The 100 | Recensione 1×06 – His Sister’s Keeper

She’s my sister. She’s my responsibility.

Abbiamo sentito Bellamy ripetere diverse volte questa frase nel corso della puntata, incentrata quasi totalmente su di lui.

Il rapimento di Octavia, le sue ricerche, diventano un pretesto per scavare più a fondo nella storia dei due ragazzi, nel loro rapporto, nell’istinto di protezione di Bellamy nei confronti della sorella, ma ci ha anche permesso di rimettere a posto alcuni pezzi del puzzle grazie a numerosi flashback riguardanti la vita sull’Arca prima del lancio dei the hundred sulla Terra.

Bellamy

Perdonatemi se questa recensione sarà quasi del tutto monotematica, ma del resto, la puntata è stata più una sorta di viaggio nella mente di Bellamy, nei suoi ricordi, nelle sue motivazioni.

Nei primi flashback vediamo la madre di Octavia e Bellamy dare alla luce la sua secondogenita nonostante il divieto assoluto di avere più di un figlio, dovuto a ovvie ragioni di spazio ridotto e risorse insufficienti sull’Arca. Ho notato che abbiamo visto solo immagini della madre, e mai del padre dei due ragazzi, che a quanto pare era una figura pressochè assente, il che mi porta a sospettare che i due fratelli possano anche essere figli di padri diversi.

Bellamy è, dunque, l’unica figura maschile nella famiglia, con delle responsabilità sulle spalle troppo grandi per un ragazzo così giovane. La vita di Bellamy e sua madre appare, infatti, una vita di enormi sacrifici, di paura, tutto finalizzato a proteggere Octavia e permetterle di sopravvivere. Anche il fatto che la madre dei due sia disposta a tutto pur di far diventare suo figlio una Guardia è da ricondurre sicuramente a quello: insomma, tutta la vita di Bellamy è stata condizionata, e lo è tuttora, dall’esistenza di una sorella da proteggere. Non possiamo biasimarlo per esserne ossessionato.

E soprattutto non può farlo Octavia stessa.

Il suo personaggio non mi ha mai convinto pienamente e questa volta, l’ho trovata decisamente insopportabile.

Convinta di saper badare a se stessa, si fa rapire da un Terrestre stalker che la tiene rinchiusa in una specie di grotta sotterranea, scappa, viene ripescata dal Terrestre che stavolta la incatena a una roccia per impedirle di fuggire, e quando suo fratello riesce a salvarla dopo una spedizione suicida, lei protegge il suo rapitore, che è talmente un bravo ragazzo da approfittarne e pugnalare Finn, oltre a cercare di uccidere Bellamy stesso.

Sindrome di Stoccolma a palla? Forse, o forse Octavia è semplicemente troppo stupida e troppo infantile. Visti gli scheletri sparsi per la foresta (se ricordate anche Jasper era stato ritrovato in fin di vita appeso a un albero) e la netta inclinazione dei Terrestri a strani rituali, non mi stupirebbe se il suo carnefice l’avesse tenuta in vita per sacrificarla successivamente o usarla come esca, proprio come ha detto Bellamy.

Non so come fosse rappresentato il personaggio nei libri, ma sinceramente, il suo comportamento nella serie non mi piace per niente. Sarà scontato, ma ingrata è l’unica parola che mi viene in mente.

Il personaggio di Bellamy, al contrario, penso si sia dimostrato uno dei più profondi e interessanti della serie, almeno per ora. Quello che mi piace di più è che non venga semplicemente ridotto a “devo proteggere mia sorella”, cosa che sarebbe stata molto più semplice, soprattutto per i clichè sidabliu.

Bellamy non è l’eroe della situazione. Ha un animo buono, questo è vero, come buone sono le sue intenzioni, ma non è perfetto.

Ha peccato di ingenuità lasciando uscire Octavia quando vivevano ancora sull’Arca, ma del resto l’ha fatto per permettere a sua sorella di vivere una parvenza di normalità, anche solo per qualche ora, e quest’errore gli è costato caro. L’ha pagato, l’ha pagato eccome.

Forse non è stato molto nobile ricordare a sua sorella quanto la sua nascita abbia reso la vita impossibile a lui e sua madre, ma è stato umano, perché lei lo ha ferito. L’infanzia di Bellamy è finita con la nascita della secondogenita. Octavia si lamenta di non aver mai avuto l’opportunità di avere una vita normale, ma se la sua esistenza è stata interamente sacrificata per nascondersi, quella del fratello lo è stata ugualmente per riuscire a salvarla.

Bellamy è un personaggio imperfetto, che ha sbagliato: ha sbagliato sull’arca, ha sbagliato a distruggere i braccialetti dei compagni, ha sbagliato a gettare via la radio e forse ha sbagliato anche a trascinare altri ragazzi in una missione impossibile per salvare Octavia, sapendo già che in pochi sarebbero sopravvissuti. Ma ogni suo errore è un peso con cui deve convivere e che nasconde dietro una maschera di arroganza e freddezza, ma penso che nessuno possa davvero definire Bellamy egoista o dire che non sia uno che si assume le proprie responsabilità.

Clarke, Finn e Raven alias no, il triangolo no

Concludo la recensione con un po’ di leggerezza, del resto stiamo sempre parlando di uno show CW.

Secondo gli autori Finn sarebbe stato il protagonista incontrastato di questa prima stagione, sostengono anche che mai avrebbero pensato che il pubblico si affezionasse così tanto al personaggio di Bellamy e tifasse per lui e Clarke già dal primo episodio. E’ simile al finto stupore degli autori di The Vampire Diaries nei confronti di Damon ed Elena, e, sinceramente, non ci credo nemmeno un po’. Penso che gli autori televisivi sappiano esattamente dove andare a parare, e sanno anche che dare tutto subito al pubblico è una delle scelte peggiori che si possa fare televisivamente parlando.

Bellamy e Clarke secondo me non finiranno insieme, almeno non alla fine della prima stagione, ma è chiaro che gli autori stanno gettando le basi per creare questa ship. E’ assurdo dire “pensavamo avrebbero amato tutti Finn” quando siamo reduci da un episodio splendido incentrato esclusivamente su Bellamy. Per ora, non hanno dato alcuno spessore al personaggio di Finn. A me, devo dire, è simpatico, ma psicologicamente è profondo quanto una piscina per bambini, per dirla alla Caroline Forbes.

E’ il tipico furbetto che vuole tenere un piede in due scarpe, e le due scarpe ovviamente sono Raven e Clarke. Le signorine invece, per ora, mi piacciono molto: sono contenta che gli autori non abbiano puntato sulla rivalità femminile, sulle due donnette che si accapigliano per lo stesso uomo che nel frattempo si gode lo spettacolo senza decidere.

Raven e Clarke si rispettano, sono due ragazze intelligenti, forti, entrambe sono state ferite, forse si sono sentite un po’ prese in giro, ma non se la prendono l’una con l’altra. Inutile dire che, tra i tre, quello che ne esce peggio è Finn.

Per questa settimana vi saluto e vi lascio al promo del prossimo episodio. Prima però vi ricordo che se siete appassionati di The 100 e volete tenervi aggiornati su tutto quello che riguarda la serie, basta mettere mi piace alla pagina Facebook The 100 serie tv, ricca di news, foto, video e molto altro. Se invece volete una pagina aggiornatissima e ricca di news su tutte le serie della CW, fate un salto sulla pagina The CW Italia e mettete un mi piace!

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Francesca_Giorgino
Sin da bambina coltiva la passione per telefilm, film e libri, che ritiene responsabili delle sue aspettative spropositate. Tra le serie tv che l’hanno accompagnata durante l’infanzia e l’adolescenza ci sono Dawson’s Creek, Roswell, Gilmore Girls, Streghe, The OC, Skins ma soprattutto il suo primo vero amore, Buffy l’Ammazzavampiri. Al momento è dipendente da The Vampire Diaries (*coff* e da Ian Somerhalder *coff*), True Blood, Game of Thrones, Pretty Little Liars e la sua scoperta più recente, American Horror Story. Tutto ciò che mischia mistero, fantasy e un pizzico di horror l’affascina, adora le illustrazioni di Victoria Frances, il sushi e la musica, la sua colonna sonora personale.

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