Telefilm Addicted consiglia… The Borgias

Sesso. Potere. Omicidio. Amen.” Così recita la locandina, nel tentativo d’incuriosire le nostre menti. E noi, da bravi tele-dipendenti, gliel’abbiamo permesso.
La serie, ideata da Neil Jordan (‘Intervista col vampiro’, ‘Breakfast on Pluto’, premio Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1993 per il film ‘La moglie del soldato’) ed ancora inedita nel nostro Paese (perché sceneggiatori, produttori e persino il cast rischierebbero la scomunica, visto che siamo in tema LOL… basta, ora faccio la seria!), ha debuttato con una première di due ore sul canale statunitense Showtime il 3 Aprile dell’anno scorso ed ottenuto 1.06 milioni di spettatori. La coproduzione tra Canada, Ungheria ed Irlanda, visto il notevole successo dei primi nove episodi (i cui ascolti, solo in America, si sono mantenuti poco sotto il milione di spettatori a settimana), è stata rinnovata per una seconda stagione, che ripartirà il prossimo 8 Aprile.
Avete, allora, ancora un po’ di tempo per recuperarla e mettervi in pari. Forza!!! Noi, intanto, vi elenchiamo tre buoni motivi per guardarla (magari vi convinciamo, chissà?!?).

La trama:un ritratto complesso e senza censure di una delle famiglie dinastiche più intriganti e malfamate della storia“, dice la nostra maestra Chiara Poli. Le vicende narrate sono, infatti, quelle di una delle famiglie più influenti e potenti d’Italia a cavallo tra il XV e XVI secolo: i Borgia, appunto.
Siamo nel 1492. Mentre Cristoforo Colombo era impegnato a navigare per mare, Leonardo da Vinci completava il disegno del famoso Uomo Vitruviano, divenuto “manifesto” del Rinascimento, ed il 9 Aprile si spegneva Lorenzo de’ Medici, a Roma il cardinale Rodrigo Borgia, al capezzale del morente Innocenzo VIII, tramava per farsi strada verso il pontificato. Eletto con il nome di Alessandro VI, si affretta a consolidare il proprio potere piazzando i propri figli (avuti dalla relazione illegittima con Giovanna dei Cattanei, detta Vannozza) in posizioni convenienti: Cesare diventerà (o meglio, verrà forzato a diventare) cardinale e lo aiuterà a difendersi dagli attacchi interni al Vaticano con l’aiuto del sicario Michelotto Corella, il frivolo Juan sarà gonfaloniere dell’esercito papale e la quattordicenne Lucrezia assicurerà un’alleanza con il Nord Italia sposando Giovanni Sforza. Ma i nemici della famiglia italo-spagnola non demordono: il cardinale Della Rovere cercherà di deporre il Papa, dapprima rivelando la sua scandalosa relazione con la sua amante ufficiale, Giulia Farnese, poi rivolgendosi al re di Francia, Carlo VIII (la sua fallimentare discesa in Italia nel 1494 inaugurò le cosiddette guerre d’Italia, avviate per far valere i suoi diritti ereditari sul Regno di Napoli). Non fatevi intimorire se non siete ferrati in storia (quale migliore occasione per prendere un bel libro e cercare analogie e differenze? Le serie TV servono anche a questo!), lo show non è accurato al 100%, ma tra scandali e misteri, lascivia e tradimenti, benedizioni e pugnalate alle spalle, nefandezze e complotti commessi in nome di Dio, sfarzosi costumi d’epoca e bellezze olivastre tipicamente mediterranee, di certo non ci si annoia.

Il cast: Jeremy Irons nel ruolo dell’ambiguo e depravato Alessandro VI. I lineamenti marcati dell’attore inglese non si avvicinano molto a quelli del Papa italo-spagnolo nel dipinto di Cristofano dell’Altissimo (ma se per questo, nemmeno Jonathan Rhys Meyers ne ‘I Tudors’ somiglia al vero Enrico VIII, quindi che importanza ha?!?), ma veniamo ricompensati con una performance che incanta. Non si riesce di certo a provare pena per il personaggio, ma è facile riconoscere tutta l’imperfetta umanità di questo macchinoso e libidinoso megalomane, cosciente dei propri difetti, che porta sulle proprie spalle (o meglio, sulla propria testa) non solo il peso della corona papale, ma anche il fardello del disprezzo per se stesso. Francois Arnaud, il bello e giovane attore di origini canadesi, nel ruolo di Cesare, eccezionale stratega, voluttuosamente ambizioso e magnetico; David Oakes nel ruolo di Juan; Holliday Grainger nel ruolo dell’innocente e virginea Lucrezia (o, quanto meno, rimarrà tale finché non incontrerà Paolo, giovane servo e stalliere, interpretato da quella meraviglia di Luke Pasqualino, noto probabilmente solo agli aficionados di ‘Skins’); Joanne Whaley e Lotte Verbeek (quest’ultima sembra veramente uscita da un quadro di Botticelli), rispettivamente nei ruoli di Vannozza dei Cattanei e Giulia Farnese; Colm Feore nel ruolo del cardinale Giuliano della Rovere (la sua interpretazione è quella che probabilmente ha ricevuto più plausi, avendo consentito l’apertura di una finestra fuori dai confini pontifici sulla situazione politica dell’Italia dell’epoca e soprattutto sulla Firenze di Savonarola e Machiavelli); in ruoli minori: Derek Jacobi (cardinale Orsini), Sean Harris (l’assassino spietato Michelotto Corella), Ruta Gedmintas (Ursula Bonadeo), Emmanuelle Chriqui (Sancha d’Aragona).

L’erede spirituale de ‘I Tudors’: messo da parte Enrico VIII e la sua propensione a tagliare teste, il canale Showtime si è lasciato “sedurre” dalla non meno corrotta e manipolatrice famiglia italo-spagnola. Politica e religione che si uniscono ancora una volta in un opulento (ed anche un po’ trash, bisogna ammetterlo) “guilty pleasure”, in grado di rendere più vivi ed intriganti i libri di storia. E’ chiaro, ‘The Borgias’ non è una copia del precedente dramma storico scritto e creato da Michael Hirst, ma la quantità di seni e fondoschiena messi in bella mostra non è da meno. 😉 Per cui, se eravate fans de ‘I Tudors’, anche ‘The Borgias’ potrebbe essere di vostro gradimento.
Parenti serpenti, figure contorte ed affascinanti, che i contemporanei additarono come mostri di licenziosità ed inganno; di certo non angeli, ma corrotti né più né meno dei loro accusatori. Una realtà storica, che ispirò sia il trattato di dottrina politica ‘Il Principe’ di Machiavelli che il romanzo ‘Il Padrino’ di Mario Puzo, piegata alle esigenze della finzione; libertà di adattamento della sceneggiatura, per le quali possiamo anche chiudere un occhio. Non sarà un capolavoro della serialità televisiva, ma le premesse hanno una discreta qualità. Non aspettatevi un’americanata tutta azione, le parole qui sono spesso e volentieri centrali: si tratta di una “ragnatela” di complotti, non dimentichiamolo. La sigla con le sue sequenze d’immagini, tratte da capolavori artistici, “lavate via” da sgocciolature color sangue, è il risultato di un ottimo lavoro di grafica. Lo show vanta fotografia, scenografie e costumi (questi ultimi opera dell’italiana Gabriella Pescucci di ‘C’era una volta in America’, ‘La fabbrica di cioccolato’ e premio Oscar per ‘L’età dell’innocenza’) degni dei migliori sceneggiati ambientati in epoche lontane e le locations sono realizzate presso gli immensi e super-tecnologici Korda Film Studios in Ungheria (che bello avere dei grossi budget, eh!!!).
Stando alle dichiarazioni di Neil Jordan, il progetto, qualora continuasse ad ottenere la giusta percentuale di share e di giudizi positivi, potrebbe anche andare avanti per quattro stagioni (non fan della serie, rassegnatevi! ;D), seguendo gli avvenimenti del1’intero pontificato di Rodrigo Borgia (1492-1503); per cui, considerando che anche lo show cugino ambientato oltremanica ha dato il suo meglio proprio nelle stagioni successive alla prima (ma la mia opinione è di parte, perché continuavo a seguirlo principalmente per Henry Cavill ^_^), vogliamo comunque dare fiducia al nuovo appuntamento di 10 episodi con questa famiglia di menti malvagie, con la speranza che una maggiore concentrazione di eventi e una significativa crescita/evoluzione/introspezione dei personaggi possano renderlo un prodotto migliore.
Watch it!!! 🙂

3 comments
  1. Mi sa che devo proprio recuperarlo Chià *_*
    Bisogna dare sostegno a tutti i possibili Period Drama in circolazione <3

  2. Avevo iniziato a vederlo perché ho pensato “se c’è Jeremy, lo devo guardare”. Ed in effetti, non mi sono potuta lamentare del risultato. E’ normale che se non si è fan del genere “dramma storico in costume”, possa risultare pesante, lento e/o noioso… ma… bisogna dare almeno un’opportunità a tutto! 😉
    @lallipat: inizialo presto, perché per l’estate daremo altri consigli… belle serie che non si possono perdere davvero! Grazie per aver letto l’articolo 🙂

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