Supernatural | Recensione 12×11 – 12×12

Gli ultimi due episodi di questa stagione si sono rivelati straordinariamente affini allo stile canonico di Supernatural che, in più di un’occasione, non mi sono trattenuta dal dire quanto mi sia mancato. Il problema principale di questa dodicesima stagione, come più volte ho sottolineato nel corso delle passate recensioni, è che ci troviamo a metà e, sorvolando sugli alti e bassi di episodi più o meno piacevoli, non si è ancora capito dove si voglia andare a parare con la trama orizzontale. Ci sta bene il monster of the week, ci sta bene l’episodio filler e anche quello col cliffhanger che ti lascia sconvolto a fissare inerme lo schermo del pc, domandandoti quale sia il senso della vita.. Ma dov’è finito il filo conduttore che dovrebbe legare tutto ciò e accrescere la curiosità degli spettatori?

Per l’appunto, con l’undicesimo episodio, assistiamo ad un filler/monster of the week. Se non ci si sofferma a pensare proprio al “progetto più ampio”, risulta divertente perché, insomma: le streghe non passano mai di moda. Rappresentano sin dal principio uno dei capi saldi del sovrannaturale in questo show e, soprattutto dopo l’arrivo di Rowena, sarebbe stato assurdo non riportare in auge queste creature dalle abilità incommensurabili. Forti, tanto quanto disomogenee l’una dall’altra, poiché si sa che all magic comes with a price (e se pensate che la mia sia una citazione a Rumpelstiltskin, vi sbagliate; questa frase è stata più volte ribadita nel corso degli anni proprio in Supernatural) e se c’è chi è disposto a spingersi verso il limite, c’è anche chi con la fortuna di essere nato in una dinastia potente, per accedere al Grimorio di famiglia, praticamente baratta la propria coscienza per meri scopi personali, oltrepassando il limite senza alcun rimorso. Ed è proprio il caso dei Loughlin, sebbene la loro presenza e quella di Rowena – come controparte – non abbiano rappresentato null’altro che un grazioso espediente per far emergere il Dean che tanto amiamo, nella sua spontaneità. Un tenero Dean che sotto fattura dimentica tutto, ma resta comunque legato a suo fratello Sam, è stato emozionante e divertente. Mi è piaciuto molto.

Con il dodicesimo episodio, invece, ci ritroviamo di nuovo immersi nel marasma della trama orizzontale, o almeno credo, dato che continua a non essere affatto chiara. Con uno stile un po’ “tarantiniano”, per quanto semplificato, a spezzoni montati in maniera apparentemente sconnessa, i nostri eroi si ritrovano tutti insieme in compagnia del povero Wally – che poco dopo scopriamo essere durato quanto un gatto in autostrada – a discutere di un nuovo caso.

Avevamo già visto in un episodio precedente che i men of letters avevano attirato l’attenzione di Mary, ma non credevo che mamma Winchester si sarebbe potuta rivelare così subdola. Solo in conclusione scopriamo che ha sacrificato la vita di Wally, rischiato quella di Castiel e dei suoi stessi figli, pur di consegnare a Mr Ketch nientepopodimeno che la COLT. Era sparita da anni e, sebbene abbia sempre creduto fosse finita nelle mani di Crowley, fino ad ora non c’era mai stata mostrata alcuna conferma a riguardo. Almeno per il momento, ognuno nella “Scooby Gang” ha un suo personale scopo da seguire: per motivi a me ancora incomprensibili, sappiamo che Mary si è alleata con i men of letters; Castiel, nella sua ingenua inutilità, cerca invano di rintracciare la portatrice del figlio di Lucy; Crowley appare piuttosto intenzionato a tenersi stretto il suo trono, con tutti i privilegi che esso gli riserva, come la possibilità di avere oggetti magici e divini di immane potenza, oltre al potere di ingabbiare di nuovo Lucifero. E tutto ciò, inevitabilmente, ricadrà sulle spalle di Sam e Dean, sempre pronti a salvare il mondo.

Mettendo un attimo da parte le ipotesi che si potrebbero dedurre da questi dettagli appena acquisiti.. Spero abbiate notato TUTTI che il Lucifero nella gabbia di Crowley era Mark Pellegrino. Ora, sebbene mi sia sempre preoccupata di trovare il nesso logico in qualsiasi situazione, anche quando era evidente non ci fosse, in questo caso non mi importa assolutamente nulla di come sia fisicamente possibile che Lucy abbia riacquistato il suo precedente vassallo, né la giustificazione varia ed eventuale che/se verrà data nel momento in cui Lucy tornerà a far parte della storia con quel vassallo: per favore, gioite con me per questa piccola perla. Nessuno mai sarà un Lucifero migliore di quello interpretato da Mark Pellegrino. È l’unico attore che esplicitamente mi sia mai permessa di osannare in questo show, perché lo trovo meraviglioso.

Detto ciò, mi ritrovo con l’hype alle stelle e con aspettative sicuramente più grandi di quelle che, razionalmente parlando, dovrei concedermi, ma quando vedo Lucy – quel Lucy – non ci capisco più nulla. Continuo, in ogni caso, a sostenere che l’idea del figlio nephilim sia allettante, pur ritenendo anche che avrebbero potuto giocarsela meglio, riallacciandosi ad una fase passata dello show che sembra sia stata rimossa dagli autori per sfregio all’incompetenza di Sera Gamble, ma che comunque c’è stata ed è concretamente successa. Questi frequenti richiami al passato, come nello specifico caso di Azazel, mi fanno sperare bene riguardo il futuro della serie e, più ristrettamente, dei prossimi episodi.

Abbiamo una mamma Winchester particolarmente agguerrita che, loscamente, gioca alle spalle dei suoi stessi figli, nemmeno Dio sa perché.. Abbiamo un Castiel che, presumibilmente, un giorno si ritroverà nella condizione di affrontare il nephilim luciferino e decidere se rispettare le leggi della sua natura, uccidendolo perché ritenuto un pericoloso abominio, oppure se attenersi alla sua acquisita umanità e lasciare in vita la piccola creatura, almeno finché non avrà iniziato a rappresentare un concreto pericolo per l’umanità. A questo punto, non avete idea di quanto desideri il ritorno del “bambino Anti-Cristo svanito in Australia per non essere catturato” e so che nel corso degli anni l’ho nominato fin troppe volte e che, magari, è una fissa solo mia, ma dannazione: questo show ha creato spunti per trame spettacolari e mi innervosisce in maniera indicibile il fatto che nessuno pensi a metterle in atto.

Con la speranza al massimo e con il solito augurio di poter assistere ad altri episodi così interessanti, vi lascio con il promo del prossimo episodio – dal titolo “Family Feud” – e con il consiglio di seguire queste splendide pagine su facebook: Jensen Ackles Italia – Supernatural Italia – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural fan club

Aspetto nei commenti le vostre impressioni!

Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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1 COMMENT

  1. Devo dire una cosa, undici stagioni, seppur con alti e bassi, stupende! dalla dodicesima per me è iniziata la fine.
    Mischiano storie diverse, per sapere come va a finire una, devi sorbirti le altre(o portare avanti col telecomando), nelle vecchie serie questo non succedeva. è un trucchetto squallido. La gente porta avanti col telecomando, non ottengono niente.
    Ho notato qualche tratto di pseudo-femminismo(quello vero è un’altra cosa), una sorta di politically correct che appiattisce i personaggi? non saprei.. in ogni caso fra alcune wonder woman indistruttibili e personaggi principali maschili vengono descritti come estremamente stupidi.. nello stile di alcune nuove serie di netflix.. Non ho niente in contrario.. a qualcuno può piacere.. ma non ha molto a che fare con lo spirito delle prime stagioni. Secondo me una storia, deve mantenere un filo.. se è fatta in un modo(nel bene e nel male) dopo 11 stagioni, dovrebbe mantenere una certa “coerenza”. Invece vedo una discesa di livello.. iniziata già prima, che qui diventa come una caduta da un precipizio.

    Peccato, ho cancellato l’abbonamento Netflix perchè un certo tipo di serie su questo stile mi aveva stancato, cambio completamente provider. -Guardo tutte le 11 stagioni.. ed andava bene.. alla dodicesima mi sembra di esser tornato indietro.
    In ogni caso Sam viene descritto sempre più patetico, debole, (non che dopo aver perso la sua parte di demone non lo fosse anche prima, ma ora si esagera..) dai.
    Dean sembra un bambinone che si farebbe fregare da una ragazzina di 12 anni.. E dovrebbe salvare il mondo? Ho visto le prime puntate della dodicesima stagione e la mia impressione è stata questa. Erano fra i miei personaggi preferiti. Sono riusciti a rovinarli. Addio supernatural, guarderò qualcosa di diverso. Ho abbandonato la serie
    P.s: è solo il mio modestissimo parere. Se ad altri piace, il mio intento non è assolutamente polemico, volevo solo esprimerlo.

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