The Walking Dead | Recensione 7×10 – New Best Friends

È difficile approcciarsi a The Walking Dead dando un parere senza temere di incorrere in polemiche: questo show è uno dei più discussi degli ultimi anni dopo che, iniziato sotto ottimi auspici, ha cominciato una parabola altalenante che l’ha visto diventare oggetto di feroci critiche e di altrettante esaltazioni.
E “New Best Friends” non aiuta certo a chiarirci le idee. Sebbene sia semplice gridare al filler (io stessa l’ho fatto nella scorsa recensione), non si può accusarlo di ciò in questa occasione: questa 7×10 è semplicemente – in parte – un’occasione mancata, ma che riesce a fare egregiamente il punto della situazione. L’episodio è diviso in tre filoni: quello di Ezekiel, quello di Carol e Daryl e quello di Rick e compagni. Partiamo dall’ultimo, il più importante.
Avevamo lasciato i nostri in balia di un nuovo gruppo armato sino ai denti e così li ritroviamo: gli uomini, di poche parole, sono comandati a bacchetta da Jadis, che non tarda a testare le capacità dell’ex Sceriffo. La donna, siamo sinceri, sembra a tratti una copia poco incisiva della Alice di Resident Evil (ha anche una vaga somiglianza con la sua interprete, Milla Jovovich, soprattutto nel suo periodo Giovanna d’Arco). Ma The Walking Dead – è chiaro – non fa parte del classico filone degli zombie movie e non vuole essere un action: per questo sfiora il ridicolo nel momento in cui, quando Rick si batte con il walker corazzato, la serie sembra scimmiottare Mad Max e la saga con la Jovovich. Una sequenza da B movie che, più che tensione e paura, desta stupore ed ilarità. Tornando al nuovo gruppo incontrato dai nostri survivors, le new entries destano sì curiosità, ma risultano anche un po’ troppo sopra le righe con i loro modi di fare stravaganti. Nota dolente, inoltre, per la poco riuscita CGI con la quale viene ricreato lo scenario dello scontro/incontro.
Il fulcro meglio riuscito di questa 7×10 è invece l’incontro, tanto agognato, tra Daryl e Carol: i due, anni fa oggetto di una ship con un discreto numero di fan, sono più che altro buoni amici. L’uomo, consapevole di quanto la donna abbia sofferto e desideroso di non voler invadere i suoi spazi, decide di dirle che i loro compagni di avventure sono sani e salvi e la lascia nella sua nuova casa. Ma per quanto? L’incontro tra i due è emozionante e Carol è un personaggio troppo importante per essere lasciato fuori dai giochi ancora a lungo: ultimamente è stata messa alquanto in disparte data la sua recente vena “pacifista” ma, con i Saviors alle porte, c’è da pensare che la donna cambierà presto idea. La reunion Claryl è decisamente la parte meglio riuscita di questo lento e un po’ ripetitivo (ancora baratti e ancora scontri!) episodio, che però ha il merito di farci ritrovare padre Gabriel e darci qualche spiegazione.
Inoltre, tra una Carol ritrovata, il fido (per così dire) scagnozzo di Ezekiel pronto a combattere Negan e i nuovi alleati di Rick, per i Saviors si prospettano tempi duri. La guerra è alle porte: ora bisogna portare Hilltop dalla propria parte e convincere Ezekiel che la migliore strategia – nelle condizioni attuali – è l’attacco.
The Walking Dead procede a grandi falcate, ma non senza incertezze, verso un arco narrativo che ci porterà allo scontro aperto con il nemico: lo show riuscirà a giocare bene le proprie carte o deluderà (del tutto o in parte) le aspettative, come purtroppo spesso fa? Non ci resta che sperare e attendere.

Vi ricordo di passare da The Walking Dead ITA e da Andrew Lincoln Italy per essere sempre aggiornati su questo show.

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, in cui finalmente rivedremo Eugene:

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