Suits | Recensione 6×04 – Turn

suits siglaSiamo arrivati al quarto appuntamento con “Suits” dopo che lo scorso episodio ci aveva lasciato con un interrogativo importante: Mike accetterà l’accordo per uscire di prigione?

L’episodio è stato più lento del precedente, mi ha ricordato molto una partita a scacchi senza il timer: ogni giocatore ha vagliato attentamente le sue mosse e pian piano che scorrevano i minuti, abbiamo visto definirsi il quadro finale. L’azione continua ad essere confinata in pochi giorni di narrazione ed ho l’impressione che, almeno per un po’ e contrariamente alle scorse stagioni, la linea temporale rimarrà piuttosto stretta.

Il leit motiv della puntata è proprio il suo titolo: “Turn” significa “girare, voltare, capovolgere” ed è un po’ quanto ciascuno dei nostri personaggi ha dovuto fare nel corso della puntata. Harvey ha dovuto far cambiare idea a Mike (e Donna ad Harvey, come sempre), Mike ha dovuto scegliere se voltare le spalle al suo compagno di cella, Jessica ha trovato un modo per capovolgere la situazione con Stu, il “””””””simpaticissimo”””””””” broker finanziario dell’ufficio accanto ed infine Louis, in un certo senso, è disposto a rivoltare come un calzino casa sua pur di continuare a lavorare con il bell’architetto.

Harvey e Mike sono come sempre al centro della storyline principale.

Evidentemente il bell’avvocato Specter ha a casa uno di quei calendari di “Frate Indovino”, pregni di saggezza popolare e già me lo vedo fissare la data del giorno e leggere:”Tira più un pelo di femmina che un carro in salita” e formulare così il suo benefico piano per far cambiare idea a Mike. Harvey ha dovuto sentirselo dire due volte ma noi spettatori sapevamo fin da subito che Mike non avrebbe mai accettato l’accordo, non subito per lo meno, e che l’unico modo per fargli cambiare idea fosse usare ciò che lui più ama al mondo: la speranza di una vita serena con Rachel.

harvey mikeEd è così che il nostro Harvey mette in moto uno dei suoi piani machiavellici e riesce a)a tirare fuori di prigione Mike b)a fargli passare abbastanza tempo con Rachel da fargli desiderare di non ritornare mai più in galera. Le azioni di Harvey continuano ad essere guidate dal senso di colpa e dopo quattro episodi Donna da’ voce a questo movente parlandone apertamente con Jessica. Solo l’azione combinata delle due, infatti, è in grado di frenare gli eccessi di Specter e non smetterò mai di adorare il modo in cui Donna riesca ad impedire a Harvey di commettere gravi errori. Encomiabile, poi, l’intensità recitativa di Gabriel Macht che, pur mantenendo la solita postura rigida e chiusa tipica di Harvey, riesce a trasmettere col solo sguardo la disperazione e il senso di colpa del suo personaggio.

harveyMike, invece, sembra il solito Mike: ha messo in moto un piano diverso da quello dell’amico avvocato per potersi liberare di Gallo e, nel contempo, continua ad approfondire l’amicizia con Kevin. Tuttavia il Mike spaventato e spaesato dei primi due episodi sta cedendo lentamente il passo al Mike che conosciamo e, per ora, sembra che il giovane Ross stia trovano rifugio in ciò che era fuori dal carcere per poter sopravvivere a quanto sta accadendo dentro.

In un perfetto parallelismo con Harvey, anche Mike sa che dire la verità a Rachel è essenziale (anche a costo di perderla, come ha fatto altre volte in passato) e sono contenta che la coppia abbia preso insieme la decisione. O almeno questo è quanto ci è stato fatto credere: lo sguardo di Mike, consapevole di dover tradire il suo unico amico in prigione, è abbastanza tormentato da far presagire possibili ricadute in seguito. Ricadute più che comprensibili e legittime, direi, ma d’altronde la scelta di se stessi e della speranza di un futuro è una scelta incredibilmente umana ed io non me la sento di condannare Mike per questo.

Nel frattempo, Jessica e Louis sono in altre faccende affaccendati.

Jessica, come sempre, riesce a risolvere la situazione senza colpo ferire e questo la rende praticamente inarrivabile ai miei occhi. Certo è intrigante l’interesse di Stu per lei ma, diciamocelo, quell’uomo non è neanche vagamente alla sua altezza.

Invece, Louis pensa di risolvere il problema relazione con i broker finanziari, ristrutturando l’ufficio. Per farlo assume un’architetto interpretato da Carly Pope, la Sam di “Popular”: avete mai visto questa meravigliosa serie tv dell’inizio degli anni 2000’s?No?????Allora ve la consiglio: è uno specchio della società dell’epoca (e della tv dell’epoca)  e nelle sue due stagioni è riuscita a mescolare dramma e comedy…senza contare che è uno dei primi lavori dei creatori di Glee, per cui è molto interessante vedere i germi di quanto verrà realizzato in maniera eccellente nella prima (solo quella) stagione della serie sulle “New Direction”.

louisMa torniamo a noi, Louis, preda della sua insicurezza, decide di mettere in atto il piano Ross Geller: “Ci siamo conosciuti e BAM 9 anni dopo sono stata tua” (cit. Rachel di “Friends”).

Tara, però, mi sembra troppo perfetta per lui perché sia vera, temo che possa fare il doppiogioco e mirare a qualcos’altro. Sono troppo sospettosa? Sono troppo sospettosa.

Infine, una piccola parentesi su Rachel, impegnata nel suo progetto per l’università. Mi piace che le vengano riconosciuti gli 8 anni come assistente legale ed ho trovato, nuovamente, umano e credibile il suo sentirsi in colpa perché il nuovo progetto le impedisce di pensare a Mike. Come se si sentisse in colpa per cercare di andare avanti e non mettere in pausa la sua vita in attesa che il fidanzato esca di prigione. Molto umana, molto credibile, veramente ben scritto.

Vi lascio al promo del prossimo episodio che, ve lo dico, non ho proprio capito: non so cosa aspettarmi per cui sarò felice di farmi sorprendere.

https://www.youtube.com/watch?v=1WJCnlEkqpM

Prima di salutarvi vi ricordo la meravigliosa pagina FB, Suits Italia: inondatela di mi piace!!

E vi ringrazio di leggermi e commentarmi. Vi aspetto!!!

The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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