Shadowhunters | Recensione 2×01 – This Guilty Blood

Dopo un anno dalla messa in onda del pilot, ecco che questo 2017 è iniziato con il primo episodio della seconda stagione dello show basato su “The Mortal Instruments”, la parte de “Le Cronache degli Shadowhunters” scritte da Cassandra Clare che ha come protagonisti Clary Fairchild, Jace Wayland Morgenstern, Alec e Isabelle Lightwood, Simon Lewis e il Sommo Stregone di Brooklyn Magnus Bane.

Ed eccoci qui, per il secondo anno, a parlare dello show. Arrivo un po’ in ritardo per questa prima recensione, visto che Netflix ha reso disponibile l’episodio martedì mattina, ma io ero all’estero e, ahimé, là Netflix non dava l’episodio, motivo per cui ho potuto vederlo solo mercoledì sera, dopo essere rientrata in Italia.

Dunque, iniziamo. Come sempre, partiamo dagli aspetti negativi.

Abbiamo ancora la folla inutile dei tecnici della Telecom. Non ce ne libereremo mai.
Inoltre, sfortunatamente per noi, la sala centrale dell’Istituto è ancora ultra tecnologica. Credo che su questo si debba avere pazienza, non vederla sarebbe forse un cambiamento troppo repentino (anche se non ci dispiacerebbe… ma ormai è stato impostato così).

Lydia è ancora viva. Non si tratta di un appunto dettato da antipatia, ma a livello narrativo: è un personaggio inventato, inesistente nei libri e quindi, espletata la sua funzione per la quale era stata creata nella prima stagione, non ha motivo di esistere. A cosa serve? In questo episodio è stata poco più che un elemento decorativo. Si spera la uccidano, prima o poi (meglio prima), anche per dare un apprezzabile tocco di drammaticità.

Che fine ha fatto Imogen Herondale? Serve moltissimo.

Inevitabilmente, come tutti dovevamo aspettarci, lo show continua là dove si era interrotto e con gli stravolgimenti della storia, dovuti ad alcune anticipazioni eccessive, a cui avevamo assistito già durante la prima stagione.
Quindi eccoci a dover gestire una Jocelyn sveglia e attiva, quando invece dovrebbe essere dormiente sino agli eventi che si trovano a metà del terzo libro di questa parte delle “Cronache”, ovvero “Città di Vetro”, e l’ulteriore problema “Jace è Jonathan”, questione di cui lei doveva essere informata al risveglio, dunque molto più avanti nella storia, in quanto ha delle implicazioni notevoli e fondamentali e per questo è necessario che si svolga proprio a quel punto, nel terzo volume. Domandarsi come sarà gestita la faccenda, pertanto, è più che lecito. Chi ha letto i libri sa a cosa mi riferisco, poiché sa come evolve la faccenda. E’ una questione problematica.

Vorremmo anche ringraziare (sarcasmo estremo attivato) l’ex produttore esecutivo Ed Decter per aver creato ulteriori danni facendo già scoprire a Jace la questione del sangue di demone, altro evento che si verifica a Idris, fuori Alicante, nell’ex magione che Valentine occupava con Jace bambino, sempre nel terzo libro, “Città di Vetro”. In questo modo, ha privato non solo gli amanti della saga, ma anche chi non l’ha mai letta, di una delle scene più belle e drammatiche che si trovano in quel romanzo, indubbiamente uno dei migliori. Inoltre, questo anticipa troppe cose. TROPPE COSE. Lo ripeterò. ANTICIPA TROPPE COSE.
E non è un problema da poco, perché gestire tale rivelazione per un periodo più lungo del previsto non sarà affatto facile.

Sfortunatamente, Ed Decter aveva già pianificato lo sviluppo di questa prima parte della seconda stagione, secondo i suoi discutibili gusti, almeno sino al quarto episodio, quindi fino ad allora dovremo armarci di una dose di pazienza bella grossa e attendere.
Onestamente, sono felice che se ne sia andato, portandosi buona parte della crew con sé, e devo dire che le dichiarazioni dei nuovi produttori esecutivi sembrano puntare verso un ritorno alla verità dei libri. Essi, infatti, hanno espresso dichiarazioni quali “Bisogna tornare allo spirito dei libri”, “Chi ci ha preceduto ha avuto il merito di portare sullo schermo questa fantastica storia, introducendoci a questo mondo, ma era tutto troppo colorato, luminoso, pop. Bisogna portare l’atmosfera dei libri, dark e gotica, bisogna riportare lo spirito dei protagonisti, il loro approfondimento”… e hanno ragione da vendere.
Personalmente, non ho cambiato idea sulla prima stagione, la penso sempre allo stesso modo, penso sempre ciò che ho espresso nelle recensioni, quindi che in essa non fosse tutto da buttare, ma gli errori ci sono stati e sono ancora evidenti e un ritorno ai romanzi non può che significare un miglioramento per lo show, che non può certo essere osteggiato o non voluto. E allo stesso modo sembra pensarla Freeform, che ha allungato la stagione rispetto alla prima, dando ben sette episodi in più, dividendo in due parti questa seconda.
Più episodi, migliori effetti speciali, ampliamenti di set e via dicendo significano un maggior investimento… un investimento che deve essere ripagato. Inutile fingere: un’emittente vuole che arrivino soldi, che l’investimento dia i suoi frutti. Per questo motivo, tornare ai libri è, ancora una volta, la cosa giusta da fare, poiché solo “Lady Midnight”, primo volume della nuova parte delle “Cronache”, la trilogia “The Dark Artifices”, negli USA ha venduto più della somma di tutti gli ascolti della prima stagione. Molto di più. Questo dimostra che lo spettro potenziale di spettatori a cui attingere è vastissimo e che se tale spettro non si è concretizzato è a causa degli errori fatti con la prima stagione. Migliorando lo show, riportandolo più vicino all’originale, il pubblico si amplierebbe e ciò significherebbe maggiore pubblicità, considerazione, credibilità… tutte cose fondamentali per un’emittente televisiva.
Se l’intenzione dei nuovi produttori e showrunner è questa… evviva l’uscita di scena di chi c’era precedentemente, e ben venga il cambio.
Tuttavia, il ritorno sui giusti binari non potrebbe che essere graduale, i cambiamenti sono stati massicci, alcune cose sono state troppo anticipate… quindi per capire come rimettere i pezzi al loro posto ci vuole tempo per chi crea lo show e pazienza per chi lo guarda.
Sono disposta ad averla. Speriamo sia ben ripagata.

Veniamo ora agli aspetti positivi di questo episodio.
E partiamo da una considerazione più tecnica: ragazzi, la nuova sigla è bellissima. Apprezzavo già quella della prima stagione, ma questa ancora di più.



Le Rune sono tornate nere, come devono essere. Le spade non sono di quella sorta di cristallo celeste che è l’adamas, ma sembrano un incrocio tra cristallo e Acciaio Empireo, quindi sono bellissime e molto più credibili.
Per quanto concerne l’Istituto, sebbene con l’inquadratura panoramica dell’edificio si noti che è CGI, soprattutto esternamente, sta diventando ciò che è nei libri: enorme e bellissimo… e hanno aggiunto la serra! Certo, non è in cima e ormai il Fiore di Mezzanotte è perduto, ma meglio di niente, si premiano l’impegno e la buona volontà.
Anche interiormente è stato un po’ modificato: a parte la sala centrale, tecnologica, è stata aggiunta la chiesa, presente nei libri al pian terreno (la parte abitabile, con armeria, palestra, camere, biblioteca, cucina e via dicendo, è al di sopra di essa, sviluppandosi in vari piani, ed è per questo che è presente un ascensore), chiesa che si è intravista durante la discussione tra Alec e Magnus nel corridoio. Quest’ultimo è stato ampliato; la palestra è stata spostata e cambiata, rendendola più gotica… in generale, è proprio quest’atmosfera che sembra stia prendendo piede. Le luci sono state più soffuse, contribuendo all’atmosfera più dark, il legno sembra pian piano avanzare, per ridare all’Istituto l’aspetto gotico e antico che ha nei romanzi. Anche lo studio è sembrato leggermente diverso.
Ora vogliamo la biblioteca.
Gli effetti speciali, per quanto visibili poco, sono già palesemente migliorati. Basta pensare a ciò che è accaduto quando Jace ha ucciso i vampiri e agli occhi di Magnus, che sono FINALMENTE bellissimi.


Veniamo ai personaggi.
Jocelyn fondamentalmente è stata Jocelyn, con la figlia ha avuto il suo tipico atteggiamento, con cui anche chi non ha letto i libri dovrà avere a che fare e dovrà sforzarsi di tollerare (e ciò che ha fatto nel finale ha rimandato al quinto libro, “Città delle Anime Perdute”).

Maryse è resa un po’ più str… ehm… insopportabile di quanto sia nei libri, ma il concetto di base è rimasto lo stesso di “Città di Cenere”, secondo volume dell’esalogia: mettere in discussione Jace, che pure ha allevato come fosse suo figlio, perché ha scoperto che è il figlio di Valentine, sebbene nel libro sia più combattuta e divisa; in fondo, però, questo è solo il primo episodio, quindi anche questo aspetto potrebbe essere sfruttato e mostrato. Maryse, come tutti (o quasi… la maggior parte, diciamo) quelli della sua generazione è cieca, incapace di vedere al di là del suo stesso naso e di riconoscere i suoi errori come tali. E’ sempre colpa di qualcun altro, mai sua.

Valentine. Partiamo dal presupposto che Jace non dovrebbe trovarsi su quella nave e che, pertanto, tutto ciò che vi è accaduto non esiste nei libri… come dire, non esiste “in realtà”. Detto ciò, non dovrebbe aver stupito nessuno che abbia letto la saga, perché non è distante dal Valentine che i lettori hanno sempre conosciuto, che picchiava il figlio quando questo era bambino, che ha spezzato dinanzi a lui il collo del suo falcone per insegnargli che amare è distruggere, ed essere amati equivale a essere distrutti. Il Valentine in grado di dire le cose più terribili a suo figlio e di far bere alla moglie (perché la verità è che non iniettava il sangue nel ventre di Jocelyn, bensì faceva delle tisane che dava da bere alla moglie incinta) degli infusi con sangue di Demone (e, del tutto generica anticipazione, non uno qualsiasi… immagino che vorranno ben sfruttare quel particolare) per trasformare il suo stesso figlio in un’arma. Valentine che, pertanto, non si fa scrupoli anche a sacrificare il suo stesso figlio.
Infatti, ciò che Valentine ha detto a Jace è stato preso, in sostanza, dai libri, ma, di nuovo, non dal secondo, “Città di Cenere”, bensì dal terzo, “Città di Vetro”. E sfortunatamente, di nuovo (sempre grazie Decter, eh!), estrapolato da un altro contesto che è oltremodo drammatico e che anche chi non ha letto i libri avrebbe davvero apprezzato vedere. Anche perché è un momento fondamentale di “Città di Vetro” e della stessa esalogia.
(La capacità di rovinare momenti fondamentali dell’ex produttore esecutivo continua a lasciarmi stupita.)

Jace. Come dicevo, ciò che è accaduto, sebbene si svolga diversamente e in punti diversi, è preso dai libri e credo sia plausibile dire che quel che si è visto accadere tra Jace e Valentine serva a portare Jace al punto che i lettori ben conoscono.
Lo stesso sembra potersi dire di Aldertree (che non è il personaggio che si incontra in “Città di Vetro”), poiché gli sviluppi all’Istituto sembrano voler puntare a ciò che chi ha letto i romanzi sa bene accade a Jace in “Città di Cenere”. Si capiva perfettamente dalla frase che Aldertree ha rivolto a Clary, “Oh, quindi lui sapeva che era una trappola”. Il tipico atteggiamento ottuso di coloro che sono mandati a indagare dal Consiglio e del Consiglio stesso… solo che nei libri al posto di Aldertree c’è Imogen Herondale, la quale, come ho detto prima, serve.
La sua scena con i vampiri, per quanto inesistente nei romanzi, ha voluto richiamare un principio espresso in “Città di Cenere” e che caratterizza Jace come eccellente guerriero: fin dall’infanzia, Valentine gli ha insegnato che tutto può essere usato come arma e Jace ha interiorizzato questo insegnamento, tanto che spesso, da “Città di Cenere” in poi, quando non ha una spada o un coltello da lancio lo si vede guardarsi attorno con occhio strategico per trovare oggetti da usare come armi.
Ora, ciò che c’è da augurarsi per lui è che gli diano finalmente quella meravigliosa profondità che lo caratterizza. Che sfruttino appieno Jace e mostrino il vero Jace.



Simon. “The worst vampire ever.” Non c’è nient’altro da aggiungere, è proprio così, anche nei libri. Simon non è fatto per essere un vampiro. Il rapporto con Clary è sempre molto bello, e Alberto e Katherine hanno un bell’affiatamento, i momenti in cui Clary e Simon sono insieme sono tra quelli in cui Clary è più credibile, sembrano davvero due amici di vecchia data.
I botta e risposta sono tipici di loro due. Menzione poi al “Corri più velocemente!” – “Io sono un vampiro, sto andando piano per te!”, davvero uno scambio divertente, che è sembrato anche voler richiamare un passaggio tra i due in “Città di Vetro”.



Riguardo a Clary e Isabelle, è stata molto bella la scena dell’addestramento, che peraltro era già stata anticipata nei mesi scorsi. In primo luogo, Clary è all’Istituto, per cui, come ho già detto l’anno scorso, vederla ciondolare e non allenarsi non avrebbe senso.
Inoltre, atmosfera a parte, di cui ho già parlato, è sempre un fattore positivo che pongano l’accento sul fatto che Isabelle è una guerriera temibile e che anche nel combattimento corpo a corpo è molto esperta e pericolosa. Isabelle in battaglia è splendida.



Infine, Alec e il suo rapporto con Magnus. Complimenti a Matthew Daddario. Un anno fa scrissi che il suo monotono nel pilot mi aveva allarmato, ma poi, nel corso della stagione, abbiamo visto un miglioramento. In questo episodio Matthew ci ha dato quell’Alec stressato all’inverosimile e che porta il peso del mondo quando Jace è nei guai, perché Jace è parte di lui, è il suo parabatai. Indubbiamente è stato più iroso di quanto non sia in “Città di Cenere” (quell’ira è più da “Città di Ossa”, il primo volume), ma non è stato fuori personaggio, perché quello stress è lo stress di Alec.



Per ciò che concerne il suo rapporto con Magnus sembra, inoltre, che vogliano riportare il focus sui problemi che i due effettivamente affrontano in “Città di Cenere”, ovvero l’inizio della loro relazione, il fatto che Alec non sia certo di ciò che desidera e prova, e debba dunque arrivare a fare chiarezza dentro di sé, oltre al fatto di rivolgersi a Magnus per il bene del suo parabatai. Se fosse effettivamente così, sarebbe un’ottima cosa, visto che questo è il percorso di Alec nella prima parte dell’esalogia, nella prima delle due trilogie che compongono “The Mortal Instruments”. Indubbiamente risulterebbe essere un passo indietro rispetto all’enormità del matrimonio mandato a monte con tanto di bacio dinanzi a tutti (che, ricordo per chi non ha letto i romanzi, non esiste in essi), ma è pur sempre meglio questa sorta di passo indietro piuttosto che anticipare la seconda parte del percorso di Alec e creare, in questo modo, inutili ingarbugliamenti narrativi. La strada è già scritta, basta seguirla.
Magnus è sempre sommo. Direi che questo riassume bene ciò che lui è stato anche in questo episodio. Il suo umorismo è unico e il suo “allenamento” con la magia è stato molto bello da vedere.



In generale, lo show sembra iniziare a mostrare un miglioramento, che per ora è più da un punto di vista estetico e di atmosfere, quindi in tutto ciò che riguarda la realizzazione, ed è più dark.
Speriamo che questo significhi che col tempo si realizzerà ciò che vogliamo: un ritorno allo spirito dei libri, alla trama originale, e dunque si arrivi a un aggiustamento della narrazione.

Bene, per questo primo episodio mi fermo qui e vi lascio con il promo del prossimo episodio, “A Door Into The Dark”.

https://www.youtube.com/watch?v=TdP5EqiYxt0

Alla prossima settimana!

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Malec Italia
Shadowhunters Italia

6 comments
  1. Non vedevo l’ora di leggere la tua recensione!! Mi piace un sacco, soprattutto quando fai le differenze con i libri (mi ero completamente dimenticata di certi particolari!)
    Detto questo, sono d’accordissimo con te su tutta la linea. Stanno migliorando è vero.. e lo sto apprezzando molto, anche se ahimè lontano dallo spirito dei libri.
    Non so se hai notato il riferimento agli spaghetti, anche se sbagliato, sono rimasta contenta di questo Easter Egg.
    Jace mi è piaciuto molto, sembra un avvicinamento al vero Jace (fortissimo, bellissimo ma incasinatissimo.. come i suoi predecessori, di uno in particolare 😉 )
    Anche io, non capisco dove sia finita l’inquisitrice e trovo irritante e molto simile al libro Jocelyn.
    Speriamo che le prossime puntate siano ancora meglio!
    Ps. io ci spero ancora nel fiore di mezzanotte o almeno nella corte Seelie 😉

    1. Ciao!
      Grazie mille! 😀

      Sì che l’ho notato! Ne avevo già parlato in una recensione l’anno scorso, però, così ho pensato di evitare di ripeterlo. Anche a me è piaciuto. Certo, non era Valentine a cucinare, lui aveva ordinato ai domestici di preparare tanti spaghetti per riempirvi la vaca da bagno perché il Jace bambino voleva farci il bagno per il suo quinto compleanno, ma comunque era un riferimento a quel particolare ed è stato bello.

      Speriamo sì!

      Ti dirò, il Fiore di Mezzanotte potrebbero magari inserirlo, anche se la vedo dura visto che hanno scoperto di essere fratello e sorella, ma la presenza della Corte Seelie è già stata confermata, così come quella della Regina. 🙂

      Grazie ancora!

  2. Ciao! Complimenti per la recensione! Hai ragione su tutto. Tra l’altro riferimenti ai libri sono utilissimi perché fanno emergere particolari molto importanti. Grazie!
    Quando guardo questa serie cerco di concentrarmi al massimo sui lati positivi, che pur ci sono. Spero davvero che quest’anno le cose migliorino. Oltre a maggiore fedeltà ai libri, mi auguro di ritrovare la vera essenza dei personaggi a cui sono affezionata. Jace specialmente.
    Staremo a vedere. Speriamo che gli ascolti premino questa seconda stagione, in modo tale da poter avere anche la terza. Sì, perché io muoio dalla voglia di vedere cosa succederà e soprattutto chi arriverà nella terza stagione. 😉
    Per ora godiamoci questa.
    Alla prox…

    1. Ciao!
      Grazie mille! 😀

      Impossibile prescindere dai libri, per me, perché qui non si tratta di lievi differenze. Certo, se la serie fosse più fedele ne farei meno.

      Concordo con te! Speriamo in un miglioramento e nell’emergere della profondità dei protagonisti.

      Ovviamente, speriamo, anche io voglio che continui, soprattutto se pian piano si avvicineranno ai libri! Allora ne varrà la pena.

      Alla prossima!

  3. Buona sera! E ben trovata! le tue recensione mi sono mancate, assai! Riesci sempre a cogliere le crciticità e i pregi di questa serie. Non posso essere che d’accordo con quanto scrivi. L’ex showrunner, che grazie a cieloci ha lasciato, ha apportato modifiche tali che, tornare allo spirito dei libri, sarà un processo lungo, ma già vedo dei miglioramenti, quindi non ci rimane che sperare. Anche io adorato Alec, e amo come sia venuto fuori tutto il suo “amore per il suo parabatai, anche Clary e Simon, sono davvero meravigliosi, ammetto che il loro rapporto ha un posto speciale nel mio cuore, e vederli così ben rappresentati mi fa un enorme piacere.

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