Telefilm Addicted consiglia…Six Feet Under

six-feet-underIl 3 giugno 2001 la rete via cavo americana HBO trasmette l’episodio pilota di Six Feet Under, letteralmente “sei piedi sotto”, che, facendo riferimento al sistema metrico consuetudinario statunitense, corrispondono a poco meno di due metri (precisamente 1,83 m)  nel nostro sistema di misura. La traduzione corretta del titolo sarebbe dunque “due metri sotto terra”. Un po’ macabro forse, ma del tutto azzeccato se si pensa che protagonista della dissacrante e provocatoria serie è proprio la famiglia di un impresario funebre.

La trama racconta le vicende dei Fisher, che si aprono proprio con la dipartita del capofamiglia nonché titolare dell’azienda di pompe funebri. Il primo episodio vede il ritorno del figlio maggiore, Nate, il quale a malincuore decide di prendere il posto del padre e entrare a pieno titolo nella gestione degli affari, insieme al fratello David. A far parte dell’originale quadro familiare, anche la sorella sedicenne Claire, la matriarca Ruth e Keith, compagno di David. Quello che rende decisamente atipica la famiglia Fisher non è (solo) la sua attività a dir poco singolare, ma anche tutte le vicende che ruotano attorno ai suoi membri, ognuno dei quali è tutto tranne che ordinario. I personaggi di Six Feet Under sono inquieti, tormentati, spesso agiscono in modi apparentemente incomprensibili e lontani dalla morale comune, e si relazionano con persone altrettanto irrequiete e problematiche. Ne sono un esempio Brenda Chenowith, con la quale Nate ha una relazione fatta di numerosi alti e bassi, una massaggiatrice decisamente libertina che nel corso delle puntate dimostra una personalità instabile e disturbata, e suo fratello Billy Chenowith, affetto da disturbo bipolare, oppure Gabriel, fidanzato della liceale Claire, tossicodipendente.

picture-3

Il produttore e ideatore della serie, Alan Ball (sì, sempre lui, sceneggiatore del premio Oscar American Beauty e creatore di True Blood) riguardo le vicende che coinvolgono i personaggi, ha commentato: “Six Feet Under non parla di seppellire solo nel senso letterale, di seppellire i defunti, ma di tutte quelle emozioni  primitive e sensazioni nascoste sotto la superficie.” E poi: “Quando sei circondato dalla morte, per controbilanciare c’è bisogno di esperienze intense, di necessità di fuggire. Come Nate e le sue mille avventure con le donne, Claire e il suo sperimentare, Brenda e il suo disturbo sessuale compulsivo, David che fa sesso con un uomo a pagamento, come Ruth e le sue scappatelle. E’ la vita che preme per uscire fuori da tutta quella sofferenza e quel dolore.

Se c’è un vero protagonista di questa singolare serie televisiva, possiamo dire che questa sia proprio la Morte. Non è solamente perché, vista la loro professione, i protagonisti  hanno inevitabilmente a che fare con essa, ma perché l’obiettivo di Six Feet Under sembra essere proprio il raccontare la vita e le sue mille sfumature attraverso il suo opposto: la morte, appunto.  All’inizio e alla fine di ogni episodio infatti, troviamo i nostri protagonisti parlare con uno dei defunti mentre è steso sul lettino dell’obitorio oppure durante il suo stesso funerale, in una sorta di monologo-dialogo ai limiti dell’assurdo e del surreale in cui sono proprio i morti a portare a galla i sentimenti e le nevrosi nascoste dei personaggi principali.

Chiariamo da subito che inserire Six Feet Under tra i telefilm “meno conosciuti” potrebbe sembrare alquanto paradossale, considerato che negli USA è stato uno dei più controversi, chiacchierati e di successo degli ultimi anni, al punto che la rivista Time l’ha inserito tra i 100 migliori telefilm di sempre nel 2007. Tra i riconoscimenti e le nomination ricevute dall’opera nata dal genio di Alan Ball, contiamo 9 Emmy Award, 3 Golden Globe e 3 Screen Actors Guild Awards. Insomma, non è esattamente un lavoro passato inosservato, ma è stato, purtroppo, mortificato dagli orari della programmazione televisiva (concentrata principalmente a tarda notte e accessibile quasi esclusivamente a insonni come la sottoscritta) che non hanno permesso a questa serie di affermarsi anche nel nostro paese, complici anche, e questo va detto, argomenti, scene e linguaggio non esattamente appropriati a una programmazione pomeridiana (se non tramite barbare censure che avrebbero letteralmente dimezzato le puntate).

wallpaper_800x600

L’enorme successo (in  patria) di Six Feet Under è sicuramente dovuto in gran parte alla validità dei membri del cast, tra i quali spiccano nomi come Peter Krause (che abbiamo poi rivisto in Dirty Sexy Money e Parenthood), Michael C. Hall (ebbene sì, il ruolo in Dexter non è stato il primo in una serie televisiva per il nostro serial killer preferito), Frances Conroy (l’anziana Moira di American Horror Story), Jeremy Sisto (Suburgatory) e Rachel Griffiths (la Sarah Walker di Brothers & Sisters). A interpretare, invece, il ruolo del patriarca della famiglia Fisher, il quale appare saltuariamente in flashback e ricordi degli altri personaggi, vediamo Richard Jenkins, nomination all’Oscar nel 2007 per The Visitor.

six-feet-under-hbo-alan-ball

Insomma anche questa volta HBO non delude e ci propone un prodotto televisivo fuori dagli schemi e non sempre adatto a chi ha lo stomaco debole, ma con un sottotesto profondo, psicologico e un po’ malinconico,oltre a una buona dose di humor nero, che fa sì che le esperienze estreme di cui sono protagonisti i personaggi non siano mai fini a se stesse, ricordando un po’  l’altro “colpaccio” televisivo di Alan Ball: il più conosciuto True Blood. L’obiettivo non è (solo) quello di stupire, ma anche raccontare una storia.

Se ancora non state correndo a riprendere le cinque stagioni di questo fantastico show, a voi gli azzeccatissimi opening credits:



 

 

 

 

 

Francesca_Giorgino
Sin da bambina coltiva la passione per telefilm, film e libri, che ritiene responsabili delle sue aspettative spropositate. Tra le serie tv che l’hanno accompagnata durante l’infanzia e l’adolescenza ci sono Dawson’s Creek, Roswell, Gilmore Girls, Streghe, The OC, Skins ma soprattutto il suo primo vero amore, Buffy l’Ammazzavampiri. Al momento è dipendente da The Vampire Diaries (*coff* e da Ian Somerhalder *coff*), True Blood, Game of Thrones, Pretty Little Liars e la sua scoperta più recente, American Horror Story. Tutto ciò che mischia mistero, fantasy e un pizzico di horror l’affascina, adora le illustrazioni di Victoria Frances, il sushi e la musica, la sua colonna sonora personale.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stay Connected

42,996FansLike
11,745FollowersFollow
3,497FollowersFollow

Ultimi Articoli