The Walking Dead | Recensione 4×07 – Dead Weight

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Premessa: seguo “The Walking Dead” dalla prima stagione e non ne ho mai perso un episodio. In questi anni ho imparato ad affezionarmi (più o meno) ai personaggi e ad apprezzare i pregi dello show e i suoi bravi interpreti. Il che non mi ha impedito di notare anche grosse pecche: da episodi filler a comportamenti insensati dei personaggi, passando per momenti di vuoto – leggi: noia – nella trama imputabili, più che all’esigenza di trasmettere una sensazione di dramma e vacuità post-apocalittica, al tentativo di allungare il brodo. Insomma, è una bella serie che ha alternato alti e bassi, ma che forse non merita tutto il clamore e il successo che sta avendo. Parere personale e, probabilmente, impopolare.

E, prima di passare al commento dell’episodio, una piccola e ragionevole RICHIESTA: se non siete d’accordo con il mio pensiero, siete pregati di spiegare pacatamente il perché evitando commenti sgradevoli e incivili e di non ritenervi depositari dell’unica verità in merito alla riuscita o meno della puntata di cui si discute. Grazie.

Ed ecco la RECENSIONE.

Con “Dead Weight” si chiude quella piccola parentesi – quasi una miniserie nella serie – che gli autori hanno voluto dedicare alla figura del Governatore per metterci a parte di quanto da lui vissuto dalla caduta di Woodbury al suo ritrovarsi alle soglie della prigione (in “Internment”). Philip, ora Brian, viene accolto (seppur con molte perplessità) dal suo ex sgherro Martinez, che lo fa unire al suo gruppo solo perché vede che con lui ci sono due donne e, soprattutto, una bambina. L’accampamento dei sopravvissuti non è certo al livello della piccola cittadina distrutta nella scorsa stagione: roulottes dismesse utilizzate come abitazioni e fosse per catturare e bruciare i walkers rappresentano il fulcro di questa primordiale organizzazione. Ora il nostro Governatore è focalizzato sul proteggere la sua nuova compagna e la piccola Megan, che considera come una figlia: è dw1probabilmente la sola idea di perderle, prospettatagli da Martinez, che fa scattare in lui una furia omicida nei confronti del suo salvatore, verso il quale covava certamente rancore per averlo abbandonato da solo nel nuovo inospitale mondo in cui la poca umanità sopravvissuta si trova a vivere. Con il brutale omicidio di Martinez torna l’uomo feroce e capace di tutto che avevamo imparato a conoscere e che, per un breve lasso di tempo, pareva avesse lasciato il passo un uomo piegato dagli eventi, ma deciso a ricominciare con l’aiuto di nuovi affetti, di nuove persone pronte ad aiutarlo a riprendersi – in parte – ciò che l’apocalisse gli aveva tolto: una vita normale e una famiglia. Ma il Governatore non fatica a capire che così non si può andare avanti: poche difese e una scarsa attitudine del nuovo leader in carica – il troppo gentile Pete – gli fanno comprendere che Lily, Tara e Megan non potranno mai essere al sicuro in un luogo simile. Bisogna fare qualcosa. E così ritorna prepotente la figura che avevamo imparato a conoscere nella scorsa stagione: Brian ritorna Philipdw2 e prende il potere eliminando gli ostacoli che si frappongono ad esso. Senza nessun apparente rimorso. La voglia di primeggiare, di essere il capo assoluto e il desiderio di proteggere quel piccolo nucleo familiare che si è fortunosamente trovato ad avere, hanno la meglio sulla chiara necessità di unire (tutti!) le forze per sopravvivere. E su questa scia viene presa la decisione di attaccare la prigione dove Rick e il suo gruppo abitano da tempo: ciò porterà senza dubbio ad un massacro che causerà molte vittime in entrambe le fazioni. È chiaro che sarebbe stato meglio per tutti convivere pacificamente e unirsi per fronteggiare una minaccia che dovrebbe essere costituita dai walkers e non già dai propri simili. Così facendo, è chiaro, l’umanità non ha speranza e la civiltà non potrà mai essere ricostruita. Questo settimo episodio della serie più popolare della AMC si mantiene sul buon livello qualitativo dello scorso e ci regala una dose maggiore di azione rispetto alla 4×06 e una sequenza dal grande impatto visivo ed emotivo: il walker Pete che, dal fondale in cui è stato relegato, si protende famelico verso il suo carnefice. Senza dubbio uno dei momenti più riusciti di quasi quattro stagioni. Il governatore è senza dubbio una delle figure più affascinanti e sfaccettate dello show e meriterebbe uno spin-off tutto suo, magari incentrato su una sorta di “percorso di redenzione”. Ma, consci che ciò non avverrà mai, non resta che godersi la fine della sua permanenza nel serial.

Ed ecco il promo della prossima puntata:


http://www.youtube.com/watch?v=VMojMPossTI

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