che quella meteora arrivasse, perché lei è meravigliosa. Ma sì, sin dall’inizio eravamo intenzionati a raccontare la stessa storia dei fumetti. Immagino che se ci fosse stata qualche variabile, l’avremmo già giocata come carta.

Per esempio l’azione che compie Rick, quando le taglia la mano per lasciarla agli zombie e per liberare Carl? Stai dicendo che sarebbe successo comunque, ma magari in un’altra circostanza?

Sì, credo di sì. E sai, a volte le carte vengono mischiate. Sto parlando teoricamente. Il piano era quello di raccontare la storia del fumetto. A parlarne con te ora però, potrei dire che sarebbe stato interessante se fosse stato il contrario, se fosse stata Jessie a tagliare la mano di Rick, piuttosto che Rick a tagliare quella di Jessie.

Questo pareggerebbe i conti con il fumetto, lasciando Rick senza una mano, proprio come nella versione cartacea.

Esatto! Sarebbe stato una sorta di omaggio molto aggressivo. E magari in quella circostanza, lei avrebbe indossato una benda su un occhio [Riferimento sottile al Governatore]. Sarebbe stato grandioso!

Si può dire che il suo destino fosse già deciso quando ha ottenuto la parte, perché sapevamo che lei avrebbe dovuto essere la protagonista di questo importante momento del fumetto, che abbiamo visto nella premiere. Ma quando e come le hai dato la cattiva notizia?

Direi che ci sono stati tanti personaggi che sapevo sarebbero morti molto prima che succedesse, e cerco sempre di capire quando è il momento perfetto e qual è la cosa migliore per loro, cercando comunque di lasciare un po’ di spazio di manovra allo show, soprattutto per la tempistica. Quindi, mi sono sempre tenuto a stretto contatto con Alexandra, ma non voglio entrare troppo nei dettagli.

Poco prima che Rick tagli la mano di Jessie, ci avete mostrato dei flashback con tutti quei momenti felici che Rick ha passato con lei e, voi ragazzi, di solito non fate cose del genere. Puoi dirmi qualcosa su questa decisione, perché si tratta di qualcosa che non siamo abituati a vedere in questo show.

Sì, sono contento che tu me l’abbia chiesto. Si trattava di un momento impressionistico, ispirato sicuramente ad un certo stile di filmmaking degli anni ’70, ed era qualcosa di cui io e il regista, Greg Nicotero, abbiamo discusso. Era un momento talmente intenso. Era emozionante, difficile ed orribile sotto ogni aspetto, soprattutto perché lo stai facendo ad un persona a cui tieni e che non vorresti mai ferire, ma andava fatto. E quei ricordi hanno accentuato quello che stava succedendo.

Serviva a ricordare agli spettatori che loro sono esseri umani e qual è il contesto della loro relazione – c’era questa urgenza in quello che Rick stava facendo. Volevamo mettere in contrasto questa situazione in modo emotivo e terrificante, ma volevamo al tempo stesso accentuare le emozioni. Ci piace usare questo genere impressionista e sperimentare quando giriamo.

L’ho amato perché è stato un nuovo modo con cui abbiamo regalato una nuova esperienza agli spettatori. Non vogliamo perdere l’opportunità di migliorare le esperienze che il pubblico prova, e questo processo richiede sperimentazione. Questo significa che bisogna correre dei rischi e che comunque sia, lo faremo sempre per gli spettatori, e voglio anche dire che noi lavoriamo per una rete il cui scopo principale è quello di regalare esperienze cinematografiche al pubblico, e questo è quello che noi cerchiamo di fare, e siamo molto fortunati di avere la possibilità di farlo.

Ovviamente nei fumetti è Douglas Monroe che spara accidentalmente a Carl, mentre cerca di allontanare gli zombie. Voi stavate costruendo questo momento da un bel po’ di tempo, con Ron che impugna la pistola e che spara a Carl accidentalmente, mentre aveva sotto tiro Rick. Perché vi siete allontanati dal fumetto, e non avete fatto sì che fosse Deanna – la versione televisiva di Douglas – a farlo? A che punto vi è venuta in mente questa idea?

All’inizio. Mi piacerebbe poter dire, “Oh, che mossa geniale che siamo riusciti a tirar fuori!”, ma nei fumetti c’è una scena in cui Ron va da Carl. Non lo attacca fisicamente, più che altro lo minaccia, ma la dinamica era così fantastica e abbiamo semplicemente deciso di esplorarla e usarla il più possibile. Ed Enid è molto importante nel loro conflitto. Abbiamo preso ispirazione dai fumetti senza ombra di dubbio, ma poi ci siamo allontanati, per ritornare all’idea del fumetto e per poi allontanarci ancora.

Molto tempo fa ti avevo chiesto se avevate preso in considerazione l’idea di rendere Carl cieco da un occhio, proprio come succede nei fumetti, e tu all’epoca eri stato piuttosto evasivo. Avete parlato di quello che volevate fare con l’occhio di Carl, in termini di logistica e di futuro? Perché non è semplicemente come quando uno si prende una pallottola nella spalla e guarisce,e che quindi non sarebbe stato un grosso problema, visto che la spalla sarebbe sempre coperta da vestiti e non si sarebbe notata la cicatrice. Ron ha sparato a Carl in viso, e questo cambierà totalmente la logistica d’ora in poi.

Quello che è successo a Carl, porterà il personaggio a cambiare drasticamente. Per anni nei fumetti, addirittura nella storyline attuale, tutto si basa su Carl e su come lui si sente riguardo se stesso e sul suo volto. Non voglio anticipare nulla, ma questo porta ad avere una relazione che ha un impatto immenso sulla storia nel fumetto.

Sai, [Andrew Lincoln] è venuto da me e Greg chiedendo se non fosse il caso che i personaggi iniziassero ad avere cicatrici addosso. Le cicatrici costano tempo, e questo è uno show che ha bisogno di ogni minuto disponibile, ma Andy aveva ragione. Questi personaggi devono iniziare ad avere delle cicatrici, e anche se dovessimo usare del tempo ogni mattina per il make up, penso che varrebbe la pena, perché ora loro sono così, e questo vale anche per Carl.

E voglio dire pubblicamente quanto sia grandioso Chandler [Riggs, che interpreta Carl]. Deve essere una scocciatura avere un occhio coperto per tutto il tempo. Una rottura. Non è chiaramente come perdere un occhio, ma il modo in cui Chandler lo sta affrontando è incredibile. Quindi posso dire che siamo molto fortunati ad averlo con noi.

Ho sentito dire che non gli permettete di tagliarsi i capelli sapendo che potrebbe migliorare la situazione. Potrebbero infatti coprire l’occhio.

Beh, questo potrebbe essere vero. Oppure no.

Senti Scott, sono stufo di chiamare il ragazzo che faceva parte del gruppo dei Wolves, “Wolf” o “W”, perché non so come dovrei chiamarlo. Ora che è morto, il tizio aveva un nome o cosa?

A dirti la verità, avevamo un paio di nomi per lui. Avevo scritto un’importante storia passata su di lui.

Va bene, dimmi tutto ora!

In realtà è una storia che potremmo raccontare un giorno. Direi che il suo nome ad un certo punto era Owen, e funzionava benissimo per la W sulla sua fronte. Ho una storia passata molto precisa per lui, ma non gli ho dato un nome perché non ho mai dovuto farlo .

Beh, Owen è meglio che nulla, quindi lo chiamerò così. Cambiando discorso, vuoi che ora io smetta di odiare Father Gabriel perché si è fatto avanti per proteggere Judith e per poi unirsi alla lotta? Mi dispiace, ma a quanto pare non riesco a perdonarlo, perché continuo ad odiarlo.

Ehi amico, non voglio dirti cosa provare. Ovviamente, non sono il tuo capo. Secondo me le cose che Gabriel ha fatto sono state causate dalla sua debolezza, e questa non è una scusante per quello che ha fatto. Per niente. Ma lui ora è qua, sta imparando, rispetta Rick, e sta cercando di cambiare, diventando un persona più simile a Rick. Se questo lo fa piacere o meno, è solo il pubblico che lo può decidere. Ma lui è qua, ci sta provando, e non si sta lasciando morire. Sta cercando di trovare la redenzione. E pensandoci, questo non è quello che cerchiamo di fare tutti?

Parla per te. Ok, va bene. Infine cosa puoi dirmi su quello che ci aspetta il futuro?

Direi che la migliore descrizione per gli episodi 9 e 10 di questa stagione è: ora arriva qualcosa di completamente diverso. Dovete prepararvi, perché sarà in contrasto con quello che abbiamo appena visto – sia per il tono, ma anche per i sentimenti che le persone proveranno dopo aver visto l’episodio 10, e credo che saranno completamente diversi dai sentimenti provati durante l’episodio 9. Direi anche che tra i due episodi passerà del tempo.

 

Fonte

FeFraise
Fraise, o meglio Federica, ragazza milanese di 25 anni, ha sempre amato sin da piccola tutto ciò che riguarda libri, telefilm, film, musica e viaggi. Grazie ai suoi genitori che l'hanno fatta viaggiare dall'età di 6 anni, ha sviluppato un amore incondizionato per Inghilterra e Scozia, tanto che da 7 mesi si è trasferita ad Edimburgo (che ama alla follia), insieme a quel santo del suo ragazzo. Si santo, perchè non fa altro che cercare di coinvolgerlo in tutto quello che fa e vorrebbe fare (per non parlare delle serie tv che vuole che lui veda insieme a lei!)! Il suo amore per i telefilm è nato vedendo ER e Beverly Hills, per passare poi a Friends, Dawson's Creek, Buffy, Angel e chi più ne ha, più ne metta!! Attualmente è fissata (si FISSATA) con Game of Throns,The Walking Dead, Vikings, Supernatural, Sherlock, Arrow, Revenge e tante altre! Non riesce a smettere di guardare telefilm, sono una vera ossessione! E non riesce neanche a smettere di cercare qualsiasi news telefilmica qua e là per cercare di sognare cosa potrebbe succedere! E ad ogni nuova stagione telefilmica, riesce anche a fare una lunga lista di nuovi pilot da non perdere! Passerebbe giornate intere a leggere ed ascoltare musica. Altra sua grandissima passione sono i Beatles (soprattutto Sir Paul McCartney) e i Mumford and Sons. Amante degli animali, è una convintissima vegetariana da ben 6 anni e no, se ve lo state chiedendo, non tornerebbe mai indietro e non le manca nulla! Ha viaggiato tantissimo, e continuerà a farlo, ma sente che nonostante la nostalgia della sua famiglia e dei suoi amici, abbia finalmente trovato la sua casa qui, a Edimburgo.

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