The Walking Dead | Scott Gimple commenta l’episodio 4×14

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The Grove è stato l’episodio che ha fatto impazzire i social media e ora lo showrunner di The Walking Dead, Scott M. Gimple, commenta la straziante 4×14.

[ALLERTA SPOILER: Leggete solo DOPO aver visto l’episodio andato in onda domenica su AMC!]

Un episodio in cui una ragazzina (Lizzie) pugnala la sua sorellina (Mika) sarebbe stato già abbastanza folle. Ma aggiungete una scena in cui Carol pianta un proiettile in testa a Lizzie e otterrete quello che diventerà un vero e proprio classico del WTF?!?! Oggi parleremo con l’uomo che sta dietro a tutto ciò, lo showrunner Scott M. Gimple, che ci spiega perché sia andata così, perché abbia fatto dei cambiamenti rispetto agli eventi dei fumetti su cui questa storia era basata, che cosa pensava di poter e non poter mostrare sullo schermo e perché era importante che Tyreese perdonasse Carol per l’omicidio della sua ragazza. Gimple offre anche qualche anticipazione per quello che ci aspetta negli ultimi due episodi della quarta stagione. Vi lasciamo con questa chiacchierata che fa luce sull’episodio più scioccante della stagione, se non dell’intera serie.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Una delle cose che detesto è quando uno show fa qualcosa di davvero drammatico senza averne prima posto le basi e sembra che gli autori si siano detti “Ehi, dobbiamo fare qualcosa di folle a questo punto”, con il risultato che mancano la coerenza e le giuste motivazioni. Quello che avete fatto voi, invece, è stata una lunga preparazione durante tutta la stagione: avete lasciato sul sentiero degli indizi e mostrato una progressione che ha raggiunto il culmine con gli eventi nell’episodio di domenica.
SCOTT M. GIMPLE: Gran parte di tutto ciò era già presente nella 4×01 e il resto nella 4×02. Sapevamo dove volevamo arrivare e sapevo di voler disperatamente raccontare questa storia. Questo è un esempio di una di quelle storie che ho davvero amato nel fumetto, ma che non volevo ricreare identica. Ma ricordo che anche la storia nel fumetto, che era diversa ma è stata la base per questa, è stata preparata a lungo.

EW: Esatto, ma non sempre si fa leva sulla pazienza in televisione. Quando ne avete parlato per la prima volta, ci sono state discussioni del genere “Okay, questo andava bene per il fumetto, ma è troppo per la TV”?
GIMPLE: Inizialmente ne ho parlato con il creatore, Robert Kirkman, perché nel fumetto è una storia che riguarda Carl e volevo sapere che cosa ne pensasse. Per me era importante saperlo. La cosa buffa è che ho iniziato dicendo “Stavo pensado di eliminare questi eventi – che sono una parte super importante del fumetto – dalla storyline di Carl” e lui inizialmente ha detto: “Oh, non saprei”. Poi ho iniziato ad abbozzargli la storia e lui ha esclamato: “Ma è fantastico!”. Il che è stato meraviglioso perché ero molto nervoso: volevo rendere onore alla fonte e rendere il creatore entusiasta…e lo era. A parte ciò, non ero particolarmente preoccupato per AMC: sapevo che si fidavano di noi. Non era una storia sensazionalistica, non stavamo sfruttando nulla. Era qualcosa che faceva parte della storyline di Carol e delle due ragazze e di questo mondo e penso che ci siamo comportati in modo sensibile al riguardo. Non importa quanto fosse estremo il finale: non abbiamo girato quella scena solo per scioccare il pubblico e AMC lo ha capito. Abbiamo cercato di rendere la scena nel modo più delicato possibile. Ne abbiamo parlato a lungo.

EW: Stavo proprio per chiedertelo, dato che quando abbiamo parlato della piccola Judith mi hai detto che non era possibile mostrare l’uccisione di un bambino in TV. Quindi come siete arrivati a decidere che cosa mostrare dell’uccisione di queste due ragazzine? Vediamo il corpo, ma non vediamo il momento in cui Mika viene pugnalata. Vediamo la pistola sparare, ma non vediamo il proiettile colpire Lizzie. Come sono state prese queste decisioni e in esse che ruolo ha avuto AMC?
GIMPLE: Per quanto riguarda la morte di Mika, volevo che venisse scoperta da Carol e Tyreese, non volevo che la si vedesse succedere. Vorrei prendermi il merito per un’idea geniale, ma in realtà è così che succede nel fumetto: è stata scoperta, non mostrata e in questo modo è stata molto d’effetto. Quando l’ho letta, su di me ha funzionato e sapevo che anche in TV sarebbe stato così. Non penso che avessimo bisogno di vederla: l’immaginazione del pubblico va ben oltre e si figura qualcosa di più orribile rispetto a qualunque cosa avessimo potuto decidere di fare. Per quanto riguarda lo sparo, abbiamo lottato con il taglio della scena: abbiamo sperimentato varie opzioni. Inizialmente ci siamo concentrati su quello che ritenevamo essere di buono e cattivo gusto mostrare. L’illuminazione che abbiamo avuto è stata la decisione di tenere la scena in cui non vediamo lo sparo, ma solo Carol che preme il grilletto mentre la telecamera rimane su di lei. In quel momento la performance di Melissa è stata davvero notevole, al punto che non avrei comunque voluto tagliarla, dato che in quel momento tutto ruota intorno a Carol. Questo è il compimento – molto tragico – di una parte importante della storia di Carol. Ho davvero percepito il ritratto che Melissa ha fatto di quel momento in cui il personaggio sente la gravità della situazione e l’impatto che ha su di lei e il modo in cui la cambia. Quindi alla fine ci siamo indirizzati verso l’aspetto narrativo.

EW: Quali sono state le reazioni del cast? Perché ricordo che Andrew Lincoln mi ha detto di aver letto il copione e averti chiesto: “Lo faremo sul serio?”.
GIMPLE: Stavo andando ad Atlanta per la preparazione dell’episodio e, una volta atterrato, ho ricevuto un messaggio di Andrew, che mi aveva anche chiamato. Il messaggio diceva: “Ho appena letto il copione, devo davvero parlarne con qualcuno”. E sì, mi ha chiesto: “Lo faremo davvero?”, ma non lo ha chiesto per paura. Lo ha chiesto con la speranza che potessimo raccontare la storia nel modo in cui desideravamo. Poche persone del cast erano nel copione, ma ho ricevuto un sacco di email e messaggi entusiasti di vedere l’episodio e della storia che avremmo raccontato.

EW: Come si fa a dire a due dolci ragazzine che moriranno di una morte orribile? So che hai già dovuto prendere questo genere di decisioni e comunicarlo, ad esempio, a Scott Wilson, ma immagino che sia diverso quando si ha a che fare con un bambino.
GIMPLE: Be’, quando possiamo, ne parliamo di persona. Il fatto è che, come ho detto prima, sapevamo dove volevamo arrivare con questa storia prima che le due ragazzine venissero scritturate, quindi ho dato degli indizi dal momento in cui abbiamo iniziato la stagione. Sono entrambe incredibilmente sveglie, talentuose e mature. Già da prima di iniziare, abbiamo parlato di tutto quanto in modo molto franco: ho parlato prima con le loro mamme. Non è stato, però, completamente inaspettato: ho cercato di porre le basi dall’inizio e loro lo sapevano. Tutti si chiedevano: “Chi sta uccidendo i ratti?” e loro lo sapevano. Non lo avevo detto a tutti, ma le due ragazzine erano a conoscenza del segreto. Ho parlato a Brighton e Kyla delle storie dei loro personaggi: Lizzie aveva dei problemi prima che scoppiasse l’apocalisse. Ed è stato incredibile vedere come siano state poste le basi di tutto ciò dall’inizio, per poi vederle dosate con il contagocce, fino a vedere come le bambine si siano affezionate a Carol. Nell’episodio 10 vedere Lizzie sul punto di soffocare Judith è stato rivelatore…per non parlare dei conigli. Quei poveri coniglietti!

EW: Parliamo della scena finale con Carol e Tyreese che, ovviamente, avrebbe potuto essere sviluppata in modi diversi. Si è mai parlato della possibilità che Tyreese non perdonasse Carol?
GIMPLE: Per me era molto importante che ci fosse questo momento di grazia. Ricordo di aver parlato con Chad Coleman all’inizio della stagione e di avergli detto che per Tyreese le cose durante l’apocalisse non sono state proprio così terribili. Come tutti quanti ha perso qualcuno ma, fino alla morte di Karen, non era stato colpito direttamente. E gli ho detto che durante questa stagione le cose per lui sarebbero state molto difficili e sarebbe arrivato ad un punto in cui avrebbe avuto tutte le ragioni per perdere il senno a favore della vendetta, ma che Tyreese avrebbe trovato la pace, nonostante tutto quello che ha passato. Avrebbe trovato la forza di perdonare. E questo è accaduto senza dovergli dire di che cosa si trattasse nello specifico, ma parlando semplicemente di una storyline generica. Per me era molto importante che in una simile oscurità ci fosse un po’ di luce e Tyreese è un personaggio talmente umano che credo si sarebbe proprio comportato così. Non mi esalto quando le cose sono inesorabilemente oscure, quando non hanno più sfaccettature. Mi esalto quando le storie mostrano davvero tutte le parti dell’esperienza umana: anche da quella situazione davvero orribile è uscito qualcosa di buono, la grazia. Non stavo davvero nella pelle: volevo vedere come sarebbe risultato.

EW: Si tratta di un tema ricorrente che ho notato in questi ultimi 8 episodi. Nel primo episodio su Rick e Carl il momento della speranza è stato alla fine, quando bussano alla porta e Rick dice: “è per te”. Poi c’è stato nell’episodio su Daryl e Beth, quando bruciano la casa. Poi in quello con Bob, Maggie e Sasha, quando si ricongiungono sorridendo sui binari. Ho notato che molti degli episodi brutali si chiudono su una nota di speranza.
GIMPLE: Penso che la speranza sia al centro di questo show. Queste persone stanno cercando di rimanere persone nonostante le pessime circostanze e, per me, questa è una delle speranze più grandi che ci siano al mondo. Il fatto è che se ci sono sorrisi, amore, amicizia, perdono, grazia, ciò rende l’oscurità ancora più buia e le scofitte ancora più devastanti. E dirò che, per me, Tyreese che perdona Carol è devastante: è incredibilmente triste, un promemoria della bontà del mondo…eppure hanno perso queste due ragazzine. Hanno visto il modo in cui il mondo ti fa a pezzi, ma non è facile dire che il mondo è solo un luogo di distruzione e malvagità perché questo comporterebbe in qualche modo arrendersi. Sapere che la vita può essere buona è sia rincuorante che estremamente doloroso.

EW: Il fumo che abbiamo visto proviene dal fuoco che ha acceso Daryl?
GIMPLE: Continuano a chiedermelo e io mi rifiuto di dare una risposta definitiva: non voglio dirlo. Se avessi voluto far pensare alla gente che si trattava proprio di quello, lo avrei collegato in qualche modo inequivocabile, ma voglio che sia il pubblico a deciderlo. Alla fine nutro del rancore riguardo al significato di ogni cosa, ma non direi mai al pubblico che ha torto, a meno che non si tratti di qualcosa riguardo a cui siamo stati molto specifici.

EW: Greg Nicotero era come un bambino in un negozio di caramelle quando si è occupato di quegli zombie abbrustoliti?
GIMPLE: Anche in passato avevamo avuto zombie bruciati, ma volevo che fossero ancora fumanti…ed è stato un lavoro incredibile. Avevamo la versione “extra croccante” e quella originale, che era “croccante per metà”.

EW: Mancano solo due episodi alla fine della stagione. Che cosa puoi dirci di quello che vedremo dopo questo episodio incredibilmente emozionante?
GIMPLE: Arriveremo all’emozionante conclusione della stagione. Sono entrambi episodi importanti. Accadono alcune cose folli. Accadono alcune cose tragiche. Accadono alcune cose che lasciano spazio alla speranza. E ci sono cose davvero molto oscure. E storie che collidono.

EW: Potremmo quindi vedere i gruppi che si ritrovano?
GIMPLE: Forse. Potrebbe succedere.

EW: Quei binari dovranno pur portare da qualche parte, vero, Scott?
GIMPLE: Oppure è solo il luogo in cui finisce il marciapiede.

Fonte

Cecilia
Con il corpo è in Italia, con il cuore è in Giappone, con la testa è negli USA. Ritiene di avere ottime potenzialità come sceneggiatrice di “finali alternativi” e come moglie di attori talentuosi e affascinanti (magari con l’accento british e le fossette). In una serie cerca persone e non semplici personaggi, mondi più che location, non un sottofondo ma vere e proprie emozioni musicate, vita, non una storyline. Nel suo universo ideale la birra è rossa e il sushi è in quantità abbondante, le Harley Davidson sono meno costose, la frangia non è mai né troppo lunga né troppo corta e il suo favorito arriva incolume al finale di serie. Forse ha troppi smalti, mentre per i tatuaggi, i cani, i gadget di Spongebob e i libri troverà sempre il posto. Tiene pronti la balestra, i viveri e l’hard-disk zeppo di serie: l’Apocalisse Zombie non la coglierà impreparata!

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