Sons of Anarchy | Daniel Logue parla della stagione 6

lee-toric-sera-leur-plus-grand-ennemiNell’episodio di Sons of Anarchy della scorsa settimana, abbiamo visto Lee Toric (Donal Logue) affannarsi sempre di più per trovare qualcuno da rivoltare contro SAMCRO. Ha usato la bocca di due dei Byz-Lats come apri-bottiglia dopo che si sono rifiutati di rivelargli i segreti compromettenti di Nero (Jimmy Smits). “Sul copione sembrava davvero folle quando ho letto della scena per la prima volta. Grazie a Dio sono dei ragazzi così simpatici” dice Logue. Toric ha accidentalmente sparato alla prostituta con cui è andato a letto quando il procuratore distrettuale (CCH Pounder) si è presentata al suo motel e la escort lo ha colto di sorpresa. “Lei dice ‘Oh mio Dio, mi hai sparato’ e lui ‘No, no, no, stai bene’. È quel processo strano per cui sconvolgi qualcuno che è già sotto shock” dice Logue, che incolpa uno dei tic di Toric per aver premuto il grilletto. “Deve occuparsi della questione in tre secondi. Ricordo quanto sia stato strano sul set quel boom-boom [due spari alla testa, n. d. r.] seguito subito dal rumore di qualcuno che bussava alla porta. Era tipo ‘Un secondo! Dammi solo un minuto!”. Poi ha tenuto la ragazza nella vasca per poter rimuovere le prove, per poi piazzarle nel pick-up di Nero. “Adoro Nero. Sono arrabbiato con me stesso. Non è giusto” dice Logue con una risata. “Si può sempre ripiegare su argomentazioni come ‘Senti, la sorella di questo tipo è stata brutalmente assassinata’. Della serie, non è lui quello che moralmente non si sta comportando bene. Ma ora lui ha superato il limite e non può più tornare indietro”.

Toric è il personaggio più oscuro che Logue abbia mai interpretato e questa in corso si sta rivelando la più oscura stagione di Sons of Anarchy. Con il destino di Tig (Kim Coates) in discussione (solo il 35 % dei lettori si aspetta che sopravviva al suo incontro con August Brown, interpretato da Billy Brown), l’infausto episodio di 91 minuti che è andato in onda il primo ottobre e un criptico tweet del creatore Kurt Sutter che prometteva che “Non ci sarà clemenza immeritata” lasciano i fans in allerta. Si trovano in questa condizione dall’inquietante première della stagione 6, che è terminata con una sparatoria in una scuola in cui è stato usato un KG-9 che può essere ricondotto al club. L’immediata reazione di alcuni fans a quell’evento ha lasciato perplesso Logue. Mentre un suo amico il cui figlio frequentava la Sandy Hook ha compreso l’intento della scena (il gruppo 21st Century Fox’s Government Affairs aveva informato le famiglie prima della messa in onda dell’episodio), altri non l’hanno capito.

“C’erano alcune persone che dicevano ‘Ecco, è qui che lo show ha superato il limite. Sono stato un grande fan della serie per anni’. E io pensavo ‘Beh, per anni sei stato un fan di un gruppo di persone che vende armi senza pensare a dove finiscono o per che cosa vengono usate. E ora è sgradevole quando lo show dice sul serio ‘Ehi, c’è una conseguenza a questo commercio di armi. C’è una conseguenza a questo tipo di comportamento’. Questo è quello per cui vi indignate?” dice Logue. “Riguardo al personaggio di Lee Toric ho sempre pensato che ci fosse davvero questo tipo di pensiero dietro: ‘Ti mostriamo che cosa significa e che cosa succede’; è sconvolgente ed è oscuro quindi in un certo senso penso sia coraggioso. Ci sono così tanti show in cui qualcuno è il personaggio buono o cattivo e un complesso di case viene semplicemente riempito di squadre di stunt-men che cadono addosso alle cose e nessuno ci riflette su. Non si percepisce davvero un reale senso di morte e perdita. Quando lo mostrano in questo show, invece, è dura”.

Ora che è passato un mese dall’inizio della stagione, Logue pensa che la maggior parte dei fans abbia compreso l’importanza della storyline. “Non era un avvenimento isolato per approfittarsi di queste cose che scioccano il Paese;  è diventato la base di quello che doveva essere l’atto finale, ormai da anni in produzione” dice Logue. “Non ho maggiore rispetto di nessun’altra persona sul pianeta di quanto ne abbia per Kurt Sutter e Paris Barclay [produttore esecutivo/regista] . C’è una ragione per il loro comportamento e le loro scelte”.

Cecilia
Con il corpo è in Italia, con il cuore è in Giappone, con la testa è negli USA. Ritiene di avere ottime potenzialità come sceneggiatrice di “finali alternativi” e come moglie di attori talentuosi e affascinanti (magari con l’accento british e le fossette). In una serie cerca persone e non semplici personaggi, mondi più che location, non un sottofondo ma vere e proprie emozioni musicate, vita, non una storyline. Nel suo universo ideale la birra è rossa e il sushi è in quantità abbondante, le Harley Davidson sono meno costose, la frangia non è mai né troppo lunga né troppo corta e il suo favorito arriva incolume al finale di serie. Forse ha troppi smalti, mentre per i tatuaggi, i cani, i gadget di Spongebob e i libri troverà sempre il posto. Tiene pronti la balestra, i viveri e l’hard-disk zeppo di serie: l’Apocalisse Zombie non la coglierà impreparata!

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