The Mandalorian 2×05 – Recensione: Ahsoka Tano

Questa 2×05 di “The Mandalorian” ha segnato il debutto in live action di uno dei personaggi più amati dell’universo Star Wars: Ahsoka Tano, l’ex allieva Padawan di Anakin Skywalker. Impossibile, dunque, non parlarne.

In seguito a questo quinto episodio, pertanto, si è deciso di fare un’eccezione rispetto a quanto detto nella scorsa recensione e tornare con una nuova, prima di quella finale che coprirà le ultime tre puntate della stagione.
Analizziamo quindi questa 2×05 di “The Mandalorian”.

 

The Mandalorian 2×05: Una veloce panoramica

Gli aspetti positivi dell’episodio sono molti, partendo dal fatto che Rosario Dawson ha dimostrato di essersi impegnata moltissimo per portare in live action il personaggio a cui Ashley Eckstein ha dato vita per dodici anni.
La regia, inoltre, è stata fantastica, alcune immagini sono risultate potenti tanto quanto poetiche.
I collegamenti, gli omaggi e i richiami ad altre parti della saga così come alle ispirazioni originali di George Lucas per crearla sono stati davvero tantissimi e ideati in modo impeccabile.
Infine, varie rivelazioni che hanno portato anche a un colpo di scena notevole che nessuno ha visto arrivare.

Qualcosa che non ha funzionato, in questa 2×05 di “The Mandalorian”, c’è.
Innanzitutto, non è stato ben ideato il collegamento con le parole di Bo-Katan, che disse a Din Djarin (il Mandaloriano) di recarsi su Corvus perché nella città del pianeta avrebbe trovato Ahsoka. Ora, presumibilmente sono passate settimane e in ogni caso Bo-Katan era già a conoscenza della posizione di Ahsoka… Quindi cosa avrebbe fatto quest’ultima per tutto quel tempo, campeggiato nel bosco?
In secondo luogo, onestamente alcuni particolari dell’aspetto di Ahsoka avrebbero dovuto essere curati meglio e con maggiore attenzione alla continuity. Il riferimento è, ovviamente, ai montral e ai lekku (ovvero le protuberanze attorno alla testa), che non solo andavano fatte meglio (sembrano gomma), ma quanto a forma e lunghezza risalgono a quelle che Ahsoka aveva all’inizio dell’adolescenza. Infatti non solo nel finale di “The Clone Wars” le aveva già più lunghe, ma in “Rebels”, essendo ormai lei adulta, si erano ulteriormente allungate. La motivazione fornita per la scelta sull’aspetto è stata la comodità e libertà di movimento di Rosario Dawson (e la sua stunt), il che è perfettamente comprensibile, ma la risposta per ottenere entrambi i risultati (ovvero libertà di movimento e continuity) è di una semplicità disarmante: CGI.
Infine… il punto dolente, ovvero la motivazione del rifiuto di Ahsoka ad addestrare Grogu, il nostro adorabile Baby. Indubbiamente carica di emozione, ma anche una forzatura e una stonatura.

Ahsoka e Morgan Elsbeth.

Come si diceva, l’episodio presenta molte immagini poetiche, come Ahsoka con in braccio Grogu in controluce con la luna sullo sfondo, o potenti come quella con il Mandaloriano e Ahsoka (quando lei è in piedi sul muro).
Inoltre, la scena di apertura, la rivelazione della storia di Grogu e lo scontro Ahsoka vs Morgan Elsbeth.

The Mandalorian 2×05: approfondiamo un po’

Indubbiamente “The Jedi”, ovvero la 2×05 di “The Mandalorian”, è un episodio fantastico: una bellissima regia, un’atmosfera allo stesso tempo unica e che richiama luoghi già visti nella saga, degli sviluppi della trama molto interessanti e un’introduzione live action di Ahsoka Tano magnifica ed efficace, per finire con gli easter egg e gli omaggi a ciò che ha ispirato Lucas.

Partiamo proprio dagli easter egg e dai collegamenti. Citandone solo alcuni, impossibile non notare come già l’inquadratura dallo spazio del pianeta richiami Mustafar, un parallelismo ripreso poi con il bosco, che rimanda a quello visto su Mustafar all’inizio di “The Rise of Skywalker”; inoltre, l’atmosfera “fumosa” fa pensare anche a Dagobah. La parte di armatura indossata da Lang ricorda quelle indossate da Anakin e Obi-Wan in “The Clone Wars”; il palazzo ricorda il Senato, su Coruscant; ovviamente, l’analisi di Ahsoka su Grogu, così come il rifiuto di addestrarlo, ricordano quelli del Consiglio dell’Ordine Jedi (Yoda, Mace Windu e gli altri) in merito ad Anakin in “The Phantom Menace” e la stessa situazione di Grogu, con una figura genitoriale da cui gli è molto difficile staccarsi, la sua paura, sono analoghe a quella di Anakin, sempre in Episodio I. La sfida tra Ahsoka e Morgan Elsbeth, in città, è un omaggio a “La Sfida del Samurai”, film del 1961 di Akira Kurosawa.

Infine, impossibile non notare, e dunque non citare, il piccolo omaggio a Ben Solo Skywalker:

 

Per quanto riguarda Ahsoka, alcuni particolari del suo aspetto a parte, la sua introduzione dal vivo è fantastica. Dave Filoni e gli autori hanno optato per un inserimento immediato, senza perdere tempo, creando un’introduzione per il personaggio da lui così amato (e non solo da lui) visivamente bellissima, che colpisce ed è efficace, suscitando un’impressione indelebile negli spettatori.
Rosario Dawson, pur non avendo ancora la destrezza con la spada di Ewan McGregor, Hayden Christensen, Adam Driver e Daisy Ridley, è apparsa in ogni caso autentica, una vera guerriera, e soprattutto ha evidentemente studiato con molta attenzione le espressioni, le pose, i movimenti tipici di Ahsoka ricreandoli alla perfezione.
L’unica cosa che può distrarre e “stranire”, per così dire, è la voce, ovviamente diversa da quella cui tutti sono abituati, ma, per l’appunto, è una questione di abitudine.

Si diceva che un aspetto negativo nella 2×05 di “The Mandalorian”, per quanto riguarda Ahsoka, è il rifiuto di addestrare Grogu con la conseguente motivazione, che riassume la caduta di Anakin al Lato Oscuro come “E’ passato al Lato Oscuro perché amava qualcuno”. E questo non solo è oltremodo riduttivo, ma anche non vero.
Ora, si può naturalmente argomentare che non si poteva mettere in scena una spiegazione su tutto quello che accadde, sarebbe stato troppo lungo, avrebbe spezzato la tensione narrativa, ed è vero, ma uno dei difetti di Star Wars è la mancanza di coraggio nell’affermare una volta per tutte ciò che, di contro, è sempre stato mostrato in lungo e largo: è la dottrina Jedi, così come è diventata, a essere sbagliata, poiché diventata dogma assolutistico.
È altresì vero che, per quanto ne sappiamo, Ahsoka non è a conoscenza di quello che accadde su Coruscant, visto che era su Mandalore e poi in viaggio verso Coruscant quando Anakin cadde e venne emanato ed eseguito l’Ordine 66, ma Ahsoka sa che il Signore Oscuro dei Sith aveva orchestrato tutto e che l’Ordine e il Consiglio avevano ormai da tempo intrapreso una strada sbagliata, lei lo sperimentò in prima persona ed è proprio per questo che… ATTENZIONE SPOILER PER CHI NON HA VISTO “THE CLONE WARS”lasciò l’Ordine Jedi. FINE SPOILER.
Fu George Lucas stesso a mostrare, nella Trilogia Originale, che ci sono grosse falle nella dottrina Jedi così come insegnata da Yoda , Obi-Wan (e Mace Windu e gli altri), e la cosa poi è andata ampliandosi. La Trilogia Prequel lo mostra… Giusto un piccolo esempio: “Solo un Sith parla per assoluti.” (Obi-Wan Kenobi, “La Vendetta dei Sith”) Questa frase è un assoluto. E ci è stato mostrato esplicitamente che i Jedi vivono di assoluti tanto quanto i Sith. Tutto “The Clone Wars” ha mostrato quante cose sbagliate esistessero nel dogma Jedi e dunque nell’Ordine e nel Consiglio. È per dimostrare questo che abbiamo visto altri Jedi agire contro l’Ordine stesso (certo, i modi erano del tutto sbagliati, ma il concetto di fondo era e resta giusto) e che abbiamo visto anche la popolazione civile della Galassia perdere fiducia nei Jedi e cominciare a considerarli in modo negativo. È per questo che ad Ahsoka è successo quello che è successo e che lei ha preso quella decisione. E il suo discorso con Anakin, nel quale lui stesso le rivela che anche la sua fiducia nell’Ordine non è più salda, è sempre in funzione di tutto ciò. La decisione di Ahsoka, da un punto di vista narrativo, è servita anche a distruggere quello che rimaneva della fiducia di Anakin nell’Ordine, visto che i responsabili della scelta di Ahsoka sono l’Ordine stesso e più precisamente il Consiglio. E le briciole che rimasero di quella fiducia, cui Anakin si aggrappava con tutto se stesso perché non voleva smettere di credere in persone che aveva stimato e che amava, vennero poi spazzate via dagli eventi dell’ultimo periodo, dalle bugie, dai segreti che gli venivano nascosti. Una delle più grandi tragedie della sua storia e della saga stessa è che Palpatine usa la verità per manipolare le persone. Ovviamente a suo vantaggio, ma resta sempre la verità. È vero che, nonostante tutto quello che Anakin aveva sempre fatto per l’Ordine, il Consiglio lo trattava come non degno di fiducia? Sì, lo è. È vero che lo trattavano come se fosse lui ad essere in torto quando cercava di trovare una soluzione alternativa che permettesse di non lasciare nessuno indietro e quando cercava di salvare tutti quelli che poteva? Sì, lo è. È vero che ad Anakin venivano nascoste cose e conoscenze? Sì, lo è. Anakin Skywalker era il Prescelto (cosa che, peraltro, a lui non interessava e di cui non si curava, ciò che per lui aveva importanza e che voleva era essere un buon Cavaliere Jedi, un buon Maestro per Ahsoka, un buon amico e un buon marito per Padmé) e per l’Ordine questo si tradusse in un trattarlo come “un mezzo per un fine”, un mezzo che non doveva pensare con la sua testa ma limitarsi a obbedire.
E’ questo che ha fatto cadere Anakin al Lato Oscuro, non l’amore per Padmé. Non sono le emozioni e i sentimenti a essere la via per il Lato Oscuro, è il loro rifiuto, perché il loro rifiuto (non solo di quelli negativi, ma anche di quelli positivi perché irrimediabilmente portano, secondo il dogma Jedi, a quelli negativi) lascia impreparati quando emozioni e sentimenti inevitabilmente si manifestano.

La paura è la via per il Lato Oscuro.

Che cos’è il rifiuto delle emozioni e dei sentimenti, positivi tanto quanto negativi (proprio perché i positivi portano, secondo questo dogma, a quelli negativi), se non paura? Paura delle emozioni e dei sentimenti. La dottrina Jedi che noi vediamo insegnare da Yoda e dagli altri è basata sul rifiuto, rifiuto dettato dalla paura delle emozioni e dei sentimenti.
Rifiutare le emozioni fa sì che quando esse arrivano non si sia in grado di controllarle. E il mancato controllo fa sì che siano le emozioni a controllare la persona, invece del contrario. Accettare che tutti abbiamo sia un lato chiaro che uno oscuro permette di controllarli entrambi. E il controllo è ciò che consente di non essere in balìa delle emozioni. Perché? Perché controllare le emozioni fa essere… ecco che arriva la parola magica… IN EQUILIBRIO. Ancora una volta, come spesso è capitato nella saga, è la saggezza di Padmé a rivelare la verità: “La rabbia è un sentimento umano”.
In queste parole così semplici e passate inosservate sta tutta la realtà del fallimento della dottrina Jedi così come diventata all’epoca di Obi-Wan e Anakin.

È per tutto questo che quelle parole fatte dire ad Ahsoka sono sbagliate e suonano stonate, per quanto commoventi visto che sono un riferimento ad Anakin fatto per mostrare l’amore di Ahsoka per Anakin e il dolore e la tristezza che lei ancora prova.
E si badi, è lo stesso Dave Filoni ad aver esplicitamente detto che è sbagliato che i Jedi non possano amare e che Qui Gon lo aveva capito, per poi spiegare che Qui Gon voleva essere non solo un mentore, ma anche un padre per Anakin, perché sapeva che lui ne aveva bisogno e anche perché era ben conscio del dolore che in Anakin avrebbe provocato l’essere separato dalla madre (e dunque Qui Gon voleva anche, in un certo senso, porvi rimedio). Affermazioni che l’amatissimo Filoni ha fatto nel commento alla prima stagione di “The Mandalorian”. Ulteriore dimostrazione che già Lucas, e con lui Filoni stesso, e anche ora la Lucasfilm hanno mostrato e mostrano appositamente e per scelta consapevole gli errori e le falle dei Jedi e della concezione della dottrina così come insegnata dall’Ordine e dal Consiglio nell’epoca recente della Repubblica e che, pertanto, il loro intento è esattamente questo: mostrare quanto sia sbagliata. Filoni, peraltro, ha creato un personaggio che dimostra come amore e Codice Jedi siano del tutto conciliabili: Kanan Jarrus, uno dei protagonisti principali di “Rebels”.
Quindi perché mettere in bocca ad Ahsoka una frase che va contro tutto ciò che ci è stato mostrato e che lo stesso Filoni ha affermato? È ora che alla Lucasfilm si prenda il coraggio a quattro mani e si faccia affermare esplicitamente, una volta per tutte, tutto questo ponendo anche fine alle contraddizioni, visto che tanto lo hanno mostrato in lungo e largo.

Veniamo ora alle due fantastiche rivelazioni della 2×05 di “The Mandalorian”: il nome e la storia di Grogu e il Grand’Ammiraglio Thrawn.
Ora, il nome del nostro adorato Baby magari non è il massimo e si poteva scegliere qualcosa di più carino, ma ehi, who cares, l’importante è che finalmente abbiamo un nome. La sua storia, inoltre, è incredibilmente interessante: è arrivata la conferma che è nato più o meno nella stessa epoca di Anakin (poiché la serie è ambientata circa cinque anni dopo la morte di Palpatine e Anakin e la caduta dell’Impero, sono passati indicativamente trent’anni dalla caduta della Repubblica e dal passaggio di Anakin al Lato Oscuro con sua conseguente trasformazione in Darth Vader e all’epoca Anakin aveva 23-24 anni… Grogu ha circa cinquant’anni, pur essendo ancora un bambino, dunque anche lui ne aveva una ventina quando la Repubblica e l’Ordine Jedi caddero), era un piccolo Padawan al Tempio su Coruscant e quando l’Ordine cadde lui venne portato via dal Tempio e nascosto. Questo fa nascere tutta una serie di intriganti interrogativi: è l’unico Padawan messo in salvo dal Tempio o ce ne furono altri? E soprattutto, chi lo ha portato via e nascosto? Potrebbe essere stata Jocasta Nu, la Jedi a capo della Biblioteca dell’Ordine, che sopravvisse all’Ordine 66 e anche a uno scontro con Anakin-Vader? Se non lei, chi? E dov’è stato Grogu per trent’anni? Chi si è preso cura di lui? Perché i suoi ricordi sono confusi? È perché è piccolo e quello che accadde fu ovviamente un trauma o qualcuno, ovviamente un Force user, li ha resi tali per precauzione e protezione?
Inoltre, Ahsoka ha detto a Din Djarin di portare Grogu su Tython per sottoporlo a una prova: vedere se si aprirà alla Forza, connettendosi a essa, da cui conseguirebbe il palesarsi di un altro Jedi che potrebbe decidere di addestrarlo. Ora, Tython deriva dal Legends, in cui è il pianeta che dà nome al sistema posto nel Deep Core, il Nucleo profondo della Galassia, ed è altresì un pianeta dove la Forza è incredibilmente potente; per questo motivo, Tython è il luogo in cui affondano le origini dell’Ordine Jedi, a partire da quando questo era chiamato Ordine dei Je’daii, i quali si addestravano per essere in Equilibrio tra Lato Chiaro e Lato Oscuro. Equilibrio di cui lo stesso pianeta aveva bisogno, perché se fosse arrivato qualcuno schierato esclusivamente dal Lato Chiaro o dal Lato Oscuro l’ecosistema di Tython avrebbe subito alterazioni e si sarebbero scatenate tempeste. Con la rivelazione di Ahsoka, Tython è stato canonizzato e quindi sorgono due domande: si è aperta la strada per narrare le origini dell’Ordine Jedi e magari riavvicinarsi a quel concetto della dottrina, mostrato peraltro anche con il mosaico nel Tempio Jedi su Ahch-To in “The Last Jedi”? E quale Jedi potrebbe palesarsi? Al momento le opzioni disponibili sono: Spirito di Yoda, Obi-Wan, Anakin tra i Jedi ascesi (anche se, su Tython, anche Qui Gon potrebbe palesarsi fisicamente, visto che è quello che riesce a fare su Mortis proprio perché la Forza lì è molto potente); Cal Kestis (protagonista del videogioco canon “Jedi Fallen Order” e interpretato da Cameron Monaghan), Ezra Bridger (uno dei protagonisti di “Rebels”), Luke Skywalker (e tecnicamente anche Leia, che Luke ha addestrato) per i Jedi in vita o potenzialmente tali di cui siamo a conoscenza. Ora, se deve entrare in contatto con Din e Grogu un Jedi che potrebbe diventare il Maestro di Grogu, forse si dovrebbero escludere i Jedi ascesi e concentrarsi su quelli vivi. Luke e Leia potrebbero essere da escludere, perché bisognerebbe trovare attori giovani per interpretarli (a questo punto della storia i gemelli Skywalker hanno trent’anni) o bisognerebbe ricrearli in CGI come fatto per la giovane Leia in “Rogue One” ed è difficile che vogliano fare cose del genere al di fuori dei film, almeno per ora. Inoltre, Luke e Leia sono impegnati in altre faccende a questo punto della storia. I più probabili sembrerebbero essere, dunque, Cal ed Ezra. Vedremo dunque anche loro in carne e ossa?

Passiamo ora al Grand’Ammiraglio Thrawn.

Uno dei personaggi più amati e più iconici di Star Wars, creato molti anni fa per l’Expanded Universe (ovvero il Legends) e ri-canonizzato con la nuova trilogia di romanzi e con “Rebels”. Un villain o, se si preferisce, antagonista strepitoso e complesso, oltre che incredibilmente intelligente. Rivedremo anche lui, questa volta in carne e ossa?
Dave Filoni, da volpone qual è, ha deciso di giocare con i fan facendo affermazioni ambigue su quello che abbiamo visto in questa 2×05 di “The Mandalorian” e l’epilogo di “Rebels”, motivo per cui si sarebbe indotti a credere che quello che abbiamo visto in quest’ultima puntata potrebbe essere precedente all’epilogo della serie in CGI. Tuttavia sorgono dei problemi: Ezra “trascina” via con sé Thrawn per permettere la vittoria dei Ribelli e i due finiscono nello stesso luogo, dove presumibilmente restano per vario tempo, sparendo per tutto il resto della guerra contro l’Impero, tanto che dopo la morte di Anakin e Palpatine ancora non v’è traccia di loro. Ora, se Ezra fosse il Jedi che si rivelerà a Din e Grogu, allora ovviamente la scena in quest’ultima puntata si svolge successivamente all’epilogo della serie sui Ribelli. L’unico modo per cui potesse essere precedente, in effetti, sarebbe che Thrawn fosse riuscito a fuggire da dove erano finiti lui ed Ezra (presumibilmente le Regioni Ignote) lasciandovi Ezra e dunque Ahsoka potrebbe cercare Thrawn per trovare Ezra. Ma se, come sarebbe più plausibile, questo fosse successivo all’epilogo di “Rebels”, potrebbe significare che Ezra è già stato trovato ed è tornato, Thrawn è a sua volta sopravvissuto e… potrebbe essere legato al piano del Moff Gideon e far dunque parte del piano di Palpatine per l’Impero 2.0? D’altronde è così che è nato nell’EU-Legends: legato al Nuovo Impero.

85/100

E voi cosa pensate di questo episodio?

Bene, per questa recensione dell’episodio 2×05 di “The Mandalorian” è tutto, appuntamento a fine stagione!

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali su Star Wars, sui telefilm, news sui nostri attori e personaggi preferiti e sul mondo british!

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Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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