Supernatural | Recensione 11×09 – O Brother Where Art Thou?

Trovare le parole giuste da dire non è mai stato così difficile come per questa recensione. Abbiamo aspettato anni per assistere alla famigerata resa dei conti e adesso ci ritroviamo in mano non solo più domande di quante non ne avessimo avute fino ad ora, ma anche con un plot twist a dir poco adrenalinico. Se Supernatural avesse avuto undici stagioni così intense, in maniera omogenea, non avremmo mai avuto nulla di cui lamentarci.

Ho trattenuto il respiro praticamente per tutta la durata dell’episodio. Normalmente, mi tengo a debita distanza dagli spoiler, promo compresi, ma evitare di sentir parlare di un eventuale ritorno di Lucy è stato impossibile e non sono riuscita granché a mantenere la calma; nell’ultima settimana, più di una volta mi sono soffermata a riflettere su come sarebbero potute andare le cose e ad ogni minuto che avanzava, durante la visione dell’episodio, non so quanti altri presumibili risvolti sia riuscita a pensare. Di solito, appunto su un paio di fogli le scene su cui ritengo sia necessario soffermarmi a parlare o quello che penso sul momento, così da valutarlo in seguito in maniera più razionale e, per poter fare ciò, mi ritrovo spesso a dover mettere in pausa o a rivedere scene per essere certa di aver capito bene; comunemente, un episodio mi dura poco meno di un’ora… Questo è durato un’ora e mezza. Ho preso appunti su sei fogli e comunque mi ritrovo incapace di mettere ordine tra i miei pensieri, talmente ne sono rimasta sconvolta.

Dall’inizio della stagione, le supposizioni riguardo Amara, ciò che avrebbe comportato la sua presenza sulla Terra, il significato del suo rapporto con Dean e quello delle visioni di Sam sono state copiose e nessuna di esse, almeno per quanto mi riguarda, è riuscita ad anticipare quello che in realtà è poi successo.
Ovviamente, ci sono ancora tantissime domande rimaste in sospeso, strettamente connesse agli eventi appena accaduti e altre che, invece, sorgono spontanee nell’aver perso per strada qualche tassello di coerenza, come potrebbe essere il chiedersi che fine abbia fatto Michele, magari un giorno ci verrà detto o la questione verrà totalmente ignorata; per il momento, però, non possiamo far altro che attenerci a ciò che abbiamo potuto vedere.

Nonostante Dean sia rimasto riluttante fino alla fine all’idea di Sam nella gabbia insieme a Lucifero, anche lui si è trovato costretto ad ammettere che per via della situazione in corso, purtroppo, non ci sarebbero potuti essere eventuali altri modi di risolvere la questione. L’idea che le visioni di Sam fossero mandate da Dio, oltre ad essere interessante, in un certo senso aveva infuso un forte senso di speranza in loro che li ha portati, entrambi, a credere che l’incontro Sam/Lucifero potesse essere l’unica via possibile per liberarsi di Amara una volta per tutte, tanto da spingerli a chiedere, per l’ennesima volta, l’aiuto di Crowley. Il fatto che le visioni non fossero chiare e abbiano portato Sam a credere di dover chiedere aiuto a Lucifero, come se lui potesse avere le risposte che cercavano, ha fatto sì che non gli venisse alcun dubbio riguardo la fonte da cui esse provenivano.

Quello della fede è il paradosso che assilla l’umanità dall’alba dei tempi. “Come credere in qualcosa di cui non conosci la reale esistenza?” è la domanda che i più agnostici si pongono e a cui, i credenti, rispondono che il senso della fede è dato dalla fede stessa. Che si creda o no in un Dio o nei dogmi della religione, l’essere umano, per sua natura, è portato a credere in un qualcosa di superiore in grado di aiutarlo, soprattutto nei momenti più difficili, e la furbizia di Lucifero non è stata nell’ingannare Sam per farlo arrivare nella gabbia e provarlo mentalmente fino a farlo cedere al maledetto ‘si’ che libererebbe la sua essenza, ma nel fatto che l’abbia ingannato facendo leva sulla più intrinseca debolezza dell’uomo, mostrandosi perfettamente per quello che è: l’essere più manipolatore del creato.

Tra riferimenti religiosi, discussioni paradossiche e soggettività della fede, non è venuto a mancare nemmeno il pensiero della campana che, almeno in teoria, rappresenterebbe l’unica fonte certa riguardo la vera essenza di Dio, l’Oscurità, se solo potesse essere considerata una fonte affidabile. Sulla verità, purtroppo o per fortuna, ho sempre avuto una teoria tutta mia che implica il fatto che non si possa dare del bugiardo o dell’idiota a qualcuno che non riesce a vedere l’obiettività delle cose se non si conosce il modo in cui è in grado di vedere la realtà dei fatti; per la serie: ‘tutto, o quasi, può essere soggettivo’. Il rosso agli occhi di un daltonico appare diverso.
Non per avanzare assurde riflessioni filosofiche, ma nel momento in cui Amara ha spiegato a Dean perché, dal suo punto di vista, sarebbe più giusto se fosse lei a sovrastare nel mondo, non sono riuscita ad etichettarla come oscuro male supremo; è nella sua natura nutrirsi di anime e non lo fa per infliggere dolore all’umanità, ma perché è fatta così. Non che questo la giustifichi, ovviamente, ma credo che sia la sua visione delle cose, forse più realistica, a presentarla come una minaccia agli occhi chiunque altro. La sua esistenza e quella di Dio, per definizione di luce e oscurità, si completano a vicenda, e dato che la sua visione della realtà involve l’estinzione della razza umana e che Dio se ne sta lavando le mani, l’unica cosa possibile da fare è eliminarla.

 

Qui sorge il dilemma, però: come eliminare Amara? Dovrebbe essere fuori discussione liberare Lucifero per contrastarla – dato che un male non ne rimuove un altro e soprattutto che, così come stanno le cose al momento, non possiamo sapere se ne sia effettivamente in grado o se, più probabile, abbia trascinato Sam all’Inferno solo per suoi personali scopi -, non possiamo contare su altri poteri, come quello degli angeli – sono tristemente certa del fatto che abbiano miseramente fallito nel loro intento di fulminarla dal Paradiso -, né su Crowley o Rowena – l’uno incapace, l’altra del tutto indifferente – e non di certo su Dean, che non solo, come abbiamo potuto constatare, manca dei mezzi necessari per farlo, ma anche della capacità, per via del suo legame con lei.

Nella resa dei conti, dunque, dovremmo aspettarci una nuova Apocalisse?

Direi che come mid season finale è stato a dir poco tremendo, parlando d’impatto motivo, e il fatto che ci toccherà aspettare più di un mese prima di vedere come andrà avanti la storia non aiuta, ma dire che sono entusiasta per questa stagione è un eufemismo ed egoisticamente parlando, spero avremo la possibilità di vedere più Lucy.

Come sempre, vi lascio con il promo del prossimo episodio, dal titolo “The Devil in the Details“, che andrà in onda il 20 gennaio e con il consiglio di seguire queste splendide paginette su facebook: I will always love Supernatural – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural Italia – Supernatural fan club – Jensen Ackles Italia

Buone feste!

Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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