Supernatural | Recensione 12×15 – Somewhere between Heaven and Hell

Dopo una serie di intensi episodi incentrati, per lo più, sul ruolo dei men of letters, riprendiamo a parlare anche del Rosemary’s baby e di ciò che accade -come ci suggerisce il titolo- “tra l’Inferno e il Paradiso”. Tornano Castiel, nella sua ingenua inutilità, e gli angeli sul piede di guerra; ci vengono chiarite ancor di più le intenzioni di un Crowley che, finalmente, torna a comportarsi come il King of Hell che sostiene di essere; attraverso Sam possiamo renderci conto di che tipo di lavoro svolgano i men of letters -nel caso non si fosse ancora capito che ci sanno fare- e con Dean possiamo constatare che, almeno fin quando i british non renderanno il loro rapporto lavorativo una sorta di schiavitù, potrebbe ricavarne ottimi frutti. Insomma, niente male per un solo episodio, soprattutto se si fa il paragone con quelli autoconclusivi o inconcludenti in quanto a pessima trama, ma prima di entrare nel dettaglio.. Questo episodio meriterebbe di essere osannato e ricordato a vita per i primi tre minuti in cui, con un espediente assolutamente in pieno stile Supernatural, gli autori omaggiano Jeoffrey Dean Morgan e il suo talento nell’interpretare Negan in The Walking Dead.
Shout out to Lucille!

Tanto per togliermi subito il pensiero e non parlarne più, partirei col discutere di Castiel e della sua disperata ricerca del bambino luciferino. Qualcuno, che noi sappiamo essere Dagon, sta uccidendo angeli in giro per gli States e siccome Castiel va per forza di cose messo in mezzo e in qualche modo reso utile, per così dire, lo vediamo indagare sul caso e, ovviamente, non venirne a capo. In compenso, però, ha riacquistato un po’ di rispetto tra gli angeli, al punto che “il Giardiniere” Joshua lo vorrebbe reclutare per ripulire il mondo dalla feccia.. Ma chi è sto tipo? E perché gli angeli sono più falsi di una moneta da venti euro? Non si può fare affidamento su di loro, ma se da solo Cass è riuscito a malapena a trovarla Kelly, forse potrebbe servirgli una mano.
Detto ciò, se siamo tutti d’accordo sul fatto che questo povero angelo dovrebbe ritirarsi in solitudine e fare l’apicoltore a tempo perso, andrei avanti con le cose serie.

 

All’Inferno si crea un po’ di scompiglio per colpa di un ignaro segugio infernale, usato come esca per far allontanare Crowley dal suo trono e permettere a due fedeli di Lucifero di liberarlo. Ho adorato ogni singola sequenza che ha visto protagonista l’immenso Lucy e ammetto di esserci rimasta un po’ male nel constatare che Crowley, dopo anni, ha finalmente ritrovato un briciolo di astuzia, nonostante non sia riuscita ad impedirmi di gioire, allo stesso tempo, per questa sua vittoria. Purtroppo, mi trovo in una condizione di conflitto interiore che non mi permette di tifare per l’uno o per l’altro, sebbene Lucy come Mark Pellegrino abbia un posto fisso nel mio cuore da troppo tempo. Emozioni a parte, comunque, per quanto sia abbastanza certa che il demone voglia recuperare la Colt per liberarsi di Lucifero una volta per tutte, mi è sembrato di intuire che non abbia fretta di ritrovarla; facendo un rapido resoconto mentale di tutto quello che Lucifero, anche nella sua assenza, ha fatto passare a Crowley -in primis, la mancanza di seguaci leali- credo che come minimo voglia vendicarsi un po’ prima di toglierselo di torno e credo sia giusto così.. Anzi, spero che questo tira e molla tra i due duri a lungo, perché devo ammettere che soffrirei davvero molto nel vedere l’uno vincere sull’altro.

Nel mentre, proprio a causa della liberazione imprevista di Ramsey, Crowley si ritrova a lavorare per l’ennesima volta con i fratelli Winchester. Sebbene abbia partecipato alla ‘battuta di caccia’ per un tornaconto personale, più che giustificato, nemmeno Sam riesce a fare a meno di ringraziarlo e di riconoscergli un certo merito per averli aiutati. La presenza fisica di Crowley è solo una conseguenza del piano dei due demoni per liberare Lucifero, ma svolgere questa delicata missione al fianco dei Winchester è stato di enorme aiuto a Dean. Come accennato nella scorsa recensione, ho temuto seriamente per il rapporto tra i due fratelli per via del fatto che Sam avesse accettato di lavorare per i british men of letters, all’insaputa di un Dean contrario all’idea a prescindere e anche un po’ per una questione di orgoglio personale; invece, sorprendentemente, assistiamo ad un interessantissimo upgrade di maturità da parte di Dean che, con una razionalità che supera di gran lunga i suoi soliti modi di pensare, consta l’efficacia del lavoro svolto dai men of letters e decide di appoggiare la decisione di Sam di lavorare con e per loro. Effettivamente, i nostri amati fratelli Winchester hanno di rado avuto la possibilità di lavorare con persone fidate e competenti, ritrovandosi al fianco di persone con solo una di queste due qualità o addirittura nessuna, quindi avrebbero poco da perdere e molto da guadagnare nel caso in cui continuino a ricevere missioni con un ritmo incalzante.

Sperare in un mondo senza creature sovrannaturali potrebbe essere l’happy ending che alcuni aspettano con ansia e che, in effetti, questa serie meriterebbe e quindi, inevitabilmente, si accentua la curiosità riguardo le future sorti dello show. Potrebbe sorprenderci o, come fin troppo spesso è accaduto, deluderci, ma voglio essere fiduciosa a riguardo e sperare in tanti altri episodi interessanti come questo, dove tutto ha un senso dall’inizio alla fine e ti ritrovi a non vedere l’ora di saperne di più.

 

E voi cosa ne pensate di quest’ultima svolta degli eventi?
Se vi va, commentate sotto la recensione per farmi sapere la vostra opinione.

Come di consueto, vi lascio con il promo del prossimo episodio dal titolo “Ladies Drink Free” che andrà in onda il 30 marzo, a causa di una breve pausa primaverile: Jensen Ackles Italia – Supernatural Italia – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural fan club

Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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