Supernatural 15×14/15×15 – Recensione: l’inizio della fine

RECENSIONE SUPERNATURAL 15×14/15×15

Ci eravamo lasciati prima del lockdown con il tredicesimo episodio, e ora che Supernatural è tornato e sono già andati in onda ben due episodi, il fatto che stia per finire per sempre inizia a diventare reale e tangibile.

Da un lato penso che questa serie televisiva ha avuto ben dieci stagioni più di quelle programmate – che non sono affatto poche – e che in molte di queste sono state fatte scelte alquanto opinabili in fatto di narrativa. Penso anche che il finale originale della serie – che è quello della quinta stagione meno gli ultimi venti secondi in cui si vede che Sam è vivo – fosse una chiusura meravigliosa e appropriata per una serie che fino a quel momento non era riuscita a perdere un colpo neanche per un episodio. Tendo a essere abbastanza critica nei confronti dei finali di serie – ad oggi credo che gli unici due che mi abbiano pienamente soddisfatta siano quelli di MerlinThe Originals – e di conseguenza sono super consapevole del fatto che sarà molto difficile che, ad oggi, Supernatural possa replicare quel finale narrativamente perfetto.

Dall’altro lato, però, non credo di essere pronta a dire addio ai Winchester. Non lo sono per niente, e l’amore infinito che ho provato per questi due episodi – che mi hanno ricordato esattamente perché questa sia la mia serie tv preferita in assoluto, e lo sarà per sempre – è indice del fatto che quando si impegnano, gli autori riescono ancora a tirare fuori storie fantastiche dalle loro penne.

RECENSIONE SUPERNATURAL 15×14/15×15

✔ Nell’episodio 14 ho amato praticamente tutto. Il monster radar, il Natale fuori stagione, i compleanni e tutto quel cibo che ha fatto tentennare Dean – e non poco – quando è diventato ovvio che Mrs. Butters stesse diventando un problema.
✔ Le citazioni: Castiel e Jack sul campo insieme nei panni degli agenti Swift e Lovato – con tanto di strizzata d’occhio a Thank you, next di Ariana Grande. Poi ditemi che chi si occupa degli script non è un genio. A seguire, Jack che viene definito greener than Baby Yoda.

✘ Mancano solo cinque episodi alla fine e mi sto rendendo conto sempre di più di non essere pronta. Per il resto, sono stati due episodi senza difetti da dover sottolineare.

RECENSIONE SUPERNATURAL 15×14/15×15

Dean Winchester – E ve lo sta dicendo una che ama visceralmente Sam e per la quale Sam è sempre il miglior personaggio quando si parla di Supernatural. In questi due episodi Dean deve confrontarsi prima con il rancore che in fondo ancora prova nei confronti di Jack, poi direttamente con Amara, ovvero colei che ha messo in moto il meccanismo per il quale Dean si è ritrovato ad affrontare nuovamente il lutto per la perdita della madre. Dean decide di fare di tutto per perdonare Jack, perché capisce che il ragazzo non ha mai avuto intenzione di ferire nessuno, che è stato vittima dei suoi stessi poteri. Però, decide anche di non lasciar andare la rabbia che prova nei confronti di Amara, perché a differenza di Jack, lei si è solo limitata a giocare un altro po’ con lui, esattamente come ha sempre fatto Chuck. La sua maturità viene esaltata in maniera lampante in queste sue due reazioni.

✔ Dean che affronta Amara riguardo a Mary – Ho apprezzato tantissimo il fatto che narrativamente parlando non si stia lasciando perdere il particolare per il quale Dean abbia dovuto seppellire la madre due volte. Dean. Non Sam, perché Sam la prima volta era troppo piccolo per comprendere ciò che accadeva, troppo piccolo per sentire la perdita. Troppo piccolo perfino per avere dei ricordi a cui attaccarsi. Sam è cresciuto senza madre, ed è terribile, ma non ha mai saputo cosa volesse dire averne una. Non si è visto derubare due volte, la seconda proprio quando ormai si era quasi convinto di poter finalmente avere una parvenza di normalità nella propria vita. Di non dover essere per forza fratello maggiore, padre e madre tutto insieme. Dean ha sofferto questa perdita molto più intensamente rispetto a Sam. E il confronto con Amara mostra tutta questa intensità, in quelle lacrime che lui combatte con tutto se stesso per trattenere, ma che inesorabilmente scendono.

RECENSIONE SUPERNATURAL 15×14/15×15

L’episodio 14 potrebbe essere sembrato un filler, e se gli episodi filler già normalmente sono tendenzialmente inutili, figuriamoci a sei episodi di distanza dal finale di serie. Eppure, non c’è stata mezza nota stonata in questi quaranta minuti. Ci sono tutta l’ironia e l’auto presa in giro che sono sempre state due dei punti di forza di questa serie, è stato un episodio che ha occhieggiato in più punti a tutto ciò che Supernatural stato fino ad ora. Se pensiamo che la puntata non doveva essere “l’inizio della fine”, ma un semplice episodio di metà stagione, ci può stare tutto.

La 15 invece ci porta avanti con la trama orizzontale e ci regala anche un canonico caso della settimana – salvo che di canonico non ha quasi nulla, visto che la minaccia che Castiel e Jack devono affrontare è estremamente umana. Quindi a cosa serve questo caso? Innanzitutto a stemperare l’atmosfera, perché quei due che investigano insieme sono meravigliosamente divertenti. Secondariamente, serve a far riflettere di nuovo sul ruolo di Chuck nel vissuto degli esseri umani e di conseguenza convincere Jack a svelare finalmente a Castiel il piano per sconfiggerlo.

Se non avessi votato Dean come personaggio della settimana, avrei scelto proprio Castiel. Il suo discorso su come un tempo fosse anche lui una pedina che ubbidiva senza mai questionare, il ricordo delle azioni terribili che ha compiuto in nome di un bene superiore che nemmeno esisteva, l’ammissione che a salvarlo sia stato trovare una famiglia. Dean, Sam, Jack. E Jack è un figlio per lui, in tutto e per tutto. Cass non è disposto a vederlo morire di nuovo, non accetta l’idea che sia proprio il ragazzo a doversi sacrificare per il bene dell’umanità. Non lo trova giusto perché non è giusto.

Da qui in poi, prevedo una spirale di angst crescente. Sam e Dean che devono portare avanti il piano cercando di non mettersi apertamente contro ad Amara, Castiel alla disperata ricerca di un metodo alternativo per battere Chuck, Jack che è più che mai convinto di dover essere lui a sacrificarsi per tutti gli altri.

90/100

Sarà che Supernatural è mancato per troppi mesi, sarà che i due episodi sono stati veramente belli e coinvolgenti… assolutamente promossi!

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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