The Walking Dead | Recensione 4×11 – Claimed

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“Claimed” è un episodio che racchiude in sé il meglio e il peggio di The Walking Dead, sta al pubblico stabilire in che misura. Dopo due puntate passate a capire cosa ne è stato dei nostri protagonisti successivamente all’attacco alla prigione, ecco il proseguimento delle loro peripezie e un deciso (speriamo!) passo in avanti per quella che è la trama generale dello show. Rick, Carl e Michonne c1sono riuniti e devono momentaneamente separarsi nel momento in cui la donna e il ragazzino escono di casa per cercare provviste, mentre Glenn e Tara hanno a che fare con delle nuove persone provenienti da un luogo sicuro, il Santuario.
Ancora una volta un episodio spezzato in più filoni narrativi (questa volta solo due) che ci riporta alla mente quanto, in un mondo devastato, sia necessario in primis temere i vivi: ed è Rick, in particolare, a ricordare la lezione e a farne le spese. Lui, il figlio e Michonne hanno ricreato una parvenza di normalità e quotidianità in una villetta a schiera: consci che l’idillio durerà poco, sembrano godersi questa piccola parentesi di calma che è addirittura in grado di far sciogliere un po’ la guerriera armata di katana. Da una Michonne silenziosa e solitaria passiamo ad una Michonne disponibile, seppur con qualche riserva, a confidarsi e rivelare parti salienti del suo misterioso passato: e così, in un’incursione per rifornimenti, la donna rivela a Carl il suo essere stata madre di un bambino perito dopo l’inizio del contagio. Un segreto del quale gli spettatori erano da poco a conoscenza e che colpisce molto il piccolo Grimes, che le promette assoluto silenzio con chiunque sulla questione. Le interazioni tra i due sono interessanti, c2come è interessante constatare che la guerriera sia riuscita ad aprirsi solo con un ragazzino: dalle sue parole, infatti, intuiamo come non avesse fatto parola della sua tragedia neppure con la fidata amica Andrea. Uniche note stonate: la pessima orchestrazione della scena iniziale (tra l’altro mediocremente recitata) in cui i due mangiano i cereali e finiscono per ripensare a Judith e la immotivata apprensione di Michonne dopo aver visto l’inquietante quadro nella casa ispezionata da lei e Carl. Sul fronte Rick, la parte a lui dedicata nell’episodio è stata decisamente più riuscita: lo sceriffo solo, sguarnito e debole si ritrova a nascondersi nella “sua” stessa casa dopo che degli energumeni l’hanno eletta a loro rifugio. Notevole l’idea di farci a malapena vedere i volti dei predoni: il male, in un certo senso, non ha un volto. L’umanità intera è perduta e, nella maggior parte dei casi, solo i più forti sopravvivono. Senza dubbio le sequenze meglio riuscite sono quelle in cui Rick cerca di nascondere la sua presenza agli intrusi, prima sotto il letto e poi in quella che fu la stanza di un ragazzino. Unica pecca: il finale confusionario in cui Grimes, senza essere visto dai predoni, scappa da Carl e Michonne. Che è successo di preciso? Essere più chiari avrebbe giovato alla riuscita della scena, che invece si chiude in maniera confusionaria e lascia lo spettatore con l’amaro in bocca.
E in “Claimed” facciamo meglio la conoscenza dei nuovi arrivati: Abraham, Eugene e Rosita. Direttamente dal fumetto e ora anche nella serie tv. Di primo acchito sembrano un po’ degli stereotipi, delle macchiette: il militare forzuto e spavaldo, il nerd disadattato e problematico e la guerriera sexy e poco vestita. Quest’ultima, in particolare, sembra uscita direttamente dalla saga “Resident Evil” per solleticare le fantasie maschili. Eugene, invece, sembra più uno avvezzo a sbevazzare solitario inc4 un pub che lo scienziato in grado di risollevare le sorti del mondo e dell’umanità…. Vedremo che sorprese ci riserverà questo strano terzetto. A parte ciò, è un piacere vedere introdotti dei nuovi personaggi che sembrano in grado di movimentare la stasi che contraddistingue questa stagione: dove stiamo andando a parare? Avevamo iniziato con l’allarme per un virus che sembrava pericolosissimo e che invece è stato accantonato in un niente (niente più walkers infetti? Decisamente poco credibile….), abbiamo proseguito con il fugace ritorno del Governatore e ora, finalmente, arriviamo al Santuario. Ad un possibile punto di svolta. Viene anche menzionata l’epidemia facendo riferimento alla scienza: Eugene sarebbe in grado di risolvere tutto. Sarà vero? È lecito dubitarne, anche perché abbiamo ancora molte stagioni davanti e gli autori hanno dichiarato che non si saprà mai la causa scatenante dell’epidemia che ha significato la fine del mondo che conoscevamo.
Che dire, quindi, di “Claimed”? Certamente è un episodio scorrevole, ma riuscito a metà. La tensione c’è, la lotta per la sopravvivenza anche, così come gli zombies. Quello che manca è una chiara direzione degli autori, che troppo spesso prendono la strada più facile per creare scene d’effetto che soddisfino il pubblico meno esigente. Ma “The Walking Dead” può e dovrebbe essere di più.

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Di seguito, il promo della 4×12:

http://www.youtube.com/watch?v=gr9QORQFWfg

E per finire, una piccola e ragionevole RICHIESTA: se non siete d’accordo con il mio pensiero, siete pregati di spiegare pacatamente il perché evitando commenti sgradevoli e incivili e di non ritenervi depositari dell’unica verità in merito alla riuscita o meno dell’episodio di cui si discute. Grazie.

 

3 commenti su “The Walking Dead | Recensione 4×11 – Claimed”

  1. Scusate un attimo ma mi sa che mi sono perso un pezzo: “mentre Glenn e Tara hanno a che fare con delle nuove persone provenienti da un luogo sicuro, il Santuario”…dove sta scritto/chi l’ha detto che Abraham, Eugene e Rosita provengono dal Santuario?….

    1. infatti non provengono dal santuario.

      inoltre rick riesce a scappare non visto non x confusione degli autori ma perchè con astuzia ha lasciato aperta la porta del bagno ed il predone morto ritornato come zombie scatena il panico nella casa;rick approfitta di questo momento x scappare.

      1. Clizia Germinario

        Sul Santuario avete ragione: so come vanno le cose nel fumetto, ma pensavo che nella serie sarebbero andate un po’ diversamente (avrei dovuto aggiungere un “forse” alla frase).
        Su Rick che scappa ho detto e ripeto che il finale è confusionario, ed in effetti lo è. Ovviamente è solo una mia opinione!

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