Telefilm Addicted Consiglia… Penny Dreadful

Oggi sono qui per parlarvi di un gioiello.
Di una perla.
Della summa di tutto ciò che amo in una serie televisiva.
Signori e signore, sono qui per consigliarvi PENNY DREADFUL.

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Penny Dreadful non è semplicemente una serie tv.
Penny Dreadful è un’esperienza emotiva devastante. E’ una gioia per gli occhi. E’ uno degli esercizi di recitazione meglio riusciti degli ultimi 20 anni.

Ambientata nella Londra d’epoca vittoriana, in un impero oramai espanso fino al collasso, Penny Dreadful è la storia di un pugno di individui uniti dal destino per la comune causa del ritrovamento di una giovane donna, rapita alla sua famiglia dalle forze del male.

Detto così, può risultare semplicistico.
In realtà, per parlare di questa storia, va specificato un background.
varney-coverScritti in forma di romanzi epistolari o di veri e propri racconti, i Penny Dreadful erano “romanzetti”. Inizialmente pubblicati a capitoli sulle pagine del Times, presero poi forma in libercoli stampati, del costo esatto di 1 Penny e dalle tematiche pressoché uniformemente legate all’Horror. Dracula di Bram Stoker, Frankenstein di Mary Shelley, Sweeny Todd e molti altri personaggi noti e meno noti sono stati ispirati proprio dalle pagine, sgrammaticate e forse eccessivamente enfatiche, di Penny Dreadful come “Varney il Vampiro” o “Banchetto di Sangue”, dove queste brevi e raccapriccianti storielle prendevano vita per regalare alla classe operaia qualche minuto di svago e brividi a poco prezzo.

E’ così che nasce questa serie. Da questi romanzetti e “piccoli brividi” economici e semplicistici che hanno avvicinato tanti “poveri” della fine dell’Ottocento alla letteratura più impegnata.
Ed è questo il motivo per cui Penny Dreadful è la fiera della citazione, del richiamo e del rimando ai romanzi più famosi di quest’epoca controversa.

Alla larga, potremmo definire questa serie un “La Leggenda Degli Uomini Straordinari” in chiave horror.
L’esploratore Sir Malcom Murray (un sempre eccezionale ed affascinante Timothy Dalton), il suo servitore africano Sembene (Danny Sapani, che non conoscevo ma che apprezzo ogni puntata di più) e la sua pupilla Ms Vanessa Ives (Eva Green, stupenda e bravissima come sempre, magnetica ed incredibilmente bella), reclutano un giovane pistolero americano, Ethan Chandler (Sorprendente Josh Hartnett), in viaggio attraverso l’Europa con uno show itinerante sul far west. Necessitano di una scorta per portare a termine la ricerca della figlia scomparsa di Sir Malcom, Mina (Mina Murray. Sì. Proprio QUELLA Mina Murray), rapita da forze oscure e potenti, che trasformano ignari giovani donne e uomini in spietati bevitori di sangue umano.
Al gruppo, già di per sé eterogeneo, si uniscono il giovane e tormentato Dott. Victor Frankenstein (Un Harry Treadaway fanciullesco, dagli enormi occhi tormentati e innocenti allo stesso tempo. Anche lui vi ricorda qualcosa, eh?) e, con l’arrivo della seconda stagione, l’archeologo esperto egittologo Prof. Ferdinand Lyle (Simon Russel Beale, principalmente attore teatrale, eccentrico quanto charmant).
Attorno ai protagonisti orbita tutta una serie di personaggi altrettanto importanti, legati personalmente alle loro vite: l’affascinante e algido dandy Dorian Grey (Reeve Carney, musicista delicato ed efebico), da cui Vanessa si lascia sedurre con gravissime conseguenze; la prostituta malata di tubercolosi Brona Croft (Billie Piper, sempre un piacere vederla recitare), amore tragico di Ethan; La Creatura/Caliban/John Clare (Rory Kinnear, attore teatrale irlandese dall’immenso talento), “figlio” primogenito e ripudiato del giovane Frankenstein, tanto amareggiato e deluso dalla vita quanto sognatore e amante della poesia, alla ricerca di una compagna che non lo faccia sentire un mostro.
Ed è così che, tra spettacoli de Le Grand Guignol e sedute spiritiche, tra demoni che tentano di conquistare l’anima della sensitiva Vanessa e lupi mannari che fanno strage di innocenti e non, la storia prosegue sempre in crescendo, punteggiata da dialoghi spettacolari, da scene emotivamente devastanti e che lasciano svuotati ma pieni di meraviglia.

La fotografia, il trucco, i costumi, la colonna sonora (di cui parleremo in dettaglio più avanti): TUTTO contribuisce a rendere di ogni scena e fotogramma un’opera d’arte della televisione moderna.PennyDreadful
La recitazione è ad altissimi livelli. Il cast è fantastico, talentuoso, e anche nei silenzi e nei semplici scambi di sguardi riesce ad emozionare e ad essere estremamente incisivo. Ai volti più noti del grande e del piccolo schermo, il casting ha affiancato attori di teatro pluripremiati e che recitano con un’intensità tipica del palcoscenico, quasi dimentichi, nella loro strabiliante espressività, di essere davanti ad una telecamera.

Come in un vero spettacolo teatrale poi, ogni costume magistralmente riprodotto (da una come sempre strabiliante Gabriella Pescucci, già arruolata dalla Showtime ai tempi di The Borgias e vincitrice di 3 premi oscar e non so quanti Emmy e BAFTA) è enfatizzato ed enfatizza chi lo porta, sottolineando non solo l’aspetto voluto per il personaggio ma anche il suo intrinseco carattere ed i cambiamenti della psiche e della coscienza, e completato da un trucco che funge, per alcuni personaggi, anche da effetto speciale: il pallore della Creatura/Caliban/John Clare e le cicatrici che porta a memento della sua violenta rinascita, così come i cambiamenti strutturali del volto del lupo mannaro, sono resi “alla vecchia maniera” con applicazione di protesi e un uso minimo della CG, a velare il tutto di una patina vintage che ci aiuta a calarci nell’atmosfera del secolo riprodotto.

d8c70fb91afd67d2b476a111070d730aLa fotografia è qualcosa di spettacolare. Dagli scorci delle strade di una Londra fumosa, divisa tra gli opposti della vita scintillante, ricca e stravagante dell’alta società, in contrasto con la povertà dei quartieri più malfamati, dove prostitute e ladri la fanno da padrone accanto a disfacimento, malattie di ogni genere ed intere famiglie che elemosinano un pasto rischiando il contagio dal tifo (la malattia, non gli hooligans), fino ai panorami mozzafiato delle spiagge e delle brughiere lontane dalla grande città, dove Vanessa e Sir Malcom hanno trascorso la vita prima di calarsi in quel Demimonde che tanto li perseguita.

Infine, in perfetto stile Showtime, lo show è impreziosito da una OST originale creata appositamente, completa dell’immancabile, criptica e sensazionale sigla fatta di immagini che richiamano i temi principali delle due stagioni, raffigurando al contempo, ed esaltandole, le caratteristiche principali dei protagonisti e i loro tormenti.

E per ora abbiamo parlato solo in termini tecnici.
Le VERE meraviglie di Penny Dreadful, in realtà, sono altre.

Innanzitutto: la caratterizzazione dei personaggi.
Ogni personaggio, dai principali ai secondari, non viene mai lasciato al caso. Persino quando il loro passato, all’attivo di due stagioni quasi complete di serie, rimane ancora un mistero, il loro carattere viene sviluppato ed esternato attraverso interazioni con gli altri protagonisti realizzate in maniera magistrale e situazioni mai noiose, sempre dinamiche ed intriganti.
Ogni storia ha un senso, ogni percorso ascendente o discendente (trattandosi di una serie che riguarda principalmente la demonologia, capite in che senso lo intendo), porta il personaggio a rimanere sempre in bilico sul baratro dell’oscurità pur col volto rivolto verso la luce.

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In secondo luogo: le citazioni.
Ogni puntata è una festa per quegli avidi lettori di romanzi gotici che si sono appassionati a questa serie. E non solo.
Oltre a personaggi e frasi tratte dai noti Mary Shelley, Bram Stoker, Polidori, Le Fanu, Wilde, troviamo citati ed omaggiati autori come Jules Verne, Conan Doyle, H. Ryder Haggard, Robert Louis Stevenson…. e questo solo nella formazione dei vari characters.
Sir Malcom, ad esempio, è il tipico esploratore e cacciatore inglese che si è avventurato più di una volta nel “continente nero”, somigliante in alcuni modi di fare allo stereotipo creato quando venne inventato Allan Quatermain. Il Club per gentiluomini di cui fa parte è l’Explorers Club, noto per essere stato citato soprattutto nel romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni”, ed è sito al 44 di Pall Mall, Londra, davanti a St. James Square, indirizzo citato in Dracula come uno degli edifici acquistati dal “Conte” nella City Londinese. La sua storia con Evelyn Poole, madre delle streghe, si avvicina moltissimo a ciò che Allan Quatermain affronta nel filone della Regina Immortale creato da Haggard.
E questo è solo un esempio.
Alla comparsa del personaggio (purtroppo di breve durata) del Prof. Abraham Van Helsing, gli sentiamo pronunciare, in un dialogo con Victor, “Denn die todten reiten schnell”. Tradotto dal tedesco “Perchè i morti viaggiano veloci”, battuta presa direttamente dal film del 1992 Dracula di F.F.Coppola.
Ecco quindi che le citazioni non si limitano ai volumi contenuti nella maggior parte delle nostre biblioteche, ma anche alla cinematografia d’autore, quella che ha fatto la storia del genere horror e che ancora oggi rimane esempio di uno dei più strabilianti adattamenti da romanzo che siano mai esistiti.
Terzo: Vanessa Ives.
Guardando questo show, ognuno di noi troverà il suo personaggio preferito. Dal giovane e adorabile Dottor Frankenstein, tanto esperto in materia di morte e rinascita quanto ingenuo e ignorante delle profondità dell’animo umano, al coraggioso Ethan Chandler dal passato oscuro.
Personalmente, la mia preferenza va tutta alla vera protagonista di questa vicenda, all’oggetto della contesa, all’unico personaggio inventato completamente dagli autori il cui nome non richiami quello di famosi interpreti di altre storie: Vanessa.
Vanessa è, per molti versi, il collante universale della serie. Il mozzo attorno al quale girano, come raggi di una ruota, i facenti parte di questo strano gruppo di ricerca.
Vanessa che ripercorre, a grandi linee, i passi della Lucy Westenra di Dracula, comprensiva di madre morta d’infarto quando la vede copulare col demonio, si discosta in realtà tantissimo dal personaggio di Stoker per moltissimi altri versi.
Vanessa è una creatura delicata, dai forti contrasti e dalla sensibilità spiccata. Il suo fascino non risiede tutto nell’indubbia bellezza fisica, ma soprattutto nella sua dolcezza, nel suo materno saper empatizzare con chi le sta attorno, nella sua capacità innata di tirare fuori il meglio dalle persone che la amano e che sono disposte a prendersene cura.
Raccoglie attorno a se Malcom, Ethan, Victor, Sembene, John Clare e Lyle come la fiamma della candela attirerebbe un gruppo di falene, e tutti ne sono irrimediabilmente incantati. Persino Dorian Grey, l’uomo a cui nessuno è mai riuscito a dire di no, resta prima stregato da Vanessa, per poi rimanerne scottato quando lei lo abbandona.
Vanessa è, caratterialmente, il sunto di quanto ricercato in lei da ogni antagonista. E’ il centro di questa guerra al male intrapresa da Sir Malcom e dal gruppo, il cuore. Quel cuore che vive in perfetto equilibrio tra oscurità e luce, e riesce ad essere oscurità per se stessa e luce per chi la circonda. Prima vampiri e poi streghe sono a caccia del suo corpo e della sua anima, impegnati a tentare disperatamente di trasformarla nella “Madre dei Mostri” che porterà l’apocalisse sulla terra. Eppure, nel momento del vero bisogno, ecco che l’amore, l’affetto che Vanessa ha donato ai membri del gruppo viene ripagato da una strenua difesa della sua persona da parte loro, fino quasi all’esaurimento delle forze.
Questo connubio madre-figlia che coabita in lei, come coabita nella maggior parte delle divinità pagane pre-cristiane, è un aspetto che mi affascina immensamente.

Quarto: gli antagonisti ed i comprimari.
Chiunque abbia creato questa serie, ha evidentemente studiato a fondo l’occultismo dell’Ottocento.
Nella maggior parte dei romanzi che la serie cita, le leggende e i rituali sono sempre riportati in maniera molto blanda ed approssimativa, più per impressionare che per riprodurre.
Penny Dreadful invece è un tripudio di studi sull’occulto fatti con evidente precisione: dai simboli utilizzati alle lingue parlate, dal Verbis Diablo (leggendaria lingua di Satana che le steghe erano accusate di parlare, e che probabilmete era niente altro che la malattia definita “Poliglossia”) ai tarocchi di Vanessa, ogni cosa che rimanda alla “storiografia infernale” è curata con precisione maniacale, lasciando intuire la costruzione di un background mitologico che va dall’antico Egitto sino ai giorni dell’ambientazione e che connette come una complicata trama di tessuto le leggende di tutto il mondo, dall’africa nera al mar Mediteraneo, dall’America dei nativi alle tradizioni norrene.
Ed è un bene.
E’ in questo modo che gli antagonisti divengono parte integrante della storia, e che la loro caratterizzazione ci permette di riconoscerli.
La Mina Harker della prima stagione, considerata da Vanessa una sorella e che chiama l’entità che la guida “Maestro” senza mai nominarla per nome, lasciando semplicemente intendere chi sia da ciò che fa e da ciò che desidera, lascia così il passo alla SPETTACOLARE (lasciatemelo scrivere in maiuscolo) Madame Kalì/Evelyn Poole (Sempre eccezionale Helen McCrory), madre delle streghe, creatura millenaria proveniente dall’antico Egitto e determinata a consegnare Vanessa al proprio Maestro, con quasliasi mezzo. Arriva così ad usare i poteri occulti per sedurre Sir Malcom, per insinuarsi nell’intimità della “famiglia” dei protagonisti, per tentare di strappare via a quella stessa famiglia quello che più rappresenta la figura paterna per Vanessa (e in generale per tutti), esattamente come in passato le aveva tolto quella materna (Joan Clayton, strega della brughiera inglese che diviene maestra e madre spirituale della protagonista grazie all’interpretazione da mozzare il fiato di Patti LuPone) e come il “vampiro” le aveva tolto Mina.

Quinto: la riproduzione dell’Inghilterra Vittoriana.Penny-Dreadful-I-personaggi-principali
Età estremamente in conflitto tra scienza e misticismo, tra superstizione e scetticismo, l’Inghilterra di fine Ottocento è un tripudio (letteralmente) di aspetti in contrasto tra loro. Penny Dreadful riesce a mostrarcene la maggior parte, con un realismo degno di un documentario.
Dagli spettacoli de Le Grand Guignol alla ricerca scientifica di Victor, dal suo assoluto essere agnostico ed ateo alla meraviglia delle messe in scena dei delitti nel museo delle cere dei Putney, dalle indagini guidate con assoluta competenza ed implacabilità del Capitano Bartholomew Rusk (così simili a quelle dell’eroe di Conan Doyle) ai delitti efferati che il popolino immediatamente rimanda all’ “Old Jack”, intendendo Jack lo Squartatore, tutto è riprodotto nel massimo dettaglio, ed enfatizzato dalle differenze tra la vita sregolata ed opulenta di Dorian Grey nei circoli più alla moda e più costosi, in netto contrasto con l’attività filantropica di Sir Malcom nelle aree di quarantena dove venivano rinchiusi i malati di Tifo.

penny-dreadful-s1-the-creature-2jpg-958871_610wSesto ed ultimo: la poesia.
Vene fatto un largo uso di citazioni di famosi poeti d’epoca, nel corso delle due serie.
Da Blake a Keats a Clare stesso, la poesia è usata come strumento per emozionare, spiegare, completare dialoghi così perfettamente armoniosi da lasciare incantati, stregati dai personaggi che si aprono gli uni con gli altri, che interagiscono, che si confessano.
Il punto forte di Penny Dreadful è e sarà sempre la perfetta poesia delle emozioni portate sullo schermo, che lo spettatore può sentire vere e vibranti come colori. L’uso del potere delle parole stesse è sfruttato dagli attori come uno scultore userebbe uno scalpello, e porta in vita frammenti di poesia degni delle migliori sculture.

Detto questo: credi di avervi tediati abbastanza.
Guardate Penny Dreadful. Guardate questa serie meravigliosa che merita tutta l’attenzione di un pubblico appassionato. Guardatelo per Ethan e Vanessa, per Dorian ed Angelique, per le creature pazze e dolcissime del dottor Frankenstein e per Victor stesso.
E perchè, dopo averlo visto, non sarete più gli stessi.

3 commenti su “Telefilm Addicted Consiglia… Penny Dreadful”

  1. gnappies_mari

    Capolavoro. Serie e pezzo. Hai toccato tutti i punti che rendono questa serie eccezionale. La psicologia dei personaggi, il dualismo bene e male, i dialoghi. Tutto questo ti tiene incollato alla puntata e ora che manca un anno alla prossima serie c’è solo il vuoto.

  2. Concordo su tutto.
    Lo show è assolutamente un capolavoro ed è proprio il profondo studio che si cela dietro alla sua creazione che lo rende tale.
    Hai colto tutti gli aspetti.
    Il mio preferito è la poesia, ma anche gli altri sono come li hai descritti.

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