Snowpiercer – Premiere seconda stagione: inizia la guerra fredda

La premiere della seconda stagione di Snowpiercer si apre esattamente dal cliffhanger in cui ci aveva lasciato lo scorso season finale, in cui avevamo appena assistito all’ancoraggio del treno da parte della Big Alice (la cui comparsa era stato già di per sé un colpo di scena inaspettato ancora prima di realizzare chi potesse esserci a bordo).

L’intero episodio sembra introdurre un paio di spunti interessanti da approfondire nel resto della stagione (il campione di neve prelevato all’esterno da Melanie ad esempio), ma nel complesso funge perlopiù da transizione verso questa nuova realtà di “fusione” forzata tra i due mezzi che era stata solo accennata alla fine della scorsa stagione e a cui si giunge al concludersi di un lungo braccio di ferro su più fronti: nel “basso”, con le richieste di approvvigionamenti dallo Snowpiercer sotto minaccia di raffreddamento per immobilità del treno, e ai vertici, dove Mel ritrova il vero signor Wilford (di cui facciamo quindi finalmente anche noi la conoscenza).

Snowpiercer – Premiere seconda stagione: una veloce panoramica

L’introduzione del signor Wilford, uno Sean Bean perfetto per il ruolo (ma visto il casting i bookmaker lo danno già buttato fuori dal treno a morire congelato entro fine stagione. Voi che ne dite? Piazzate la vostra scommessa! Il season finale è quotato abbastanza bene…) e il confronto con Mel. Inoltre mi sono piaciute le interazioni di quest’ultima con sua figlia, che al momento mi sta vagamente sui maroni a pelle… ma immagino che essere cresciuta con uno che ti sussurra all’orecchio ogni due per tre che tua madre è una egoista doppiogiochista che ha rubato un treno per salvarsi la pelle abbandonandoti a morire senza guardarsi indietro non aiuti a crescere poco complessati…

Nulla di realmente inficiante per l’apprezzamento generale della puntata: nonostante come detto sia un episodio che funge perlopiù da transizione verso una nuova realtà “a doppia locomotiva”, in questa premiere della seconda stagione Snowpiercer riconferma un ritmo ben bilanciato per la sua narrazione. Ho ad esempio apprezzato che quella che per un attimo è sembrata profilarsi come una sottotrama filler un po’ trita (Pike che inizia un traffico di erba in cambio di frutta fresca, sulla falsariga di Pike che fa cose moralmente dubbie già visto e rivisto) si sia per fortuna risolto in un solo episodio nel semplice spunto che voleva essere per tentare una breccia nella Big Alice e provare a staccarsi.

Devo dire che non sempre ho amato Mel nella scorsa stagione, ma con la sua intelligenza fuori dal comune, la sua caparbietà e a tratti la sua ambiguità è comunque un personaggio pieno di sfaccettature e in generale da apprezzare a tutto tondo, quindi nonostante Layton rappresenti il bene e la spinta all’uguaglianza, in questa premiere della seconda stagione di Snowpiercer non posso che inserire lei come miglior personaggio insieme alla new entry Mr. Wilford… non fosse altro che per il maggiore e più intenso minutaggio avuto da questi due rispetto al resto del cast.

A mani basse l’escamotage dell’esplosivo piazzato da Melanie a inizio puntata che sul concludersi dell’episodio fa esplodere il sistema di sganciamento della Big Alice, di fatto ancorando i due treni insieme così da impedire a Wilford di minacciare di lasciare lo Snowpiercer abbandonato e senza corrente, con tutti i suoi abitanti a morire congelati. Una dimostrazione, ancora una volta, dell’astuzia di Mel e del fatto che sia una mente acuta (forse molto più di quel mentore che magari presto scopriremo perché ha scelto di lasciare indietro… l’animosità tra i due è palpabile, sono curiosa di scoprire il background che ha portato lei a fare quello che ha fatto, anche a costo di sacrificare sua figlia).

Snowpiercer – Premiere seconda stagione: recensione

Come anticipato, ho apprezzato molto che in questa premiere della seconda stagione Snowpiercer non abbia perso troppo tempo inutile per arrivare al nocciolo della situazione, ovvero la forzata convivenza dei due treni dopo l’attracco della Big Alice dello scorso season finale (sottolineato anche nella sequenza prima degli opening credits con l’aggiornamento del conteggio delle carrozze attuali). La nuova realtà porrà sicuramente nuove sfide di adattamento visto quello che sembrerebbe essere un contesto fortemente gerarchico all’interno del treno di Wilford, proprio ora che lo Snowpiercer aveva trovato una parvenza di democrazia grazie alla rivolta organizzata da Layton. La proclamazione di un prolungarsi della legge marziale a bordo e i nasi storti a questo annuncio sembrerebbero già presagire qualche malumore, quindi mi aspetto che le tensioni a bordo riflettano in parte il clima a cui ci eravamo abituati lo scorso anno e che costituivano d’altronde una delle caratteristiche a mio vedere più interessanti di questa storia.

Come già detto in questo articolo, del film del 2013 questa serie riprende solo alcuni temi, perlopiù legati alle ingiustizie sociali e alla lotta di classe all’interno del treno, mentre finora aveva apparentemente lasciato fuori elementi legati alla condizione esterna (se non di riflesso). Per questo ho apprezzato il momento in cui Mel dice di vedere dei fiocchi di neve ed è in seguito spinta a prelevare un campione, presumibilmente da analizzare: il tutto sembrerebbe strizzare l’occhio a un momento analogo nel film di Bong Joon-ho, dove la cosa fa percepire una graduale inversione della glaciazione e conclude quindi la pellicola su una nota di speranza.

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Certo, qui siamo probabilmente ancora lontani da quel momento, ma visto che lo showrunner Graham Manson ha confermato che la serie non punta a essere inserita nella continuity del “franchise” non è da escludere del tutto che i primi segnali di miglioramento possano essere documentabili a neanche un decennio dalla glaciazione (nel film erano almeno 15 anni), e questo offrirebbe un altro interessante spunto da approfondire come sottotrama…
Tra l’altro, narrativamente parlando, avevo già anticipato tempo fa che questa connessione tra i due prodotti sarebbe stata sempre meno realistica andando avanti, in particolare visti i vari dettagli su cui ci si sta discostando, primo fra tutti la reintroduzione di Wilford. Come già accennato, Sean Bean veste i panni dell’ideatore dello Snowpiercer magnificamente, regalandogli quella sfumatura da villain complesso che ci fa già fiutare i risvolti pregressi precedenti alla presa del treno da parte di Mel, ed è facile immaginarlo quindi come lo stesso personaggio interpretato nella pellicola da Ed Harris: freddo e calcolatore, appassionato agli agi e apparentemente insensibile alla sofferenza del singolo se ciò può apportare beneficio alla comunità. Però troppo di quanto accaduto nella prima stagione e, soprattutto, nel season finale avrebbe posto delle lacune fin troppo ampie da colmare se si fosse scelto di seguire la linea del ripristino dello status quo precedente alla ribellione di Layton, che è la situazione in cui ci si trova a inizio film.
Pensando quindi a questo prodotto come un semplice remake parziale della storia vista nella pellicola, che ne prende in prestito ambientazioni e premesse ma si sviluppa poi in una direzione tutta propria, possiamo godere di una storia che, anche grazie al medium, può essere infinitamente più ricca di dettagli, storyline parallele e approfondimenti interessanti.

Per il prosieguo di questa seconda stagione mi aspetto (e mi auguro) in primis che vengano esplorati i trascorsi tra Mel e Wilford, al momento solo accennati, magari anche con dei veri e propri flashback e non solo discorsi, per capire di più di questo personaggio appena introdotto e del motivo che potrebbe aver spinto la donna a un tale ammutinamento nei suoi confronti.
Per forza di cose molti altri personaggi sono rimasti in secondo piano in questa premiere, ma costituiscono ormai un ensamble così variegato da regalarci sicuramente narrazioni interessanti andando avanti, spunti di cui grattiamo appena la superficie in questa introduzione: la gravidanza di Zarah, i problemi di gestione che potrebbe avere Layton, la guerra fredda tra le due locomotive con rapimenti e scambi di ostaggi, l’“uomo bionico” mandato a bloccare l’avanzata degli abitanti dello Snowpiercer sulla Big Alice che sembra innaturalmente resistente al gelo esterno…
Insomma, di carne al fuoco ce n’è per mantenere il livello della prima stagione.

80/100

Una premiere sicuramente ben fatta, non al top magari ma che incuriosisce il giusto, senza perdere il ritmo e introducendo nuovi personaggi e nuove circostanze che, se ben sviluppate, regaleranno sicuramente un buon livello di intrattenimento.

Voi che ne pensate invece di questa premiere della seconda stagione di Snowpiercer? La trovate all’altezza della scorsa stagione, c’è qualcosa in particolare che vi aspettate per il prosieguo?
Attendo come sempre di leggere le vostre impressioni qui sotto nei commenti e vi do appuntamento con un’altra recensione a fine stagione.
Alla prossima!

Alehttps://allroadsleadfrom.home.blog/
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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