The Originals | Julie Plec: finale di stagione e anticipazioni

From a Cradle to a GraveQuesta settimana la prima stagione di The Originals si è conclusa in un modo che nessuno si sarebbe potuto immaginare: Hayley è diventata un ibrido, sono morti praticamente tutti i vampiri della città, Mikael è tornato, Rebekah è scappata con la bambina e quelli che sembrano essere Esther e Finn sono spuntati nei corpi di altre persone. Ma non preoccupatevi, se non avete finito di digerire quello che tutto ciò potrebbe significare per la stagione 2, abbiamo parlato con Julie Plec, produttrice esecutiva, proprio di quello che questi colpi di scena provocheranno, di come hanno deciso di chiamare la bambina Hope e del crollo emotivo di Elijah.

Potete leggere la chiacchierata qui di seguito.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Ho un milione di cose di cui parlare con te, ma iniziamo dagli ultimi 30 secondi del finale. Correggimi se sbaglio, ma immagino che quei due fossero Esther e Finn, giusto?
JULIE PLEC: Non confermerò ne smentirò, ma penso che chiunque abbia guardato The Vampire Diaries farà la stessa supposizione e, in base alla conoscenza dello show e dei personaggi, è probabilmente una supposizione piuttosto buona.

Ora abbiamo praticamente tutti gli Originals in città, tranne Rebekah, che è in fuga. C’è speranza per Kol? Posso avere un’enorme riunione di famiglia nella prossima stagione?
[Ride] Penso ci sia decisamente speranza per Kol, anche se probabilmente non è quello che i fratelli vorrebbero veder tornare, non più di Finn, dal momento che potrebbe lamentarsi del fatto che, quando è morto, lo hanno pianto per pochissimo.

Rivedere Rebekah l’altra sera è stato fantastico: che cosa puoi dirmi della stagione 2? Ora è in fuga, ma verrà di nuovo invischiata nei prossimi avvenimenti?
Credo che per ora lo definirò, dal momento che siamo appena agli inizi della preparazione della stagione 2, un intreccio delicato, un fragile tentativo. Non si tratta dell’ultima volta che vedremo Rebekah e la bambina, ma al tempo stesso non sara la storyline primaria. Più avanti nella stagione potrebbe esserci una riunione famigliare al completo, se saremo fortunati, ma per il momento il suo ruolo è quello di Zia Beks, e la protezione e il segreto che circonda questa bambina sono di massima importanza per lei. Quindi sarà lontana ad occuparsi di quello e non seguiremo necessariamente quella storyline immediatamente, ma comunque la rivedremo.

Ero curioso di sapere come avete scelto il nome Hope per la bambina. Avete preso seriamente in considerazione anche altre opzioni?
Sarò onesta al 100%: ne abbiamo parlato nella stanza degli sceneggiatori. Quando si ha una scadenza, il miglior modo per procrastinare sono i nomi dei bambini: non ho considerato Hope come uno dei migliori finché non l’ho letto nel copione. E mi ha fatto piangere e ho pensato “Be’, o è la cosa più kitsch del mondo o la più bella del mondo e, dal momento che sto piangendo, è forse entrambe, ma lo terrò. Quindi è merito di Diane Ademu-John, autrice del copione, che ha inserito questa bella sorpresa.

Prima di leggerlo, ce n’era qualcuno per cui propendevi?
No, no. Il mio atteggiamento era del tipo “Che vinca il migliore”. Avevamo parlato di Andrea, dal momento che è il vero nome di Hayley, ed è quello che abbiamo preso in considerazione più a lungo ma, a parte quello, non eravamo giunti ad altre conclusioni.

Parlando in termini più ampi della serie, abbiamo i sempre presenti temi della redenzione di Klaus e del crollo di Elijah. A che punto siamo per quanto riguarda questi percorsi? Stiamo ancora lavorando verso la redenzione?
Già, quello è un concetto globale per me: è un concetto legato alla serie, non solo un arco narrativo per una stagione. Allo steso modo, per esempio, in The Vampire Diaries un personaggio può avere un buon momento seguito repentinamente da un momento molto, molto brutto. Penso che la cosa bella di quello che è accaduto a Klaus in questa stagione sia che abbia iniziato la stagione rifiutando la nozione di famiglia e, alla fine, stesse facendo tutto quello che era in suo potere per proteggere la sua famiglia. Penso che, quando cerca di dire ad Elijah nel finale “Questa era una tua fantasia, fratello” ed Elijah gli risponde “Fanculo, amico. Questa era la nostra speranza” e poi, alla fine dell’episodio, quando sta facendo tutto quello che è in suo potere, dice “Qualunque cosa per proteggere la nostra famiglia”, si renda conto di quello che Elijah ha detto, ovvero che anche lui lo desiderava. Voleva quella fede anche nella famiglia. E, francamente, questo è quello che Klaus ha sempre voluto. Il fatto è che si comporta in modo così distruttivo! [Ride]
In sostanza penso che Klaus abbia avuto un sacco di momenti altruistici e abbia preso un sacco di decisioni pure e bellissime nell’ultimo episodio. Detto questo, tutti quelli che durante l’episodio gli si sono messi contro hanno un bersaglio di dimensioni “Klausiche” sulla schiena. Non è che si darà alla meditazione zen e diventerà all’improvviso una brava persona: è incazzato. E ora ha anche più motivi per combattere: ha intenzione di riprendersi la città e di provare a trasformarla in una casa per la sua famiglia…per poi scoprire che si ritroverà contro proprio il resto della sua famiglia e sarà orribile. E poi c’è Elijah, che durante l’episodio è crollato emotivamente.

Oddio, non potevo farcela!
Oddio, è stato bellissimo. E abbiamo potuto vedere la sostanza e la profondità del suo legame sia con Hayley che con l’idea della nascita della bambina e del fatto che potesse riunire la famiglia. L’espressione sul suo viso quando crede che tutto sia perduto è stato terribile. Quindi abbiamo visto che Elijah non è sempre in grado di essere padrone di sé e formale. Elijah può non solo svelarsi, ma anche sporcarsi molto le mani e quello che continueremo ad esplorare durante la serie è che non è solo un bravo ragazzo. Ha i suoi demoni che, a volte, lo tormentano.

Recentemente ho chiesto a Daniel Gillies come potrebbe essere un Elijah distrutto e lui ha detto che sarebbe la cosa più umana che abbiamo visto di lui.
Interessante. Be’, durante l’episodio aveva un’espressione particolare mentre diceva “Non mi permetto di affezionarmi alle persone”: è stata la più onesta, umana e pura ammissione che gli abbia mai visto fare come attore e come personaggio. In quel momento si è sentito il fratello minore. Era lui ad aver bisogno di un abbraccio da un fratello maggiore e tutto quel senso di essere l’adulto e il fratello maggiore che si prende cura dei fratelli più giovani e dispettosi è semplicemente sparito e lui era come un ragazzino. Ed è stato uno dei miei momenti preferiti dell’intero show.

Anche per me! Un’altra cosa di cui vorrei parlare è la stirpe di Klaus. In questa stagione abbiamo visto per pochissimo un membro del suo branco: la seconda stagione scaverà un po’ più a fondo in quest’argomento?
La stagione 2 inizierà con quella che chiamiamo l’occupazione dei licantropi: Francesca crede di essere al comando e ha stabilito delle regole, esiliato i vampiri e facendo un sacco di cose spiacevoli, quindi la prima cosa di cui occuparsi sarà di sicuro la vendetta. Poi, quando e se verrà ottenuta, la domanda sarà: che cosa ne sarà di questi lupi mannari? C’erano tanti lupi con cui Klaus era alleato e che guardavano ad Hayley come loro regina, ma ora lei non è più un licantropo, è un ibrido e non c’è simpatia per questa specie. Quindi senza un leader saranno un po’ come allo sbaraglio e vedremo chi si farà avanti e assumerà il ruolo di alfa. Sarà Jackson? Sarà Oliver? Hayley riuscirà a riconquistarsi il suo posto? Che cosa ricompatterà il gruppo dei licantropi? Oppure, ora che hanno conquistato il Quartiere, inizieranno a combattere tra di loro?

Fonte

Cecilia
Con il corpo è in Italia, con il cuore è in Giappone, con la testa è negli USA. Ritiene di avere ottime potenzialità come sceneggiatrice di “finali alternativi” e come moglie di attori talentuosi e affascinanti (magari con l’accento british e le fossette). In una serie cerca persone e non semplici personaggi, mondi più che location, non un sottofondo ma vere e proprie emozioni musicate, vita, non una storyline. Nel suo universo ideale la birra è rossa e il sushi è in quantità abbondante, le Harley Davidson sono meno costose, la frangia non è mai né troppo lunga né troppo corta e il suo favorito arriva incolume al finale di serie. Forse ha troppi smalti, mentre per i tatuaggi, i cani, i gadget di Spongebob e i libri troverà sempre il posto. Tiene pronti la balestra, i viveri e l’hard-disk zeppo di serie: l’Apocalisse Zombie non la coglierà impreparata!

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