Stranger Things 2 – 8 cose che ho amato e 3 che non mi hanno convinto 

La seconda stagione di Stranger Things è arrivata ed è già passata, ed è una cosa estremamente brutta e sadica l’attesa infinita che ora ci si para davanti prima di poter avere la terza stagione, soprattutto se pensiamo che questi nove episodi sono stati nettamente superiori a quelli della prima stagione.

Eccovi gli otto aspetti che ho amato di più di questi nove episodi:

  1. Stranger Things potrebbe essere riassunto nel celebre “Ohana significa famiglia, e famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato”. È un dato di fatto, e l’hanno dimostrato tutti, perché ci sono Mike, Will, Lucas e Dustin, ma anche Joyce e Hopper, e Steve, Nancy e Jonathan, per non parlare di Eleven. Si guardano le spalle, sostengono, salvano e proteggono a vicenda.
  2. Joyce è l’unica adulta che è sempre stata disposta a guardare oltre, l’unica che non ha mai messo in dubbio il fatto che potesse esserci dell’altro. L’abbiamo ampiamente visto nella prima stagione, ma anche qui, nel momento in cui trova il disegno di Will capisce che c’è dell’altro, capisce che quelli del figlio non sono né incubi né flashback, capisce che lui si trova in pericolo. E si dimostra nuovamente una donna fortissima, disposta a tutto pur di salvare suo figlio (di nuovo), compreso sopportare il dolore della sofferenza dell’altro quando cercano di espellere il “virus” dal suo corpo. Forza che, ad esempio, Jonathan non ha.
  3. La meraviglia assoluta di Dustin e la sua testardaggine nel voler proteggere D’artagnan fino all’ultimo.

  4. Steve è il personaggio che ha avuto l’evoluzione più grossa e migliore nel corso delle due stagioni, che passa dall’essere il classico bulletto senza cervello a fare il babysitter responsabile e protettivo. È hands down il personaggio migliore di questa seconda stagione, perché la maniera con la quale difende i bambini dai cuccioli di demagorgone con la sua mazza chiodata, fa a botte con Billy anche se non ha proprio possibilità di spuntarla e si ritrova a fare da mentore a Dustin: è splendido, a dir poco S P L E N D I D O. Un’altra cosa che ho davvero apprezzato, è il fatto che non abbia perso la dignità come i vari Dawson del panorama telefilmico (e, ahimè, anche della vita reale), quando ha capito che fra lui e Nancy era inesorabilmente finita. Anzi, ha incassato il colpo e l’ha lasciata andare, avendo l’onestà intellettuale di ammettere che, in fondo, forse di storia fra loro due non ce n’era mai stata.
  5. Parliamo di Mike e Will, e qui vi faccio la piccola premessa per la quale io sono una brutta persona e ho iniziato a shipparli fin dalla prima stagione quando Will era scomparso e Mike fissava il suo banco vuoto con un misto di angoscia e tristezza infiniti. Ma in questa stagione… be’, in questa stagione da quel crazy together del secondo episodio il mio animo shipper non si è più placato.

    E a prescindere da questo, il rapporto fra i due è la cosa migliore dell’intera stagione, perché sapevamo già che il più legato a Will fosse Mike, ma quello che non sapevamo – non ancora – è che il sentimento era assolutamente reciproco e che l’unica persona di cui Will si fida ciecamente è, per l’appunto, Mike. Will si confida con Mike e solo con Mike, Will crede a tutto ciò che Mike  gli dice, Mike è il suo migliore amico e la sua roccia. E Mike è l’unico – a parte Joyce – a prestare costantemente attenzione a tutto ciò che Will fa, è sempre il primo ad accorgersi quando qualcosa nell’amico non quadra ed è anche quello che si sforza con più tenacia ad interpretarne i silenzi.
  6. Un Emmy a Noah Schnapp, SUBITO. La sua interpretazione di Will è sublime, ci ha fatto soffrire con lui, ci ha fatto lottare insieme a lui, ce l’ha reso così vivo e reale da farcelo entrare dentro, dritto al cuore.
  7. Jim Hopper ed Eleven, o meglio… Jane Hopper: lui ha in un certo senso ritrovato la figlia perduta, lei invece ha capito cosa voglia dire avere una famiglia. E non importa quanti conflitti ci siano stati fra i due, quante parole siano potute volare e quante ferite si siano procurati a vicenda, perché alla fine lui decide di tenerla con sé come una figlia e lei decide di tornare da lui. Perché è questo che sono: padre e figlia.
  8. Finalmente, giustizia per Barb. E a livello narrativo trovo molto importante che non se ne siano dimenticati.

E le tre cose che proprio non mi sono andate giù:

  1. Max a me non ha convinto per nulla. Lo so che la mia è un’opinione altamente impopolare, ma se penso a tutte le storyline di questi nove episodi e cancello la presenza di Max, l’unica mancanza che riesco a percepire è quella di qualche gag comica in meno ai danni di Dustin e Lucas. Insomma, nulla di cui non si potesse fare a meno. Di suo fratello Billy non ne voglio nemmeno parlare, inizialmente pensavo (speravo, più che altro), fossero in qualche maniera coinvolti con l’Upside Down, invece no, nemmeno quello.
  2. Avrei gradito che il ritorno di Eleven all’interno del gruppo avvenisse qualche episodio prima. È mancata tanto la sua presenza all’interno dell’azione, e il fatto che abbia passato otto episodi su nove lontana da essa ha avuto l’effetto di farmi un pochino disaffezionare alla sua storyline. Non so come spiegarlo, è che l’ho vista come una cosa troppo distaccata dal resto, e per quanto io abbia adorato sia le parti con Hopper, sia il suo ricongiungimento con la madre e Kali, avrei comunque preferito che la reintegrassero qualche episodio prima nel gruppo.


  3. Zombie Boy
    che è tipo una gay parade ambulante – non rispondetemi “è un bambino”, lui-ama-Mike – che negli ultimi cinque minuti di screen time riceve questo invito a ballare da una sconosciuta e… dai, l’avete visto anche voi girarsi nel panico verso Mike e balbettare e tentare di urlare a pieni polmoni MIKE IO VOGLIO BALLARE CON TE, e invece no, alla fine va a ballare con la ragazzina. Mai ‘na gioia per le mie ship della vita, mai ‘na gioia.

Quali sono stati i vostri momenti preferiti di questa seconda stagione? Quanto avete impiegato a finirla? Vi è piaciuta più o meno rispetto alla prima? Fatemelo sapere nei commenti! Parliamone, vi prego.

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