Shadowhunters | Recensione 1×01 – The Mortal Cup

Dopo anni di spasmodica attesa, speranza e sofferenza, eccoci finalmente al pilot del sospirato adattamento di “Città di Ossa”, primo romanzo che compone e apre “The Mortal Instruments”, una delle saghe create da Cassandra Clare per le sue “Shadowhunters Chronicles”.

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Abbiamo penato per anni. Dalla gioia e speranza ai tempi dell’annuncio del film, alla disperazione per il fatto che “Città di Ossa” non aveva ottenuto il successo auspicato e che ciò aveva portato alla sospensione del progetto del secondo film, “Città di Cenere” (adattamento dell’omonimo romanzo, che vedeva anche Sigourney Weaver nei panni dell’Inquisitrice Imogen Herondale), al terrore che l’intero progetto venisse abbandonato. E invece, eccoci qui, dopo quasi un anno (che definire febbricitante è poco), eccoci qui.
Quante saghe di recente hanno avuto una tale grande opportunità? Una crew che ama il progetto, ci crede, vuole realizzarlo, dare ai lettori che hanno amato perdutamente la saga letteraria la possibilità di vedere l’adorata storia prendere vita e non si arrende, cerca altre alternative. Quante? Nessuna. Non l’ha avuta “Il Ciclo dell’Eredità – Eragon” (il cui film era orrendo, altro che i risolvibili problemi di “Città di Ossa”); non l’ha avuta “Queste Oscure Materie” (per la quale solo ora si parla di un probabile adattamento a serie tv, forse proprio grazie a “Shadowhunters” e a “The Shannara Chronicles”); non l’ha avuta “La Sedicesima Luna”; non l’ha avuta, me tapina e infelice, “Vampire Academy”. Anche “Percy Jackson” è stato fermato, non abbiamo mai visto il seguito di “Lemony Snicket – Una Serie di Sfortunati Eventi” e persino “Le Cronache di Narnia” non è andato oltre i tre film, sebbene le cronache siano ben di più.
Quindi, fatemi dire che, nonostante già con gli annunci del cast ci siano state cose che mi hanno fatto storcere il naso, come suol dirsi, io sono genuinamente felice non solo di poter recensire lo show, ma che esso esista, prima di tutto.
A tal proposito, voglio essere subito chiara per ciò che concerne le recensioni. Io cercherò di essere il più obiettiva possibile e se qualcosa non mi convincerà lo dirò e ne spiegherò il motivo, ma non denuncerò una non attinenza ai romanzi perché Alec non ha gli occhi azzurri (il vero principio è che sono chiari perché Will li aveva chiari, il colore specifico non ha vera importanza, basta immaginare Will con il colore di Matthew-Alec e il problema è risolto), o perché Simon non diventa topo (anzi, spero che non accada, è onestamente del tutto superfluo ed è un particolare che non ho mai apprezzato), o perché, magari, al Dumort ci vanno in quattro invece che in due (anche questo è ininfluente ai fini della trama e in verità nel film ha dato luogo a una scena d’azione notevole). Pertanto, in questa recensione non troverete denunce sul tumblr_nvymkmhDW41s42xxmo7_250fatto che Clary si imbatte in Magnus al Pandemonium invece di vederlo nell’entrata del palazzo in cui abita (il vero principio è che lei lo vede e questo, come altre cose, comincia a scatenarle i ricordi, visto che l’incantesimo di Magnus sta perdendo forza); o per il modo in cui Clary si imbatte in Jace, Alec e Isabelle, che avviene in modo diverso o che, ad esempio, ci sia un solo demone nel romanzo. E non mi lamenterò nemmeno del fatto che Alec uccida demoni quando nel romanzo viene detto che lui non l’ha mai fatto, perché il vero principio basilare è un altro. Quale? Semplice: il principio importante è che Alec è il protettore di Jace e Isabelle, colui che si preoccupa sempre di coprire le spalle alla sorella e al suo parabatai, i quali, invece, sono due scatenati pronti a buttarsi in ogni rissa. L’importante è che questo principio venga rispettato, che Alec, in combattimento, venga mostrato così (quantomeno sino alla battaglia sulla nave); se ciò avverrà, che lui si ritrovi a tagliare in due un demone che gli si lancia addosso o ne uccida uno insieme a Jace non ha la minima importanza, poiché Alec è un guerriero. E diciamolo, quanto è figo Alec che combatte? Tantissimo. E quell’azione con Jace quanto urla “parabatai” da uno a dieci? Cento.jacealec
Ciò che ha veramente importanza è che gli eventi nella loro essenza e nel loro ordine cronologico restino immutati; che i personaggi, nella loro psicologia, essenza, caratteristiche generali, emozioni e relazioni vengano rispettati. Se sarà così, anche se dovessimo ritrovare quattro o cinque demoni invece di uno solo, o in un luogo si recassero tutti i protagonisti invece di due o tre, l’adattamento potrà in ogni caso dirsi soddisfacente, perché sono queste le cose essenziali.
Tutti rimarremo delusi per l’eventuale assenza di una scena a cui tenevamo, io compresa, così come tutti siamo stati quantomeno scettici dinanzi ad alcune cose, in quest’anno, io per prima. Ad esempio, non ho problemi a dire che Isaiah Mustafa come Luke non mi ha mai convinto: un uomo bellissimo, una bellissima voce, ma Luke? No. Se lo avessero scelto per interpretare Malik o Kadir o un altro Shadowhunter, se gli avessero anche cucito addosso un personaggio (anche britannico, per dire), non avrei avuto obiezioni, ma per Luke non mi convinceva e continua a non convincermi, perché parte dell’attinenza a un personaggio letterario risiede anche nelle corrispondenze fisiche generali. Non hanno importanza il colore degli occhi, la gradazione di biondo, castano, nero o rosso dei capelli, ma una generale corrispondenza fisica contribuisce a portare in vita il personaggio descritto sulla carta (e non mi si venga a dire, come ha fatto zia Jo recentemente su Hermione, facendo una piccola brutta figura, che non è specificato come sia lui, perché non c’è bisogno per forza di scrivere esplicitamente; basta la descrizione fisica generale, e i capelli castani e gli occhi azzurri non hanno bisogno di altro). Stesso discorso, anzi, a maggior ragione, per Camille Belcourt. La ragazza scelta mi è sembrata carinissima, ma Camille ha una caratterizzazione specifica, soprattutto per la pelle diafana… caratteristiche essenziali per una donna che frequentava certi ambienti in periodi storici in cui il razzismo era convenzione sociale, quindi mi chiedo come verrà gestita la questione. Tutto ciò, però, non mi trova arroccata sul “no”, anzi, spero che mi facciano ricredere.

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Bene, detto ciò, veniamo all’episodio.
Nei giorni scorsi ho letto le recensioni di TMI Source e altri, e francamente alcuni giudizi mi hanno lasciata interdetta, sembrandomi onestamente esagerati. La visione dell’episodio ha confermato questa mia prima impressione. Mi riferisco, in particolare, alla cosiddetta “mancanza di profondità” o “di cuore” dei personaggi. Ragazzi, questo è un pilot! Posto che è difficile trovarne uno perfetto o quasi, se ci si aspetta di vedere nei primi quaranta minuti introduttivi la profondità che i personaggi hanno raggiunto nell’arco, se non di sei, quantomeno dei primi tre romanzi, si parte già con considerazioni sbagliate. Non si può ragionare partendo da tutto ciò che noi lettori sappiamo di questi personaggi, dobbiamo osservare questi primi episodi dal punto di vista delle prime pagine di “Città di Ossa”. A pagina cinquanta, ottanta o cento, nessuno di noi ringraziava per la profondità e la complessità di Jace o di Alec (al contrario la tendenza su Alec, ad esempio, era la voglia di prenderlo a calci); ci sono voluti romanzi su romanzi affinché potessimo scoprire cosa c’è dietro la forza di Isabelle. Pertanto, il giusto atteggiamento è ragionare dal punto di vista dell’inizio di “Città di Ossa” e, onestamente, non è che Jace e Alec siano diversi, anzi. Stesso discorso per Isabelle. Come si può essere stupiti che sia salita su un cubo improvvisato, mettendosi a ballare in modo sinuoso per attirare i demoni, quando nel romanzo Alec e Jace la mandano a sedurre il demone, per attirarlo in trappola? O ancora, ricordando che Clary definisce i suoi vestiti in pratica da prostituta, che Izzy stessa fa notare a Magnus quanto lei e il fratello siano belli? Isabelle è così (non “prostituta”, ovviamente); come dice Jace, “E’ molto a suo agio con il suo corpo”… e non solo con quello, noi lettori possiamo assicurarlo.

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Questo pilot è stato perfetto? No, ha avuto aspetti convincenti e altri meno, ma complessivamente può essere promosso. Ha introdotto le situazioni, i personaggi, esattamente come doveva fare e si spera che, come accade nei romanzi, il meglio debba arrivare.
Partiamo dagli aspetti meno convincenti e affrontiamo subito l’argomento più spinoso: la recitazione. Alan Van Sprang e Harry Shum a parte, di cui ci aspettavamo le prestazioni positive, la vera sorpresa piacevole è stata Alberto Rosende, un Simon perfetto, con delle favolose facce sconvolte e stranite. Nessuno degli altri ha brillato; in moltissimi si sono lamentati di Katherine McNamara, ma anche Matthew Daddario, incredibile corrispondenza fisica a parte (e quindi bellezza), all’inizio è stato preoccupante, con quella voce monotono e monotona… per fortuna è migliorato nella scena dell’infermeria, quindi speriamo bene. Che dire, speriamo che abbiamo appreso da Harry e Alan e siano tutti migliorati, nel corso delle riprese, e che, come già detto, il pilot pecchi anche dell’iniziale non padronanza dei personaggi.
E poi, siamo onesti con noi stessi: qualcuno si aspettava il livello recitativo di “Penny Dreadful”, “Boardwalk Empire”, “Downton Abbey” e via dicendo? Direi proprio di no; devo essere sincera, personalmente temevo di peggio. Vorrei che “Shadowhunters” fosse realizzato meravigliosamente sotto ogni aspetto? Sì, certo, ma la verità è che questo show è nat12524106_944561105621353_2718450712021968515_no per intrattenere, come “The Vampire Diaries”, “Pretty Little Liars”, “Reign” e tanti altri. Ci sono show, passati e presenti, in cui il livello recitativo è mediocre, eppure il successo non è mancato e non manca. Pertanto, metto un attimo da parte l’obiettività e parlo da lettrice che ama la saga, e sarò brutalmente onesta: io voglio l’adattamento completo. Voglio Idris, Alicante – la Città di Vetro, voglio Jonathan… Tutto. Motivo per cui, fintanto che saranno generalmente fedeli a trama e personaggi, pur criticando dove riterrò che ci sia da criticare, lo show avrà il mio supporto (per di più, questa è l’ultima occasione, dobbiamo esserne tutti consapevoli, o la va o la spacca).
L’Istituto.
Non sono contraria alla presenza di tecnologia all’istituto (peraltro già annunciata). I libri si svolgono nel 2007, ma la serie è ambientata nel presente, dunque quasi dieci anni dopo, quindi il tocco di contemporaneità è accettabile e d’altronde nei romanzi Jace, Alec e Isabelle non sono estranei alla tecnologia, usano i cellulari… l’importante, però, è che non diventi una presenza eccessiva, che non vi sia un abuso, anche perché noi lettori sappiamo che a Idris e Alicante in particolare essa non funziona, per via delle difese.
Quello che mi ha lasciata più interdetta è la presenza di tutta quella gente, in un periodo in cui i Cacciatori normalmente presenti non dovrebbero essere lì, ma altrove, per gli Accordi (per chi non ha letto i libri, questioni politiche) e, soprattutto, che Izzy abbia accennato quel discorso al fratello maggiore… un discorso che sarebbe fatto a porte chiuse a chiave, vista la situazione della società dei Cacciatori di Demoni e la loro mentalità.

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Quindi, su questi aspetti mi auspico maggiore cautela nei prossimi episodi. E, soprattutto, aspetto ansiosa la biblioteca, perché sì, anche io preferisco l’atmosfera quieta e “classica” che all’inizio caratterizza l’Istituto.
Gli effetti speciali.
I demoni si sono rivelati “belli”, un po’ meno l’effetto di quando vengono uccisi. A terra si è visto l’icore nero, pertanto è probabile che quella sorta di effetto “sangue lavico” iniziale sia voluto per sottolineare la loro provenienza dalle dimensioni infernali, ma al momento non è proprio esaltante e speravo, avendolo già visto a ottobre, in una modifica. Vedremo, magari col tempo ci sarà un miglioramento.
Jocelyn.
E’ stata una situazione un po’ strana per tutti (sottinteso: coloro che hanno letto i romanzi), immagino… probabilmente gli autori hanno voluto eliminare tutta l’isteria della donna (lasciata con gli accenni su Twitter e quindi, in realtà, ai suoi controlli), per saltare alla parte in cui si vede costretta a parlare alla figlia, ma lo stilo in regalo… eccessivo.

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Ciò che io non ho apprezzato per nulla è stata la scena di lei che lega Clary, nel flashback. Va bene, questa è la donna che ha chiesto a uno stregone di modificare i ricordi della figlia, sin da quando questa era bambina, affinché dimenticasse di vedere il Mondo Invisibile e non si rendesse conto di avere la Vista, ma una madre che lega la propria figlia è un’immagine veramente discutibile, una pessima idea.
Tuttavia, la parte del combattimento mi è davvero piaciuta, si è data la misura di quanto lei fosse letale come combattente. Inoltre, la faccenda del portale in casa e del ciondolo di Clary sono stati contestualizzati ed è stato dato loro un senso. Può piacere o meno, ma ciò che è importante è che i cambiamenti abbiano senso, siano contestualizzati.

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I membri dei Circolo.
Ok, quelli del film sembravano dei cerebrolesi e ok, in realtà Valentine ha perso i migliori, ma… mi aspetto di meglio.

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I due problemi più grandi per la trama sono stati la mancanza di due collegamenti logici, diciamo: la scena alla caffetteria dopo il Pandemonium e Dorothea. La prima è necessaria come ponte per il successivo salvataggio di Clary da parte di Jace; all’Istituto, Isabelle afferma che loro sanno tutto di lei, ma non viene spiegato come e perché e a questo fine serve la scena della caffetteria, poiché mostra che Jace sta cercando di capire chi sia quella ragazza che li vede quando non dovrebbe. Senza, il suo arrivo a casa di Clary è risultato un po’ disconnesso, nonostante gli eventi siano in sostanza tutti concentrati nella stessa sera, invece che in giorni diversi come nel romanzo (immagino sia stata una scelta volta a dare dinamismo all’episodio).
Per Dorothea (che dunque sembra essere stata resa una vera strega), invece, il problema riguarda il futuro, in quanto se già adesso è stata mostrata la versione di lei come demone, eliminata da Jace, come verrà gestita la parte della successiva visita? Immagino che abbiano trovato una soluzione, ma allo stato attuale la questione è potenzialmente problematica.

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Per ciò che concerne Clary, Katherine a parte, devo dire che certe mie preoccupazioni sono state parzialmente “cancellate”: avevo il timore, da quanto visto in trailer e sneak peek, che fosse troppo sexy e “flirtosa” con Jace e sì, la frase fuori dal Pandemonium e l’atteggiamento col demone lo sono, ma non troppo, come temevo. Certo, non sembra la Clary dei romanzi, ma voglio metterla così: in questa versione lei non ha quindici-quasi sedici-sedici anni, ne ha diciotto, quindi penso (spero) che abbiano voluto rendere il look e l’atteggiamento un po’ più “da grande”, pur con dei tocchi da ragazzina (come con Simon); quella felpa verde indossata a coprire la maglietta (troppo sexy per Clarissa Fray, che per fortuna riceve in regalo), è il tocco “Clary originale” del libro. Ovviamente spero che con l’avanzare della storia anche questa versione di Clary mi piaccia. Per ora il giudizio è sospeso.

Come anticipato, ciò che personalmente non mi convince per nulla a livello di personaggi è Luke; non solo per la scelta attoriale, ma nemmeno per la nuova veste di poliziotto: come inseriranno il branco? Come spiegheranno che lui ne diviene capo? O forse, visto che Alaric è uno degli investigatori e ai due del Circolo Luke dice “la mia gente”, lui è già a capo del branco? Questo però non andrebbe a inficiare sul personaggio, la sua storia, le sue azioni, compiute per amore di Jocelyn e Clary?

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Veniamo agli aspetti positivi.
Visivamente il pilot mi è piaciuto. Certo, non ci sono stati picchi di bellezza, movimenti di camera particolarmente virtuosi, ma le inquadrature aeree, e non solo, mi sono piaciute e, complessivamente, l’episodio è bello da vedere, diciamo ben girato.

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Bravissimo Alberto Rosende come Simon, le facce, le frasi borbottate… Simon, non c’è altro da dire. E ad Alberto, per essere alla prima esperienza, davvero complimenti, già convincente nel pilot.
Per quanto riguarda Maureen, posto che dovrebbe essere quella Maureen… beh, visto che loro hanno diciotto anni (e quindi, presumo, Alec venti), invece di sedici, non potevano certo inserire la Maureen tredicenne/quattordicenne dei romanzi, dovevano crearne una versione alternativa, motivo per cui non sono contraria a priori, spero solo che la usino nel modo corretto.

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Viva, sempre Viva, Alan Van Sprang. Gli è bastato girarsi per far pensare “Valentine!”
Elegante, sguardo sinistro e inquietante, con la follia repressa in quegli occhi, prima calmo, poi quello scoppio d’ira, poi di nuovo calmo… Valentine, che noi lettori sappiamo bene usare quella fredde73143-r2zza ed estrema padronanza di sé come maschera, sotto la quale in realtà ribolle la rabbia violenta, che lui trattiene a stento, e che chi lo conosce bene intravede attraverso quella facciata che lui stesso si è costruito (certo, Chernobyl… come sia potuta venire questa idea proprio non so, forse meglio non chiederselo).
Una delle parti migliori è stata la scena introduttiva, bellissima e ben costruita. Sono molto contenta per questo punto di vista generale e non di Clary (come nei libri), che permette di mostrare (e a noi di vedere) il “dietro le quinte”, per così dire, di alcuni eventi, a cui noi non abbiamo assistito leggendo i romanzi, proprio per via del punto di vista di Clary.
E’ bellissimo vedere questi giovani Shadowhunter a caccia anche senza Clary, vedere come si organizzano, Jace e Isabelle ansiosi di darvi inizio perché per loro fonte di divertimento… e la musica, ovvero la canzone, in sottofondo. Perfetta. Sono felice che vogliano prestare attenzione anche a questo, cercando di creare l’atmosfera, sottolinearla, esaltarla.
“The hunt has just begun.” (Se solo potessimo dire quanto questa frase corrisponda alla realtà! You think you know, but you have no idea.)

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Anche il modo in cui Isabelle, Jace e Alec sono scesi da quel traversone tra i due edifici è stato studiato per rispecchiare i tre personaggi, con le loro diverse personalità: Isabelle e Jace si mettono un po’ in mostra, perché in verità loro due a caccia si divertono, possono mostrare la loro abilità e la loro eccezionalità (e a entrambi piace essere eccezionali… certo, a Jace in particolare). Alec invece scende in modo semplice, essenziale, serio, perché lui è fatto così, prende tutto molto seriamente e non si dà mai delle arie, e come sappiamo bene non si mette mai in mostra, sebbene non sia meno eccezionale di Isabelle (come noi lettori già sappiamo e chi non conosce i romanzi scoprirà, l’eccezionalità di Jace va valutata a parte).

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Altra scena fantastica, il Pandemonium. Bello il combattimento (per essere il primo), adorabili gli occhi da cucciolo infelice di Alec mentre guarda Jace “flirtare” con il demone, sebbene sia consapevole che non solo Jace non ha interesse alcuno, ma, soprattutto, non veda l’ora di tagliare in piccoli pezzetti quel demone. Izzy che combatte è stupenda, da sinuosa gattina a scatenata belva assetata di sangue in un nanosecondo… e d’altronde lei è così, a caccia è come una mantide religiosa, usa la sua bellezza per attirare i demoni con la promessa di seduttivi piaceri per poi, una volta che essi sono caduti nella sua rete, staccare loro la testa con sommo piacere.
Carino il particolare di Clary che, allontanata da Jace, schizza via come una bambolina di pezza, perché mostra la differenza tra chi è Shadowhunter e chi non lo è.
Interessante la frase del demone ai due del Circolo, che sembra uno spunto preso dagli autori dai romanzi, anche dal primo, proprio relativamente al demone al Pandemonium, per poi essere ampliato, come a indicare che il demone sa bene cosa sta succedendo, come si sta muovendo Valentine; questa frase, gli omicidi che tanto preoccupano la polizia dei quali si occupano Luke e Alaric, sembrano indizi sparsi che vogliono portare al piano su vasta scala di Valentine… e sarebbe uno spunto interessante per questa nuova situazione che coinvolge Luke, la quale, come ho detto, non mi convince.

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Breve ma memorabile l’entrata in scena di Magnus Bane, Sommo Stregone di Brooklyn. Sommo non a caso, lasciatemelo dire. Adoro tutti loro, ma Magnus è il mio personaggio preferito poiché, nonostante la sua occasionale “idiozia” (non facciamo spoiler), è straordinario, nonché l’unico che avesse capito come va trattato Valentine. Godfrey Gao corrispondeva alla mia immagine di Magnus, ma sono molto contenta anche di Harry, al quale è bastato poco per conquistarmi. Il suo Magnus mi ha avuta in ottobre, al gesto di avvicinarsi per bere il drink dalla cannuccia nel bicchiere che gli viene offerto… non vi dico sul movimento fatto per alzarsi. MAGNUS BANE, ladies and gentlemen. Fantastici i due particolari emersi con le sue frasi ai due membri del Circolo ed entrambi sono da “I see what you did there” in quanto ambedue (“I membri del Circolo non sono i benvenuti nel mio club” e “Voi avete inflitto di peggio”) sono citazioni de “Le Cronache di Magnus Bane”, in particolare di “L’Origine dell’Hotel Dumort”, in cui lui è proprietario di un club nell’epoca del proibizionismo, e di “L’Ultima Sfida dell’Istituto di New York”, in cui Magnus si scontra direttamente col Circolo e Valentine e assiste alle loro azioni. Renderlo proprietario del Pandemonium, inoltre, serve a introdurlo immediatamente al centro degli eventi, visto che Magnus è effettivamente una figura centrale in essi.
Questi particolari sparsi qui e lì, che permettono di considerare tutto l’universo Shadowhunters, sono fantastici e denotano una volontà di svolgere un lavoro il più possibile attento e minuzioso. Sarebbe gradito che tale attenzione venisse palesata e utilizzata in ogni aspetto.
Altra bella scena, quella in infermeria. Isabelle è più gentile di quanto non sia nel romanzo, vero, ma nel momento in cui resta ferma a occhi chiusi sembra quasi imporsi di non reagire perché sarebbe in grado di uccidere Clary con un mignolo. E in ogni caso lei, Alec e Jace sono davvero in character, Jace e Alec in particolare, e le loro dinamiche mi hanno già conquistata.

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Nel complesso, dunque, il pilot è promosso, nonostante i mutamenti annunciati e qualche difetto e scelta discutibile da correggere, poiché in sostanza la storia e i personaggi sembrano essere quelli che noi lettori ben conosciamo e amiamo, per cui, incrociamo le dita!

 

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, “The Descent Into Hell Is Easy”.

 

 

Alla prossima settimana!

 

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news sulla saga e l’autrice, Cassandra Clare, aggiornamenti e spoiler settimanali sugli episodi, news sui nostri personaggi preferiti e tanto altro!

Shadowhunters Italia (sito ufficiale italiano della saga)

Malec Italia

Shadowhunters Italian Fans

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Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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6 COMMENTS

  1. Questo pilot mi è piaciuto molto, non ho letto i libri quindi tutti i vari riferimenti o se gli attori corrispondano ai personaggi dei libri mi sono totalmente sconosciuti.
    ABC Family in questi mesi gli ha fatto talmente tanta pubblicità che non vedevo l’ora che iniziasse ma con la “paura” che si sarebbe potuto rivelare una porcheria.
    Devo dire che la recitazione di Katherine McNamara mi distraeva non poco, trovo difficile interessarmi ad un personaggio quando l’attore recita male ma era solo la prima puntata quindi le concederò il beneficio del dubbio :-).
    Jace invece mi è piaciuto molto, egocentrico e strafottente al punto giusto.
    Anche Magnus ha colpito la mia attenzione ma ho una domanda: lui è un stregone potentissimo ma è di conseguenza immortale? Da quanto tempo è sulla Terra? Sono sempre affascinata dai personaggi che hanno vissuto tante vite ed in epoche storiche completamente diverse.
    Guarderò sicuramente i prossimi episodi e sono davvero curiosa di vedere come si svilupperà la storia

    • Ti chiarisco subito l’idea: l’attore che interpreta Alec, colore occhi a parte (nei libri azzurri), è spiccicato alla descrizione, l’attrice che interpreta Isabelle, la sorella, altezza a parte anche. L’attore che interpreta Simon identico, Magnus è di origine asiatica, quindi sì, il suo interprete è perfetto; Katherine McNamara quanto a colore di capelli e occhi corrisponde alla descrizione, ma Clary, che nei libri ha 16 anni, è piccolina, minuta, Katherine è più alta e slanciata, anche se molto magra.
      Dominic è, in parte, quello che rispecchia meno Jace, diciamo, perché Jace è descritto quasi come un gatto, capelli biondi che ricordano una cresta leonina e occhi ambrati, slanciato, flessuoso, “felino” anche nei movimenti. Non è che ci si possa lamentare, però, a fare Jace è il suo atteggiamento, che è in sostanza quello che hai descritto: Jace è consapevole di essere attraente e non nega di saperlo, è sarcastico, è il “tipo fico” che sa di essere fico e ne ha l’atteggiamento, adora combattere, ma non è egocentrico, no, questo no, farebbe qualunque cosa per proteggere chi ama, è disposto a esporsi a qualunque tipo di pericolo ma non è disposto a esporre le persone che ama.
      E in realtà tutto questo è facciata, perché ha un cuore enorme ed è davvero, davvero un bravo ragazzo. La sua è una corazza.

      Il pilot è sufficiente, ma i cambiamenti (annunciati) ci sono e, chiaramente, da amante della saga letteraria avrei preferito una maggiore fedeltà, tuttavia bisogna anche tenere presente che un adattamento cinematografico o televisivo è cosa diversa da un libro. Ciò che funziona sulla carta non sempre funziona sullo schermo, grande o piccolo che sia, perciò bisogna avere un po’ di flessibilità mentale.

      Magnus: sì, è immortale. La sua età è un argomento molto dibattuto, cambia costantemente proprio perché lui ogni volta dice una cifra diversa: una volta sono 300, quella dopo 700, poi 400, poi 800… secondo me siamo sui 700 e qualcosa ma lui non vuole ammetterlo.
      E’ il mio personaggio preferito, il titolo di uno stregone che “domina” la città (non letteralmente, bensì nel senso che è lo stregone più influente, più importante) è Il Sommo Stregone… in questo caso di Brooklyn. C’è un Sommo Stregone di Los Angeles, uno di Londra… e via dicendo.
      La cosa importante è anche da dove derivano gli Stregoni, ma non te lo svelo, penso che sarà spiegato nello show (spero).

      Se hai altre domande, chiedi pure! E grazie per aver letto la recensione. 🙂

  2. Recensione perfetta! concordo in tutto e per tutto con te. L’episodio nel complesso mi è piaciuto e proseguirò la visione di sicuro 🙂
    …lo farei anche se non mi fosse piaciuto, da fan della saga letteraria aspettavo l’adattamento televisivo da troppo tempo…la curiosità prevale 😀

    • Ciao!
      Grazie mille!
      Nel complesso è piaciuto anche a me, sebbene preferisca il film.

      Guarda, posso dirti, “oh, brava!”
      Dovrebbe essere l’atteggiamento di tutti coloro che amano la saga. Critica libera (sensata, intendo), ma guardare, anche perché è l’ultima possibilità e, se si ottiene il rinnovo, c’è comunque margine di miglioramento, ma se si stronca è tutto perduto. Preferisco criticare ma ottenere il margine di miglioramento, piuttosto del nulla.

  3. Personalmente ho colto la metà delle cose che hai scritto, non avendo letto i libri mi posso basare solo sul mio personale gusto pertanto devo dire che questo pilot mi è sufficientemente piaciuto. La storia ha del potenziale ed è davvero interessante. I personaggi hanno un certo fascino ed hanno svelato solo qualche particolare di sè quindi è bello doverli ancora scoprire e conoscere (proprio come se fossimo ai primi capitoli di un libro..).
    Chernobyl mi è sembrata una cxxxxxa pazzesca.. Sorvolo!
    Magnus mi ha conquistata più di tutti anche se, scappando dal pandemonium mi ha delusa, ma sospetto ci sia un perché!
    La tua rece ottima come sempre… Brava Simo!

    • Se non hai chiaro qualcosa puoi sempre chiedere, ma immagino, comunque, che dal pilot tu abbia capito cosa succede. Fino ai limiti in cui è stato spiegato e mostrato, ovviamente.

      Chernobyl non si può vedere. Il fatto è che Valentine in realtà è in una struttura… abbandonata, ma non lì!

      Magnus: lui non è scappato. Lui vuole solo tenere un basso profilo. Il fatto è che questa è sempre la prima reazione di Magnus, lui tenta sempre di starne fuori… e fallisce miseramente ogni volta.
      Ma è una cosa reciproca, in realtà, Shadowhunters-Nascosti (in inglese Downworlders): gli Shoadowhunters vogliono stare lontani dai Nascosti, pur dovendo vigilare anche su loro, i Nascosti non vogliono che gli Shadowhunters ficchino il naso nei loro affari.
      Magnus ha un perché bello grosso, in verità, in quanto, come ho scritto, lui si è scontrato direttamente col Circolo e Valentine in persona, ha visto con i suoi occhi le atrocità commesse, non solo una volta. Sotto tutto il trucco, i glitter e l’atteggiamento frivolo, Magnus è uno stregone MOLTO potente e caxxutissimo e dalla grande compassione per gli altri. Per farti capire, è una sorta di Elijah bisessuale con la passione per le feste e la moda, che minaccia con frasi apparentemente innocenti e i cui occhi dicono “Mettimi alla prova”.
      Magnus è antico, ha vissuto a lungo e ha visto molto, comprese le azioni del Circolo e la Rivolta che ne è seguita. Nell’ ‘800, ad esempio, venne invitato a una cena all’Istituto di Londra da coloro che lo guidavano (all’epoca viveva là), con rappresentanti di Licantropi, Vampiri… lo scopo della cena era il radunare menti per la risoluzione di alcuni problemi comuni a tutte le razze. Peccato che chi era presente alla cena, degli Shadowhunters, trattò Magnus e gli altri alla stregua di bestie e, finita la cena, invece di far lavare i piatti da cui lui e gli altri rappresentanti avevano mangiato, li fece buttare via, perché toccati da dei Nascosti.
      Il fatto è che gli Shadowhunters, pur prendendo molto sul serio il mandato di protezione degli innocenti e del mondo, sono una società arrogante, razzista, omofoba, bigotta, che non impara dai propri errori. Questo è uno dei temi della storia.
      Quindi ora capisci il perché dela reazione di Magnus. Ma aspetta e vedrai.

      Grazie mille! 🙂

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