Supernatural | Recensione 9×01 – I Think I’m Gonna Like It Here

Ritorno in grande stile per Supernatural sulle note di “Who Do You Love” dei George Thorogood & the Destroyers, brano inciso nel 1956 e che secondo la rivista Rolling Stones è al 132° posto nella lista delle 500 migliori canzoni. L’episodio è stato scritto da Jeremy Carver, lo showrunner, e diretto da John Showalter, che già in passato si è occupato della regia di alcuni episodi dello show.
Come ogni anno, si cambiano i titoli iniziali e la nuova grafica è a dir poco spettacolare con quelle ali bruciate, vedere per credere:

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Questo primo episodio è ben strutturato, con un ritmo incalzante e segue tre storyline diverse: Sam (Jared Padalecki) è impegnato in un dialogo interiore se continuare o no a lottare per la sopravvivenza, Dean (Jensen Ackles) cerca in tutti i modi possibili di salvare il fratello e Castiel (Misha Collins) deve venire a patti con la sua nuova umanità.

Dentro la testa di Sam

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Dopo la conclusione della scorsa stagione (se non vi ricordate cosa fosse successo andate qui) Sam non è certo al massimo della forma e lo troviamo in coma che lotta tra la vita e la morte. Dentro la sua testa questo conflitto è rappresentato in modo esemplare dalla contrapposizione tra Dean e Bobby (guest star Jim Beaver). Se da una parte, infatti, abbiamo Dean impegnato a spronare il fratello a combattere per vivere, dall’altro abbiamo Bobby che rassicura Sam dicendo che se vuole andare lui ha fatto tanto per lasciare indietro un mondo migliore e che ben poche persone possono vantare un tale operato.

Una gradita sorpresa è stato rivedere anche Morte (guest star Julian Richings), non ho mai fatto segreto di come questo personaggio mi abbia sempre affascinata e mi è parso molto coerente che per aiutare il trapasso di uno dei fratelli Winchester arrivasse la Morte in persona come segno di rispetto. La scena in cui Sam chiede che la sua morte sia definitiva l’ho trovata toccante e, non so come altro dirlo, giusta, vuole evitare di mettere in pericolo qualcun altro e le esperienze passate gli hanno insegnato che questa strada di resurrezione non arriva mai a buon mercato. Peccato che Dean sia disposto a pagare qualsiasi prezzo per riavere il suo fratellino e quindi è stata un po’ una decisione inutile, ma Sam ci sei piaciuto.

Il dilemma di Dean

maxresdefaultSalvare il fratellino da quella che i dottori danno come morte certa è l’imperativo di Dean in questa prima puntata e quando Castiel non risponde alle sue preghiere, si trova costretto a rivolgersi a qualunque angelo in ascolto. Purtroppo quando ci sono tanti angeli in circolazione, non tutti hanno buone intenzioni, anzi, un paio volevano solo sapere dove si trovi Castiel per fargliela pagare cara e non avevano certo paura di usare le cattive maniere, a dire la verità sembravano addirittura entusiasti di poter sfogare la rabbia per essere stati cacciati dal Paradiso su qualcuno. Tuttavia in aiuto di Dean arriva Ezekiel (guest star Tahmoh Penikett), un angelo molto indebolito che cerca di fare del suo meglio per salvare Sam che ormai si trova già ad un punto di non ritorno. Ed ecco il dilemma di Dean: permettere all’angelo di possedere il corpo di Sam per guarirlo dall’interno? O accettare la morte dell’adorato fratellino minore? Supernatural non sarebbe lo stesso senza entrambi i Winchester e quindi è chiaro che Dean decide di ignorare quelli che potrebbero essere i sentimenti di Sam e di dare il suo consenso affinché Ezekiel inganni Sam per accettare di essere posseduto.

Molto bella la scena finale di Dean che parla con Ezekiel nel corpo di Sam e dove prende coscienza che dovrà mantenere questa cosa segreta al fratello se non vuole perderlo. Prevedo che la cosa non finirà bene.

L’umanità di Castiel

Castiel è alle presa con la scoperta della sua nuova vulnerabilità, subito dopo l’incantesimo di Metatron che gli ha rubato la Grazia, il nostro ex angioletto non sembra ancora essersi reso conto di non avere più alcun potere, eccetto l’abilità di sintonizzarsi su “Radio Angelo”. Sulla sua strada incontra un altro angelo caduto in cerca di aiuto, in realtà si rivela un angelo con qualche rotella fuori posto e tendenze da stalker psicotico che Castiel si trova costretto ad uccidere per proteggersi. Ho trovato molto significativa la scena finale, dove Castiel è costretto a scegliere tra i suoi vestiti e cibo e acqua.

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Penso sia quasi poetica la metafora di Castiel che si lascia indietro l’impermeabile (mi mancherai!) come segno della sua Grazia perduta e dell’accettazione di essere solo un essere umano adesso.

Dalle news che si sono susseguite quest’estate sappiamo che Tahmoh Penikett sarà presente in altre puntate e a questo punto la curiostià mi spinge a chiedermi se lo vedremo nella testa di Sam, un po’ come Lucifero prima di lui? Oppure prima o poi uscirà dal corpo di Sam e rientrerà in quello del suo tramite? Mi è sembrato strano che Dean non abbia fatto alcuna domanda ad Ezekiel, affinché spiegasse come mai era così debole e perché la caduta dal Paradiso lo abbia indebolito tanto, specie quando gli altri angeli che hanno attaccato Dean sembravano perfettamente in forma, se togliamo il fatto di aver perso le ali.

Per rimanere sempre aggiornati sul mondo di Supernatural vi invito a passare dalle due pagine migliori dedicate a questa magnifica serie: The Road So Far e Supernatural Italia.

E nella prossima puntata torna uno dei miei personaggi preferiti: Crowley! Che poverino oggi era intrappolato nel bagagliaio dell’Impala…

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