The 100 | Recensione 2×10 – Survival of the Fittest

Puntata importante, piena di avvenimenti e, per l’ennesima volta, centrale nel determinare le dinamiche su cui si baserà la trama dei prossimi episodi.

Quello che mi sta piacendo di questa seconda stagione è il suo continuo evolversi, praticamente abbiamo avuto una prima di metà di stagione quasi totalmente priva di puntate filler, anzi, al contrario ogni puntata è diversa dall’altra, gli scenari mutano, i personaggi crescono e interagiscono tra loro in maniera sempre differente. Per quello che ho visto finora, la serie si è rivelata un susseguirsi di sorprese in cui davvero nessuno è al sicuro, nulla è come sembra e c’è sempre un nuovo nemico dietro l’angolo proprio quando credevi di aver capito tutto di questo Pianeta Terra post-apocalittico e radioattivo.

E tutto ciò, giocando sapientemente con le ship, sfruttandole a proprio vantaggio ma senza mai renderle il centro della trama ed espediente narrativo trito e ritrito per appassionare il pubblico senza sforzarsi troppo di elaborare una trama interessante. Per quel che mi riguarda, la qualità dello show si sta alzando notevolmente e gli autori sono riusciti effettivamente nel loro intento di dar vita a uno show “alternativo” rispetto alla media CW.

Certo, sarò sincera: non abbiamo di fronte il nuovo Lost, siamo ancora lontani anni luce da un prodotto di quel livello, ma gli autori ce l’hanno fatta. Bravo Rothenberg. Ti odio, i tuoi tweet sarcastici e perculatori mi irritano notevolmente, ma bravo.

Ma veniamo alla puntata.

Clarke sembra tornata in sé, almeno in parte. La nostra princess è tornata la leader indiscussa del gruppo e l’unica vera mediatrice con Lexa e di conseguenza con i grounders (ma c’è un’altra donna molto forte e intelligente che per me le sta facendo concorrenza, ne parleremo poi).

Al momento è ancora in fase di negazione, non ho visto l’ombra di rimorso né per quello che è accaduto a Finn né per aver mandato Bellamy a morire. Evidentemente è così che deve andare, Clarke non è ancora pronta ad affrontare i suoi demoni in questo momento e le piace fingere di essere un comandante freddo e senza cuore come la sua nuova amica Lexa. Tuttavia, non poteva passare una puntata senza che Clarke nominasse Bellamy: sembra avere una grande fiducia nel ragazzo e nelle sue possibilità di riuscire nel tentativo di infiltrarsi nel Monte Weather.

Potrebbe trattarsi semplicemente di una manifestazione di stima e rispetto nei confronti di Bellamy come ne abbiamo già viste, ma potrebbe anche trattarsi di una difesa. E’ come se Clarke non volesse nemmeno pensare a un esito negativo della spedizione, magari sempre per quello stato di negazione in cui la ragazza si è rifugiata per proteggersi.

Lasciatemi dire che amo molto il rapporto Clarke-Lexa e pare amarlo anche il web, al punto che è già nata una nuova ship che per me ha tutte le carte in regola per fare concorrenza al Bellarke: le Clexa.

Mi è piaciuto molto il fatto che questo episodio abbia esplorato la mitologia delle popolazioni Terrestri: finalmente non sono più solo i selvaggi antagonisti dei nostri eroi ma diventano un popolo con una sua identità e le sue credenze. Adoro l’approfondimento delle mitologie nelle serie tv che seguo, in generale, credo che renda il tutto molto più “realistico” (per quanto possa esserlo un racconto fantasy) e coerente, crea una base solida su cui costruire la trama e i rapporti tra i personaggi. E poi insomma, è figo, è affascinante. In particolare mi è piaciuta la questione della reincarnazione di un leader in quello successivo, mi piacerebbe saperne di più di questa “tradizione dello spirito”.

Murphy scatta come una molla appena viene nominato Finn: lo posso capire, si tratta comunque di un suo compagno che è stato ucciso, ma una parte di me continua a vedere questa trasformazione di Murphy in uno dei buoni come qualcosa di forzato.


Quando mai a Murphy è fregato qualcosa di Finn? Quando mai gli è fregato qualcosa di uno qualsiasi dei suoi compagni? Come può un sociopatico trasformarsi in un membro attivo del gruppo e diventare anche pappa e ciccia con Jaha (assassino di suo padre, per altro) e partire, totalmente sulla fiducia, alla ricerca di una città utopica in cui tutti si vogliono bene e ognuno è felice? Questa parte della trama non mi convince ancora molto.

Premettendo di essere felice di non aver visto la faccia di Abby per tutto l’episodio, dove sono finite lei e Raven? Non staremo mica iniziando a far scomparire i personaggi quando non sappiamo cosa farci salvo poi farli ricomparire quando servono? Guarda che questo non è il set di Pretty Little Liars, Rothenberg.

Andiamo ora ai miei amati fratelli Blake.

Octavia, come saprà chi segue le mie recensioni sin dalla prima stagione, inizialmente mi stava sulle balle. Diciamo pure che per me era un no, l’avrei buttata fuori dallo studio a calci (Uomini & Donne mode: on).

Dopo questa puntata finalmente ho visto realizzato il potenziale che questo personaggio ha sempre avuto, guardacaso ora che Lincoln non c’è e lei non è impegnata ad amoreggiare e/o a perdersi e/o a cercare Lincoln che si è perso, Octavia si sta trasformando in una donna cazzuta che forse potrebbe anche diventare una vera e propria leader. Sì, ma di quale fazione?

Come sappiamo Octavia è quella che ha passato più tempo di tutti con i grounders, li conosce e riesce a interpretare i loro comportamenti e le loro usanze: è sicuramente un alleato prezioso per Kane ma ho apprezzato molto il fatto che la giovane Blake gli abbia dato il benservito per diventare il braccio destro di Indra.

Perché Octavia ci tiene così tanto a diventare una guerriera? Perché con i grounders, per la prima volta, si è sentita parte di qualcosa. Non c’è da stupirsi che sia più fedele a loro che agli ex abitanti dell’Arca, che, se ben ricordo l’hanno imprigionata per il semplice fatto di essere la secondogenita. Octavia ha sperimentato sin da bambina cosa significa sentirsi rifiutata, non voluta, per il semplice fatto di esistere. Non si è mai sentita accettata dalla sua gente e forse per questo per lei è così importante farsi accettare dai grounders.

Non mi è piaciuto che Kane abbia cercato di sfruttarla come spia e ho apprezzato il coraggio di Octavia nel dirgli di no. E’ coraggiosa ed è leale, ma è sicuramente più impulsiva e “selvaggia” di Clarke: vedremo.

Infine, Bellamy e Lincoln. Questa parte dell’episodio ha seriamente messo a dura prova i miei sentimenti.

Lincoln non l’ho mai trovato utilissimo e per l’ennesima volta –che sorpresa– il nostro maschione tutto muscoli e niente cervello ha fatto un casino, facendo saltare il piano e soprattutto, facendo catturare Bellamy.

Sono abbastanza convinta che Bellamy ce la farà anche questa volta, dubito fortemente che possano eliminare un personaggio così fondamentale per la trama a meno che Rothenberg non si svegli un mattino sentendosi come George Martin (vediamo di non fare schezi) ma temo che per Bellamy saranno puntate molto dure, e per i suoi sostenitori con lui. Ovviamente trovo geniale l’idea di separare Clarke e Bellamy e di mettere in serio pericolo la vita di uno dei due. Sadica, ma una bella mossa non c’è che dire.

Prima di concludere, lasciatemi fare una menzione d’onore per lo scimmione cannibale apparso per la prima volta in questa puntata: amo il fatto che la Terra continui a sfornare insidie e mostri di ogni sorta (anche perchè è molto Lostiano), non so ancora se trovo King Kong de noantri ridicolo o credibile ma è stato un bel colpo di scena. Non male anche gli effetti speciali, segno che il network sta veramente investendo molto nella serie.

Io vi lascio col promo decisamente pulp del prossimo episodio e vi ricordo che se siete appassionati di The 100 non potete assolutamente perdervi la pagina Facebook The 100 Serie tv, sempre aggiornata con news, foto, video, spoiler, interviste e tutto quello che riguarda lo show. Date un’occhiata!

Alla prossima!

5 commenti su “The 100 | Recensione 2×10 – Survival of the Fittest”

  1. Bellissima recensione!!! Però non condividerei se realmente si concretizzasse il Clexa. Intendiamoci amo il personaggio di Lexa, in tutte le sue sfaccettature, e trovo molto costruttivo il rapporto con Clarke per entrambe. Ma una svolta del genere la troverei quantomeno forzata soprattutto per quanto riguarda Clarke. in ogni caso il Bellarke ha già conquistato il mio cuore molto tempo fa!!!! Un abbraccio, alla prossima 🙂

    1. Francesca_Giorgino

      Grazie mille 🙂
      Diciamo che sicuramente i fan sono più affezionati al Bellarke ma una storia Clarke/Lexa sarebbe qualcosa di importante in uno show per ragazzi…detto ciò, conoscendo gli autori, credo che come al solito lancino il sasso e poi nascondano la mano, per me per il momento non si concretizzerà nessuno dei due.

      1. Mi trovi perfettamente d’accordo! Infatti a me piacerebbe tantissimo che Lexa trovasse un interesse amoroso (durante il racconto sulla perdita di Costia mi sono sentita male per lei) 🙂 Solo non Clarke..Come hai detto tu sono affezionata all’idea di lei e Bellamy..E sono del tutto consapevole del fatto che la mia rimarrà, forse, soltanto una fantasia! Complimenti ancora per la tua recensione 🙂

  2. The Lady and the Band

    Complimenti per la recensione!!
    Hai proprio ragione,questa seconda stagione si sta rivelando una fonte inesauribile di sorprese positive.al punto che a volte non sembra nemmeno più lo stesso show dell’anno scorso.
    Bella la trasformazione di Octavia,non vedo l’ora di vedere come procederà la sua storia,da tanto che non la reggevo,ora è.uno dei miei preferiti!
    Tra l’altro,a proposito della,mitologia dei Grounders,io mica l’ho capito il motivo per cui.non.usano i fucili…Tu l’hai capito?
    Sui due giovanotti in missione non mi pronunciò:avevo la stessa espressione di Bellamy!Onestamente non sono.psicologicamente pronta a vederlo torturato!!!
    Clarke spero rinsavisca presto,questa leader senza scrupoli non è lei è un po’ mi manca la Clarke-Orso Abbraccia Tutti 😀 È.comprensibilmente sconvolta,pora stella!
    King Kong era trashissimo e.fichissimo al tempo stesso!
    Ancora complimenti!!!’

    1. Francesca_Giorgino

      Ciao! Grazie mille per i complimenti!
      Comunque per quanto riguarda la questione armi, quando l’hanno detto in effetti mi sono resa conto che i Grounders non hanno mai usato armi da fuoco nonostante ne avessero a disposizione alcune sulla Terra. Potrebbe trattarsi magari di convinzioni o superstizioni, oppure una loro filosofia di vita (magari collegano le armi da fuoco ai loro nemici, se non sbaglio le usano anche i Mountain men). Certo potrebbero vedere la tecnologia in modo negativo visto che è quello che ha distrutto il pianeta e quello che causa loro più problemi (le armi, le navicelle che si schiantano sulla loro terra, i Mountain men). Infine ho anche pensato avesse a che fare col massacro di Finn, ma forse questa è la meno probabile. Credo che considerino le armi “tradizionali” più nobili, forse. Ma sono tutte congetture 🙂
      Alla prossima!

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