Scandal | Recensione 4×04 – Like Father, Like Daughter

OH CRAP OH CRAP OH CRAP. Questo è ciò che ho pensato vedendo gli ultimi secondi di questo quarto episodio di Scandal. L’incipit di questa puntata ci ha condotti direttamente al finale; alla rovina di Jake. Nello scorso episodio Jake ha commesso un errore enorme o meglio un errore da principiante sbandierando in faccia a COMMANDO i suoi piani per lui. I mean, come poteva pensare che non avrebbe reagito all’istante?! Come poteva pensare che Rowan non trovasse il modo di incastrarlo?! Jake è stato davvero TROPPO SPAVALDO E PIENO DI SE’. Il ragazzo è sicuramente un elemento forte e capace, ma non ha l’esperienza che ha Rowan e a giudicare da come gli sta andando non avrà molte altre esperienze nella vita. Il fatto che Jake sia riuscito a spodestare Rowan una volta, non vuol dire che avrebbe potuto farlo di nuovo. Nonostante fosse senza potere, Rowan ha sempre di mostrato di avere un asso nella manica: l’ha dimostrato uccidendo Jerry ed Harrison, imprigionando Maya ed ora costringendo Tom a testimoniare il falso incriminando una persona innocente. Jake ha decisamente fatto il passo più lungo della gamba e inoltre, date le circostanze, è il perfetto capro espiatorio. Fitz vede in Jake un uomo con un movente, un uomo disposto a tuto pur di riprendersi Olivia, disposto ad uccidere un ragazzino innocente. E’ sicuramente questo ciò che il Presidente vede e non solo perché è accecato dalla gelosia, ma anche perché avere un responsabile, avere un nome significherebbe poter fare giustizia per il figlio. Fitz, però, non è solo un genitore che ha perso il figlio, non è solo una persona divorata dalla sete di vendetta; è anche il leader del mondo libero e per questo spero che dia a Jake la possibilità di parlare.

Fitz mi è stranamente piaciuto in quest’episodio. L’ho visto più forte, più determinato, più padre. La prima cosa che ha fatto è stata chiedere alla figlia se fosse stata aggredita, perché sa che dopo quello che è successo alla moglie non può più permettersi di essere insensibile; di abbassare la guardia.Mi è piaciuto il modo in cui si è preso cura di Karen, il modo in cui ha cercato di proteggere Mellie. Dall’altra parte invece, mi è sembrata esagerata la reazione di Mellie alla presenze di Olivia. E’ vero Mellie si è sentita umiliata più volte dalla presenza di Olivia, ma urlarle dietro affinché tutti la sentissero non è stata una bella mossa per la reputazione di nessuna delle due.

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Mellie, in questa puntata, ha probabilmente dato il peggio di sé: paragonare il video della figlia a quello che aveva fatto il marito non è una cosa giusta; non è una cosa da madre. Il discorso di Fitz, infatti, è stato onesto: Lui ha dovuto vedersela DrunkMelly, Smelly Mellie Screweverythingtohell Mellie, Crybaby Mellie e allo stesso tempo badare ai figli rimasti e mandare avanti un paese. E Mellie aveva tutte la ragioni del mondo per stare su un divano ad affogare nel gelato o a rimpinzarsi di pop corn, ma anche Fitz aveva le stesse ragioni; eppure è andato avanti. E’ vero che secondo il dialogo che la coppia ha avuto nella season première Fitz ha tentato il suicidio, ma almeno sembra essersi ripreso da quel momento di estrema debolezza. Mellie, invece, ha continuato crogiolarsi nel dolore abbandonando dli altri figli. Figli che non hanno mai ricevuto grandi attenzioni da Mellie: forse adesso ci sembra che sia sempre stata la madre modello, ma non è mai stata quel tipo di donna. Con Jerry la lontananza era “giustificata” perché lui ha sempre rappresentato IL dubbio, il ricordo di una violenza; con Karen e Teddy, però, la storia avrebbe potuto essere diversa. Ma lo è mai stata davvero?! Io credo di no. Solo adesso, solo dopo il grande dolore della morte del figlio Mellie si è accorta dell’importanza dei figli (comunque non riuscendo a dargliene), mentre Fitz anche nelle stagioni precedenti era visibilmente più legato. Ad ogni modo, il confronto tra i due ha dato i suoi frutti perché Mellie ha ripreso il suo ruolo di madre ed ha offerto la spalla alla figlia. Probabilmente Mellie si è resa conto che ha sbagliato a pensare solo a suo dolore quando c’era una ragazzina là fuori che avrebbe avuto bisogno di entrambi i genitori, ma che, invece, è stata lasciata sola. La scena madre/figlia è stata estremante toccante ed ha sicuramente evidenziato il fatto che l’una ha bisogno dell’altra in questo momento. Spero di vedere più spesso la piccola Grant sulla scena.

Per quanto riguarda Liv, devo dire che mi è piaciuto tantissimo vederla in azione: sia con Karen che con i genitori squilibrati del ragazzo ho visto tanta grinta e determinazione; forse due cose che le mancavano da un po’.

Il confronto con Fitz.. Ahimè.. Beh devo essere sincera credevo che questa volta riuscisse a resistergli. Pensavo che il voler essere una persona normale, che conduce una relazione normale significasse qualcosa, ma, evidentemente, quando si trova in quella stanza da sola con Fitz tutti i buoni propositi che si era posta vanno farsi benedire in un batter d’occhio. Liv non è stata sincera sin dall’inizio con Fitz dicendogli che se n’era andata da sola, perché nel profonda sperava che Fitz facesse un paso verso di lei, che si avvicinasse, che la baciasse. Ma nel momento in cui l’ha fatto si è ricordata che c’è un altro uomo a casa che l’aspetta, un uomo che voleva salvarla da quell’oscurità. Ora però la situazione si è parecchio complicata perché Fitz crede che Jake sia il mandante dell’omicidio di suo figlio. Sinceramente non so come si comporterà, ma spero che non sia accecato dall’odio e che abbai abbastanza fegato per parlarne con Olivia invece che rifilarle la scusa “Sono il presidente, è una questione top secret non puoi saperne niente”. Io vorrei che fosse proprio Olivia a scoprire lo Scandalo e a smascherare Rowan.

Infine Abby, ancora una volta, non mi è piaciuta. Come ha detto Cyrus (gli avrei fatto una statua in quel momento) odiare Olivia non la renderà lei e non cambierà la situazione. Ad Abby è sempre mancata la risolutezza e la determinazione che contraddistinguono la figura di Olivia e detestare quella che finora è sempre stata una delle sue più care amiche non la farà diventare come lei. Credo che Abby debba lavorare su se stessa e sulla persona che vuole essere prima di potersi riavvicinare ai gladiators.

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Rosen finto moralista è insopportabile. Prima usa le informazioni per scopi personali e poi dice a Jake di non potergli restituire gli scatoloni. Are you insane?!

La puntata migliore fino a questo momento, molto dinamica e con il giusto focus sulla Grant familiy che è riuscita a portare a galla alcuni problemi grossi e sul filone Rowan che è riuscito a imbrogliare tutti di nuovo.
Kudos a Tony Goldwyn, Kerry Washington e Joe Morton per l’interpretazione.
Voto: 7 e mezzo.

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Julia
Linguist, writer, reader, filmgoer and totally addicted to telefilm. Studia lingue, le ha sempre studiate e sempre le studierà. Fin dalle elementari ha sempre e solo avuto in testa l'inglese, ora sa anche francese, spagnolo, russo e tedesco, ma se avesse tempo imparerebbe tutte le lingue del mondo. La sua vita da strega.. Ehm cioè filmica e telefilmica è cominciata con Hocus Pocus, poi con Charmed ed infine con Harry Potter (sì, è fermamente convinta che il mancato arrivo della sua lettera sia stato solo una svista del sistema postale italiano – qui girano solo gufi ubriachi- ù.ù ). Non essendo stata convocata a Hogwarts ha passato l'adolescenza prima a Capeside con Dawson e la sua compagnia, poi a Stars Hollow dalla famiglia Gilmore ed infine ha deciso di frequentare i “quartieri alti” di Orange County in compagnia di Ryan, Seth, Summer e Marissa e dell'Upper East Side cercando di scoprire chi fosse Gossip Girl. Per guarire la sua dipendenza da quella gioventù ricca; è andata a farsi curare al Seattle Grace Hospital, luogo dove fa ritorno ogni anno anche se Shonda cerca di ucciderla. Deve confessare, però, che gironzolando per Mystic Falls e per Beacon Hills ormai è abituata a rischiare la vita. Nel tempo libero legge, legge, legge e scrive, scrive, scrive. Sogno nel cassetto: vivere a New York e scrivere sul cinema. Piano B: piazzarsi davanti agli studios di Los Angeles e, in qualche modo, farsi assumere. Motto: A volte possiamo far avverare i sogni. Non succede spesso, ma quando possiamo dobbiamo farlo.

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