Suits | Recensione 6×08 – Borrowed Time

C’è una canzoncina per bambini che parla di un certo Casimiro, fachiro palestinese, che arriva a Gerusalemme «piano piano, lemme lemme», questo bans (come si chiamano in gergo questo tipo di canzoni da animazione) mi è ronzato nella testa dopo la fine dell’episodio perché è azzeccatissimo. A parte la questione del fachiro e di Gerusalemme, ovvio.

Il ritmo della narrazione è rimasto lentissimo per tutta la durata dell’episodio, nonostante alcuni picchi di tensione/emozione che si sono qua e là fatti vivi durante la puntata e, quando arriviamo alla conclusione, ci ritroviamo (per quanto contenti) a chiederci come sia stato possibile giungere ad una fine così tanto attesa in maniera così… normale? Piatta?
L’unica spiegazione è che quella dell’episodio non sia stata affatto la conclusione. Ed infatti il promo del prossimo episodio…

you 2 exaust mePrima di lanciarmi nell’analisi delle storyline, una piccola considerazione: leggendo diversi commenti in giro sui social mi sono accorta di non essere la sola ad avere la sensazione che la narrazione si sia rallentata e, soprattutto, di non essere la sola a stare guardando questa sesta stagione di settimana in settimana per la prima volta. Questa comunanza di percezione unita al medesimo presupposto, mi ha spinto a fare una riflessione: è possibile che, guardando le scorse stagioni a mo’ di maratona, il ritmo sembrasse più veloce di quanto non sia stato effettivamente?O che il problema possano essere dei promo che concentrano i climax di tensione facendoci arrivare all’episodio, di fatto, preparati? Vorrei lasciare il beneficio del dubbio ma mi ritrovo a ribadire quanto scritto nella scorsa recensione. Il ritmo della narrazione ha subito i contraccolpi di un’azione confinata fra le mura della prigione e l’assenza di una struttura in parallelo fra narrazione verticale e orizzontale. Non ci resta che sperare che una volta che Mike sarà fuori, il ritmo riprenda i vecchi fasti.

suits sigla“Harvey Specter e…lo sapevo che faccio bene ad amarlo”

Scusate il titolo ma io ed Harvey Specter abbiamo una relazione e lui non lo sa ahahahah. Scherzo. Come però avrete capito, io adoro il suo personaggio: mi piace che abbia diversi piani di lettura, mi piace che abbia un codice etico fortissimo e che non scenda mai veramente a patti con le proprie convinzioni (lo ha fatto per Mike ma la cosa lo torturerà a lungo) e mi piace che pretenda la stessa rettitudine dagli altri.

Sapevo che sarebbe riuscito a salvare sia Mike e a far condannare Sutter venendone fuori con le mani pulite e, quando il magnate della finanza gli ha detto che «si era rivolto a lui perché lo sapeva uno squalo», io ho pensato: «caro Sutter, tu non hai idea di chi hai davanti». Perché se è vero che Harvey è molto furbo e aggressivo in tribunale, è anche vero che ha un codice morale diamantino.

Se devo scegliere l’highlight della puntata, scelgo proprio il momento in cui Sutter si accorge di essere stato imbrogliato dal suo avvocato: non solo perché adoro Harvey ma anche perché pone le basi per una minaccia futura che incomberà sullo studio. Esattamente come Harvey aveva predetto a Jessica nei primi episodi della stagione.

“Mike e la serie tv: sono in prigione perché mi sono finto avvocato laureato per cui continuo a fingermi avvocato”

Per quanto riguarda Mike, devo dire che la decisione di confessare tutto a Kevin è stata giusta ma al momento sbagliato: onestamente credo che se glielo avesse rivelato anche solo nella scorsa puntata, sarebbe stato meglio. Ma poco importa perché il piano riesce ugualmente e Mike ed Harvey riescono a convinvere Kevin e Jill a silurare quel mostro senza cuore (e con dentiera) di Sutter.

Devo ammettere che il ragazzo mi è piaciuto molto in questo episodio: il Mike battagliero, con lo stile del teppistello di strada, un po’ mi mancava ed il duello verbale è sicuramente il suo campo d’azione ideale. Ho apprezzato molto come sia riuscito ad usare Gallo per le sue necessità (anche se, ovviamente, la cosa gli si ritorcerà contro in seguito) e mi è piaciuto come sia riuscito ad affrontare Cahill, il quale sembra sempre di più un personaggio decente e retto. Speriamo resti tale e resti nella serie tv: lo dico anche perché il colonnello Dugan, amico di Capitan America e di Peggy Carter, avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.

“Donna, il suo ruolo essenziale nell’episodio e i pessimi consigli a Louis”

Quando nella scorsa stagione abbiamo scoperto di più sul passato di Donna, ed in particolare di suo padre, sapevo che prima o poi sarebbe tornato utile. Infatti, l’essere figlia di un imbroglione, ha reso Donna la persona ideale per avvicinare Jill Sutter Miller e renderla disposta ad ascoltare le ragioni di Harvey, Mike ma soprattutto suo marito.

Dopo 8 episodi, la Donna che conosciamo è riemersa nuovamente, salvo scomparire del tutto quando dà il consiglio peggiore dell’universo a Louis.

Ora, magari è una questione personale, ma se una mia amica o un mio amico, venissero da me raccontandomi quanto Louis ha raccontato a Donna circa Tara, io non consiglierei certamente al mio amico di incoraggiare una relazione del genere. Ed onestamente, non mi aspettavo lo facesse Donna, una che di persone certamente se ne intende, avendolo dimostrato più volte nel corso della serie. Sono io che penso male e questa Tara si rivelerà, effettivamente, qualcosa di buono per Louis? Sono io che sono diventata troppo cinica e diffidente? Oppure Louis è un pirla di dimensioni ciclopiche se si fa coinvolgere da una che ha una relazione a distanza, aperta ma che, nel momento in cui il fidanzato torna, a momenti sbatte fuori dal proprio letto Louis? Ditemi voi.

Ah, per la cronaca, abbiamo scoperto perché Donna ha lasciato Mitchell: lui voleva una convivenza e lei non riusciva ad immaginare un futuro con l’uomo. I mie dubbi sono stati fugati.

…e comunque, io dopo una scenata come quella di Louis al concierge del ristorante, mi sarei preoccupata seriamente.

“Jessica Pearson, la maledizione di Elsa”

Tra le cose che mi stanno lasciando scettica in questa stagione, non c’è assolutamente il trattamento riservato a Jessica.

Di tutti i personaggi, era quello meno approfondito e limitato nel ruolo di capo dello studio legale e riparatore dei pasticci altrui.

Un ruolo in cui l’abbiamo vista chiaramente all’inizio dell’episodio, quando ha intimato ad Harvey di vincere la causa di Sutter anche se l’uomo non lo merita.

Questo confine fra ciò che è eticamente discutibile e il semplice «portare a termine con successo il proprio lavoro», ritornerà prepotentemente nel corso dell’episodio, scavando solchi sempre più profondi, nella crisi esistenziale che sta attraversando la vita di Jessica.

L’incontro con Leonard Bailey e le dure parole ricevute, finiscono per unirsi alla delusione per la decisione di Jeff Malone di tornare a Chicago e, secondo me, presto la vedremo seriamente mettere in discussione tutto ciò che è stata la sua vita fino ad allora: lo studio, lo studio, lo studio. Riuscirà a chiedersi se sia valsa la pena sacrificare tutto (compresa la propria umanità) per la Pearson-Specter-Litt?

A ben guardare, Jessica non è un personaggio felice. Non lo è mai veramente stata. E credo che, prima della fine della stagione, ci siano buone possibilità che la vedremo crollare sotto la consapevolezza dei propri fallimenti personali.

L’episodio si è concluso con la bellissima telefonata di Mike a Rachel, che ha fatto inumidire gli occhi anche a me (che volete, li shippo dal pilot e voglio vederli disperatamente felici insieme). Complice la bellissima colonna sonora degli M83, abbiamo potuto gioire con loro per la vittoria, ma come preannunciavo nell’incipit della recensione: è definitiva?

Come hanno scritto quelli di SubsCloud che curano i nostri sottotitoli: «Questa gioia avrà vita breve»… ma noi ce la godiamo ugualmente per i prossimi sette giorni.

Eccovi il promo che distrugge le speranze…

Vi ringrazio per seguirmi di settimana in settimana e ne approfitto per ricordarvi la pagina Suits Italia, sempre ricca di foto e informazioni sui nostri avvocati preferiti.

That’s al folks!

 

Ps. Ma lo sapevate che l’attore che interpreta William Sutter è stato sposato con Marg Hellgenberger, la Catherine Willows di CSI Las Vegas? Io sono sconvolta!

The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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