The Mortal Instruments | Il ritorno come serie TV

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Lo showrunner di “Helix”, Ed Decter, svilupperà il franchise Young Adult di Cassandra Clare per il piccolo schermo.

Dopo la delusione del Box Office, The Mortal Instruments ritorna. Come serie TV.

Constantin Film, la casa di produzione proprietaria dei diritti per il franchise campione d’incassi di Cassandra Clare, e produttrice del film “The Motal Instruments: City of Bones”, vuole rilanciare TMI come serie drama ad alto budget.

Constantine ha ingaggiato Ed Decter, produttore e scrittore di serie come Helix, Unforgettable, In Plain Sight e The Client List, come Showrunner per la serie di TMI. Il progetto è attualmente in fase di sviluppo, con la Constantin decisa ad iniziare la produzione l’anno prossimo. Nessuna rete è ancora stata associata alla serie.

Constantin aveva inizialmente previsto di trasformare il fantasy della Clare in un franchise di film, mettendo poi da parte l’idea dopo il fiasco clamoroso del primo film “City of Bones”, interpretato da Lily Collins e Jamie Campbell Bower, che ha guadagnato in patria solo 31 milioni di dollari. La Constantine, nonostante questo, ha insistito per non abbandonare il franchise, pianificando di tornare su TMI in futuro.

“Ha senso trasporre i romanzi in una serie TV.” Martin Moszkowicz, presidente della Constantin film e TV, ha detto in un’intervista. “C’era così tanto nei libri che abbiamo dovuto lasciare fuori dal film di TMI. In una serie, potremo scavare più a fondo nella storia ed esplorare questo mondo in dettaglio.”

The Mortal Instruments fa parte di cambio strategico che la compagnia tedesca vuole attuare passando alle serie in lingua inglese. Moszkowicz conferma che la Constantin sta programmando diversi possibili adattamenti televisivi per diversi dei film in lingua inglese di sua proprietà, incluso il serial killer drama “Profumo: Storia di un Assassino” e il franchise horror Resident Evil.

Il business televisivo della Constantin si è rivelato sempre proficuo negli anni, anche se i recenti film in lingua inglese, con l’eccezione dei titoli di Resident Evil, hanno fatto cilecca. In aggiunta a TMI, i recenti disastri di budget Pompeii e Tarzan 3D hanno entrambi rantolato al box office.

 

Fonte

Ocean
Annalisa Mantovani nasce a Ferrara, in un freddissimo e nevossissimo Febbraio del 1980. Forse è per questo che odia l’estate, il sole e il caldo e preferisce climi rigidi e temperature polari, grazie alle quali può godersi le fusa dei suoi gatti, una bella coperta calda, il divano e i suoi amatissimi libri. Sin da piccola legge tutto il leggibile, dal romanzo d’avventura al fantasy, dalla storia d’amore alle etichette dello shampoo, ma le sue letture preferite rimarranno sempre i romanzi di Emilio Salgari sul pirata Sandokan, Il Silmarillion di quello che definisce il suo “papà” letterario J.R.R.Tolkien, la saga di Harry Potter e qualsiasi cosa sia stata scritta sui vampiri, anche la spazzatura. Da qui, e dalle sessioni di Dungeons&Dragons a cui gioca col marito ormai da più di 15 anni, la passione per la scrittura di romanzi fantasy e urban fantasy che, se dio vuole, un giorno riuscirà anche a pubblicare. Telefilm Addicted da quando guardava Hazard e l’A-Team con il nonno dopo i compiti, predilige serie dove la componente sovrannaturale giochi un ruolo importante, anche se non disdegna Downton Abby, Criminal Minds e Broadchurch. Whovian per la vita, le sue serie del cuore saranno sempre Doctor Who, Buffy e, da poco aggiuntasi, Once Upon a Time, che ha il potere di farla tornare bambina.

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