Shadowhunters | Recensione 1×04 – Raising Hell

Il quarto episodio di “Shadowhunters”, come i precedenti, mostra ancora dei difetti (che direi ci porteremo appresso per tutta la stagione) ma nel complesso è piuttosto godibile e, soprattutto, “Raising Hell” porta finalmente al centro degli eventi uno dei personaggi principali della saga, nonché uno dei più amati, e pone le basi per le future interazioni tra i protagonisti.

Ebbene sì, ladies and gentleman, Magnus Bane is back! Con tutto il suo carico di atteggiamenti eccentrici e adorabile sarcasmo.

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Prima di parlarne però, partiamo come sempre dai lati negativi della puntata.

Torniamo all’Istituto.
Sarò ripetitiva. Chiedo venia, ma devo.
I tecnici della Telecom (e della Apple) sono tornati (questa settimana abbiamo anche la segretaria che batte i rapporti al computer da mandare a Idris, nell’angolo a destra); ho la terribile impressione che non ce le libereremo mai. E’ più fastidiosa la presenza di tutta questa gente inutile che quella della tecnologia (che fa prevalentemente scena, in quanto la utilizzano pochissimo, per fortuna).
La presenza di tutti questi Shadowhunter, utili quanto un dito in un occhio, è molesta perché queste persone non fanno assolutamente niente, ma sono in scena nei momenti più importanti (come quello del litigio Simon-Clary-Jace di questo episodio); non avendo loro mai alcuna reazione alle azioni e interazioni dei ragazzi, il fatto che siano testimoni di tali momenti va a inficiare sulla credibilità delle scene, proprio perché stanno lì senza fare una piega. Qui abbiamo Simon che urla e tenta di scagliarsi su Jace e non uno che alzi un sopracciglio; certo, Jace è e sarebbe sempre in grado di difendersi da solo, ma almeno uno di loro dovrebbe andare a chiedere cosa sta succedendo, e invece no. Ciò danneggia la credibilità delle scene (questa peraltro è piuttosto intensa).
Per ciò che concerne la tecnologia, come ho detto, non sono contraria in assoluto. Ad esempio: le telecamere attorno all’Istituto sono un’idea appropriata, perché sebbene esso sia protetto e appaia ai Mondani come un edificio in rovina (un po’ come Hogwarts in “Harry Potter”), avere un sistema di sicurezza che controlli l’esterno, per ogni evenienza, non è una cattiva idea, visto che l’edificio tecnicamente è (e dovrebbe essere) enorme. Allo stesso modo non è una cattiva idea nemmeno quella delle planimetrie della città, che di certo vanno a beneficio dell’organizzazione delle pattuglie e quant’altro.

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Ora arriva il MA: perché riempire la sala centrale di schermi, postazioni computer e tecnologia varia, che evidentemente non serve a niente e fa solo scena? Invece di spendere i soldi per questo, sarebbe stato più sensato creare una “piccola” postazione/zona tecnologia e usare i soldi del budget per creare la biblioteca (gli Shadowhunter non sono un branco di ignoranti, hanno una vasta cultura, e non solo in materie tecniche utili per loro in quanto guerrieri), visto che è la sala principale e maggiormente utilizzata dai personaggi, dove si svolgono anche le riunioni. Questo avrebbe permesso di realizzare un Istituto più ampio, dando così respiro al luogo, e sarebbe stato di certo più economico.
Infine: sorpresa sorpresa, ora appaiono anche elementi che prima non c’erano, come la porta a vetri opachi in fondo e addirittura due ascensori. Per fare cosa? Mezzo piano, visto che le camere sembrano essere dieci scalini più in alto della sala centrale? Io capisco la volontà di riproporre gli elementi del romanzo, ma studiare meglio la struttura da dare all’edificio sarebbe stata una buona idea (per chi non ha letto i romanzi, l’Istituto è strutturato nel seguente modo: quando si entra ci si trova in una chiesa e al fondo della navata, rispetto all’entrata, c’è un vecchio ascensore di quelli in ferro che porta al piano superiore, dove si trovano la biblioteca, l’armeria, l’infermeria e la cucina – e, si presume, anche una sala da pranzo –; poi vi sono numerose camere da letto, per chi vi risiede e per gli ospiti e, in cima, una serra).

Ora, passiamo a dei particolari: Jace non ha la runa parabatai. Sì, certo, è un particolare, ma visto che la settimana scorsa si è data spiegazione del legame in merito a Jace e Alec, non apporre la relativa runa al personaggio (che, come quella della Divinazione, ovvero della Vista, è permanente) è veramente stupido, perché se ne sente la mancanza anche nella scena in cui Jace è privo di sensi… come ho spiegato, il legame (concretamente esistente grazie ai Marchi) permette a entrambi i parabatai di sentire lo stato fisico dell’altro, quindi in quel momento Alec avrebbe dovuto percepire qualcosa.

Jace + Alec

E ancora non ho visto un determinato anello. (Per chi non ha letto i romanzi: le principali famiglie coinvolte nella saga sono i Lightwood, i Wayland, i Morgenstern, i Fairchild, gli Herondale, i Carstairs, i Blackthorn e i Penhallow e tutti loro hanno anelli di famiglia, che vengono regolarmente indossati dai rispettivi membri – diciamo che tutte le grandi casate Shadowhunter li hanno –. Questi anelli hanno l’iniziale del cognome e il simbolo del casato e hanno, scusate la ripetizione, un valore simbolico molto importante nella storia, quello di Jace in particolare.)
Simon nel secondo episodio ha detto a Isabelle di essere figlio unico, in questo Clary nomina sua sorella.

Parliamo di Luke, sul quale c’è ancora mistero. E’ apparso trenta secondi per non fornire alcuna vera informazione se non che, a quanto sembra, anche il branco vuole la Coppa Mortale. La domanda sorge più che spontanea: perché? E’ comprensibile il perché la voglia Camille, visto che… beh, è Camille e farebbe qualunque cosa per camminare sui cadaveri degli Shadowhunter, ma il branco? Non si sa, come non si sa se Luke ne faccia parte o, come nel romanzo “Città di Ossa”, sia un solitario semplicemente in contatto con esso (o sia sorvegliato); forse lo scopriremo nel prossimo episodio. Sarebbe interessante se la volontà di impossessarsi della Coppa (che per loro è inutile, visto che Vampiri e Licantropi non possono bere da essa pena la morte, dolorosa per di più) fosse finalizzata all’avere una leva da utilizzare nei confronti del Clave, per un seggio in Consiglio. Della serie: “Abbiamo la Coppa Mortale, l’abbiamo recuperata per restituirvela. Che ne direste di ricompensarci con un seggio in Consiglio?” (Posta così, perché se fosse tipo ricatto segnerebbe di certo la distruzione del branco.)
Una cosa del genere, oltre ad essere interessante, sarebbe in linea con “Le Cronache degli Shadowhunters” in quanto, ne “Le Cronache di Magnus Bane – Vampiri, Scones ed Edmund Herondale” (ambientato nel 1857) si svolge una riunione tra gli Shadowhunter dell’Istituto di Londra e alcuni esponenti dei Nascosti (tra i quali ci sono anche Magnus e Camille) dove il rappresentante dei Licantropi, Ralf Scott, chiede il seggio in Consiglio.

I due “invisibili” Shadowhunter-spie mandati dal Clave sono piuttosto assurdi, ma spero che tale particolare serva a far spostare Valentine da dove si trova a dove dovrebbe effettivamente essere, ovvero New York.

La settimana scorsa avevo anticipato che, prima di eventualmente condannare l’inversione dell’ordine cronologico degli eventi (prima Magnus, poi il Dumort) volevo capire se ci fosse un senso in questo scambio. In effetti c’è, in quanto Clary scopre di Magnus grazie a Simon e al suo “soggiorno” al Dumort con Camille. Inoltre, è probabile che gli autori volessero creare immediatamente un collegamento tra Magnus e Camille; tuttavia mi chiedo se quest’inversione fosse davvero necessaria, poiché tale legame si poteva creare anche lasciando gli eventi nel giusto ordine, facendo dire a Simon (al Dumort) che uno stregone aveva agito su Clary e facendo pronunciare a Camille la famosa esclamazione. In ogni caso, almeno c’è un senso logico.

E infine, la parte che mi vede combattuta, ovvero il Demone della Memoria.
Devo fare una premessa per chi non ha letto i romanzi. In “Città di Ossa”, in verità, Clary scopre che Magnus ha praticato un complesso incantesimo su di lei, che non consiste nella rimozione dei ricordi (in quanto avrebbe potuto farla impazzire), bensì nella loro manipolazione: sin dalla tenerissima età (il tutto inizia quando Clary non ha nemmeno due anni), ogni volta che Clary vedeva elementi del Mondo Invisibile la sua mente, proprio grazie all’incantesimo di Magnus, trasformava l’immagine in qualcosa di normale. Ad esempio, Clary all’inizio incrocia Magnus e ne vede gli occhi con le pupille verticali da gatto, dunque la sua mente trasforma la visione di Magnus in quella di un gatto. L’incantesimo aveva bisogno di essere ripetuto, poiché col tempo perdeva forza, così Jocelyn riportava da Magnus la figlia ogni volta che si accorgeva che Clary aveva incominciato a vedere il Mondo Invisibile.

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Ora, l’idea del Demone della Memoria non è invenzione pura degli autori dello show, in quanto nella saga in effetti i Demoni Superiori (in particolare i Principi dell’Inferno) chiedono spesso di avere in cambio dei loro favori dei ricordi, di cui in qualche modo si cibano, poiché essi sono fonte di nutrimento e divertimento per le emozioni che vi sono racchiuse e per il dolore che può suscitare nelle persone la loro perdita. E peraltro i ragazzi si trovano ben due volte a dover affrontare una tale situazione. Tuttavia questa scelta mi sembra inutilmente complicata; forse gli autori volevano creare più azione, oltre all’ovvio momento della sottrazione a ognuno di loro dei ricordi per focalizzarsi su Alec. In ogni caso, è una scelta che non convince del tutto in quanto, come ho detto, è piuttosto complicata. Senza contare che, sebbene i ragazzi non abbiano praticato alcuna magia (come giusto che sia, gli Shadowhunter non hanno poteri), tecnicamente il cerchio composto da loro attorno al pentagramma non è davvero necessario, poiché il pentagramma stesso “intrappola” e vincola il demone, che non può uscire e fare del male a nessuno finché è nei confini del simbolo (se invece qualcuno supera i confini entra nella dimensione del demone, a suo rischio e pericolo).
Altra cosa non proprio convincente è la reazione di Alec al ricordo della persona più amata. Ormai l’avranno capito pure i sassi che lui è gay (quindi posso parlarne) e questo lo rende infelice, in quanto è un problema non solo perché Alec crede di essere innamorato di Jace (e dunque di essere intrappolato in un amore impossibile, visto che l’amore romantico è proibito dalla legge per i parabatai – oltre al fatto che Jace è eterosessuale – ), ma alresì perché la società Shadowhunter, oltre che razzista e arrogante, è anche tendenzialmente omofoba (sì, le hanno proprio tutte, anche se per fortuna non sono tutti così). Tuttavia la reazione sembra un po’ eccessiva. Jace è il suo parabatai, che come spiegato è un legame estremamente profondo, quindi Alec avrebbe potuto motivarlo in quel modo. In fondo per Isabelle appare proprio suo fratello, e lei non ha un parabatai. La sua reazione è stata un po’ isterica e, sebbene Alec all’inizio abbia questi momenti esplosivi, non è proprio da lui rompere un legame così importante in un momento così critico, mettendo tutti in pericolo, Isabelle e Jace in particolare. Alec reagisce in privato, non in pubblico e non in situazioni di pericolo, nelle quali rimane concentrato. O forse è anche la reazione di Jace a sembrare strana. Sì, Jace ha enormi problemi a ritenersi amato da qualcuno e potrebbe essere per questo, ma se fosse per Alec… e allora? E’ il suo parabatai, non ci sarebbe niente di strano!
Inoltre… Clary che uccide un Demone Superiore, con ancora le mosse da esperta combattente?! No.
Non posso dire che sia un elemento negativo dell’episodio, semplicemente non è del tutto convincente; in ogni caso, ha avuto anche degli aspetti positivi per i personaggi, di cui parlerò in seguito.

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Passiamo, dunque, proprio a ciò che ha funzionato nella puntata.

E’ tornato Valentine e abbiamo scoperto che il membro del Circolo (nientepopòdimenoche Pangborn) non era morto, bensì oggetto di uno degli innumerevoli esperimenti da Dottore Folle tipici di Valentine (che ora lo ha ucciso). Il suo marchio di fabbrica, per così dire… o uno dei vari. Un altro è la tortura. Come nelle precedenti apparizioni, Valentine è stato assolutamente in character e nel dialogo è emersa la sua xenofobia, elemento centrale per la caratterizzazione di questo personaggio che, come ho detto, è IL villain della storia in quanto responsabile di tutto: passato, presente e futuro.
Alan Van Sprang è davvero calato nella parte e dà grandi soddisfazioni anche per brevi apparizioni (come mi aspettavo quando lo scelsero, ma sono contenta di vedere che è effettivamente così, sebbene io odi Valentine con tutta me stessa).

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E’ veramente da apprezzare la scelta di mostrare le conseguenze, per Simon, di quanto avvenuto al Dumort, in quanto in “Città di Ossa” ciò non accade, e noi lettori abbiamo scoperto solo in “Città di Cenere”che tale esperienza aveva avuto degli strascichi per lui. Per questo motivo sono interessanti sia la parte di Simon da solo nella camera di Clary all’Istituto, che quella a casa sua, appena rientrato e dopo che Maureen se ne va (Maureen che sembra avere atteggiamenti più maturi ma corretti rispetto alla sua versione letteraria).
E Alberto, you rock! Bravissimo nella scena con Clary e Jace.
Proprio la scena del litigio vede una Clary con look e atteggiamento da Clary. Il momento è molto intenso con la frase, pronunciata da Dominic Sherwood, tipica di Jace. Quindi tutti e tre i personaggi sono in character e finalmente inizia a emergere l’astio reciproco che all’inizio caratterizza il rapporto tra il giovane Shadowhunter e Simon.

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La parte migliore dell’episodio è quella che coinvolge Magnus, sia personalmente che in versione “racconto” da parte di Hodge, all’Istituto, non solo per ciò che accade, ma perché ovunque ci sono collegamenti ed “easter eggs”.
Partiamo proprio dall’Istituto. Innanzi tutto finalmente abbiamo Hodge davvero coinvolto con gli eventi, partecipe e ispiratore delle decisioni dei ragazzi, come è nel romanzo (anche se le cose non si svolgono così, il principio è presente); inoltre, sebbene in “Città di Ossa” non venga espressamente rivelato, alla luce di tutto ciò che noi lettori sappiamo è evidente che TminecklaceHodge conosca Magnus per ciò che accadde all’epoca del Circolo.
In secondo luogo, tutta la narrazione su Magnus e il ciondolo è ispirata proprio dai libri, con i riferimenti a “Le Cronache di Magnus Bane”. Nel racconto “Vampiri, Scones ed Edmund Herondale”, Magnus acquista il ciondolo con rubino (sul quale è stato posto l’incantesimo affinché la pietra si scaldi e pulsi onde avvisare della presenza di demoni) per Camille. Il ciondolo è all’Istituto perché in effetti è poi divenuto proprietà della famiglia Lightwood, attraverso eventi che non spiego perché potrebbero essere spoiler; mi limito a dire che Camille lo presta alla protagonista di “The Infernal Devices” e poi lo restituisce a Magnus alla fine della loro relazione. In seguito Magnus lo regala a una persona, attraverso la quale la collana arriva ai Lightwood. In realtà Isabelle lo indossa già all’inizio della storia, ma alla fine l’importante è che il ciondolo sia in possesso dei Lightwood e che a lei resti e così è.

12650997_955422967868500_6968633966083824561_nSempre all’Istituto, abbiamo le scene tra Isabelle e Clary e Isabelle e Alec che sembrano emergere direttamente dal libro: la camera di Izzy invasa di abiti, il fatto che sia lei a decidere cosa debba indossare Clary e le faccia notare la differenza delle loro forme (senza particolare tatto, come tipico di Isabelle), così come la necessità di controllare cosa Alec abbia deciso di indossare, poiché è verissimo che la capacità di vestirsi adeguatamente non è una delle sue qualità. I momenti tra fratello e sorella sono sempre belli e, ancora una volta, quello all’Istituto e quello da Magnus delineano non solo il loro rapporto, ma anche i due personaggi individualmente: la preoccupazione di Isabelle, che desidera con tutta se stessa che il fratello si accetti, si senta libero, sia felice, e cerca di aiutarlo in questo, e l’infelicità di Alec dovuta alla costante repressione del suo vero sé, che gli provoca una notevole sofferenza.

Invece della festa organizzata da Magnus nel suo appartamento per Chairman Meow (il suo gatto), troviamo un altro tipo di festa, alla quale lo stregone è attirato affinché i ragazzi possano incontrarlo, e questo dà luogo ad altri collegamenti ed “easter eggs”: nella fantastica scena che vede Magnus come protettore dei vari stregoni di New York troviamo il giovane Elias, che noi lettori abbiamo conosciuto in “Città di Cenere” e che ha una sua importanza (certo, lo Shadowhunter del Circolo ha detto di averlo ucciso, ma chissà), e abbiamo due citazioni famose. La prima è la frase di Magnus, “Ero già nato quando il Mar Morto era un lago che si sentiva poco bene”, presa proprio da “Città di Cenere” (anche se nel libro Magnus lo dice a Clary, in un contesto diverso); la seconda, che ha lasciato noi lettori a bocca aperta e con i cuoricini negli occhi, è la citazione di Tessa e del Labirinto a Spirale. Tessa è, in realtà, Theresa Gray, protagonista di un’altra delle saghe che compongono “Le Cronache degli Shadowhunters” (non dirò quale per non fare spoiler); il Labirinto a Spirale è invece una struttura segreta degli Stregoni, in cui si dice siano racchiuse “tutte le storie del mondo”, e che nel “Codice” è definita come cuore delle ricerche magiche e della conoscenza degli Stregoni. Il Labirinto a Spirale è più antico degli Shadowhunter (che hanno circa mille anni) e la sua ubicazione è sconosciuta. Si dice che potrebbe esistere in una tasca dimensionale separata dal mondo umano (e appare molto in là nei romanzi… alla luce di tutto ciò possiamo dire che qualcuno, nel gruppo degli autori, li ha letti davvero).

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In tutta questa parte, in ogni istante Magnus, Alec, e Isabelle in particolare, sono tumblr_o1ztfbFNvx1rd5bdho4_500assolutamente i personaggi dei romanzi, in ogni cosa (peraltro mi è piaciuto – scarpe a parte – il look vagamente anni ’20 di Isabelle… e a proposito, se qualcuno avesse dubbi sul look di Izzy all’Istituto e si facesse venire strane idee sul fatto che gli autori non fanno altro che buttarla sul sesso per lei, consiglio di osservare uno dei disegni ufficiali di Cassandra Jean e notare che quel look da allenamento è proprio ispirato a esso). Un momento particolarmente bello è quello “parabatai” tra Jace e Alec, nell’utilizzo del Marchio necessario a rintracciare una persona per mezzo di qualcosa che le appartenga (metodo più volte utilizzato da Jace nei romanzi). Il particolare per cui Jace ha bisogno dell’aiuto di Alec richiama ciò che ho spiegato la scorsa volta, ovvero che alcuni Marchi sono più potenti, in quanto una persona può attingere al legame col suo parabatai e dunque alla forza e al potere di quest’ultimo. Le intense espressioni di Jace e Alec, inoltre, danno in qualche modo concretezza alla potenza di tale legame, nonché alla sua esclusività (i due infatti sembrano quasi estraniati dal mondo).

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Altro momento denso di significato simbolico è quello del salvataggio della piccola Zoe, la bambina figlia dello stregone, che rimanda a Magnus, al passato (ad esempio, “Le Cronache di Magnus Bane – L’Ultima Sfida dell’Istituto di New York”) e al futuro e mostra, al pari della gentilezza di Alec e Isabelle con Magnus, che i ragazzi sono l’emblema di quegli Shadowhunter che non sono razzisti e che vedono i Nascosti come persone.
Bellissimo poi il particolare di Magnus che sposta l’appartamento. Nei libri non succede, il suo appartamento è sempre allo stesso posto, ma lui cambia spesso arredamento per mezzo di un incantesimo quindi si può dire che l’ispirazione risieda lì. Inoltre ciò enfatizza la sensazione di pericolo e mostra il vasto potere del Sommo Stregone.

E infine arriviamo a quello che per noi lettori è IL momento.
Fatemelo dire: io non ho atteggiamenti da fangirl. Non parlo di feels, non parlo di ship, non scrivo commenti tipo “ashkjg…” e via dicendo. Non che ci trovi qualcosa di male, semplicemente non è da me. Quando però Magnus si è girato, ha visto Alec e ha detto “Chi sei, tu?”, mi si è mozzato il fiato. E quando dopo ha pronunciato la fatidica frase, “Pretty boy, get your team ready… I’m not talking to you. I’m talking… to YOU”, indicando Alec, il mio stato era il seguente:

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Per cui, tornerò seria a breve, ma prima fatemi avere i miei quindici secondi di follia.

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In “The Mortal Instruments”, le storie di tutti e sei i protagonisti sono bellissime e così i rapporti d’amore, motivo per cui io le amo tutte ma, senza nulla togliere alle altre (che hanno enormi difficoltà e, una in particolare, alto tasso di drammaticità e romanticismo), il rapporto tra Magnus e Alec è destinato a cambiare il mondo degli Shadowhunter, nonché a influenzare molte persone, e questo lo rende uno dei punti di forza e una delle parti più belle della storia.
Le facce di Jace e Alec, in seguito all’affermazione di Magnus, sono state strepitose e meritano un momento.

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La faccia di Jace: “Non stai parlando di me? Come sarebbe che non stai parlando di me?! Il mondo gira al contrario? Mi stai dicendo che il mio parabatai è un gran figo?” (milioni di donne in tutto il mondo: “SIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!! I migliori sono sempre gay!”)

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La faccia di Alec: momento da ragazzina alla prima cotta dell’adulto del gruppo, “Oh my, lo stregone fighissimo ha detto che sono carino! … Ok, Jace mi sta guardando, atteggiamento cool attivato. Io non c’ero e se c’ero dormivo.”

Un bel momento è quello del dialogo tra Clary e Magnus, con il fatto che lui le dica di non fidarsi di lui, ma di se stessa. Magnus ha visto crescere Clary e in realtà le vuole bene (aspetto che la chiami “biscottino”, come fa sempre).
Come dicevo prima, il momento del rituale di evocazione del demone ha avuto anche degli aspetti convincenti: in primo luogo, il potente legame creatosi tra Magnus e Alec e avvertito da quest’ultimo… come un segnale di ciò che sarà (la stessa cosa avviene tra Clary e Jace, si direbbe), con una valenza simbolica non indifferente: Alec è restio, ma infine decide di fidarsi. Il rapporto tra Alec e Magnus è proprio questo, ovvero accettazione, fiducia e comprensione (non privo di enormi difficoltà ovviamente, ma è questo). Uno dei motivi per cui Magnus diviene così importante è che comprende Alec come nessun altro, e ne abbiamo già avuto un assaggio.

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In secondo luogo, Isabelle che osserva attentamente e capisce. Certo, poi fa la battuta, ma la sua frase non è altro che questo, e in realtà siamo dinanzi all’ennesima conferma che Izzy è la custode di tutte le persone che ama, dei loro segreti e dei loro sentimenti, ed è la prima a capire quelle persone e a comprenderle.
Il fatto che il ricordo della persona più amata a lei sottratto sia l’immagine di Alec non è casuale, poiché lei farebbe qualunque cosa per il fratello maggiore e il suo benessere. Di Alec e del suo ricordo ho già parlato ed era cosa che tutti si aspettavano, ma vorrei porre l’attenzione sul fatto che non si è visto il ricordo di Magnus né, soprattutto, quello di Jace. Voi che non avete letto i libri: tenetelo a mente, perché non è un caso.

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Bene, insomma: come ho detto all’inizio, l’episodio è stato godibile e tutti gli “easter eggs” sono sempre belli. Ed è proprio questo che mi fa storcere il naso: da una parte si vede tale attenzione, poi ci sono degli errori stupidi e del tutto evitabili la cui mancanza migliorerebbe lo show e lo farebbe apprezzare di più.

Vi lascio con il promo dell’episodio della prossima settimana, “Moo Shu To Go” (altro riferimento ai romanzi: in “Città di Ossa” Jace ricorda a Isabelle, che ha ordinato cibo cinese, che il suo piatto preferito è il maiale moo shu).

Alla prossima!

 

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12 commenti su “Shadowhunters | Recensione 1×04 – Raising Hell”

  1. Scusate se sembrerò polemica, non è mia intenzione, ma trovo abbastanza fastidiosi i continui spoiler presenti nelle recensioni (ad esempio in questa mi viene detto che Luke è in contatto col branco ma è un solitario, grazie, avrei preferito scoprirlo da me). Capisco che chi sta scrivendo è un fan dei romanzi, li ha letti tutti eccetera, ma c’è anche chi, come me, non lo ha fatto e non conosce la storia. Sarebbe quindi carino limitarsi a commentare l’episodio senza parlare della trama dei romanzi, soprattutto della trama generale che potrebbe portare spoiler

    1. Veramente no, quello non è uno spoiler, è una mia ipotesi.
      Ciò che ho detto è che nel libro, a questo punto, Luke non è in contatto col branco e, poiché qui ancora non si sa quale sia la sua posizione rispetto a esso, mi chiedo se sia un solitario in contatto con esso o ne faccia parte. Ma come stiano le cose, qui nello show (che è piuttosto diverso dal libro), è sconosciuto a me come a te, quindi non ti ho detto nulla, no. Quando tu scoprirai qual è la posizione di Luke rispetto al branco, lo scoprirò anche io.
      Come potrei sapere come stanno le cose? Non ho certo letto la sceneggiatura. Mi limito a vedere e paragonare, quindi porre delle ipotesi.

      1. Quello era solo un esempio. Te ne posso fare un altro: quando parli del “potente legame creatosi tra Magnus e Alec e avvertito da quest’ultimo… come un segnale di ciò che sarà”. Ora, capisco che probabilmente per un lettore non vuol dire niente, ma per me che non ho mai letto nulla e non ho visto nemmeno il film è parecchio spoiler, anche perchè un po’ tutta la recensione è infarcita di allusioni a un risvolto romantico tra i due. Ripeto, so che per chi è lettore queste allusioni non significhino nulla, ma da neofita, credimi, l’intera recensione è uno spoiler dopo l’altro! Se proprio non vuoi scrivere spoiler free mi sta bene, ma sarebbe opportuno inserire un avvertimento all’inizio della recensione, o nel titolo. Tutto qui.

        1. Scusa il ritardo della risposta, ma non sono molto in forma.
          Dunque.
          Le mie recensioni non sono spoiler free. Se lo fossero, troveresti scritto se qualcuno muore e, nel caso di risposta affermativa, chi; ci sarebbe il motivo per cui l’anello di Jace è importante, chi sarebbe apparso nel suo ricordo; sapresti cosa sta facendo Valentine; in che saga Tessa è protagonista e via dicendo. Questi sono gli spoiler.
          Puoi dirmi che la settimana scorsa ho fatto la battuta su Meliorn, ma io posso farti notare che in recensioni di un altro show, tratto a sua volta da una saga letteraria, al secondo o terzo episodio è stato detto di un personaggio che di lui non c’è da fidarsi. Io quella saga non l’ho letta, ma non l’ho ritenuto spoiler, è stato solo inquadrato il personaggio; io non so perché, cosa farà, quindi quell’informazione non cambia nulla.
          Nelle mie recensioni trovi spiegazioni, ragionamenti e ipotesi. Io posso capire che tu sia una neofita, ma tu devi capire che il primo libro de “Le Shadowhunters Chronicles”, proprio “Città di Ossa”, è uscito quasi dieci anni fa; esse sono una saga molto complessa, composta da varie saghe e, fino a ora, da dodici libri. Il mese prossimo esce il tredicesimo, il primo di un’altra trilogia, e se non sbaglio a novembre uscirà il quattordicesimo, a sua volta primo di un’altra trilogia.
          Lo show non segue il primo romanzo di “The Mortal Instruments”,”Città di Ossa”. Per farti capire, la forma degli eventi è quella del libro (la madre di Clary viene rapita dal Circolo, Clary salvata da Jace e portata all’Istituto, lei scopre di essere figlia di una Shadowhunters -beh, due-, quindi di esserlo a sua volta, vanno alla Città Silente, poi da Magnus e poi Simon finisce al Dumort), ma la sostanza no. Per fare un esempio, Camille non appare nel libro, appare ben più avanti e quindi non è lei il vampiro di cui Simon beve il sangue. Ora, poiché io non sono un’assoluta purista, quando si tratta di adattamenti da romanzi, ragiono sui cambiamenti, di qualunque storia si tratti. A maggior ragione, visto che questa saga nel mondo conta trenta milioni di lettori, non ci sono solo neofiti a guardare lo show, ma ci sono molti che hanno letto i romanzi e ci sono molti fan che invece non apprezzano alcun cambiamento, pertanto io cerco di ragionare e spiegare perché alcuni possano avere senso (come, ad esempio, Camille), ma non posso farlo senza ricorrere a dei collegamenti.
          Per di più, gli autori mettono Easter eggs e fanno collegamenti ovunque e anche su quelli devo ragionare.
          Inoltre avrai notato che non ho parlato del rapporto di Magnus e Alec al primo o secondo episodio, ma ora, dopo una situazione che non dà spazio a molte interpretazioni, alla luce delle allusioni per nulla velate di Magnus, del balbettio e delle espressioni di Alec, dello sguardo e della frase senza mezzi termini di Isabelle… (o diventano molto amici e confidenti o si innamorano, questo è ciò che si evince da quella parte). Peraltro gli autori dello show hanno rilasciato i titoli di tutti e tredici gli episodi, alcuni dei quali sono espliciti. Evidentemente tu non li hai letti, e lo capisco, ma sono di dominio pubblico (la notizia è stata riportata ovunque) da almeno un paio di mesi. Come vedi dal commento di Marianna, qui sotto, la faccenda è pubblica. E due anni e mezzo fa è uscito il film, che copre tutto “Città di Ossa”. Parlare di spoiler, essendo tutto più che pubblico da tempo, è relativo e, ripeto, io non ne sto facendo, altrimenti avrei dato le informazioni cui ho accennato sopra.
          Peraltro, l’estate scorsa noi di Telefilm Addicted abbiamo scritto e pubblicato un articolo corale per celebrare la decisione della Corte Suprema americana e io ho parlato proprio di “The Mortal Instruments”, di una delle sue coppie, restando sul generico ma spiegandone l’importanza. Tu giustamente dirai “Io non l’ho letto” e va benissimo, non è che tu dovessi farlo o debba farlo ora, ma è per farti capire che certe cose sono piuttosto risapute.
          Puoi chiedermi di cercare di essere ancora più generica, certo (e ti assicuro che già lo sono, moltissimo), e ciò che posso fare è rispondere che posso provare, ma non è facile. Ci metto due giorni a scrivere una recensione, proprio perché ci sono spiegazioni da dare e ragionamenti da fare e dover creare un equilibrio per soddisfare chi ha letto i libri e non spoilerare a chi non li ha letti e non ha visto il film non è cosa automatica, ci vuole lavoro.

          1. Ma infatti guarda non voglio assolutamente sminuire il tuo lavoro figurati, mi rendo conto che è difficile, però la sensazione leggendo la recensione è quella, poi ognuno fa come vuole, io l’ho fatto notare. Evidentemente abbiamo due concetti di spoiler molto diversi, per me fare congetture ipotizzando cose future prendendo spunto dai libri è spoiler, per te ovviamente no perchè conosci la storia. Per farti un esempio anche per quanto riguarda GoT c’è lo stesso problema e un po’ ovunque c’è una “politica” ben più restrittiva e nelle recensioni (mi pare anche su questo sito) non si fa mai il minimo accenno ai libri, proprio perchè chi non li ha letti potrebbe trovare fastidiose le allusioni a cose non ancora accadute, situazioni tra personaggi eccetera e non per forza lo spoiler brutale in cui mi si dice esattamente l’evento.
            L’ho fatto notare, mi hai risposto, ognuno per sè.

          2. Sì, ma la congettura che ho fatto, ad esempio su Luke, non è fondamentale.
            Posto che si capisce all’episodio 1, massimo 2, cosa è lui (occhi che si illuminano, cane che si mette quieto all’istante, ringhio e segni di artigli non lasciano spazio a intepretazioni), non ci sono molte alternative: o è nel branco o non lo è, ma è controllato o in contatto con esso.
            Oppure, sulla Coppa rispetto al branco: quello che ho usato sono informazioni sul passato, non presenti nei libri di TMI, rilasciate quasi alla fine di questa saga. Tu non te lo chiedi perché i Vampiri vogliano la Coppa? Io sì, quindi mi chiedo anche perché il branco la voglia e provo a ipotizzare il perché.
            La parte interessante di una storia, che io la conosca o meno, a mio avviso è anche capire le motivazioni di determinate azioni, piani e quant’altro. Che gusto c’è a parlarne se non si ipotizza, soprattutto quando la storia è a puzzle, come questa?
            Poi, per carità, ognuno scrive a modo suo.
            Inoltre, io non ragiono sul tema spoiler in base a ciò che so io, ma in base a ciò che è risaputo, mostrato e reso esplicito. Per farti capire: osservo e se mi trovo dinanzi a una parte abbastanza esplicita, mi dico “Ah, ok, si capisce bene, posso accennare alla cosa”, altrimenti non lo faccio.
            Indubbiamente ognuno ha anche una propria concezione di spoiler: come ti ho detto, a me leggere nella recensione del secondo episodio di una serie, tratta da una saga che non ho letto, che di quel determinato personaggio non c’è da fidarsi (sebbene sia un personaggio positivo) non ha fatto né caldo né freddo e non l’ho considerato uno spoiler, poiché io non so nulla dei motivi che stanno dietro a questa affermazione, né ciò che farà ed è questo lo spoiler.
            GoT poi è un altro discorso, nel senso che non c’erano easter eggs e collegamenti ad altre saghe che compongono quella generale come in questo caso (spero si capisca cosa intendo). Infatti mi chiedo come faranno ora che non esiste il libro da cui adattare, ma si vedrà.
            E quindi, ti ripeto, poiché cerco di considerare e capire il motivo di taluni cambiamenti, collegamenti ed easter eggs, non posso spiegare senza fare a mia volta dei collegamenti.
            Come ho detto posso provare a essere ancora più generica, ma devo comunque creare una via di mezzo con cui rivolgermi a chi ha letto i romanzi e a chi non li ha letti.

  2. La puntata mi è piaciuta soprattutto perché finalmente hanno “introdotto” il Malec, ne parlano tutti dall’inizio della serie, sia nella pagina ufficiale che ancora prima, diversi mesi fa, quando sono stati scelti gli attori per interpretare Alec e Magnus.
    Da quello che sappiamo al momento questi due personaggi non potrebbero essere più diversi con lo stregone sicuro di se e piuttosto sfacciato ed lo shadowhunter riservato ed introverso: dalla sua Magnus ha l’esperienza data dall’età mentre Alec è in totale negazione, non si accetta ed è terrorizzato da quello che gli altri potrebbero pensare di lui (da quello che hai spiegato del loro mondo sto povero ragazzo non c’ha tutti i torti).
    Bella anche la scena tra i due parabatai, davvero intensa. Bravi entrambi gli attori.
    Izzy sempre fantastica, come al solito Clary super pesante e stavolta abbastanza insopportabile pure Simon, in perenne crisi d nervi (non che abbia tutti i torni ma dopo un po’ diventa difficile da digerire)

    1. Eh, Alec e Magnus hanno un percorso bellissimo, come ho detto è uno dei punti migliori della saga.
      Hai inquadrato perfettamente la situazione dei due personaggi. Magnus è assolutamente disinibito, in tutto, non solo nei rapporti interpersonali: nel look, nell’affrontare avversari e/o amici… E’ un personaggio magnifico sotto ogni punto di vista, con una storia personale molto drammatica, ma che non lo ha chiuso alle nuove esperienze, anzi, lui è sempre a caccia di avventure (ha fatto il pirata -con pessimi risultati-, è stato bandito dal Perù…). Come hai visto non si fida degli Shadowhunters, ma come tutti i Nascosti ha ragione di farlo. Generalmente parlando, non sono gente simpatica, gli Shadowhunters, quindi a tutti i Nascosti è necessario un po’ di tempo per capire che Isabelle, Alec e Jace sono diversi (e non solo loro).
      Ad esempio, proprio negli eventi mostrati in questo episodio, quando sono a casa sua per recuperare i ricordi di Clary, Magnus rivela a lei, Jace, Alec e Isabelle che all’epoca dei fatti del Circolo, in un momento particolare che si chiama Rivolta (e che spero spiegheranno), combatté contro gli esponenti del Circolo e uccise vari Shadowhunters. E lo fa con spavalderia, quasi sfidando i ragazzi a condannarlo per questo (inutile dire che ottiene l’esatto contrario, non condanna ma comprensione, dallo sguardo di Alec in particolare, ma non solo da lui).
      Tuttavia, Magnus ha anche un lato molto sensibile e ci sono cose che lo hanno ferito e lo feriscono profondamente, che nasconde dietro questa sua sicurezza di sé.

      Alec no, non ha torto, povero. E’ proprio per questo che, nonostante i suoi atteggiamenti odiosi (all’inizio), si arriva a capirlo, comprenderlo e perdonarlo. Poi la pressione che porta addosso si alleggerisce e lui sboccia nella persona meravigliosa che è.

      Posso chiederti perché Clary pesante? Come ho scritto questa sua versione non mi piace moltissimo, ma fondamentalmente lei sta combattendo per trovare sua madre e capire qualcosa di tutto ciò che le sta accadendo. Alec, Jace e Izzy sono abituati a situazioni del genere, sono addestrati per esse, ma lei no e molte persone a cui vuole bene sono in pericolo a causa di chi lei è.

      Simon… eh, è in un momento difficile pure lui. Non si fida di loro, anche per lui è una situazione assurda e ha paura di perdere Clary. Bisogna tenere presente, però, che lui e Clary si conoscono da quando avevano sei anni, lui l’ha sempre protetta, Jocelyn gliela affidava letteralmente e lui, dunque, sente la responsabilità di tutto ciò, oltre al fatto che farebbe qualunque cosa per lei.

      1. Se parliamo di Clary e della sua situazione in generale la capisco, chiunque sarebbe spaventato: da un giorno all’altro ha perso la madre, l’unico genitore che ha conosciuto e che le è stato accanto, suo padre è un pazzo omicida, ha scoperto di avere dei poteri (forse il termine poteri non è esatto, forse dovrei usare la parola “abilità” particolari), i suoi ricordi sono stati modificati o addirittura cancellati, insomma esiste tutto un mondo e degli esseri soprannaturali a lei completamente sconosciuti.
        Se considero solo queste informazioni allora posso dire che se la sta cavando più che bene e che ha una forza di volontà che molte persone si sognano.
        E’ il modo in cui il suo personaggio viene presentato al pubblico che me la rende pesante, sembra una bambina petulante che ignora le opinioni degli altri perché la sua è l’unica importante.
        Tutti le suggeriscono di aspettare e raccogliere informazioni mentre lei prende la porta e parte all’avventura senza sapere ne come ne quando: ogni tanto voler seguire il proprio istinto va bene ma non possono farle fare sempre quello che vuole, ti viene voglia di schiaffeggiarla.
        Lasciamo stare Alec che in diverse occasioni sembrava volerle mettere i bastoni tra le ruote ma Izzy e soprattutto Jace si sono dimostrarti più che disponibili verso di lei, potrebbe almeno considerare l’idea di ascoltare i loro consigli, avendo loro anni e anni di esperienza in quel campo.
        Quello che dice non è sbagliato ma è il modo in cui lo fa che la rende odiosa.
        Al tutto aggiungiamoci la recitazione da cani della McNamara ed ecco spiegato perché la trovo pesante 🙂

        1. Ah, ho capito cosa intendi.
          Sì… beh… Clary è un po’ impulsiva a volte, ma lo è a fin di bene. Qui, però, è la premura di riavere la madre che la rende così.
          Guarda, non è che Jace e Isabelle siano meno impulsivi di lei, solo che hanno l’addestramento e mascherano l’impulsività dietro la pianificazione e la strategia (oppure dietro il “mi hai fatto inc…..e”. Quest’ultima parte, soprattutto Isabelle, che tende a menare gente a destra e a manca XD ). Jace, poi, è uno stratega sopraffino.
          Ecco perché Alec è sempre in postazione di difesa e copre le spalle, perché sorella e parabatai sono due scatenati pronti a buttarsi in risse varie.
          Sì, diciamo che questa versione non aiuta moltissimo, infatti quando vedo i momenti “da vera Clary” mi illumino di immenso (io AMO Clary, minuscola com’è sarebbe in grado di prendere a calci anche Alec, che è fisicamente il doppio di lei e soprattutto è coraggiosa, altruista e il razzismo non sa nemmeno cosa sia… e nel libro si accorge abbastanza in fretta dello stato emotivo di Alec e, sebbene ci litighi, come si vede pure qui, dentro di sé si sente male per lui, infatti spero mostrino questo particolare).

          🙂

  3. Ok, finalmente mi son messa in pari con gli episodi e, devo ammetterlo, è stata soprattutto l’introduzione del Malec a spingermi XD L’interpretazione di Harry Shum mi ha piacevolmente sorpresa, ero abituata a conoscerlo come Mike in Glee, ma, nonostante il radicale cambio di contesto, l’ho trovato credibile.
    E il modo in cui guarda Alec! E quello in cui lo Shadowhunter sembra guardarsi intorno come per controllare se ci sia qualcun altro a cui lo stregone si sta riferendo, perché lui a complimenti del genere non ci è proprio abituato 🙁
    Fantastica anche Isabelle, che con le sue espressioni sembra una guru dell’amore molto onnicomprensiva… se i suoi amici non si danno una mossa penso che comincerà a prendere a testate un muro per la frustrazione!

    1. Alec e Magnus sono un’ottima ragione per qualunque cosa. 😉
      Io non guardavo Glee, quindi ha piacevolmente sorpreso anche me! L’atteggiamento da Magnus c’è tutto.
      Oh, Alec… Sì. All’inizio è insopportabile, ma fa anche tenerezza.
      Isabelle è fantastica SEMPRE. Il mio motto è Giovani Lightwood For President.

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