Scandal | Recensione 4×21 – A Few Good Women

Niente può renderti così bravo, se non combattere per qualcosa in cui credi.
Sarebbe stato facile conquistare il pubblico parlando della morte del figlio. Sarebbe stato facile spettacolarizzare il dolore. Sarebbe stato facile usare il discorso di Elizabeth. Mellie, però, non l’ha fatto. Mellie non è stata la First Lady in questa puntata di Scandal, Mellie è stata una donna che corre al Senato senza trucchi, una donna che ha condannato un crimine gravissimo: lo stupro.
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Mellie ne è stata vittima, l’ha nascosto per tanto tempo, ha cercato di ignorare il dolore per tanto tempo e alla fine è scoppiata. Penso però che Mellie non abbia combattuto Big Jerry al massimo delle sue possibilità, perché una parte di lei, forse piccola forse no, sapeva che quell’atto di violenza l’avrebbe aiutata a ricattare Big Jerry, ad aiutare il marito, ma credo che alla fine – e l’abbiamo visto più volte nel corso della terza stagione e all’inizio di questa quarta – Mellie si sia resa conto che sacrificare se stessa le ha portato solo dolore: non solo perché ha distrutto il suo matrimonio allontanando irrimediabilmente il marito, ma anche perché non è riuscita ad amare Jerry fino in fondo e non è riuscita a farlo perché quel figlio rappresentava il dubbio e la colpa.

All’inizio della puntata speravo che Fitz intervenisse, che difendesse la sottufficiale, che andasse contro le regole, ma capisco che la cosa sarebbe stata troppo irrealistica… Anche se la nave del realismo è salpata da un po’ in questa stagione di Scandal! La telefonata di Liv, però, gli ha permesso di agire: forse per aiutare Olivia, forse per aiutare, per via traverse, la sottufficiale, in onore di Mellie. Fitz non solo ha concesso la visione di documenti secretati, ma ha donato alla moglie l’ingrediente segreto per essere amata dall’America. Mellie non ha avuto bisogno di raccontare della morte di Jerry o di raccontare al mondo che è stata vittima di stupro. Mellie Grant non ha dovuto impietosire nessuno perché è stata capace di conquistare il pubblico grazie alle sue parole, delle parole piene di rabbia, di passione, di voglia di combattere. Il discorso di Mellie è stato talmente ben scritto e interpretato che avrei voluto essere anch’io lì ad acclamarla, a darle il mio appoggio. Non si parla ancora abbastanza dello stupro e in alcuni ambienti, come quello della marina militare, non viene data la giusta importanza a questo crimine, non viene riconosciuta la violazione del corpo. Sentire Fitz raccontare che la marina considera lo stupro come una ferita sul campo di battaglia mi ha fatto venire i brividi perché non posso pensare che in Paesi così avanzati esistano organismi così indietro mentalmente, organismi che si controllano da soli per giunta! Credo che Mellie abbia trovato qualcosa di giusto per cui combattere, qualcosa che la riguarda da vicino, qualcosa per cui vale la pena rischiare, qualcosa che potrebbe farla ricordare… A meno che Commando non decida di farcela ricordare in qualche altro modo. Pur non essendo in scena fino all’ultimo secondo di questa puntata, la presenza di Rowan, il suo immenso potere e la sua astuzia sono state avvertite fin troppo bene. Dal dialogo fra Russel e Jake, alla preoccupazione di Olivia, alla scoperta che quel JAG imbranato è in realtà un agente del B613 (nessuno controlla le carte d’identità?), alla scoperta di Mellie come Foxtail (che diavolo vorranno farle?!) Rowan ha fatto passare il messaggio, l’ha impresso nell’anima di tutti, ha fatto in modo che tutti capissero che NESSUNO PUO’ BATTERE COMMANDO.

Ed è stata proprio la scena fra Jake e Russell a ricordarci l’obiettivo di Rowan: far capire a Olivia che non sarà mai al sicuro.
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Oltre a ciò non penso che Jake volesse solamente confrontarsi con l’altro se stesso, quello senza difetti, ma volesse per certi versi sentire il brivido di essere in quella posizione; di sentirsi utile davvero. Penso che il personaggio di Jake si sia perso lentamente e che, ora come ora, la sua storia sia ad un punto morto. Questo personaggio è presente dalla seconda stagione, ma oltre a sapere che è un ex serial killer del B613, che impazzisce per hamburger e birra e che è innamorato di Liv al punto da sembrare il suo zerbino non sappiamo nient’altro di lui.
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Ammesso che sopravviva al finale di stagione, Jake potrebbe diventare un gladiator a tutti gli effetti e se questo succedesse vorrei saperne di più su di lui, vorrei sapere cosa l’ha spinto a dire certe cose in “No Sun on The Horiozon”, vorrei che avesse una storyline sua, vorrei di più.

Susan Ross si conferma un personaggio davvero positivo, una donna coraggiosa, spontanea, una donna non ancora contaminata dalla politica della Casa Bianca. Spero che le venga dato più spazio, una storia vera, per citare Cyrus spero che “qualcuno nutra il piccione!”

Puntata buona nel complesso, dinamiche e storie interessanti sostenute da un buon ritmo, ma mi aspettavo qualcosa di diverso essendo così vicini al finale di stagione. Trovo che ultimamente i “Case of the week” siano diventati una forzatura in quanto soprattutto negli ultimi due episodi li ho trovati superflui , avrei preferito che per queste poche puntate la storia fosse focalizzata solo su Liv & Co. E voi cosa ne pensate?
Voto: 7 e mezzo.

Riusciranno a battere Commando?
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Vi lascio con il promo del promettente season finale!

Julia
Linguist, writer, reader, filmgoer and totally addicted to telefilm. Studia lingue, le ha sempre studiate e sempre le studierà. Fin dalle elementari ha sempre e solo avuto in testa l'inglese, ora sa anche francese, spagnolo, russo e tedesco, ma se avesse tempo imparerebbe tutte le lingue del mondo. La sua vita da strega.. Ehm cioè filmica e telefilmica è cominciata con Hocus Pocus, poi con Charmed ed infine con Harry Potter (sì, è fermamente convinta che il mancato arrivo della sua lettera sia stato solo una svista del sistema postale italiano – qui girano solo gufi ubriachi- ù.ù ). Non essendo stata convocata a Hogwarts ha passato l'adolescenza prima a Capeside con Dawson e la sua compagnia, poi a Stars Hollow dalla famiglia Gilmore ed infine ha deciso di frequentare i “quartieri alti” di Orange County in compagnia di Ryan, Seth, Summer e Marissa e dell'Upper East Side cercando di scoprire chi fosse Gossip Girl. Per guarire la sua dipendenza da quella gioventù ricca; è andata a farsi curare al Seattle Grace Hospital, luogo dove fa ritorno ogni anno anche se Shonda cerca di ucciderla. Deve confessare, però, che gironzolando per Mystic Falls e per Beacon Hills ormai è abituata a rischiare la vita. Nel tempo libero legge, legge, legge e scrive, scrive, scrive. Sogno nel cassetto: vivere a New York e scrivere sul cinema. Piano B: piazzarsi davanti agli studios di Los Angeles e, in qualche modo, farsi assumere. Motto: A volte possiamo far avverare i sogni. Non succede spesso, ma quando possiamo dobbiamo farlo.

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1 COMMENT

  1. La puntata mi è piaciuta e Susan Ross è davvero una boccata d’aria fresca in un ambiente corrotto e che agisce solo per interesse personale come Washington/la Casa Bianca.
    Il rapporto tra Mellie e Fitz migliora sempre di più e nessuno se lo sarebbe aspettato ripensando alla prime 2 stagioni ed anche io ho più volte sottolineato come il personaggio di Jake ormai non si capisce cosa ci faccia in scena visto che il suo non-ruolo nella storia. Secondo me Jake è in buona compagnia (personaggi usati come tappezzeria senza un ruolo ben delineato), vedi David Rosen, Quinn, Abby (tranne la parentesi con Leo Bergen) ed in certi momenti la stessa Olivia.
    Siamo quasi al finale di stagione ed io mi domando: Qual’è stato il filo conduttore di questa stagione? perché io non riesce ad identificare il denominatore comune che ha guidato questa 4 stagione.

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