Supernatural – Recensione 15×13: All’improvviso, il genio!

Supernatural – Recensione 15×13. Parto dicendo che per me la scelta di mandare in onda gli episodi 12 e 13 è stata un po’ campata per aria. Il set è bloccato già da qualche settimana, la disponibilità di episodi “pronti” era quella che era… a questo punto non avrebbe avuto più senso prolungare la pausa invernale? Capisco le esigenze di calendario e tutto il resto, ma una non fa a tempo a riabituarsi alla routine che TAC, gliela spezzano di nuovo. Insomma: nel caso non lo sapeste o non l’aveste capito, questo è l’ultimo episodio che andrà in onda per chissà quanto tempo.

Di positivo c’è che è stato un gran bell’episodio. Un omaggio a tutto tondo. Prima il ritorno di Ruby, poi la geniale trovata di mettere i nostri Sam e Dean di fronte ai Sam e Dean di uno dei mondi che Chuck ha appena distrutto. Sono quei colpi di genio a cui la serie ci ha abituato fin dall’inizio e che non smettono mai di farci sorridere e urlare, per l’appunto, “che geni!”.

Prima di parlare di questo però, analizziamo per un secondo l’evoluzione della trama orizzontale. Jack torna in possesso della propria anima, e questo chiude la storyline che si era aperta con la morte di Mary. Il ragazzo è finalmente in grado di comprendere ciò che ha fatto, di piangere Mary e di piangere per i sensi di colpa. Soprattutto, però, è finalmente in grado di scusarsi in maniera sincera con Sam e Dean. Lo show aveva già avuto modo di analizzare con Sam la tematica perdita/ritrovamento dell’anima, quindi sapevamo esattamente cosa aspettarci narrativamente parlando, eppure, il momento non ha perso di profondità.

Già a metà episodio, quando Jack parla con Castiel del fatto che Dean continui a essere distaccato con lui, avevamo capito dove si sarebbe andati a parare. E lì, abbiamo avuto un altro istante meraviglioso, ovvero quello in cui Castiel diece a Jack che Dean ha una capacità di provare emozioni superiori a quelle di qualsiasi essere umano che abbia mai incontrato.

Un altro punto a favore della “gestione” di Jack, è stato il fatto che Castiel abbia deciso di affidare la propria vita, nonché quella di Sam e Dean, al ragazzo – prima che riacquistasse l’anima. È stata una dimostrazione di fiducia importante, un voler sottolineare che l’assenza di anima non cancella l’essenza di una persona.

Supernatural – Recensione 15×13: Momenti TOP
  • Il meraviglioso ritorno di Ruby. Ruby, the demon you were sexually intimate with, come Castiel ricorda a Sam e a tutti noi. Il periodo Ruby/Sam è stato uno dei più bui nella storyline del Winchester più giovane, ma proprio per questo anche uno dei più interessanti. Io ho amato quel pezzo della sua storia. Lui, così buono e puro. Così attratto da lei perché era l’unica che sembrava comprendere la natura derivata dal sangue di demone che il ragazzo aveva in circolo.
  • Le scene fra Jo e Ruby sono state un tocco di classe: la più infame fra gli angeli – che difatti non ci pensa due volte a mandare Sam e Dean a morire all’inferno – e la più manipolatrice fra i demoni. Se poi ci aggiungiamo che le due sono interpretate da Danneel Ackles e Genevieve Padalecki…
  • E infine, la ciliegina sulla torta! I Winchester di una Terra parallela, due figli di papà viziati con tanto di jet privato e un impiego retribuito presso la Hunter Corp, che finiscono per invidiare Baby e le camicie di flanella! Li ho adorati, e ho adorato ancora di più le reazioni del nostro Dean a qualunque loro azione/parola.

Chiudo con questa nota amara sul fatto che non sappiamo quando rivedremo Supernatural. Come dicevo settimana scorsa, spero che comunque vadano le cose, ci diano la stagione completa. A costo di farla finire l’anno prossimo, non mi interessa. È l’ultima stagione, non può esistere un solo scenario in cui decidano di accorciarla, non lo potrei accettare. Non sarebbe nemmeno giusto nei confronti di chi è qui da quindici anni.

Voi che ne pensate?

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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