Supernatural | Recensione 10×23 – The Brother’s Keepers (Season Finale)

Attraversare il percorso intrapreso dai fratelli Winchester in questa decima stagione non è sempre stato facile, né particolarmente interessante in diversi punti, ma solo adesso, in conclusione, possiamo permetterci davvero di tirare le somme.

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Trame abbandonate troppo presto, altre lasciate in sospeso in propensione di episodi filler, mancanza di un vero villain, dettagli resi superficiali da personaggi altrettanto inutili… Tutto vero, come si è discusso abbondantemente nel corso dei vari episodi, e per questo e tanto altro Supernatural potrebbe essere attaccato da ogni angolo, ma nonostante ciò e sebbene io sia una di quelle persone che si ostina a dire che la serie avrebbe potuto concludersi all’incirca intorno alla quinta stagione, ho continuato a seguire la serie, pur lamentandomi a volte, eppure l’ho sempre fatto con estremo piacere, perché solo questo show è in grado ancora, dopo dieci anni, di sorprendermi ed emozionarmi.

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Mi ritengo abbastanza obiettiva da ammettere e sottoscrivere che non sia una serie perfetta – il che è principalmente dovuto al fatto che dall’abbandono di Kripke al comando della ciurma, si sono persi di vista tanti dettagli che avrebbero potuto rendere la storia dei Winchester ancora più intrigante – ciò, però, non significa che manchi di spessore. Non è facile portare avanti una storia così lunga, che avrebbe potuto tranquillamente concludersi in completezza da anni, eppure, dopo questo season finale, sfido chiunque a dire che in Supernatural manchino originalità e fantasia.

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Come previsto, Dean si lascia andare, nascondendo la sua più che palese suscettibilità dietro a un caso per niente interessante. Sorvolando sulla sua ossessione nei confronti dei vampiri, che mi viene da associare inevitabilmente all’allucinazione con Benny avuta per colpa della cassaforte maledetta, Dean parte in quinta, ovviamente senza Sam, per lavorare al seguito del famoso Rudy di cui abbiamo sentito spesso parlare in questa stagione e che non poteva non morire brutalmente dopo dieci minuti dalla sua comparsa, ma considerando la gravità delle innumerevoli morti avvenute nello show, diciamo che il tizio passa alquanto inosservato (c’è chi sta ancora piangendo per Charlie e ogni riferimento a me o a Dean è puramente casuale…).

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Incapace di perdonare suo fratello e, almeno inizialmente, senza un vero scopo da raggiungere, visto che la sua vendetta nei confronti degli Stein l’ha bella che già avuta, il più grande dei Winchester dà mostra del suo nervosismo, liberamente e quasi con piacere; ci ho riflettuto molto sulla possibilità che sia stata colpa del Marchio, ma avendo visto e appurato già da tempo cosa sia in grado di fargli fare il Marchio quando è sotto il suo controllo, credo piuttosto che Dean, approfittando della sua condizione, anche se probabilmente l’ha fatto inconsciamente, si sia semplicemente lasciato andare, facendo e dicendo qualsiasi cosa gli passasse per la mente solo per sfogarsi, avendo dalla sua una giustificazione piuttosto valida e plausibile.

E’ stato angosciante e inquietante vederlo in certe ‘vesti’, certo, ma mentre lui si dava da fare a tagliare teste e a salvare ragazze discutibilmente tranquille a discapito di un fantomatico amico, resta il problema che Sam persiste nel suo intento di rimuovere il Marchio dal braccio di Dean, tramite l’incantesimo che, finalmente, Rowena riesce a decifrare.

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Naturalmente, gli ingredienti sono pressoché impossibili da prendere, tanto che Castiel si trova praticamente costretto a fare affidamento su Crowley, che ancora non ho capito perché abbia accettato di buon grado di aiutarlo, nonostante gli sia un po’ convenuto per aver rivolto a Rowena un trattamento peggiore rispetto a quello ricevuto da lei, ma alla fine, tutto sembra andare per il verso giusto, nel senso che perlomeno Rowena non mentiva riguardo alla sua capacità di effettuare l’incantesimo…ma da qui, la catastrofe.

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Solo in Supernatural è possibile immaginare qualcosa che sia ancora più preoccupante e pericolosa del Diavolo in persona.

Il buon vecchio Lucy, infatti, torna a farci visita, seppur non fisicamente e solo nel racconto di Morte. Non appena ho visto quest’ultimo (nonostante non abbia resistito alla tentazione di spoilerarmi il suo ritorno) mi sono davvero lasciata andare ad urli di gloria e giubilio, ma per soli pochi istanti, purtroppo. Ci è stato concesso giusto il tempo di meravigliarci del suo racconto, prima che Dean, essendo Dean, se ne uscisse con la sua struggente cazzata, che bisogna però dire, purtroppo, avesse un gran bel fondo di verità.

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Da anni, ormai, l’argomento di maggior discussione inerente i fratelli Winchester è quello che riguarda proprio la loro capacità di salvarsi a vicenda a discapito di chiunque altro. E’ indubbio che, nel corso degli anni, grazie alla loro dedizione al lavoro siano stati in grado di salvare centinaia, se non migliaia, di persone ovunque negli Stati Uniti, ma sono piuttosto sicura che a conti fatti risulterebbero essere meno le vite salvate rispetto a quelle sacrificate, seppur involontariamente, per riportare Dean in vita, riportare Sam in vita, riportare di nuovo Dean in vita, evitare che Sam venisse posseduto da Lucifero e Dean da Michael, ridare l’anima a Sam, salvare Dean dal Purgatorio e, infine, rimuovere il Marchio di Caino dal braccio di Dean. Se ho dimenticato qualche passaggio poco importa, il succo del discorso credo sia abbastanza chiaro anche così, almeno tanto quanto lo è stato quello espresso da Dean, che non fa una piega.

Per quanto le parole rivolte a Sam mi abbiano fatto male e mi abbiano davvero fatto credere che avesse intenzione di ucciderlo, pur di evitare che l’Oscurità venisse liberata o che, peggio, almeno da come aveva espresso lui la cosa, lo riportasse in vita per l’ennesima volta a discapito dell’ennesima vittima, più lo sentivo spiegare le motivazioni che lo avevano portato a prendere una decisione così drastica e più non sentivo la minima volontà da parte mia di dargli torto, proprio per i motivi precedentemente spiegati.

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Quindi, quando l’ho visto prendere in mano la falce di Morte, ho davvero temuto il peggio. Ho ripensato alle parole che gli aveva rivolto Caino, prima della sua presunta morte – a cui ancora fatico a credere per il modo ridicolo in cui è stata resa, ma meglio non divagare – e mi sono ritrovata a credere che Dean fosse seriamente intenzionato ad uccidere suo fratello, ritrovandomi praticamente a bocca spalancata ed occhi sgranati dallo stupore di vederlo, invece, uccidere Morte sul colpo.

Scena intensa e decisamente forte, sì, ma ragioniamo… Se la memoria non mi inganna, Morte era quello che sosteneva che sarebbe sopravvissuto a chiunque, addirittura a Dio se un giorno fosse morto, giusto? Si, ma è anche vero che quella sua falce è in grado di uccidere qualsiasi essere senza ‘ma’ e senza ‘se’, comprendendo anche lui nel mucchio.

Dean aveva già provato in passato ad uccidere Morte, quando scoprì della miriade di Mietitori e tutto il business che c’è intorno alle anime, ecc… ma ai tempi, Morte si accorse del suo intento e lo impedì, preventivamente. Questa volta, oltre che ad avere dalla sua l’effetto sorpresa, sono abbastanza certa che la potenza del Marchio abbia influito parecchio sul potere della falce, dandogli modo di riuscire nell’impresa.

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Morale della favola: Morte potrebbe essere effettivamente morto e per quanto cacofonico risulti, non mancherebbe di senso. Ciò che, invece, mi lascia perplessa è il non sapere cosa questo potrebbe comportare… Dean diventerà la nuova Morte, succedendo a lui? I Mietitori continueranno a svolgere regolarmente il loro lavoro o uccisa l’ape regina, tutto il resto dell’alveare smetterà di lavorare, con la conseguenza logica che nessuno sulla Terra potrà più morire?

Non lo possiamo sapere e l’attesa sarà a dir poco snervante, come al solito. Inoltre, considerando l’arrivo della nuova ondata di fumo nero, letteralmente parlando, non oso nemmeno immaginare a cosa andranno incontro nella prossima stagione i nostri adorati fratelli, ma è certo che con questo ennesimo cliffhanger da brivido direi che le premesse per una buona undicesima stagione siano state ben piazzate.

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Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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1 COMMENT

  1. Se non muoiono tutti tranne i due fratelli (e Castiel) non sembrano felici. Uccidere Morte? Boh.. la vedo una cosa un pochino “forte”. Aspettiamo e vediamo, come sempre!

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