Shameless | Recensione 7×04 – I Am A Storm

I am a storm. Qui la vera tempesta è Fiona Gallagher: inarrestabile, ormai sta passando come un carrarmato su qualunque cosa possa ostacolarla nella sua realizzazione personale. Eh, però…  Io non so che dirvi, vederla così risoluta nel tagliare i ponti con qualsiasi tipo di responsabilità che la lega alla sua famiglia mi indispone non poco. È inevitabile, quando parlo di Fiona mi sento sempre divisa in due: condivido il suo desiderio di indipendenza, eppure non riesco ad immaginarla lontana dalla sua famiglia. E credo che, per quanto sia risoluta, anche Fiona si senta altrettanto divisa. Non può nascondere nemmeno a se stessa quel sorriso che le spunta sulle labbra quando vede tutta la sua famiglia riunita da Patsy’s, così come non sarà sfuggita a nessuno quell’espressione da cane bastonato quando si è addormentata nel suo ufficio. Quello che ho visto in quel frangente è stata una ragazza estremamente sola. A costo di ripetermi: per ottenere spazio per se stessi non è necessario farsi terra bruciata intorno.

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Questa divisione è emersa a mio parere in modo lampante in questo episodio, vedendo come Fiona si è comportata da un lato con Carl e Veronika e dall’altro con Debbie e Lip.

Per quanto riguarda Carl, già che ci siamo, vorrei aprire una parentesi: adoro il suo rapporto col padre di Dominique. Forse per la prima volta si trova di fronte a una vera figura paterna, e, ancora più importante, di fronte a qualcuno che vede del buono in lui e gli sta offrendo una via d’uscita dalla sua vecchia vita. Onestamente credo che nessuno si sia mai aspettato nulla di diverso da Carl se non un futuro da criminale, ma dopo la scorsa stagione e lo scossone emotivo derivato dall’esperienza vissuta con Nick, si è messo in moto qualcosa e sono veramente contenta di questa evoluzione; anche lui come la sorella sta realizzando che ci può essere qualcosa di migliore nella sua vita e sta iniziando a lottare per ottenerlo. Ecco allora che il mio entusiasmo si è schiantato proprio come quello di Carl di fronte al muro d’indifferenza di Fiona: quella non era una responsabilità da scrollarsi dalle spalle, era un bel momento di confronto in cui mostrare un minimo di appoggio e di sostegno al fratello; quella firma sulla sua domanda d’ammissione alla scuola militare non voleva essere una richiesta di denaro o altro, ma piuttosto un segno del fatto che anche la sorella crede in lui.

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Altrettanto scoraggiante è stato lo scontro con Veronika. E’ vero, V, con la sua stramba famiglia allargata, ha fatto storia a sé nelle ultime stagioni, ma è innegabile che sia sempre stata presente per Fiona e che non l’abbia mai trattata come una nullità. Sono mancati un po’ quei momenti di condivisione fra amiche, ma è ciò che succede anche nella realtà di tutti i giorni: le persone crescono, cambiano nella misura in cui cambiano le loro esigenze e le loro responsabilità. Anche Veronika ha una famiglia e un’attività di cui occuparsi, e di certo non le si può rinfacciare di aver messo i suoi interessi davanti alla sua amicizia con Fiona, soprattutto quando quest’ultima si sta comportando nello stesso modo.

Ma Fionazilla non sente ragioni.

D’altra parte se pensiamo a Lip e Debbie ci cascano le ginocchia. Debs insiste nel scaricare le sue responsabilità di madre su chiunque tranne che se stessa, e continua a cercare scappatoie inutili. Fiona ammette che sarebbe anche disposta a darle un lavoro da Patsy’s, come ha fatto per gli altri fratelli, ma ovviamente ciò vorrebbe dire che lei diventerebbe il suo capo e che, almeno nell’ambito lavorativo, dovrebbe rispettare la sua autorità, ma ancora una volta Debbie si rifiuta ostinatamente. Io francamente sto perdendo la pazienza, e pure ogni speranza di miglioramento per questo personaggio.

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E poi c’è  Lip. Philip, my dear, esiste una cosa chiamata tatto per la quale noi donne siamo particolarmente sensibili: se tu dici di voler fare qualcosa di “concreto” per la tua famiglia, implicitamente stai dicendo che tutto quello che è stato fatto fino a ora era insufficiente e raffazzonato, cosa che potrebbe essere anche vera, ma se rielabori il concetto in maniera un po’ più gentile, con, che ne so, un “tu hai già fatto tanto” o “lascia che ora che ne ho la possibilità faccia anche io la mia parte”, magari risulti più simpatico. Capisco quindi che se tutto quello che hai fatto per tenere a galla la tua famiglia, per quanto insufficiente o inadeguato (e comunque sempre al massimo delle tue possibilità), non viene riconosciuto da quelle stesse persone che ti devono tutto, allora sì, tanto vale fregarsene di tutto e di tutti e pensare solo a se stessi.

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Sul percorso personale di Lip francamente ho dei dubbi, soprattutto sulla sua conversazione con il professore. Younes ha capito che Lip sarà sempre un outsider, che stare all’interno del tracciato non fa parte della sua natura e che sicuramente non si può accontentare di una vita da famiglia del Mulino Bianco, per cui tanto vale sfruttare le sue capacità per un qualcosa di più proficuo. In questa condizione Lip è senza dubbio in grado di esprimersi al meglio, bazzicando sempre sull’orlo della legalità, ma non riesco ancora a vedere chiaramente dove questa strada potrebbe portarlo. È anche vero che siamo solo al quarto episodio, quindi ci sarà tempo per inquadrare il suo percorso.

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Altrettanta confusione per quanto riguarda Ian; anche per lui non so dove questa nuova storyline potrebbe andare a parare. Inizialmente pensavo che volessero introdurre Trevor come suo nuovo interesse amoroso, ma sono tornata sulla retta via ricordandomi che Mickey tornerà nell’episodio 9. Poi ho ricordato le sue prime uscite con Caleb, la sua quasi incapacità di relazionarsi con un altro gay se non dal punto di vista sessuale, e ho valutato che effettivamente, nell’arco di sette stagioni, con il personaggio di Ian non si è mai scesi nel dettaglio delle problematiche legate al mondo LGBT. Le sue relazioni non sono mai state facili e sicuramente non ha avuto una vita serena, ma è sempre stato molto deciso riguardo la sua sessualità: mi piacciono i ragazzi, quindi sono gay. Punto. E tenendo conto del fatto che, quando lo abbiamo conosciuto, Ian era solo un adolescente, questo ha comunque un certo spessore. Forse quindi questa nuova conoscenza potrebbe aprirgli una nuova strada per esplorare meglio se stesso, anche se ammetto che tutta la cosa del pronome mi confonde alquanto…

Menzione d’onore anche per il padre di Svetlana del quale non avevo ancora avuto modo di parlare: esilarante, anche se ad un certo punto ho seriamente temuto che fosse andato a vendere i bambini.

Piccola nota: l’episodio di questa settimana è stato diretto proprio dalla nostra Fiona, Emmy Rossum, e per il mio modesto parere ha fatto un ottimo lavoro come prima prova dietro la telecamera!

Vi lascio come sempre con il promo della 7×05 e vi ricordo di passare dalla pagina

Shameless US Italian Page

 

https://www.youtube.com/watch?v=_q4CV8sf4_M

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Ingegnere e bionda, borderline per definizione. Galleggia sul mare del disagio quotidiano grazie alla passione per libri e serie TV. Il suo motto nella vita resterà sempre “Save the cheerleader. Save the world”.

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4 COMMENTS

  1. Tante volte ho la sensazione che gli sceneggiatori non abbiano più voglia di lavorare in questa serie e che stiano tirando avanti finche gli ascolti reggono. Diversi personaggi sono stati stravolti, e non in positivo. Lip è sempre stato quello saggio del gruppo (saggio per quanto lo possa essere un Gallagher) e si è traformato in un egoista egocentrico che pensa solo a se stesso. Debbie non mi piace più da diverse stagioni, la ribellione adolescenziale va bene fino a due certo punto, secondo me non avrebbero dovuto farle avere il bambino perché la situazione è diventata veramente ingestibile. Irresponsabile ed egoista come la peggio delle bimbominkia.
    Ian non mi dispiace, molto migliorato rispetto alla scorsa stagione (almeno ha smesso di parlare male di Mickey, il suo grande amore, un giorno si e l’altro pure). E’ ignorante su molte tematiche che riguardano il mondo LGBT ma vedendo l’ambiente in cui vive e le persone che lo circondano mi sarei stupita del contrario.
    Fiona in fondo la capisco, si è sempre preso carico di tutto e di tutti, rinunciando all’idea di crearsi un vero futuro per se stessa, ed è stata ripagata con la totale indifferenza e mancanza di rispetto da parte dei suoi fratelli. Vogliono che si preoccupi lei per loro ma guai se si premette di esprimere un opinione sulle loro scelte. E’ molto diversa dalla Fiona delle prime stagioni ma ad un certo punto si sarà pure lei rotta le scatole (tutta la questione Sean è stato il colpo di grazia per lei).
    Il nuovo Carl mi piace, peccato che in casa nessuno lo prenda sul serio.

    • Concordo pienamente su Debbie, come avrai capito nemmeno io sono una fan; e concordo in parte su Lip, sul fatto che l’abbiano stravolto rispetto a come ci era stato presentato agli inizi… ma se penso ad uno show che tira a campare, Shameless non è esattamente il primo che mi viene in mente. Cerco di parlare con tutta l’oggettività possibile: la scorsa stagione non è stata particolarmente brillante, ma credo che quest’anno ci sia una netta ripresa. Non voglio scusare tutti i loro comportamenti, nè rimangiare ogni critica negativa che anche io ho fatto, però alcuni stravolgimenti li ho trovati più che naturali: Shameless è arrivato alla settima stagione, alcuni dei protagonisti che abbiamo conosciuto come bambini sono ormai belli che cresciuti, e trovo assolutamente normale il percorso di cambiamento che hanno affrontato (così come è naturale che il cambiamento non sia sempre in meglio).
      Tolta questa piccola precisazione, per il resto sono d’accordo con te, soprattutto per quanto riguarda Carl: secondo me il suo è uno stravolgimento assolutamente positivo e a quanto pare nessuno sembra dargli l’importanza che merita!
      Grazie per essere passata 🙂

  2. Sorry per il ritardo! L’ho divorata subito, ma non ho avuto tempo di scrivere il commento. Dunque, come te anche io a questo punto guardo un po’ stupita al comportamento di Fiona. Come dici tu ok che vuoi pensare a te stessa ed era auspicabile, ma magari evita di bruciare ponti con tutti! Anche se ammetto che quando si è trovata la bambina in stanza ho inveito contro lo schermo dicendo “lo sapevooooo che finiva così”. Volendo fare psicologia spiccia, credo che Fiona sia quel tipo di persona piuttosto conciliante che per mettere se stessa in primo piano debba un po’ forzare la sua natura e quindi riesca a farlo con la spinta della rabbia che le dà forza altrimenti mancante. Non so se ha senso però . Debbie la sopporto di meno di Frank e ho detto tutto, mi irrita solo sentirla parlare.
    Mi fa piacere che Carl abbia trovato qualcuno che crede in lui e spero continui su questa strada.
    Amo il quartetto formatosi con il padre di Lana, sono fantastici e si può sempre contare su di loro per divertirsi
    Ecco invece non mi è piaciuto il modo in cui Fiona ha trattato Veronica, non se lo meritava assolutamente. Non ho ben capito il senso della storyline di Ian ma in fondo tanto torna Mickey, perché darsi pensiero
    Complimenti come sempre e alla prossima settimana!!

    • Penso che tu abbia ragione a proposito di Fiona: forse proprio per il suo carattere l’unico modo per ritagliarsi dello spazio per se stessa è farsi forza con tutta la rabbia e l’insoddisfazione accumulata nel corso degli anni. Ciò comunque non la giustifica al 100%, soprattutto pensando alla sua reazione nei confronti di Veronika, contro la quale non dovrebbe avere quel tipo di atteggiamento. Ormai sta andando contro tutti e tutto a prescindere da chi si trovi di fronte.
      Grazie sempre di dedicar un po’ di tempo alle mie recensioni 🙂

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