Supernatural | Recensione 11×20 – Don’t call me Shurley

Dopo varie speculazioni e ragionamenti, ad un soffio dalla fine della stagione ecco che grazie a Dio veniamo a capo non solo dei dubbi avuti finora riguardo la situazione attuale, ma anche di quei veri e propri dubbi esistenziali che ognuno di noi, in un determinato momento della propria vita, si è trovato ad affrontare e che nel contesto di Supernatural, con il solito umorismo grazie al quale in tutti questi anni si è contraddistinto tra tanti altri show, sono stati trattati egregiamente.

Ammetto che nel momento in cui si è iniziato a parlare, seriamente, dell’eventualità di rendere Dio un personaggio concreto – come ho già confessato nelle passate recensioni – mi sono trovata in conflitto con me stessa, tra l’avere fiducia negli autori che in passato e in più di un’occasione ci hanno dimostrato di essere perfettamente in grado di canonizzare e rendere al meglio personaggi di un certo spessore (perché, diciamocela tutta, in undici anni di show sono stati commessi migliaia di errori, alcuni più tecnici, altri meno importanti, ma mai in Supernatural si è toppato nell’introspezione psicologica) e l’avere il timore che introdurre una figura così tanto importante quanto evanescente, caratterizzata dalla sola fede soggettiva, senza alcuna valida descrizione storica, potesse essere una mossa azzardata. Sicuramente lo è stata, ma decisamente ben riuscita.

Per anni, quando ancora non si discuteva di Lucifero, di guerre superiori e creature angeliche, la speranza dei fan – compresa la mia – era che Chuck, l’adorabile e geniale scrittore Carver Edlund, autore della metastoria ‘Supernatural’, nonché profeta di Dio, non fosse altri che Dio stesso. Sperai la stessa cosa quando fu il turno di Kevin, ma alla sua morte smisi di pensare all’eventualità che, prima o poi, sarebbe stato introdotto un personaggio così tanto imponente e giuro che, nonostante se ne sia discusso parecchio nel corso di questa stagione, non mi è venuta nemmeno per sbaglio l’idea che potesse essere proprio Chuck il prescelto.

Grazie al fatto che evito spoiler e promo come fossero portatori del Croatoan, ho ricevuto questa splendida sorpresa. Se prima avevo dei dubbi riguardo questo personaggio, con la scelta di un artista versatile ed espressivo come Rob Benedict per interpretarlo, non ne ho più: ha letteralmente rubato la scena a chiunque in soli quaranta minuti di episodio.

Sarà che, proprio per farlo risaltare al meglio e subito, per provocare un certo impatto emotivo – decisamente ben escogitato – l’ennesima missione dei fratelli Winchester è stata messa in secondo piano, ma era indispensabile per poter avvicinare Dio a loro, cosa che sicuramente avrà dei riscontri a partire dal prossimo episodio.

Tornando a concentrarci su quanto abbiamo visto, però… Come non spendere qualche parola su Metatron?
Per prima, io stessa non l’ho mai considerato a dovere e, anzi, mi è sempre stato particolarmente antipatico in ogni suo modo di fare, a prescindere dalle motivazioni che lo spingevano a compiere determinate azioni; eppure, mi sono dovuta ricredere. E’ impossibile negargli il merito di aver fatto ragionare Dio ‘in persona’.
Non è un caso che abbia deciso di intervenire proprio ora, solo dopo essersi sentito chiamare ‘codardo’ da un angelo ormai caduto, che non ha niente da perdere, né da guadagnare, ma ha a cuore l’umanità, a quanto pare. Mi ha stupito e piacevolmente colpito il fatto che Metatron, in piena onestà, abbia considerato l’umanità come un bene prezioso, come un qualcosa di talmente tanto importante da essere addirittura migliore di quello stesso Dio che in principio l’ha creata. Ogni suo discorso aveva una logica che va al di là di qualsiasi aspettativa si possa avere riguardo questo show: l’ho apprezzato, l’ho ammirato e mi sono sinceramente commossa.

Questo tanto per nominare il discorso più importante affrontato tra i due, ma tutto ciò che tra di loro è stato detto, con umorismo o con serietà, ha un senso e ha mostrato quanto lavoro sia stato impiegato nella stesura e nella realizzazione di questa stagione che, arrivati a questo punto, mi sento di dichiarare come una delle migliori.

In tutto ciò, ho amato il richiamo ad Eric Kripke come il Dio di Supernatural e di Revolution, anche se quest’ultimo “non è andato molto lontano”. Era ora che il Samulet tornasse al suo legittimo proprietario e spero con tutto il cuore di assistere ancora a grandi cose con questo show, nonostante uno degli autori storici di Supernatural, Robbie Thompson, abbia annunciato il suo ritiro. Fin quando non verrà rimessa al comando Sera Gamble, io mi ritengo soddisfatta. Non ci tengo ad avere una dodicesima stagione simile alla sesta. Con tutta la carne messa al fuoco, mi aspetto e pretendo grandi cose in futuro, augurandomi di sopravvivere a questo season finale.

Come al solito, vi lascio con il promo del prossimo episodio, dal titolo “All in the family”, e con il consiglio di seguire queste splendide pagine su Facebook: Jensen Ackles Italia – Supernatural Italia – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural fan club – I will always love Supernatural

Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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3 COMMENTS

  1. Bella recensione 🙂

    di sicuro questa puntata ha aperto la strada al season finale, mancano solo 3 puntate, soprattutto non vedo l’ora dello scontro tra Dio e la sorella (che non ho mai sopportato sinceramente!) anzi ci sarà già dal prossimo episodio un bel confronto.

    • Amara è qualcosa di insopportabile! Nel corso dell’episodio mi ha un po’ preoccupato il fatto che Dio volesse lasciarla fare, come a volerle dare il “contentino” dato che per millenni l’ha tenuta segregata, ma il fatto che sia intervenuto poi per salvare Sam, Dean e l’intera città presa d’assedio dalla nebbia, lascia ben sperare. Mi aspetto uno scontro epico tra Dio e l’Oscurità *_*

  2. Questa stagione e in particolare questa puntata mi ha fatto rivivere le emozioni delle prime cinque, è stata un regalo inaspettato da parte degli autori. Finalmente il mistero di Chuck/Dio è stato risolto e la sua introduzione è stata magnifica. Non mi aspettavo nemmeno di poter rivalutare Metatron che ho sempre disprezzato!
    Sono tutte cose che all’11esima stagione di uno show che uno non immagina, ma Supernatural può veramente tutto *-*

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