Scandal | Recensione 4×01 – Randy, Red, Superfreak and Julia

Dopo un finale di stagione a dir poco esplosivo, Scandal torna sui nostri schermi catapultandoci per qualche minuto a Zanzibar dove troviamo una certa Julia Baker e il suo fidanzato amoreggiare sulla spiaggia.

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Il relax e il divertimento hanno poca durata in Scandal si sa, è così che il passato di Julia la colpisce costringendola a tornare alla realtà, o meglio costringendola a tornare se stessa: Olivia Pope.

Certe persone vengono rintracciatete grazie all’ app “trova il mio iphone”, ma Olivia Pope viene rintracciata a causa degli ingenti ordini del suo vino preferito – Du Bellay del ’94 – che si faceva portare fino a Zanzibar.

«.. We can hide in the shadows or we can stand in the light..»

È questo il tema delle puntata, questa è stata la decisione che Liv ha dovuto prendere; la decisione e che l’ha allontanata dai suoi gladiators e da Fitz.
La morte dell’inutile Harrison (vi ricordo che Columbus Short è stato allontanato dalla produzione di Scandal a causa del suo comportamento) riporta Olivia a Washington per seppellire il suo amico, il suo gladiatore. Ma il fatto che la notizia della morte di Harrison abbia raggiunto Liv, non è stato un caso; anzi è stato merito di Quinn.

Quinn che aveva perso la sua identità, Quinn che è andata fuori strada nella season 3, Quinn che ha collaborato con il B613, Quinn che finalmente ha ritrovato se stessa capendo di essere un vero gladiatore. La narrazione di Scandal riprende dopo un ellissi di tempo indefinito e trovo che, durante quest’ellissi, Quinn sia maturata, sia diventata consapevole e determinata e ciò mi ha piacevolmente sorpresa. Stiamo parlando di un personaggio che ha fatto diversi passi falsi nella stagione passata, ma che, almeno apparentemente, sembra essersi riscattata dimostrandoci che Liv ci aveva visto giusto in lei; aveva visto un vero gladiatore.

Huck, come Olivia, soffre di crisi d’identità e si fa chiamare Randy, Randy l’aggiusta tutto! Questo personaggio, al contrario di quello di Quinn, è rimasto statico per tre stagioni. È’ vero la staticità di Huck è ciò che ci fa anche apprezzare il personaggio in quanto lo caratterizza – la sua genialità, il suo lato oscuro, il suo chiudersi a riccio e allontanare le persone quando cercano di aiutarlo- ma credo che sia giunto il momento, per lui, di affrontare un cambiamento: ha scoperto che la sua famiglia non è morta per causa sua, è riuscito ad avere Quinn e potrebbe riuscire a dominare – almeno in parte – il suo lato oscuro. Huck, però, ha un’altra qualità che lo caratterizza: la sua assoluta ed indistruttibile lealtà verso Olivia. Olivia l’ha abbandonato e per questo egli cerca di mantenere le distanze; ma la domanda che pone ad Olivia ci rende subito chiaro il suo stato d’animo: “Sei tornata per pochi giorni o per restare?!”. Huck è il primo sostenitore dell’over a cliff, del sentimento che ha tenuto assieme i gladiatori finora e perciò non può accettare il fatto che Liv li abbia lasciati tutti, allo stesso tempo, però, sarebbe stato il primo a tornare se Liv avesse deciso di rimanere e così è stato.

Abby invece si è improvvisata la nuova Olivia Pope alla casa bianca, di certo non sortendo lo stesso effetto dato che è ancora conosciuta (o meglio sconosciuta) come the red-hair lady! Anche Abby è stata particolarmente ferita dalla partenza di Olivia (e questo già lo sapevamo data la sua reazione nel finale di stagione), ora la ritroviamo palesemente arrabbiata tanto da incolpare Liv della morte di Harrison. Devo ammettere però, che Abby non mi ha impressionato granché in quest’episodio anzi mi è solo sembrata una donna che cerca di essere qualcuno che non è. Di poco rilievo è stata anche la parte di Rosen il quale ha reso chiaro che l’unica cosa che ha fatto con le scatole del B613 è stato ca****i addosso!

Il funerale di Harrison non mi ha commossa, non mi ha toccata, non ho provato proprio nulla. Questo funerale ha sancito non solo la fine di Harrison in Scandal, ma anche l’eterno oblio a cui è condannata la memoria di questo personaggio. In tre stagioni non sono mai riuscita a stabilire un legame emotivo con questo personaggio e non perché non mi piacesse (al contrario vedevo in lui un buon potenziale), ma perché è stato continuamente bistrattato e relegato a battute da comparsa. Il momento ha avuto comunque importanza in quanto ha fatto capire al pubblico e ai gladiatori stessi che loro ci saranno sempre l’uno per l’altro, qualunque cosa accada.

Dalla tomba di Harrison passiamo a quella di Jerry, ufficialmente ucciso da Maya Pope, ma segretamente morto per ordine di Eli Pope, davvero toccante è stata invece la scena in cui la First Lady si stende sul prato accanto a dove giace il corpo del figlio per accarezzare il manto erboso nel modo in cui avrebbe accarezzato il suo bambino.

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Finalmente abbiamo visto un pezzo d’umanità, di fragilità in Mellie: il dolore di una madre che pensa di non aver amato il figlio abbastanza a causa dello stupro e che si rende conto di non poter più rimediare. Mellie è un personaggio meraviglioso, dalle mille sfaccettature e che può dare ancora tanto; infatti da questo periodo di dolore mi aspetto un ulteriore evoluzione per la First Lady!
Dalla conversazione avuta con Mellie, Fitz ha, purtroppo, riconfermato la cattiva opinione che ho sempre avuto di lui: un fantoccio piagnone e debole; spero davvero di poter vedere quel Fitz per il quale tutti stravedevano, quel Fitz che ha spinto un gruppo di persone a truccare le elezioni, quel Fitz che aveva degli ideali; perché io dopo tre stagioni non ho ancora visto l’ombra di quel presidente!

Gli Olake hanno deciso di non nascondersi nell’oscurità e di splendere al sole insieme.. E devo dirvelo.. MI PIACCIONO DA IMPAZZIRE! Olivia e Jake si sono salvati a vicenda, gustando – almeno per un po’ – un assaggio di normalità. Jake è il tipo d’uomo che può amare Olivia nel modo giusto, in un modo sano, non tossico e spero che Olivia si faccia amare… Perlomeno per questa stagione!
Awesome il momento finale in cui Huck e Quinn ritornano da Olivia per rimettere insieme la Olivia Pope& Associates! Buon season opening, dal ritmo più leggero che però ha fatto tornare le cose “alla normalità” un po’ troppo in fretta; dopotutto non potevamo aspettarci che Olivia Pope stesse lontano dagli scandali troppo a lungo 😉

Cari lettori, da quest’anno vi invito a cliccare “mi piace” su questa meravigliosa pagina Shonda Rhimes Italia dedicata al mondo di Shonda! Qui ogni settimana potrete trovare immagini, video e notizie riguardanti non solo Scandal, ma anche Grey’s Anatomty e il nuovissimo How to Get Away with Murder!

Vi lascio con il promo della 4×02!

Julia
Linguist, writer, reader, filmgoer and totally addicted to telefilm. Studia lingue, le ha sempre studiate e sempre le studierà. Fin dalle elementari ha sempre e solo avuto in testa l'inglese, ora sa anche francese, spagnolo, russo e tedesco, ma se avesse tempo imparerebbe tutte le lingue del mondo. La sua vita da strega.. Ehm cioè filmica e telefilmica è cominciata con Hocus Pocus, poi con Charmed ed infine con Harry Potter (sì, è fermamente convinta che il mancato arrivo della sua lettera sia stato solo una svista del sistema postale italiano – qui girano solo gufi ubriachi- ù.ù ). Non essendo stata convocata a Hogwarts ha passato l'adolescenza prima a Capeside con Dawson e la sua compagnia, poi a Stars Hollow dalla famiglia Gilmore ed infine ha deciso di frequentare i “quartieri alti” di Orange County in compagnia di Ryan, Seth, Summer e Marissa e dell'Upper East Side cercando di scoprire chi fosse Gossip Girl. Per guarire la sua dipendenza da quella gioventù ricca; è andata a farsi curare al Seattle Grace Hospital, luogo dove fa ritorno ogni anno anche se Shonda cerca di ucciderla. Deve confessare, però, che gironzolando per Mystic Falls e per Beacon Hills ormai è abituata a rischiare la vita. Nel tempo libero legge, legge, legge e scrive, scrive, scrive. Sogno nel cassetto: vivere a New York e scrivere sul cinema. Piano B: piazzarsi davanti agli studios di Los Angeles e, in qualche modo, farsi assumere. Motto: A volte possiamo far avverare i sogni. Non succede spesso, ma quando possiamo dobbiamo farlo.

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