Suits | Recensione 6×05 – Trust

Al quinto appuntamento con la sesta stagione di “Suits” (e la recente notizia che ce ne sarà una settima, yuppiedoo!), la serie tv affronta uno dei cardini del rapporto avvocato-cliente ma anche del rapporto umano: la fiducia, perché come diceva qualcuno “La fiducia è una cosa seria”.

suits sigla

L’azione riprende esattamente dove si era interrotta nello scorso episodio, con Mike in macchina di Harvey che pianifica il futuro con Cahill. Ne emerge un piano così machiavellico da rasentare l’assurdo: e dire che le strategie complicatissime di Harvey ci tengono compagnia ormai da 6 anni ma vi giuro che, ad un certo punto, io ho rinunciato a capire come sarà possibile mantenere la sceneggiata senza finire nei pasticci.

non so il perchè ma wow

La puntata è però partita in sordina: ammetto di essermi distratta più di una volta e solo dopo il colloquio fra Mike e lo psicologo del carcere (un personaggio del quale, però, contrariamente a Mike, io inizio a non fidarmi del tutto) la narrazione ha ripreso il volo tenendomi incollata allo schermo per i minuti seguenti.

Come dicevo, il tema della «fiducia» è stato declinato nelle sue diverse sfumature.

La fiducia da guadagnare:

Harvey deve ottenere credito presso Sutter e tenere fede alle promesse fatte a Mike.

La scelta di lanciarsi in un piano così complicato da parte di Harvey è una nuova conferma del movente che si cela dietro alle sue scelte degli ultimi episodi: la disperazione e il senso di colpa nei confronti di Mike. Non mi spiego altrimenti lo spingersi così vicino alla sottile linea di separazione fra legalità e illegalità. Osservando, però, il corso degli eventi di questa puntata, ho iniziato a sospettare che le conseguenze di questi piani al limite del legale e razionale, potranno ritorcersi contro lo studio nella seconda parte della stagione.

harvey 1harvey 2La scelta di Harvey di piegare la propria etica alla necessità, scendendo a patti con Sutter, mi fa temere per le conseguenze ma soprattutto mi ha fatto chiedere: ora che Harvey è l’avvocato del losco faccendiere con la dentiera (seriamente, dovrebbe usare Polident perché ogni volta che parla ho il terrore che esca dalla bocca), non verrà a conoscenza dei capi d’amputazione del suo cliente? A questo punto, esigo conoscere cosa renda questo William Sutter così abominevole. A meno che non vogliano giocarsela alla “Tu sai Chi” e “Colui che non deve essere nominato” e puntare tutto sul terrore dell’ignoto.

harvey cahill

Mike e la fiducia di Kevin.

Nel frattempo Mike ha una gatta da pelare peggiore in carcere: guadagnarsi la fiducia del suo compagno di cella con l’obbiettivo di tradirla.

mike

Al di là del piano – ottimo ma, nuovamente, machiavellico – di Mike, un dubbio mi assale: perché Kevin non rivela a nessuno la ragione per cui è in carcere? Ok, quasi sicuramente se ne vergogna così tanto da non volerne parlare: comprensibile e assolutamente dovuto. Ma il modo in cui ne ha parlato, mi ha fatto pensare che ci sia qualcos’altro sotto. Mi sono persino chiesta se abbia detto la verità: potrebbe aver mentito sulla reale ragione per cui è in carcere, la persona investita potrebbe essere una specifica persona coinvolta nel giro d’affari del suocero oppure potrebbe avere patteggiato e, nell’accordo con il procuratore, aver specificato che non avrebbe fatto il nome di Sutter in nessun caso (a questo punto mi chiedo se ci sia, come sempre, una collusione con i piani alti della giustizia).

Quest’aura di mistero che avvolge gli affari loschi di Sutter sta crescendo e non so se aspettarmi una gigantesca bolla di sapone oppure se si rivelerà all’altezza degli altri “cattivi” delle scorse stagioni.

Una fiducia da mantenere.

«Fiducia» è anche quella che lega Mike a Frank Gallo e quest’ultimo ad Harvey: fare uscire un uomo del genere di prigione per tenere al sicuro qualcun altro è una scelta molto egoistica e ho il sentore che, anche questa, potrebbe tornare a torturare i due amici molto presto.

Fiducia da riconquistare.

Benché declinata con diverse sfumature, la fiducia da riconquistare è il tema portante della altre tre storyline dell’episodio.

Rachel, dopo la delusione ricevuta dal Programma per l’Innocenza, ha perso la fiducia del detenuto nel braccio della morte e così si ritrova a dover architettare un modo per riuscire a mantenere la parola data. Mi piace che si stia approfondendo il carattere di Rachel e il suo desiderio di giustizia: un sentimento che in lei brucia più forte perché ancora giovane e non resa cinica dalle circostanze della vita. Sto apprezzando molto il suo personaggio in questi episodi e sono contenta che la ragazza stia guadagnando sempre più fiducia in se stessa.

Alla sua storyline si collega la scelta di Jessica di affiancarla nel caso dell’uomo condannato a morte, spinta dal desiderio di riconquistare la fiducia del mondo nelle competenze dello studio legale del quale è socio dirigente. A questo proposito, mi ha colpito che parlandone con Rachel lo abbia chiamato «Pearson, Specter» omettendo «Litt» e, siccome nulla è fatto per caso, mi convince sempre più che Louis non otterrà ancora per molto la totale fiducia di Jessica.

Ma il tema della puntata è anche al centro dello scambio fra Donna e Louis. Il personaggio di Litt, contrariamente a Rachel che sta guadagnando sicurezza di sé, è ancora prigioniero di se stesso e delle proprie debolezze. Per quanto possa comprendere il sentimento, concordo con Donna: usare uno stratagemma per arrivare a Tara è sbagliato e potrebbe seriamente minare, più di ogni altra cosa, le speranze di ottenere il cuore della donna. Tuttavia, è stato interessante vedere emergere, seppure per poco tempo, le reali ragioni dietro i dubbi di Louis nei confronti di Donna. La donna aveva scelto di tornare da Harvey, lasciando Louis, rendendo così reali i timori dell’uomo; è vero, in fondo lui l’aveva sempre saputo, ma è umano l’aver comunque sperato di sbagliarsi e l’essersi sentito tradito da Donna. Quello che però Louis, nella sua insicurezza patologica, non vede è che poco è cambiato: Donna resta e sarà sempre la sua più fedele amica e alleata, e il lavorare o meno per Harvey non cambierà mai nulla.

louisdonna

Nel promo del prossimo episodio vediamo l’esacerbarsi delle varie storyline che ci traghetterà verso la metà della stagione…

…Mi intriga molto la ragione che si cela dietro la scelta del titolo.

Vi saluto e vi ringrazio per leggermi di settimana in settimana. Vi invito a lasciarmi commenti qui sotto e ne approfitto per ricordarvi la meravigliosa pagina Suits Italia.

That’s all folks!

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The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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