The Walking Dead | Recensione 4×01 – “30 Days Without an Accident”

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Premessa: seguo “The Walking Dead” dalla prima stagione e non ne ho mai perso un episodio. In questi anni ho imparato ad affezionarmi (più o meno) ai personaggi e ad apprezzare i pregi dello show e i suoi bravi interpreti, il che non mi ha impedito di notare anche grosse pecche: da episodi filler a comportamenti insensati dei personaggi, passando per momenti di vuoto – leggi: noia – nella trama imputabili, più che all’esigenza di trasmettere una sensazione di dramma e vacuità post-apocalittica, al tentativo di allungare il brodo. Insomma, è una bella serie che ha alternato alti e bassi, ma che forse non merita tutto il clamore e il successo che sta avendo. Parere personale e, probabilmente, impopolare.

PREVIOUSLY ON THE BORING WALKING DEAD: l’arguto RiNck, leader che tutti vorremmo al comando in caso di apocalisse zombie, dopo aver contribuito a causare la morte di sua moglie Cagna Maledetta* convincendola a tenere un bambino che sospettava non fosse neppure suo e di qualche altra manciata di persone (la sfiga si è abbattuta sul gruppo di sopravvissuti da quando lui si è unito a loro!), ha deciso di accogliere nella prigione un gruppo eterogeneo di civili, rendendola così un luogo a metà tra Villa Arzilla e una scuola media. Quando sino a qualche episodio prima si rifiutava e faceva storie se gli proponevano di accogliere giovani vigorosi e in grado di dare un aiuto effettivo alla sua piccola comunità. Vabbè. Intanto Il Guercio, dopo aver fatto fuori mezza Woodbury senza che i suoi scagnozzi contrariati dalla carneficina (e armati!) battessero ciglio, si è momentaneamente dileguato.

*ringrazio l’anonimo utente di non ricordo più quale sito/forum che per primo l’ha così appellata!

Ma passiamo alle cose serie. La RECENSIONE.

Con “30 Days Without an Accident” si apre questa quarta stagione della serie horror basata sull’omonimo fumetto di Robert KirkmanTWD-4x01-30-Days-Without-an-Accident che sta riscuotendo successo in tutto il mondo: questa premiere ha raggiunto addirittura 16 milioni di spettatori e un rating di circa 8.2, risultato che rassicura il fandom riguardo un futuro rinnovo dello show. Al timone, dopo Frank Darabont e Glen Mazzara, troviamo Scott Gimple, che aveva già lavorato in passato alla serie.

È passato un po’ di tempo dai fatti avvenuti alla fine della scorsa stagione e Rick e gli altri hanno messo su una piccola fattoria all’interno della prigione con tanto di allevamento di animali e di campi coltivati. I walkers sono ancora un problema, ma i nostri hanno imparato come gestirli anche grazie ad un notevole spirito di gruppo che porta i vecchi componenti e le new entries a collaborare per il bene di tutti. Vediamo che si sono formate nuove coppie, tra cui quella composta da Beth e il giovane Zack: Maggie, addirittura, esprime il desiderio di avere un figlio da Glenn. È il segno che la vita continua, che anche in una situazione drammatica come quella lo spirito d’adattamento e di sopravvivenza prevale su tutto. Ma anche se ora le cose stanno andando bene, non bisogna mai abbassare la guardia e dimenticare che siamo in un mondo diverso da quello che conoscevamo: è per questo che Rick dice al piccolo Carl di non dare nomi agli animali perché, adesso, sono solo cibo ed è per questo che poi Carl intima alle sue amichette di non dare un nome ai walkers. Loro non sono come noi e non torneranno più quelli che erano un tempo. Questa parte della puntata è stata ben gestita, in particolare è stata azzeccata la scelta di rendere apatica e rassegnata Beth, la figlia più giovane di Hershel: la ragazza ne ha viste troppe, ha subito troppi lutti e non vuole più soffrire. Per lei adesso non è più il tempo di piangere, neppure per quello che è stato il suo ragazzo. La sua è la reazione credibile ed umana di un personaggio da sempre rimasto in seconda fila e che, forse, ora inizierà a trovare spazio.

The Walking Dead _ Season 4, Episode 1 - Photo Credit: Gene Page/AMC

Ma non tutti sono al sicuro nella prigione. Andato fuori per controllare le trappole usate per cacciare, Rick trova una sopravvissuta che chiede aiuto per sé e suo marito: la donna è visibilmente spaventata e, una volta che  il nostro protagonista si offre di aiutarla, si mette a raccontargli come è riuscita a sopravvivere. L’incontro tra i due termina in maniera drammatica per lei: come alcuni appartenenti al gruppo di Rick decisero di fare a fine prima stagione, sceglie di togliersi la vita perché non sopporta di vivere in un mondo tanto cambiato. Un mondo dove sopravvive il più forte e dove per andare avanti commettere “brutte azioni” e “lasciare indietro” i compagni sono cose all’ordine del giorno. E con il mondo, anche Rick Grimes è cambiato: superato il periodo della follia seguito alla morte di Lori, è ritornato l’uomo generoso che era, tanto da accettare, seppur con circospezione, di aiutare la sconosciuta rischiando la sua stessa incolumità. Lo sceriffo è senza dubbio il personaggio “buono” della situazione, un leader che ha fatto i suoi sbagli e che rimane saldamente ancorato alla sua umanità.  E il suo interprete Andrew Lincoln sta facendo un buon lavoro e sta offrendo una convincente e non semplice performance di attore nel tratteggiare un uomo come tanti alle prese con una situazione tutt’altro che ordinaria.

E accanto a queste storylines più pacate c’è anche una parte di pura azione, consistente nella spedizione di un manipolo di coraggiosi (tra cui Glenn e Daryl) in un centro commerciale: dopo il passo falso di uno di loro le cose si mettono male e i nostri sono costretti ad affrontare un numeroso gruppo di walkers. Questa è forse la parte peggio orchestrata dell’episodio: tra il tetto dell’edificio che crolla come se fosse di cartapesta ed effetti splatter un tantino gratuiti, sembra che gli autori abbiano infilato questa sequenza tanto per accontentare gli amanti dell’azione e far vedere un po’ di zombie per evitare le lamentele dei fans.

Il finale ci lascia con una domanda e con un bel cliffhanger che fa presagire ad un inizio adrenalinico per il prossimo episodio: il pericolo adesso viene dall’interno e i nostri dovranno imparare che non si può dormire tranquillamente neppure in un accampamento sicuro come quello messo su nella prigione. In questa realtà le ingenuità si pagano a caro prezzo. E inoltre: cosa ha ucciso la povera maialina Violet? Si spera un qualche virus o un cibo/acqua contaminato/a e ci si augura che anche queste due minacce non si rivelino tutto fumo e niente arrosto. Troppe volte gli autori hanno promesso pericoli sempre maggiori e zombie più pericolosi, ma, gira e rigira, ci viene rifilata sempre la solita tiritera.

Tirando le somme, questo season premiere delude le aspettative di chi si immaginava un inizio col botto e rimane in linea con il tenore qualitativo di molte (troppe!) puntate da più di una stagione a questa parte: ovvero di un qualcosa che a tratti annoia e a tratti intrattiene, ma che in fondo fa rabbia perché “The Walking Dead” ha tutte le carte in regola (bravi interpreti, alto budget…) per fare un salto di qualità che non riesce a fare. E cambiare showrunner in continuazione non aiuta.

Se vi piace “The Walking Dead” e volete saperne di più, mettete mi piace alla pagina facebook The Walking Dead italia per news, foto, spoiler e molto altro!

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