The 100 – Recensione 7×13: Non ha senso

The 100

Bentornati carissimi Addicted con la recensione della 7×13 di “The 100“.

Sommando le (mie) vacanze e la pausa di due settimane di The CW, è passato un bel po’ di tempo dall’ultima recensione. Tempo che ho impiegato nel cercare di dare un senso agli episodi arretrati e, soprattutto, fare il punto della situazione. La risposta che mi sono data è solo una: IO NON HO CAPITO. Le mie ipotesi iniziali stanno naufragando, la linea logica della serie mi sta sfuggendo e non ho la minima idea di cosa aspettarmi da questo finale.

Questa 7×13, sinceramente, non ha fatto altro che accrescere la mia insoddisfazione e farmi venire voglia di sbattere insistentemente la testa contro lo schermo fino a perdere coscienza e sperare di dimenticare ciò che avevo appena visto.

RECENSIONE THE 100 7×13

NIENTE. Zero. Nulla. Scrivo questa recensione a caldo, subito dopo la visione dell’episodio, quindi la delusione è davvero troppo cocente per riuscire a salvare qualcosa solo per bontà d’animo. Se proprio dovessi nominare una sola cosa che mi è piaciuta, direi quella piccola vibrazione di sarcasmo e ironia negli scambi tra Raven e Murphy, che mi ha ricordato la mia vecchia passione mai sopita per questa ship impossibile.

Da dove iniziamo?

✘ I SALTI DIMENSIONALI. Vi avviso: al prossimo vortice verde sclero malissimo. Questi passaggi stanno diventando davvero fastidiosi e rendono estremamente difficile seguire la trama, che già di per sé non è lineare. Prego per riavere tutti i protagonisti sullo stesso pianeta per almeno una puntata.

✘ LA RISOLUZIONE TRA RAVEN E NIKKY. Avevo già espresso la mia opinione sulla scelta di Raven della 7×03, quindi inutile ribadire il concetto. Risoluzione altrettanto scialba, con Nikky che non può essere considerata nemmeno vagamente un villain e che non ha per me il minimo spessore. Raven ne esce nuovamente come una martire, con l’unica nota positiva di aver ammesso, per una volta, di aver voluto salvare se stessa invece degli altri.

✘ SHEIDHEDA – L’IMMORTALE. Con tutta l’ammirazione dimostrata per JR Bourne in questo ruolo, possiamo davvero dire che la storyline di Sheidheda si sta dilungando troppo. Che anche in quest’ultima occasione Indra abbia deciso di risparmiarlo per me è inaccettabile: un mero espediente per allungare il brodo. Sapendo quanto possa essere manipolatore, lasciarlo in vita (seppure in fin di vita) è una scelta davvero stupida, palesemente piazzata solo per creare il confronto finale tra Bellamy e Clarke.

✘ IL DELIRIO DI GABRIEL. Qualcuno mi spieghi che senso ha avuto inserire l’idea che ci fosse modo di “riparare” la fiamma per poi arrivare comunque alla sua distruzione. Credo sia palese che lo scopo fosse comunque arrivare ad eliminare il chip di Becca – considerando la tecnologia di Bardo, sarebbe stato facile trovare un escamotage per recuperare i dati al suo interno – ma perché farlo fare a Gabriel? Perché sentivamo la mancanza di Josephine, uno dei personaggi più odiosi di sempre? Perché avevamo bisogno di conferme sulla bontà del Dottor Santiago, e sul fatto che tra scienza e umanità avrebbe scelto quest’ultima? Ripeto, se avete una spiegazione coerente, per favore, scrivetemela nei commenti.

✘ IL RITORNO DI “MAMMA ORSA” CLARKE. Evidentemente siamo tornati indietro di una stagione e non me ne sono accorta. Clarke è partita di nuovo per la tangente del dover difendere Madi contro tutto e tutti, a qualsiasi costo. Se l’ultima volta aveva lasciato Bellamy a morire nell’arena di Bloodreina, questa volta si è tolta subito il pensiero. La situazione in questo caso è diversa e Bell è su tutt’altro piano, ma sinceramente avrei fatto a meno di questa Clarke Mama Bear 2.0.

JOHN MURPHY. Se proprio devo scegliere, con una pistola puntata, posso dire solo John Murphy. La sua ironia nel riassumere questa baraonda credo sia l’unico approccio possibile da adottare per sopravvivere a questa puntata. Non cerchiamo un senso e andiamo ad affogare i nostri dispiaceri alla taverna.

Permettetemi invece di citare la PEGGIOR SCENA.

LA MORTE DI BELLAMY. Lasciando da parte la “conversione” di Bellamy e gli espedienti messi in atto appositamente per arrivare a questo specifico punto, la scena di per sé è stata per me la peggiore di un episodio catastrofico. Per quanto ne sappiamo, considerato ciò che abbiamo visto e le parole di Bob Morley e Jason Rothenberg su quest’ultimo episodio, questa volta la morte di Bellamy è cosa certa.

Chiudere così la storia di un personaggio come Bellamy Blake, con tutte le difficoltà del caso (anche a livello personale per l’attore) è comunque inaccettabile. Clarke e Bellamy sono stati i personaggi cardine di questo show per sette stagioni e una chiusura di tale banalità non rende minimamente giustizia a questa storia. Sinceramente era una delle mie ipotesi iniziali sul finale di serie che uno dei due non sarebbe sopravvissuto, ma mi aspettavo una scena con molto più pathos. Tolte le immense ripercussioni emotive, la morte di Bellamy appare al momento inutile, perché Clarke non ha comunque portato in salvo il quaderno di Madi e perché tutt’ora non sappiamo quanto quei disegni potranno essere importanti. Ci sono personaggi minori che hanno avuto una fine ben più drammatica, con scene che ancora oggi mi fanno piangere come una bambina, ma non questa. Questa lascia solo un grande senso di frustrazione. Non che ogni morte debba sempre essere spettacolarizzata, ma capite che non stiamo parlando di una comparsa qualsiasi. Bellamy Blake è “The 100” e dirgli addio in una scena tanto piatta non rende giustizia al suo personaggio.

RECENSIONE THE 100 7×13

Che dire più di quanto già detto? Siamo a soli tre episodi dal finale di serie e ancora fatico a capire il senso di questa stagione. Tutte le buone premesse dell’inizio stanno svanendo, così come la mia fiducia nella scrittura di Jason Rothenberg. L’idea geniale di collegare quest’ultima stagione con la Second Dawn di Cadogan e la poliedrica Becca Franco, si sta involvendo e aggrovigliando su se stessa in una matassa da cui sarà difficile uscire con un senso logico. Ancora non sappiamo cosa sia questa Last War, se sia una battaglia o un test, se la trascendenza porterà alla pace o alla distruzione… Ragazzi non sappiamo nulla. Continuano a venir lanciati input che cadono poi nel vuoto. Si continua a buttare benzina sul fuoco ma cosa sta effettivamente bruciando?

40/100

Non ho più nulla da aggiungere: la sufficienza è lontana anni luce.

Vi lascio con il promo della 7×14 e vi ricordo di passare dalle pagine Facebook dedicate a “The 100”.

The 100 Italia

Beliza Italia Page

DeCento

2 comments
  1. Aspettavo con ansia una recensione per questo scempio per potermi sfogare e avere la certezza che lo schifo non l’ho provato solo io guardando questo episodio.
    Direi che la settima stagione è completamente da dimenticare, il fatto di dedicare interi episodi solo a un paio di personaggi alla volta (mi riferisco ai primi) poteva anche essere ok, ma col fatto che praticamente c’è una pausa ogni due settimane io non ci sto capendo una mazza, alternano episodi su Sanctum e episodi su Bardo, a episodi su Penance e a me sembra che saltino di palo in frasca…
    Non ho ancora capito cos’è sta storia della guerra e cosa dovrebbe succedere, cosa ci deve fare Cadogan con la fiamma, ma sono io spettatrice troppo distratta o gli episodi sono scritti da cani?
    Passiamo ora al fattaccio… Io sono convinta che tutto l’episodio Bellamy centrico sulla montagna fosse una grandissima montatura per fare il lavaggio del cervello al povero Blake, un mezzo per Cadogan per portare Bellamy dalla sua parte, secondo me il Pianeta/montagna è stato creato apposta per “convertire” gli scettici, quindi questa mia convinzione mi porta a dire che Bellamy è morto PER NIENTE, per una causa che è aria fritta, e questo è inacettabile per me.
    Ahime mi sono spoilerata la sua morte su instagram quindi ho guardato l’episodio sapendo cosa sarebbe successo e ho continuato a ripetermi “se muore per difendere Cadogan mi incaz.z.o”, e ahime è proprio quello che è successo.
    Bellamy Blake, e qua parlo del personaggio (perchè della vita privata di Bob poco mi importa), non meritava di essere trattato così.
    Potevano almeno farlo rinsavire all’ultimo e farlo morire per difendere uno dei suoi amici, sarebbe stata una fine coerente col personaggio e giusta, così invece è sembrato uno che passava di lì, liquidato senza tante cerimonie e con dei pessimi effetti speciali, mi vengono ancora i brividi se ripenso a Clarke che piange nel verde dell’anomalia…
    Ok, Bob aveva chiesto di non essere presente in maniera continuativa all’ultima stagione e probabilmente gli sceneggiatori si sono dovuti inventare qulacosa, ma QUESTO è quello che hanno trovato? No comment.

    Concludo con un dubbio che mi accompagna dall’inizio della stagione: scopriremo mai cos’erano quelle scritte sulla schiena di Octavia? Quella specie di codice che gli scrisse Gabriel? O lo abbiamo già scoperto e io non me ne sono accorta? O a me è parsa una cosa super importante e in realtà non era niente di utile?

    1. Ciao e grazie del commento!
      Le buone premesse di questa settima stagione si sono perse per strada, in un mare di intrecci che ha generato solo confusione.
      Non mi stupisce infatti il fatto che ti sia persa la spiegazione sul “tatuaggio” di Octavia. E’ stato Levitt a farglielo per aiutarla a ritrovare Hope una volta tornata a Sanctum al momento della sua prima fuga. Il tatuaggio rappresenta il codice di una persona e immettendolo su una pietra dell’Anomalia è in grado di richiamare dal portale quella persona. In questo caso il codice era legato a Hope e serviva a Octavia per richiamare la ragazza a Sanctum una volta attraversato il portale. Viceversa quando Hope ha pugnalato Octavia, la ragazza è tornata su Bardo, un po’ come successo in questa puntata a Sheidheda e Madi. Ti lascio comunque il link della scena, così forse capirai meglio (mi accorgo che anche la mia spiegazione non sia molto chiara).
      https://www.youtube.com/watch?v=dRsKdZdCzfM
      Per il resto che altro dire… Concordo con te sul fatto che c’erano mille altri modi di chiudere la storia di Bellamy, pur limitandone la visibilità all’interno della storia. E’ stata una pessima scena, scritta male, con pessimi effetti, ma tecnicismi a parte, il problema è che non ha reso giustizia al personaggio di Bellamy Blake. Non mi fa rabbia il fatto che sia morto, ma il come abbiano gestito questa situazione, senza il minimo rispetto per un personaggio che ha retto questa serie per sette anni.
      Ammetto ormai di avere poche speranze per il finale…

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