Scandal | Recensione 4×14 – The Lawn Chair

Questa settimana Scandal si allontana dalla finzione, facendo eco ad un fatto di cronaca risalente allo scorso 9 agosto 2014 riguardante l’uccisione del diciottenne afroamericano Michael Brown. Scandal rispecchia in molti punti il triste fatto di cronaca: Michael e il personaggio di finzione Brandon vengono uccisi a colpi d’arma fa fuoco da un poliziotto bianco il cui nome, in un primo momento, non viene rivelato dal capo della polizia per poi trapelare. Entrambi i corpi delle vittime giacciono a terra per diverse ore, entrambi disarmati, entrambi circondati da gente del quartiere scesa in strada a protestare contro queste infinite ingiustizie razziali. A differenza del caso Brown, il poliziotto in Scandal viene incriminato grazie all’aiuto dei gladiatori che sono riusciti a farlo confessare.

Fin dal primo minuto della puntata ho visto, di nuovo, un’ Olivia pronta a giocare al di sopra delle sue possibilità. L’abbiamo vista farlo più volte durante il periodo del suo rapimento e l’ha fatto nuovamente in questa puntata andando in contro ad un uomo armato per farlo ragionare. A volte questo suo comportamento mi ricorda quello di Meredith Grey e come Owen l’ha definito “spavaldo”. E mentre Meredith la maggior parte delle volte è stata mossa dal desiderio di proteggere quelli che ama, Olivia è mossa da un incredibile self-confidence che nemmeno il rapimento SEMBRA riuscito a scalfire. Certo l’abbiamo vista allontanarsi dall’uomo armato con una mano tremante, ma sinceramente mi è parsa una reazione un po’ a scoppio ritardato. I mean, eravamo già a metà puntata e il padre in lutto le aveva già puntato il fucile addosso, ma solo allora Olivia ha avuto paura. Non credo che sia necessario che un personaggio debba lagnarsi, struggersi e lamentarsi per mille puntate dopo un’esperienza traumatica, ma credo che vedere anche la fragilità dei protagonisti sia giusto perché sono proprio tutte queste sfaccettature diverse a caratterizzare i personaggi. Prendiamo Cristina Yang dopo la sparatoria o l’incidente areo in Grey’s Anatomy: la dottoressa più fredda, senza cuore o compassione ha dimostrato il suo lato più umano soffrendo di stress post traumatico. Liv invece si è chiusa a riccio facendo finta che niente sia successo, ma sono speranzosa per il prossimo episodio anche se, sconvolgerebbe un po’ l’ordine degli avvenimenti.

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Tralasciando ciò, mi è piaciuto come Liv si sia messa in gioco con la polizia. Questa volta ha davvero scelto il sole, scegliendo di stare dalla parte giusta, dietro il nastro della scenda del crimine a protestare contro le ingiustizie razziali che tutt’ora nel 2015 continuano ad accadere. Liv non ha scelto l’oscurità, non ha scelto il suo cliente, non ha scelto di portare a termine il lavoro per il quale era stata ingaggiata, ha scelto di stare al sole, ha scelto quel posto che ha reclamato a lungo, quel posto che l’ha fatta stare bene su un isola deserta, quel posto che la fa sentire corretta e normale.

Davvero ben recitata è stata la parte del padre che non ha mancato di emozionare. Un padre che ha protetto il corpo del figlio, che non ha mai dubitato dell’innocenza del figlio, che ha cercato una giustizia che nella sua vita non ha mai visto, una giustizia che dichiarava che suo figlio fosse in possesso di un arma. Molto bello l’incontro conclusivo con Fitz che non gli ha stretto la mano da presidente degli Stati Uniti d’America, ma da padre che ha vissuto la perdita del figlio per mano di altri.

BELLAMY YOUNG, TONY GOLDWYN

Fitz continua a piacermi. Ho temuto che per un momento voltasse le spalle a Mellie, ma non l’ha fatto e questo gli fa onore. Certo scegliere la senatrice nonmiricordocomesichiama solo perché è totalmente inadeguata è un colpo basso, ma è un gesto di riconoscenza per Mellie. Fitz è pronto a restituire alla moglie tutto quello che le ha tolto e a lavorare con lei come una squadra per far sì che ciò avvenga.

Puntata molto diversa dal solito, che ha dato inizio ad un nuovo ciclo e ha riportato un po’ di realtà e normalità. Chapeau a Shonda per aver mostrato al mondo le due facce di una medaglia di una storia che purtroppo spesso si ripete e che ancor oggi fa sorgere ineguaglianze che sembrano insormontabili. Voto: 7 e mezzo.

Cari lettori, da quest’anno vi invito a cliccare “mi piace” su questa meravigliosa pagina Shonda Rhimes Italia dedicata al mondo di Shonda! Qui ogni settimana potrete trovare immagini, video e notizie riguardanti non solo Scandal, ma anche Grey’s Anatomty e il nuovissimo How to Get Away with Murder!

Vi lascio con il promo della 4×15!

Julia
Linguist, writer, reader, filmgoer and totally addicted to telefilm. Studia lingue, le ha sempre studiate e sempre le studierà. Fin dalle elementari ha sempre e solo avuto in testa l'inglese, ora sa anche francese, spagnolo, russo e tedesco, ma se avesse tempo imparerebbe tutte le lingue del mondo. La sua vita da strega.. Ehm cioè filmica e telefilmica è cominciata con Hocus Pocus, poi con Charmed ed infine con Harry Potter (sì, è fermamente convinta che il mancato arrivo della sua lettera sia stato solo una svista del sistema postale italiano – qui girano solo gufi ubriachi- ù.ù ). Non essendo stata convocata a Hogwarts ha passato l'adolescenza prima a Capeside con Dawson e la sua compagnia, poi a Stars Hollow dalla famiglia Gilmore ed infine ha deciso di frequentare i “quartieri alti” di Orange County in compagnia di Ryan, Seth, Summer e Marissa e dell'Upper East Side cercando di scoprire chi fosse Gossip Girl. Per guarire la sua dipendenza da quella gioventù ricca; è andata a farsi curare al Seattle Grace Hospital, luogo dove fa ritorno ogni anno anche se Shonda cerca di ucciderla. Deve confessare, però, che gironzolando per Mystic Falls e per Beacon Hills ormai è abituata a rischiare la vita. Nel tempo libero legge, legge, legge e scrive, scrive, scrive. Sogno nel cassetto: vivere a New York e scrivere sul cinema. Piano B: piazzarsi davanti agli studios di Los Angeles e, in qualche modo, farsi assumere. Motto: A volte possiamo far avverare i sogni. Non succede spesso, ma quando possiamo dobbiamo farlo.

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