The Walking Dead | Recensione 7×14 – The Other Side

“The Other Side” sembra un episodio in cui accade poco e niente, in cui c’è la calma che precede la tempesta, eppure non è così. Sebbene non possa certo essere annoverato tra i migliori di questa (francamente deludente) settima stagione e sebbene sia ancora chiaro che The Walking Dead avrebbe bisogno di meno episodi a stagione, questa 7×14 “mette i puntini sulle i” ad una serie di situazioni che meritavano un chiarimento.
Il medico dei Saviors è stato brutalmente ucciso da Negan, che prontamente chiama quello di Hilltop (il dott. Carson, lo stesso che sta seguendo Maggie) a sostituirlo. La faccenda, portata un po’ troppo per le lunghe, è l’occasione per un confronto – il primo – tra Maggie e Daryl, che crede di essere in parte colpevole per la morte di Glenn. Ancora una volta Maggie dimostra il suo buon cuore e ricorda l’amato marito, facendo capire all’amico che deve smettere di colpevolizzarsi: sembra che gli autori stiano puntando molto sulla giovane donna e che la stiano preparando ad essere una futura grande leader. Il dialogo tra i due è stato conciso ed assolutamente necessario all’economia della storia: la responsabilità di Daryl nella brutale uccisione del suo amico era una faccenda controversa che meritava una chiusura degna. E chiusura c’è stata.
Il cuore dell’episodio è però di Sasha e Rosita, che si recano al Santuario per uccidere la loro nemesi: se il percorso che le porta sin lì non ha nulla di interessante (soliti intoppi, soliti walkers…) è l’evoluzione del loro rapporto che merita di essere analizzata. Compagne dello stesso uomo, assassinato ferocemente da Negan, le due inizialmente sono astiose l’una verso l’altra, per poi cooperare e diventare amiche. Tra le donne si staglia, assente solo fisicamente, il gigante buono Abraham: è lui l’oggetto del contendere che ha portato il loro rapporto ad incrinarsi così tanto. Ed è sempre lui – in un certo senso – ed il suo ricordo che porta Rosita a sotterrare l’ascia di guerra e a lasciarsi andare con la sua compagna di battaglia: un cambiamento un po’ troppo repentino che avrebbe meritato più tempo e spazio, ma chiaro nel suo significato. Ancora una volta le donne in The Walking Dead hanno un ruolo di primo piano e si dimostrano capaci quanto gli uomini: non solo Rosita è partita per una missione suicida che in pochi avrebbero abbracciato, ma in questa 7×14 spiega anche il lungo e difficile percorso che l’ha portata (anche usando l’altro sesso) a diventare la donna forte che è. E Sasha non è da meno, tanto da impedire all’amica di compiere la loro missione sino in fondo: sarà lei a morire? Il fatto che Sonequa Martin-Green si sia aggiunta al cast della serie Star Trek: Discovery lascia pensare di sì.
Altro cardine di questo “The Other Side” è Eugene, che si mostra per ciò che è: un codardo che sta dalla parte del più forte. Ma possiamo dargli torto? Eugene è l’uomo medio: sopravvissuto un po’ per ingegno e un po’ per fortuna, sa che le sue chances in questo nuovo ordine mondiale sono legate alla sua capacità di adattamento. In tutti i sensi. Lo si può odiare per il tradimento, ma non biasimare.
L’episodio finisce con una sorta di cliffhanger: un’ombra (Dwight?) si avvicina a Rosita nel buio. Che succederà? E che ne sarà del piano di lei e Sasha? Ci avviciniamo al preludio della guerra e, a due episodi dal finale di stagione, The Walking Dead non può più permettersi di perdere tempo.

Vi ricordo di passare da Andrew Lincoln Italy e da The Walking Dead ITA per essere sempre aggiornati su questo show!

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, il penultimo della stagione:

https://www.youtube.com/watch?v=kpJcyNzWXjY

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