The Carrie Diaries | Walt e Bennett supereranno l’allarme AIDS della metà degli anni 80 a New York?

Kiss Yesterday GoodbyeThe Carrie Diaries si fa in quattro per catturare l’essenza della metà degli anni 80 – dalla musica alla moda, fino a quei grossi telefoni che probabilmente saranno visti come strumenti di tortura dagli adolescenti di oggi.

In questa nuova programmazione al venerdì dell’affascinante drama (The CW), comunque, la produttrice esecutiva Amy B. Harris dice di sentire “la responsabilità” di rappresentare accuratamente un altro storico aspetto di quel periodo: l’allarme AIDS – e il suo impatto sugli omosessuali, in particolare – a New York.

L’episodio, “Date Expectations”, segue le vicende dell’amico gay della nostra protagonista Walt (Brendan Dooling) e il collega di Interview Bennett (Jake Robinson), durante il loro primo San Valentino come coppia. “Walt non è felice del loro piano, perché sperava di trascorrere una serata romantica con Bennett,” spiega Harris. “Ma stiamo parlando degli anni 80. Il pensiero di Bennett riguardo il classico appuntamento per San Valentino è, ‘Non ci lasceranno vivere la nostra vita come se fosse la loro, quindi dovremmo avere la nostra favolosa vita! Dobbiamo creare le nostre tradizioni.’”

Alla fine Walt accetterà di festeggiare la serata con un gruppo di amici in un locale notturno chiamato Boy, quando la coppia si imbatte in una vecchia conoscenza che rivela uno scioccante segreto: l’ex ragazzo di Bennett è risultato positivo al test dell’HIV, ma è talmente in negazione che non riesce a dirlo a Bennett.

Harris rivela che la sua squadra ha scritto e girato una scena dove Walt e Bennett vanno in una clinica per fare il test, ma “l’abbiamo tagliata dall’episodio. Volevamo parlare di questa storia con Carrie e Walt e come affrontano la questione come amici, e come Bennett e Walt l’affrontano come coppia. Portare il pubblico nell’esperienza del test avrebbe tolto questo, in qualche modo.”

Invece, aspettatevi di vedere momenti “strazianti” per Walt e Bennett da prima di avere i risultati del test, fino al dopo.

Mentre il personaggio di Walt non ha mai affrontato il test dell’HIV nei libri di Candace Bushnell, sui quali è basata la serie, Harris dice che questo percorso è un modo concreto per esplorare il grande problema dell’identità personale di Walt.

“E’ terribile da ogni punto di vista per un diciottenne pensare di morire quando ha appena iniziato a vivere la sua vita,” dice Harris riguardo la reazione di Walt alla notizia. “E nel caso di Walt, essere un ragazzo bianco e protestante ha sempre vinto sul suo essere gay mentre cerca di uscire allo scoperto. Inizia ad aggrapparsi all’idea che, ‘Tutte queste cose che non posso avere, sono le cose che in realtà voglio: non so come gestire questa vita.’

“E’ pazzesco pensare che 20 anni fa, l’idea di una coppia gay che si sposa e che adotta un bambino non era neanche considerata,” continua Harris. “Ma anche oggi, per tanti ragazzi, questo non viene considerato. Perché se la tua famiglia ti rifiuta, o sei al liceo – dove essere diversi non è sempre ciò che si vuole essere – può ancora essere molto difficile. Quindi molti ragazzi gay nel mondo preferiscono rinunciare a quell’esperienza per una vita ‘normale’.”

Il percorso di Walt di scoperta di sé stesso e la lotta per accettarsi è risultato in “bellissime email da molti ragazzi che stanno lottando con ciò con cui sta lottando Walt,” condivide la produttrice. “Questo, per me, è una delle cose che facciamo nello show, di cui sono più orgogliosa: fare in modo che i ragazzi si sentano ascoltati, e che la loro esperienza sia raccontata in televisione. Walt e Bennett sono una coppia regolare nello show – come Carrie e Sebastian – con i loro problemi e le loro preoccupazioni.”

Harris aggiunge che come filosofia generale, The Carrie Diaries ha cercato di vendere l’idea che “essere al sicuro è preferibile, sia emotivamente che fisicamente. Mettere il cuore nelle mani della persona giusta, e mettere anche il tuo corpo nella mani della persona giusta.”

Infine, “stiamo affrontando l’intima esperienza di amore e morte a Manhattan,” aggiunge. “Spero che la gente percepisca l’enorme esperienza di qualcuno che lotta, non solo con la minaccia dell’AIDS, ma anche con sé stesso e con la voglia di essere sé stesso il più autenticamente possibile.”

 

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