The Walking Dead | Andrew Lincoln parla di Rick nella stagione 4

936full-andrew-lincolnLa tanto attesa quarta stagione di The Walking Dead inizierà su AMC questa domenica, il 13 ottobre, ma dovreste mettere le mani avanti e iniziare a preoccuparvi dell’episodio che andrà in onda il primo dicembre.

Stando alle parole del protagonista Andrew Lincoln, quell’episodio – il midseason finale – sarà un’esperienza faticosa allo stesso livello di alcuni dei momenti più ardui dello show.

Qui sotto, Lincoln anticipa quel fatidico momento e fa un po’ di luce sui sette episodi che precedono il grande cliffhanger del 2013.

TVLINE | Nella première Rick sembra essere molto più sereno. Non riesco a immaginare che questa situazione possa durare.

Stanne certo: non dura molto più a lungo del primo episodio. Non è The Waltons [ride]. Siamo molto bravi a distruggere e rompere le cose e a mandare in pezzi tutto quanto molto, molto velocemente. In effetti è quello che succede. Mia moglie è tornata a casa dopo aver visto il primo episodio e ha detto: ‘Rick ha sorriso! E ha riso!’. Era così contenta, diceva: ‘Grazie al c****!’ [ride]. Ci è voluto tanto. Gli autori fanno uno splendido lavoro nel creare gli inizi di una civilizzazione e il potenziale per queste persone. Hai l’impressione che stiano avviando una civilizzazione e che stia funzionando. Rick ha messo un sacco delle sue energie nel far crescere le cose.

TVLINE | Già, seriamente, chi avrebbe mai detto che l’ex-poliziotto sarebbe stato un agricoltore così bravo?

[Ride] Abbiamo anche dei maialini…Aspetta fino all’episodio 2. È folle.

TVLINE | Hai dovuto girare delle scene intense come il crollo emotivo di Rick dopo la morte di Lori?

C’è stata una scena che è stata piuttosto dolorosa da girare: si tratta sempre del midseason finale! [Ride] Quest’anno stava andando tutto così bene per me, me ne stavo a lavorare la terra e a rilassarmi…pensavo che per me sarebbe stata una stagione molto rilassata…e poi…Bam! [riproduce il rumore di uno schianto]

TVLINE | Parliamo del rapporto tra Rick e Carl in questa stagione.

La maggior parte della storyline di Rick è legata ai suoi figli, Carl e Judith. Il tema centrale dell’intera stagione è lo scontro tra le sue responsabilità di genitore e le sue responsabilità di buon leader per il gruppo, nonostante la nuova organizzazione e il nuovo “governo”. È il nocciolo di questa stagione: il ragazzo che sta diventando un uomo e il padre che lo accetta. Li vedete in un momento molto più felice e Rick è diventato presente nella vita di Carl. È un padre duro, ma è anche giusto e amorevole. Quello che si vede in questa stagione è che, come sperimentano tutti i genitori, si deve iniziare a dare ascolto ai propri figli perché a volte possono essere loro ad insegnare a te.

TVLINE | Lauren Cohan ha detto che quest’anno le cose più spaventose si verificano per mano dei membri nel gruppo mentre agiscono per il bene superiore. Sei d’accordo?

Siamo diventati questo gruppo affiatato di disadattati, questa famiglia, che io amo…Ci prendiamo cura l’uno dell’altro. Ma il problema è: quando compare una minaccia, che cosa sei disposto a fare per impedirla? Uno dei personaggi di sicuro fa qualcosa che penso sia come giocare a fare Dio. Lui o lei giocano a fare Dio, in tutti i sensi.

TVLINE | Da dove pensi che venga il desiderio dei fans di vedere Michonne e Rick diventare una coppia?

Non lo so! Tu da dove pensi che venga? [Ride] Penso che forse venga dalla scena dell’episodio 3×12 intitolato Clear, quando si è visto che c’era della chimica e del cameratismo tra i due. Rick ha fatto un paio di battute con lei e c’era una leggerezza che magari i fans non avevano visto prima e che vogliono rivedere. Quindi, è forse da lì che si è originato? Penso che sarebbe bello per Rick trovare qualcuno, non fraintendetemi! [Ride] Magari non subito…Penso che Sarah Wayne Callies mi farebbe il culo! Riceverei una telefonata da lei: ‘Che sta succedendo?!’. Una voce dalla tomba…[Ride]

Qui sotto trovare una video-intervista ad Andrew Lincoln filmata al Comic-Con di San Diego.




Fonte

Cecilia
Con il corpo è in Italia, con il cuore è in Giappone, con la testa è negli USA. Ritiene di avere ottime potenzialità come sceneggiatrice di “finali alternativi” e come moglie di attori talentuosi e affascinanti (magari con l’accento british e le fossette). In una serie cerca persone e non semplici personaggi, mondi più che location, non un sottofondo ma vere e proprie emozioni musicate, vita, non una storyline. Nel suo universo ideale la birra è rossa e il sushi è in quantità abbondante, le Harley Davidson sono meno costose, la frangia non è mai né troppo lunga né troppo corta e il suo favorito arriva incolume al finale di serie. Forse ha troppi smalti, mentre per i tatuaggi, i cani, i gadget di Spongebob e i libri troverà sempre il posto. Tiene pronti la balestra, i viveri e l’hard-disk zeppo di serie: l’Apocalisse Zombie non la coglierà impreparata!

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