The Flash | Recensione 3×23 – Finish Line

Bentornati per l’ultima recensione della stagione di The Flash,

fa sempre piacere quando tu denigri e disprezzi a fondo una puntata nella tua recensione e poi quella puntata si rivela essere il cuore per la soluzione dell’intera stagione. Mi sta bene, così imparo a giudicare troppo presto e con troppa durezza un episodio!

Prima di iniziare la puntata, permettetemi un momento di autocelebrazione: la mia idea per la soluzione della storia, era più bella….ma avrebbe impedito una quarta stagione intrigante per cui mi  devo accontentare di questa versione ah ah ah ah.

Gelosia da scrittrice a parte, questo season finale ha profumato di finale alla CW nel profondo ma non posso dire di essere rimasta del tutto delusa. Diciamo che se avesse ricevuto la preparazione adeguata, sarebbe stato grandioso ed invece molte scelte stilistiche degli episodi passati hanno lasciato alquanto a desiderare.

La cosa migliore, però, è stato il ritmo narrativo che ha tenuto il pubblico in tensione fino agli ultimi fatali minuti oltre all’aspetto di coinvolgimento emotivo che in più di un’occasione ha coinvolto anche lo spettatore più freddo e distaccato.

Partiamo dalla fine: vorrei dire che sospettavo che l’episodio su Barry nella speedforce fosse in realtà utile ma non posso farlo. La mia delusione per la stagione in corso era all’epoca così forte da avermi portato a bollare come «un minestrone riscaldato di temi già affrontati» un episodio che si è rivelato la chiave per la comprensione di questo finale. La cosa curiosa è che la mia opinione sulla qualità di quella puntata resta identica anche ora e forse il vero difetto è stato anche questo: come hanno potuto creare un episodio così brutto quando avrebbe avuto un ruolo chiave? Per quanto dolorosa e frustrante, questa conclusione di stagione è giusta: Barry doveva pagare le conseguenze di Flashpoint e non sarebbe stato giusto se fosse rimasto Jay nella speedforce. E, dal punto di vista narrativo, c’era bisogno di un evento che realmente desse uno scossone alle dinamiche del gruppo e quale migliore evento della perdita del leader? L’assenza di Barry pone i presupposti per nuove evoluzioni di personaggi chiave quali sono Cisco e Wally, e se a ciò aggiungiamo la pausa di riflessione di Caitlin ehm, scusate, Killer Frost (possiamo chiamarla Killer Snow o Caitlin Frost?), gli Star Labs sono sotto di ben due componenti fondamentali. Se gli autori decideranno di lavorare bene, ci daranno una quarta stagione nuova, con dinamiche nuove, personaggi più maturi (oppure no ma in ogni caso diversi) e una nuova sfida: riportare Barry nel mondo. Anche perché, ragazzi, uno Barry è il protagonista di “The Flash” (altrimenti dovrebbero chiamare la serie “Kid Flash”) e due, sul giornale c’è scritto Iris West-Allen e, non importa quanto Iris sia West-Allen inside da sempre (chissà Eddie come si sentirebbe…), per la legge prendi il cognome di tuo marito se lo sposi…e per sposare Barry, il ragazzo deve essere presente al matrimonio.

Tutto ciò per dire che, anche se ho lanciato un paio di improperi contro lo schermo del pc per la prima delle due separazioni telefilmiche che non avrei voluto (la seconda la sto aspettando al varco ma non vi dico quale sia hihihi), la scelta di costringere Barry al sacrificio di sé ha per me senso. Anche se nella Speedforce ci resterà poco per i motivi scritti poco fa. Dopo aver concluso una seconda stagione con un atto di egoismo, Barry conclude la terza con uno di estremo altruismo.

…e se a ciò aggiungiamo l’ennesima scena con Joe fatta per prendere il mio cuoricino e farlo a pezzettini…vado in un cantuccio ad asciugare le lacrime…

E parlando di lacrime, chi di voi ha ipotizzato che HR avesse preso il posto di Iris ha vinto. Una magra consolazione, certo, considerando che abbiamo dovuto salutare la versione più simpatica dei vari Harrison Wells (la mia preferita resta Harry, comunque) e che ci hanno straziato con una scena strappalacrime, con tanto di dichiarazione d’amore finale.

Da un certo punto di vista, l’elogio funebre di Iris ha colto nel segno il perché l’unico che potesse sacrificare se stesso per Iris fosse proprio HR: l’uomo non aveva altri mezzi per combattere Savitar se non se stesso e il suo affetto travolgente per il team Flash. È stato quindi logico che, davanti alla frustrazione non solo per aver svelato dove si trovasse Iris ma anche per non poter far nulla per rimediare al proprio errore, HR abbia scelto di auto-sacrificarsi. Questo suo senso di impotenza davanti al team, comunque, è stato un po’ il leit motiv del suo personaggio e questo episodio finale è stato solo l’apoteosi di tale sentimento e il suo tradursi in azione. HR, dietro la facciata ganza e allegrotta, nascondeva una forte consapevolezza del proprio disvalore rispetto al team: un disvalore inesistente, chiaramente, perché – come Iris – HR portava nella squadra l’elemento umano. La stessa storia d’amore con Tracy serviva a quello scopo: spingere HR a voler dimostrare qualcosa, a se stesso e agli altri.

A questo proposito interromperei il mio di elogio funebre per HR per porre una domanda: ma se sapevano dall’inizio che il pezzo di armatura avrebbe condotto a Savitar, perché non l’hanno usato per tendergli un’imboscata? Mah.

Tra l’altro, mi viene in mente quel proverbio americano (spero di non stare facendo una Ziva David, fan di NCIS sapete di cosa parlo) che dice qualcosa come: uno è caso, due è abitudine, tre è uno schema. Per la terza volta in tre stagioni, abbiamo salutato un Harrison Wells: che la quarta sia quella buona e ci teniamo quello con cui la inizieremo?

La vera delusione della puntata (ma io direi proprio dell’intera stagione) è Killer Frost.

L’abbiamo attesa con così tanto entusiasmo che averla vista ridotta a sidekick ha quasi fatto male fisicamente. Avevano un potenziale eccezionale ed invece hanno usato KF solo per farla camminare minacciosa, sparare polaretti a destra e manca e poi usarla come ricatto morale per Cisco. Un Cisco che, tra l’altro, sta diventando sempre più sicuro di sé e coraggioso. A cosa è servita la storyline di KF? Semplicemente a farci perdere Cait per alcuni episodi? Per sottolineare come la ragazza abbia bisogno di una pausa dal dolore? Per dimostrare a Danielle Panabaker che la parrucca platino non le dona poi così tanto? Non lo so. So solo che la ragazza ha un improvviso slancio di generosità e decide di salvare Cisco non perché lo riconosca come amico ma perché qualcosa in lei viene smosso dalla libertà di scelta dinanzi al siero fatto da Julian. Un Julian che vorrei tanto ritrovare nella prossima stagione, comunque.

In sostanza non mi è chiaro che percorso abbia fatto Caitlin in questa stagione e voglio pensare che ne capiremo qualcosa di più nella prossima, altrimenti avrebbero sprecato una ghiotta opportunità per un personaggio troppo spesso relegato sullo sfondo.  Ho una sensazione di insoddisfazione per un non finito che non riesco bene a inquadrare ma che comunque mi lascia molto delusa.

E delusa lo sono un po’ da tutta la stagione: disorientante, anche nei suoi episodi migliori, ha cambiato le carte in tavola almeno una decina di volte e senza spiegazione, i personaggi hanno fatto scelte non sempre comprensibili allo spettatore e storyline che avrebbero potuto essere meglio approfondite, sono state liquidate in una manciata di minuti. Senza contare la sindrome del martire di Barry Allen: quella maledizione comune a molti personaggi della narrazione in tutte le sue forme che si ritrovano metodicamente a dover pagare con gli interessi le amare conseguenze delle proprie debolezze, quasi non fosse loro concesso commettere errori, quasi che “essere perfetti” sia il loro scopo. Il sacrificio finale di Barry per salvare Central City e le persone a lui care, è sì una risposta all’orribile scelta di Flashpoint, ma è anche l’ennesimo modo per punirne le debolezze (come sottolineavo, tra l’altro, proprio nella recensione infuriata dell’episodio sulla speedforce).

Da un altro punto di vista, il camminare di Barry nel vortice è l’ennesimo mezzuccio con cui si crea l’angst nei fan westallen: nel mondo delle serie tv c’è chi vive di gioie solo per vedersele portare via dopo pochissimo, quasi si abbia paura a scrivere di una relazione stabile senza drammi, perché, ammettiamolo, è difficile non cadere in una storia noiosa. I star crossed lovers piacciono di più e i fan che, come me, amano l’angst solo in porzione ridotta e preferiscono vedere crescere la propria ship, si devono accontentare.

Unica stella della stagione è stata Cisco. Ha fatto passi da gigante rispetto all’anno scorso: lo abbiamo visto più sicuro, più temerario (in ogni aspetto della sua vita), più Cisco di sempre. Non ha lasciato che le vicende attorno a lui lo influenzassero, anzi, le ha usate confermando la proprie coerenza e il proprio cuore di eroe. Insieme a Joe, si riconferma il mio preferito, ed è, più di Barry, colui che ha più potenzialità per il futuro.

Fra l’altro, il suo sarà il più interessante fra i percorsi della quarta stagione: nell’arco di una puntata ha perso tutti e tre i suoi migliori amici. Come lo ritroveremo a ottobre? In che modo la perdita di HR, Barry e Cait, influenzerà il suo carattere? Non vi nego di essere estremamente curiosa.

Con questo episodio concludo la mia avventura con The Flash per il terzo anno consecutivo. Vi ringrazio di cuore perché leggete e commentate e spolliciate il ditino di facebook lassù.

Ringrazio le meravigliose persone dietro le pagine FB che vi ricordo di recensione in recensione ormai da due/tre anni, che mi aiutano a raggiungere il maggior numero di voi di settimana in settimana.

Grant Gustin Italia

The Flash Italian Fans

»Cisco Ramon

Ed infine ringrazio lo staff di Telefilm Addicted in particolare il boss Luca Prince, che si è fidato nel darmi per il terzo anno The Flash, ed i miei colleghi revisori che mi hanno supportato/sopportato di settimana in settimana.

Vi saluto, anche per quest’anno, e vi auguro BUONE VACANZE ESTIVE, in bocca al lupo per quanti di voi hanno esami e tanta tanta serenità!!!!

Alla prossima!!!

-The Lady and The Band

The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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2 COMMENTS

  1. l’avevo detto io (insieme a qualche altra migliaia di persone) che HR e iris si erano scambiati; praticamente non ci ho preso solo sul quando; soluzione comoda per salvare iris e infatti tutti (o quasi) felici di aver salvato lei e di HR, funerale a parte, quasi non si ricordava più nessuno; per il resto se non altro hanno evitato il finale zuccheroso per caitlin mentre la vera delusione è stata Savitar. e quel “run for me IRIS” già mi mette i brividi, conoscendo il fumetto…

    • A qualche settimana di distanza mi rendo conto che in 40 minuti di narrazione, hanno trattato in maniera superficiale alcune cose, innanzitutto il sacrificio di HR sul quale in tanti avete avuto ragione e che hanno pianto per due nanosecondi.
      Savitar mi ha lasciato soddisfatta per metà, è stato terrificante ma in taluni casi mi ha strappato qualche risata di troppo, tipo quando aveva le visioni su cosa stesse accadendo: sembrava That’s so Raven!
      Grazie del commento, comunque, e ti auguro buona estate!

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