Shadowhunters | Cassandra Clare e la ‘guerra tra i fan’

Shadowhunters

“Detesto vedere il fandom diviso tra lo show e i libri”. Saper argomentare come Cassandra Clare potrebbe tornare utile alla prossima riunione del concilio.

Lunedì l’autrice della saga di libri The Mortal Instruments – sui quali si basa la serie tv Freeform Shadowhunters – ha pubblicato dei tweet nel tentativo di fermare quella che lei definisce una “guerra non necessaria” tra i fan dei romanzi e quelli dello show.

Utilizzando l’hashtag #ShadowhuntersFandomUnited, la Clare ha chiamato in causa il “rapporto positivo” che ha con l’intero cast di Shadowhunters, inclusi lo showrunner Ed Decter e il produttore esecutivo McG. Furthermore. L’autrice insiste che “gli autori non provano risentimento nei confronti di chi fa degli adattamenti delle loro opere e che non c’è nessuna competizione”.

Ecco i tweet della Clare:

Piccola nota sulla serie. Non c’è competizione tra i libri e lo show. Possono piacervi entrambi o nessuno dei due.

Gli autori non provano risentimento e non sono in competizione con chi adatta le loro opere. Non funziona così quando qualcuno traspone ciò che scrivi.

Non ci si sente così. Gli adattamenti sono rari e capitano a pochi fortunati.

Ho un buon rapporto con Ed Decter e con McG. Furthermore, così come con l’intero cast di Shadowhunters.

Detesto vedere il fandom diviso in questa guerra inutile. Fan dello show e fan dei libri — non appartenete a due fazioni opposte.

Magari possiamo fare dell’ashtag #ShadowhuntersFandomUnited un trend per aumentare e incoraggiare la positività e lo spirito di squadra?

Fonte

thisperfecttime
Valentina, classe 1991. Da piccola il suo appuntamento quasi-fisso era con Young Hercules e Xena L’addiction però è arrivata più avanti, con Lost. Ricorda un momento preciso, come un colpo di fulmine: accende la tv e appare un gruppo di persone a lei ancora sconosciute, una ragazza bionda prende la mano di un ragazzo e poi un’asiatica esclama: “Boat, Boat!”. Ecco, quello è stato IL Momento. Dopo aver recuperato telefilm che le erano inspiegabilmente sfuggiti (Buffy in primis) inizia a guardare un numero sempre crescente di serie tv, vecchie e nuove, (tanto i network “risolvono il problema" facendo stragi e cancellandone una buona percentuale) e ad affezionarsi, sempre e comunque, a quei personaggi destinati a tirare le cuoia nei modi più assurdi e dolorosi. Per ora fa la spola tra Gotham City e l’Enchanted Forest, tra il Seattle Grace e Central City, tra Baltimora e il salotto di Freddie e Stuart… Ma è sempre alla ricerca di nuove destinazioni.

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2 COMMENTS

  1. Ho letto i libri (divorati). Ho visto il film (carino, non bellissimo, ma decente per essere tratto da un libro). Ho visto la prima puntata del telefilm e non sono riuscita ad andare avanti.
    Giuro che ho provato con tutte le mie forze a guardare la seconda puntata cercando di liberarmi dai pregiudizi e cercando di dimenticare il libro, come se non conoscessi la storia, ma dopo 10 minuti non ce l’ho più fatta.
    Non ho potuto sorvolare sulla mancanza di dialoghi decenti; non ho potuto gradire l’interpretazione degli attori; non ho potuto non notare la fretta di far conoscere tutto e subito senza approfondire e dare il giusto peso a quello che accadeva.
    I telefilm permettono di sviluppare una storia più completa perché hanno molto più tempo dei film per sviluppare il plot e sono comunque riusciti a fare peggio del film.
    Stendo un velo pietoso sugli attori, mi dispiace. Ho cercato anche di rivalutarli in lingua originale pensando che il doppiaggio avesse tolto di intensità e invece niente, non ce la possono fare. Sono solo dei gran fighi.
    Grazie per avermi permesso di esprimere il mio parere. Siete dei grandi.

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