The Flash | Recensione 3×20 – I Know Who You Are

Bentornati amici del fastest man alive etc etc!

Erano mesi, che non strepitavo così dopo aver terminato di vedere un episodio di The Flash. Devo ammettere, quindi, che sto facendo una fatica immane a evitare di scrivervi subito-immediatamente-ora-in questo secondo del grande evento che ha concluso la puntata.

Il motivo è semplice, È SPOILER!!!!!!E siccome, come avrete notato, qualche riga di inizio recensione si legge sempre nelle anteprime, non penso sia opportuno attirare tutte le maledizioni dei regni animale, vegetale, funghi, spore e pure alieni, ficcando un bello spoiler nelle prime righe.

Ok, ora posso farlo. Banda: attacca! Striscioni, coriandoli, champagne e trenino: pronti!

Abbiamo scoperto chi è Savitar. Come, come, come?

Bhè sì, diciamocelo: LO SOSPETTAVAMO ostentando con una certa tracotanza prove e sicurezza ormai da settimane ma, ragazzi, HO ADORATO come siamo arrivati alla rivelazione. Soprattutto perché è foriera di un mondo di ipotesi sul perché e di riflessioni psicologico-morali che se sfruttate a dovere (bhè…cerchiamo di essere ottimisti) cambieranno un bel po’ i nostri protagonisti. Insomma, kudos. L’avevamo intuito ma è stato bellissimo ugualmente. E sì, forse un po’ di spocchia per averci azzeccato ce la meritiamo anche, no?

Piccolo preambolo: per la terza volta in tre stagioni il villain è qualcuno che si nasconde fra di loro (in un certo senso), da un lato mi verrebbe da criticare una scelta del genere accusandoli di scarsa fantasia, dall’altro ogni villain ha esplorato un aspetto diverso dei personaggi per cui non me la sento di bocciare la scelta come una banale ripetizione. Certamente tutto ciò fa crollare l’hype e rassegnare i fans ma, come ho sempre scritto, è la strada per arrivare alla meta che conta e non la meta di per sé. Preambolo concluso, concentriamoci sugli eventi.

L’aver messo nel titolo e nel promo la rivelazione della vera identità di Savitar, senza alcun dubbio, ha creato il giusto hype che ci ha traghettato fino alla fine di questa puntata nella quale il Transformer si è visto ben poco. Nel momento in cui Barry, seduto sul divano, ha messo insieme tutti i pezzi del puzzle, mi è sembrato di essere seduta accanto a lui, tifando per le sue sinapsi, incoraggiandolo a capire che c’era una sola persona che avrebbe potuto nascondersi dentro la tutina catarifrangente in Domopak di Savitar: il Futuro Flash. Ah! Che meraviglia l’intonazione e la punteggiatura! Tutto cambia in un baleno con una pausa/virgola al punto giusto!

Dopo la rivelazione meno rivelante dai tempi dell’acqua che bolle a 100 gradi, sono state le mie di sinapsi quelle impegnate a trovare una possibile spiegazione che spieghi perché un Barry Allen possa decidere di uccidere una Iris West. L’unica che mi è venuta in mente (un po’ per pigrizia e per impegni lavorativi, lo ammetto) è legata all’orribile cicatrice alla Harvey Dent (Due Facce fa “ciao” da Gotham City) che decora l’emisfero destro del bel faccino di Grant Gustin. Una cicatrice che quasi sicuramente gli è stata regalata dai Time Wrath, i cugini dei Dissennatori di potteriana memoria che sorvegliano e puniscono coloro che osano alterare la linea del tempo. E noi sappiamo quanto Barry abbia alterato quella linea.

…Sto pensando or ora, che la probabile chiave per spiegarci il perché un Barry Allen è diventato Savitar, è legata al concetto di “amore” che Barry – il nostro Barry – ha usato per risalire al mostro metallico. Barry ha alterato la linea temporale spinto dall’amore, ed è tornato indietro spinto dall’amore per quanto custodito dai propri ricordi, Barry è cresciuto per diventare il bravo ragazzo che conosciamo e amiamo grazie all’amore che lo ha circondato e lo circonda ancora adesso: se quel calore fosse tolto dalla sua vita, che Barry otterremmo? Sarebbe una punizione alla dantesca maniera: la pena del contrappasso di infernale memoria.

E di “amore” l’episodio è stato stracolmo. Ogni singola storyline narrataci, aveva come fulcro proprio l’amore.

Sorvolando su Joe che si apre ad una bella e nuova relazione con Cecile, regalandoci brodo di giuggiole in cui sguazzare allegramente per i prossimi decenni, direi che soprattutto Cisco ci ha mostrato una bellissima forma di amore – quello amicale – che troppo spesso viene posta in secondo piano rispetto all’amore romantico.

A dire il vero, avrei talmente tante cose da scrivere sul solo Cisco che potrei perdermi per cui vi chiedo scusa in anticipo e cercherò di essere sintetica.

Mi è piaciuto molto il modo delicato che hanno avuto in questi anni nel descrivere l’amicizia fra Cisco e Caitlin. Quel legame, forgiatosi non solo grazie al lavorare fianco a fianco ma soprattutto all’aver condiviso l’una con l’altro gioie e dolori della propria vita, è la base di un’amicizia dolcissima e profonda che mi commuove profondamente. La paura del ragazzo nell’usare i suoi poteri contro Caitlin è diventata lo specchio di una profonda trasformazione che ormai è avvenuta in lui: Cisco non è più spaventato dai suoi poteri perché non li sa gestire, è terrorizzato perché è consapevole del danno che potrebbero fare. Ha concluso quel percorso di presa di coscienza delle proprie potenzialità che aveva iniziato con fatica l’anno scorso e la fine è coincisa con uno scontro con una nemica/amica che, anche nella furia della battaglia, è a sua volta sconvolta dalla forza che gli sta di fronte…oppure riconosce nello sguardo del ragazzo, il suo migliore amico. A voi l’interpretazione.

Ma Cisco è stato fantasmagorico anche nel rapportarsi a Julian: è stato bello sentire includere il ricercatore nella lista delle persone care a cui non vorrebbe fare del male nonostante Cisco fosse furente. Ogni singolo scambio di battute fra i due è stato perfetto: coerente con quanto accaduto con Caitlin ma allo stesso tempo alla ricerca di una soluzione. Non me la sento di condannare Julian per quanto ha fatto (forse l’ho già scritto all’epoca), credo che semplicemente non avesse la stessa forza di Cisco nel rispettare la volontà di Caitlin. Davanti alla possibilità di perderla del tutto, Julian ha scelto la strada più speranzosa: “Posso trovare una cura”. Ed infatti, osservando il Julian del futuro, lo abbiamo incontrato 7 anni dopo, ancora alla ricerca di un modo per riavere indietro Caitlin. Cisco, invece, è stato più forte: fedele alla sua amica in tutto per tutto, ha lottato (e lotta ancora) perché la volontà della donna sia rispettata.

E la donna in questione è stata usata nell’episodio esattamente come la sta usando Savitar: una pedina. Mi chiedo se approfondiranno il discorso “Killer Forst” oppure resterà semplice espediente narrativo da usare per parlare di Savitar. È stato bello però che anche da villain, Barry abbia comunque preferito proteggere Caitlin rispetto al portare a termine la sua missione. Forse lo ha fatto perché sa che Killer Frost, già solo esistendo, è un altro modo per ferire Flash e il team in generale, ma non riesco a non pensare che l’affetto e l’amicizia per la donna, prevalgano anche nel futuro Flash.

E comunque, perdonate la fangirl fracassona che è in me, ma Killer Frost che pattina via su strade ghiacciate è stata fortissima!

…un po’ come Barry che crea onde di fuoco schioccando le dita:

…roba che Mary Poppins ti cantava “Con un poco di zucchero” nel frattempo e ti riordinava la stanza!

E la parola “amore” è anche ciò a cui ho pensato vedendo la scena finale in casa West…

…mi dispiace, io ci provo a rimanere impassibile e imparziale, ma io li adoro. Ho amato che Wally fosse seduto fra Barry e Iris, come un fratellino minore ed ho amato che all’arrivo di Joe, Barry si sia alzato per fare spazio al padre adottivo sul divano. Insomma, i West sono una delle mie famiglie televisive preferite e mi trasmettono un senso di “casa” come poche altre. Di questo bisogna rendere atto agli autori.

Ed infine lei, Tracy Brand. Nuova arrivata nel team Flash e destinata a ideare il marchingegno che libererà Central City da Savitar…e a far battere il cuoricino di H.R., a quanto pare…

Mi ha fatto un’ottima impressione e per ora la sua storia ha rispettato alla perfezione l’introduzione di un personaggio chiave in un sci-fi sui supereroi. Già dalle premesse, però, sembra chiaro che sarà un valore aggiunto che ben si incastrerà nella squadra. E poi io adoro l’attrice per cui…

Vi lascio al promo del prossimo episodio, promo che guarderò anche io per la prima volta rileggendo la mia recensione: stamattina ero talmente impegnata a fare la fangirl che non mi sono accorta dell’orario e non ho avuto tempo di vedermelo.

Cosa vi è parso della puntata? Avete anche voi azzeccato il pronostico, oppure puntavate su qualcun altro come Savitar? Che impressione vi ha fatto Tracy?

Io vi saluto e vi aspetto nei commenti. Vi ringrazio per leggere e commentare le mie recensioni e vi rimando alla prossima settimana.

Ma prima…tre bellissime pagine dedicate al team Flash che proprio non si possono dimenticare.

»Cisco Ramon

The Flash Italian Fans

Grant Gustin Italia

The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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