Road to Emmy Awards 2020 – Miglior Drama

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ROAD TO EMMY AWARDS 2020 MIGLIOR DRAMA

Gli Emmy Awards sono alle porte, pochi giorni ci separano da uno degli eventi più attesi da noi addicted. A contendersi uno dei premi più ambiti del mondo delle serie tv saranno quelle che in quest’anno hanno saputo sfidare il giudice più critico di tutti: i fan. Le statuette sono già state lucidate e messe in fila, pronte per essere consegnate nelle mani dei BEST.

Non vogliamo arrivare impreparati alla notte del 20 settembre, quindi ecco un breve ripasso dei candidati alle categorie più gettonate. Partiamo con il botto:

EMMY AWARDS 2020, QUALE SARÀ IL MIGLIOR DRAMA?

A conquistare le nomination nella categoria drama ritroviamo grandi titoli che già negli anni precedenti hanno avuto l’occasione di portarsi a casa la agognata statuetta – tra questi The Handmaid’s Tale – ma anche nuove produzioni fresche fresche di uscita, come The Mandalorian, che ha debuttato proprio questo inverno.
Lo scorso anno il premio se lo è aggiudicato la regina dei record, Game of Thrones. Con la collezionista di statuette fuori dai giochi la partita è tutta aperta per le 8 sfidanti. Vediamole insieme:

BETTER CALL SAUL
L’avvocato del diavolo ha ultimato il lungo processo di trasformazione che lo porta ad essere colui di cui tutti noi, già dai tempi di Walter White, siamo rimasti incantati: Saul Goodman.
Una personalità forte e complessa non si costruisce certo da sola e Jimmy lo sa bene. Siamo a un punto di non ritorno, ormai la strada corre dritta verso il momento più atteso: il mondo BrBa.
È tutto pronto, non resta che aspettare l’ultimo capitolo di questo viaggio nel deserto.
Lo spin-off di Breaking Bad torna per il quinto anno consecutivo nella lista dei contendenti, nel tentativo di emulare la serie madre – che di statuette nella categoria se ne è portate a casa ben due!

KILLING EVE
Le nostre antieroine ci portano ancora a spasso per l’Europa, in un continuo viaggio tra le città e le vite di entrambe.
In questa terza stagione i colpi di scena non si fanno attendere: tra un alternarsi di odi et amo – sì, ancora – lo spettatore deve fare i conti con molta carne al fuoco, così come Villanelle ed Eve. Si fa un passo indietro, si conosce e si entra ancora di più nella vita di Villanelle, mentre Eve dovrà scontrarsi con sé stessa, alla ricerca di una spiegazione a tutto ciò che accade intorno a lei.
Una seconda nomination per il prodotto BBC, che tenta anche quest’anno di accaparrarsi il premio.

OZARK
La vita ombrosa dei Byrde colpisce dritta nell’animo, nell’eterna lotta tra ciò che è giusto e ciò che è meglio fare per mantenere salda una famiglia che vive con il fiato alla gola.
Nel corso delle stagioni Ozark è riuscita ad attirare a sé sempre più curiosi. La freddezza dei personaggi si rispecchia nei toni della fotografia, lasciando lo spettatore di fronte ad una cruda realtà che permette di entrare nelle vite dei protagonisti. Complice una scrittura intrigante, che attrae il pubblico con gli stratagemmi più sottili che la famiglia Byrde possa architettare per rimanere a galla.
Ma nel mare ci sono onde prepotenti, come le altre avversarie agli Emmy.

STRANGER THINGS
Sembra passato un secolo da quando ne abbiamo assaporato la terza stagione, mentre stiamo già attendendo il quarto capitolo. Stranger Things 3 è uscita a luglio 2019 ma per un’inezia temporale (le candidature agli Emmy prevedono le produzioni tra il 1 giugno e il 31 maggio dell’anno seguente) non ha potuto partecipare all’evento dello scorso anno.
Ma ora è il suo turno. Il prodotto di punta di mamma Netflix si fa strada tra gli altri big, ammiccando al premio con la sua irriverente nostalgia degli anni ’80. La formula è sempre la stessa: un mostrone che attacca la città, ragazzini alle prese con l’adolescenza e infiniti rimandi nerd.
E funziona, d’altra parte “is a neverending story”!

ROAD TO EMMY AWARDS 2020 MIGLIOR DRAMA

SUCCESSION
Definirla drammatica è un eufemismo. Perché all’interno del nido familiare dei Roy risiede la brutalità data dal potere, l’avarizia e l’ambizione più profonda. Tanto che i parenti stessi ne rappresentano un ostacolo. D’altronde, come fuggire da questi demoni quando fai parte della famiglia più potente del mondo?
Storie di ricche famiglie ne abbiamo incontrate tante, con i loro problemi e difficoltà. La famiglia di Brian Cox è una di queste e abbiamo avuto modo di conoscerla bene con la prima stagione. Ma è proprio con questa seconda parte che riusciamo a entrare nella testa dei protagonisti, lasciandoci ammaliare e a tratti intimorire dalla loro sete di potere e dal loro carisma.
Già lo scorso anno si sono lasciati sfuggire il premio. Ma i Roy non guardano in faccia a nessuno, e ci riprovano.

THE CROWN
Tra le prime file ritroviamo, ancora, The Crown, che per la terza volta in tre stagioni si conferma tra le migliori produzioni in lizza per il premio (2017 – 2018). Premio che ancora non è riuscita a conquistare.
La terza stagione si caratterizza per un recasting totale dei personaggi (e che cast!) e con esso una ventata di modernità – la nostra regina dovrà fare i conti con la tradizione ma soprattutto con i tempi che corrono.
La serie attorno a Buckingham Palace attrae non tanto per i colpi di scena – in una serie che ricalca la storia è difficile stupire con eventi straordinari – quanto per la finezza dei dettagli, una caratterizzazione profonda e una scrittura magistrale.
Tre stagioni e tre nomination agli Emmy Awards. Sarà l’anno buono?

THE HANDMAID’S TALE
Il racconto dell’ancella (titolo italiano) ci è già passato, ma perché privarsi di un altro potenziale Emmy? Dopo quello vinto nel 2017 – assieme ad altri 7 riconoscimenti – le ancelle tornano a lottare per ottenere di più.
La loro forza sta crescendo e la potente Gilead inizia a sgretolarsi sotto le sue stesse regole. Un’altra stagione che ci ha tenuti col fiato sospeso e con la speranza sempre viva, increduli a quanto potesse accadere in un mondo non molto distante dalla nostra realtà.
La serie di Hulu non è fatta per i deboli di cuore e la sua nomination è, ancora una volta, obbligatoria per rendere giustizia alla categoria.

THE MANDALORIAN
E alla fine arriva Disney. Con il lancio della piattaforma streaming Disney+ (in Italia proprio a marzo 2020) la casa di Topolino punta dritta al premio più alto. L’obiettivo ambizioso è in mano alla Lucasfilm, che con un prodotto sorprendente come The Mandalorian riesce abilmente a soddisfare i fedeli dell’immortale trilogia e i nuovi adepti (stiamo parlando di Star Wars, se ci fosse qualche neofita alla lettura).
The Mandalorian è un viaggio tra mondi conosciuti e storie da scoprire, easter egg quasi indecifrabili ed escamotage acchiappa-fan (i riferimenti a “Baby-Yoda” sono puramente casuali).
Complimenti Disney, “this is the way”!

Otto sfidanti di tutto rispetto quindi. Ora non possiamo fare altro che attendere… e che vinca la migliore!

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