Supernatural 15×19 – Recensione: a tutti coloro che…

Supernatural 15×19 – Recensione: a tutti coloro che…

To everyone that we lost along the way…

E così finisce, per sempre. Tecnicamente manca ancora un’episodio all’addio vero e proprio, ma il finale della storia era questo ed io non ero minimamente preparata. Ero convinta di avere ancora una settimana di tempo, ancora un episodio di narrazione vera e propria. Invece no, siamo giunti al capolinea.

Come forse ricorderete se avete seguito le mie recensioni nel corso della stagione, la mia fiducia nei confronti di un finale degno era praticamente nulla. Il finale originale della quinta stagione – che doveva essere l’ultima – era così perfetto che era impossibile riuscissero a scriverne un secondo meritevole, dieci anni esatti più tardi. Quanto mi sbagliavo!

Un’altra cosa di cui ero convintissima, era che uno dei Winchester sarebbe morto – come doveva morire Sam in quello originale. Gli autori invece hanno deciso di sacrificare Castiel – perché una fine senza perdite sarebbe stata poco credibile per una storia del genere – e salvare sia Sam che Dean. Come atmosfera mi ha ricordato moltissimo il finale di Buffy: le perdite sono state altissime, loro hanno sacrificato tutto nella vita pur di portare avanti la missione ma, finalmente, sono liberi. 

Non credevo che sarei riuscita ad apprezzare un lieto fine – visto che le gioie non hanno mai fatto parte della storia dei Winchester – eppure, ora che l’ho visto, non riesco a immaginare nessun altro modo per concludere la loro storia.

Il ritorno di Michael. Gira e rigira il caro Jake Abel a cui nessuno avrebbe dato un centesimo undici anni fa, riesce sempre a fare la sua comparsata negli episodi più importanti a livello di trama. E la battaglia finale contro Chuck, poteva sussistere senza mettere in campo il suo figlio prediletto?
Il ritorno di Lucifer. Posto che per me è sempre un immenso piacere rivedere Pellegrino – e che continuo a essere fermamente convinta che questo sia il suo ruolo meglio riuscito – il discorso è lo stesso di Michael. La battaglia finale contro Chuck senza la pecora nera della famiglia celeste?

✘ La sola e unica cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso, è che quando Jack ha riportato l’equilibrio e fatto ricomparire tutti gli essere viventi, non ci abbiano mostrato nessuno di noto. È un periodo difficile e sicuramente per motivi di sicurezza avranno ridotto al minimo la mole di persone che potevano entrare e uscire dal set, ma rivedere per un’ultima volta Bobby, Charlie, Jody e gli altri, sarebbe stato bello. Magari anche rivedere Rowena. Ma questo è proprio andare a cercare l’ago nel pagliaio a tutti i costi.

Supernatural 15×19 – Recensione: a tutti coloro che…

Tutti – Non c’è un personaggio che non si sia distinto. Sam, Dean, Jack, Michael, Lucifer, Chuck. Tutti hanno giocato il proprio ruolo esattamente come ci si aspettava che facessero, in maniera impeccabile.

Il finale – Che ve lo dico a fare, Sam e Dean che brindano increduli alla loro libertà, che partono per l’ignoto e che vengono seguiti da un collage di immagini a ripercorrere the road so far. Non siete fan di Supernatural se non avete pianto tutte le vostre lacrime.

Supernatural 15×19 – Recensione: a tutti coloro che…

Settimana scorsa paragonavo Chuck a Thanos, quindi è stato molto appropriato che l’inizio di questo episodio e l’inizio di Endgame siano stati praticamente identici. Potrei anche dirvi che Jack è Iron Man, e non avete idea di quanto io abbia amato tutte queste similitudini – che mi piace pensare siano volute, anche se magari sono solo un caso – con l’universo Marvel.

È la fine ed è stato un cerchio che si è chiuso. Dieci anni fa questa serie doveva concludersi con la fine della quinta stagione, non è accaduto. Dieci anni dopo le hanno dato un finale che all’epoca sarebbe stato impensabile – far sopravvivere entrambi i Winchester – ma che stavolta è filato meravigliosamente. È valsa la pena tirare per le lunghe altri dieci anni questa serie, con alcune stagioni abbastanza inguardabili e altre appena sufficienti, per salvare sia Sam che Dean? Sì. Sì, e ancora sì.

La writing room di Supernatural si rivela nuovamente geniale, perché non solo li ha salvati, ma l’ha fatto omaggiando e riprendendo il finale originale. In fondo, è a questo che è servito tirare in ballo dal nulla Michael e Lucifer. A ricordarci ciò che è stato, ciò che doveva essere e, di nuovo, the road so far.

La battaglia finale contro Chuck è stata ciò che doveva essere: Jack in veste di arma finale che alla fine diventa quello per cui Castiel e i Winchester – inconsapevolmente – l’hanno preparato fin dal primo giorno. A essere buono, umano, il miglior leader che il mondo celeste possa desiderare.

Supernatural 15×19 – Recensione: a tutti coloro che…

Sarebbe stato semplice uccidere Chuck una volta per tutte, eppure Sam e Dean hanno optato per la peggiore delle condanne: fargli vivere la vita di quegli esseri umani che lui ha disprezzato a tal punto da considerarli solo marionette con cui giocare quando si annoiava. E, soprattutto, ci viene mostrato per l’ultima volta che i Winchester non sono assassini e che una volta neutralizzato il pericolo, non hanno ragione di uccidere a prescindere dalla natura della creatura che hanno di fronte. Perché è vero, per Chuck questa è una condanna peggiore della morte, eppure è anche una seconda occasione.

Continuo a sostenere imperterrita che questo Chuck sia stato del tutto out of character, reso cattivo solo per mancanza di un altro villain da utilizzare, però ai fini della trama ha funzionato.

Infine, sono convinta che durante lo stop dovuto alla pandemia, gli autori abbiano bruciato i copioni degli ultimi episodi non ancora girati e li abbiano riscritti. Perché dai, questa seconda parte di stagione è stata nettamente superiore alla prima, e non è che scrivi quattordici episodi mediocri e poi dal quindicesimo non ne sbagli mezza.

Adesso ci rimane l’ultimo episodio, l’ultima volta che sentiremo Carry On My Wayward Son, l’ultima volta che vedremo Sam e Dean Winchester in quello che, da ciò che ho capito, sarà un episodio tributo all’intera serie.

100/100

E ve lo dico, è la quarta volta nella storia dei finali di serie che riesco ad apprezzarne uno.

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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