Supernatural | Recensione 12×22 & 12×23 – SEASON FINALE

L’idea di inglobare gli ultimi due episodi della stagione in un’unica serata non ha solo creato il “fenomeno Supernatural” che per la prima volta in dodici anni si è ritrovato a coprire da solo il palinsesto del giovedì sera della CW con questo speciale di due ore, perché è stata quasi certamente una decisione presa per chiudere pressoché nello stesso momento i vari cerchi lasciati aperti nel corso degli episodi passati. Abbiamo, così, assistito a tre battaglie all’ultimo sangue che sono servite ad aprire le porte alla vera guerra che, a causa di un inevitabile cliffhanger, potremo vedere cosa comporterà solo a partire dalla prossima stagione.

Nel primo episodio, la battaglia che vede protagonisti i fratelli Winchester in una lotta serrata contro gli esseri umani, per così definirli, si svolge su due piani ben distinti, ma legati tra di loro: da una parte, Dean si concentra sull’aspetto affettivo; dall’altra, Sam si occupa di farsi valere. In entrambe le situazioni, è evidente, il collante di base è la famiglia e ciò che da essa è derivato, come il rancore e la fierezza di essere diventati cacciatori per via delle conseguenze. Ho amato vedere Sam in azione, a combattere in prima linea, e mi ha emozionato vederlo così fiero di sé per aver deciso di prendere in mano le redini di una situazione che andava necessariamente arrestata, mentre Dean aveva a che fare con una battaglia più interiore, legata alla sfera emotiva, che lo ha portato, finalmente, a sfogarsi e dire ad alta voce ciò che per tanti, troppi anni, ha dovuto tenere per sé. Ed era giusto che almeno questa prima parte finisse a tarallucci e vino con una superiore e soddisfacente vittoria dei nostri eroi.

I veri problemi insorgono con il secondo episodio. L’unica cosa su cui non ho dubitato nemmeno un istante, a seguito delle ultime vicende, era l’eventualità di assistere ad uno scontro finale con Lucifero; ciò che mi ha sorpreso e a dir poco lasciata in lacrime, è il modo… Dunque, trovo necessario soffermarmi su due questioni in particolare.
In primis, ciò che ho ipotizzato nella scorsa recensione riguardo Crowley si è rivelato in qualche modo non solo fattibile, ma anche reale: il demone si è astutamente nascosto nel corpicino di un povero topo indifeso per sfuggire alle grinfie di Lucifero. Sebbene non abbia proprio capito le motivazioni dietro il suo voltafaccia ai fratelli Winchester, mi sono soffermata molto di più a riflettere dopo, in seguito al suo sacrificio… Ci sta la presa di coscienza nel momento in cui credi di stare per morire per mano del tuo più acerrimo rivale e ci sta anche il volersi immolare per una causa giusta, ma Crowley è stato il King of Hell per anni e mi ha fatto storcere parecchio il naso vederlo sacrificarsi così su due piedi. E’ stato commovente e ancora non mi capacito del fatto che sia davvero morto, ma questa morte non gli ha reso giustizia, non c’è stata alcuna coerenza con la sua natura egoista, al di là del fatto che era il demone per eccellenza. Avrei preferito vederlo morire per mano di Lucifero, a questo punto. La redenzione dell’ultimo momento l’ho trovata poco credibile.
In secundis: Castiel. Probabilmente vado controcorrente, ma mi è dispiaciuto di più vedere morti Rowena e Crowley. Cass è stato come un altro fratello per Sam e Dean e, di fatti, mi sono commossa solo per via della reazione di Dean. Ho infamato l’angelo in ogni modo possibile negli ultimi anni e credo che la sua assenza porterà positivi cambiamenti nel proseguo delle avventure dei Winchester, ma devo confessare anche che – sebbene abbia preso con estrema diplomazia la sua dipartita – nel realizzare che per otto anni ha fatto parte della storia di Supernatural e non ci sarà più, mi è presa tristezza.

Comunque, arrivando al sodo, ammetto di aver gongolato non poco nel sentire Lucifero dichiarare l’intenzione di riprovarci con l’Apocalisse e, a tal riguardo, ora le mie speranze sono più vive che mai. Praticamente, però, non è cambiato nulla rispetto alla situazione di stallo in cui siamo rimasti inchiodati per ventitré episodi, dato che al di là delle varie morti e nascite che porteranno inevitabile scompiglio, come unica consapevolezza abbiamo che Lucifero è l’unico ancora in vita ad essere in grado di padroneggiare all’Inferno e intralciare i “piani di pace” di Sam e Dean. L’unica chance che potevano avere i due Bros di riuscire nel tentativo di spurgare la Terra da ogni male, è sparita con la morte di Crowley che, in teoria, poteva essere in grado di chiudere i cancelli dell’Inferno.
Come in un circolo vizioso, ci ritroviamo al punto di partenza con la minaccia ingombrante di un Lucifero a dir poco agguerrito e tanto valeva, a questo punto, che Crowley – in coerenza con la sua natura – sacrificasse Dean per mano di Lucifero così da avere l’ennesima possibilità di sfidarlo a duello. Ma vedere come sarebbe potuto essere il mondo senza i fratelli Winchester è stato a dir poco illuminante. E’ vero, nel corso degli anni ci sarebbero state tante tragedie in meno se Sam e Dean non fossero esistiti, ma nel vedere la realtà alternativa ci si rende effettivamente conto di quante, forse altrettante, volte abbiano salvato quello stesso mondo da mali ben peggiori di quelli da loro causati e la loro presenza è pressoché indispensabile per continuare a sperare in un’esistenza migliore, sorvolando sul fatto che per necessità di realizzazione i due protagonisti sono intoccabili e che ancora non sappiamo, e forse non sapremo mai, quali potrebbero essere le conseguenze dei mietitori nel caso in cui Sam e Dean dovessero morire ancora una volta.

Nella lunga attesa che ci spetta fino alla prossima stagione, vi invito a commentare qui con le vostre opinioni o ipotesi future e continuate a seguire queste splendide pagine su facebook: Jensen Ackles Italia – Supernatural Italia – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural fan club

Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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