Road to Emmy Awards 2020 – Miglior Commedia

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ROAD TO EMMY AWARDS 2020 MIGLIOR COMMEDIA

Gli Emmy Awards sono alle porte, pochi giorni ci separano da uno degli eventi più attesi da noi addicted. A contendersi uno dei premi più ambiti del mondo delle serie tv saranno quelle che in quest’anno hanno saputo sfidare il giudice più critico di tutti: i fan. Le statuette sono già state lucidate e messe in fila, pronte per essere consegnate nelle mani dei BEST.

Non vogliamo arrivare impreparati alla notte del 20 settembre, quindi ecco un breve ripasso dei candidati alle categorie più gettonate.

EMMY AWARDS 2020, QUALE SARÀ LA MIGLIOR COMMEDIA?

La puntata di oggi vede protagonista un’altra amatissima categoria: la miglior commedia!
A contendersi il premio troviamo otto sfidanti di tutto rispetto, tra quelle che ci hanno fatto piangere dalle risate e quelle che, a modo loro, ci hanno anche commosso. Non lasciamoci ingannare dalla leggerezza del divertimento, grazie all’ironia la commedia riesce a toccare temi incredibilmente profondi e suscitare riflessioni senza cadere nel vortice del drammatico.
Andiamo quindi a scoprire quali sono le serie nominate per questa divertente ma importante categoria:

CURB YOUR ENTHUSIASM
Un nome un po’ datato, che i più addicted in merito avranno sicuramente già sentito, si ripresenta quest’anno per dare il filo da torcere alle nuove leve. Sì, perché la serie di (e con) Larry David ha raggiunto la veneranda età dei 20. Tutt’altro che giovane per una serie tv!
La formula della sitcom continua ad essere vincente e la serie invecchia come fanno i vini buoni.
Un po’ come in Seinfeld, Curb your Enthusiasm è “una serie sul nulla”, che non si inerpica in pericolosi stravolgimenti di trama ma prende spunto dalla banalità quotidiana. E quante volte abbiamo pensato “E’ proprio quello che succede a me!”. Guest star di tutto rispetto rendono frizzanti le giornate di Larry che scorrono tra una gaffe e l’altra.
Veterana tra le cerimonie degli Emmy, con un totale di 47 nomination negli anni, torna a rivendicare il proprio ruolo nel ventaglio delle comedy.

DEAD TO ME
Ancora una volta lo scoppiettante duo di amiche-per-caso si ritrova invischiato in una spirale di eventi e persone che non dà tregua alle due donne. In un continuo lascia e prendi le protagoniste di questa serie tragicomica imparano che il detto “meglio soli che mal accompagnati” non si addice decisamente al loro stile.
Le mirabolanti disavventure di Jen (Christina Applegate) e Judy (Linda Cardellini) continuano a strappare sorrisi, principalmente per le battute sarcastiche della prima e l’ingenuità della seconda, che compensano espedienti narrativi improvvisati e momenti in cui tutto sembra perduto.
Il minutaggio ristretto la rende un’ottima serie di compagnia e una piacevole candidata all’edizione di quest’anno.

INSECURE
La linea che separa le macro-categorie comedy/drama diventa sempre più sottile. Ad affilare la lama divisiva ci sono serie come Insecure, che fanno della commedia un palcoscenico adatto per portare alla luce i temi più controversi della nostra epoca.
Stereotipie di genere, razza e religione sono il pane quotidiano di Issa e Molly, le protagoniste, che affrontano il mondo con i dubbi e le incertezze dei giovani.
Un po’ in balia degli eventi, le ragazze si confrontano sulle frivolezze e sulle difficoltà più pressanti, bilanciando una critica alla società con del sano umorismo.
Cresciuta nel corso delle stagioni, Insecure si presenta quest’anno con un totale di 8 candidature.

SCHITT’S CREEK
Il titolo sembra proprio un gioco di parole, perché la vita della famiglia Rose è tutt’altro che allegra e spensierata. Dalle stelle alle stalle, la ricca famiglia deve fare i conti con una realtà ben diversa da quella in cui erano abituati a vivere. Il lusso e personaggi di un certo spessore sono stati rimpiazzati da vita in motel e vicini impiccioni.
Ancora inedita in Italia, la serie canadese ha piano piano preso piede tra il pubblico americano, che l’ha portata ad aggiudicarsi la nomina per una delle statuette più ambite della serata. Un traguardo giunto solo con l’ultima stagione, la sesta, ma che riflette l’ascesa di questa serie inizialmente trascurata che ha saputo colpire i cuori più duri.

ROAD TO EMMY AWARDS 2020 MIGLIOR COMMEDIA

THE GOOD PLACE
Zigzagando tra un velo di moralismo e una massiccia dose di apparente non-sense, The Good Place è il luogo perfetto in cui rifugiarsi per liberare la mente e divertirsi in compagnia dei protagonisti – uno più strambo dell’altro.
Un argomento non proprio semplice da trattare, quello della vita dopo la morte, soprattutto se lo si fa ironizzando sulla morte stessa e sulle convinzioni umane su un possibile aldilà. Il punto vincente è quindi l’abilità di trattare riflessioni filosofiche sulla morale, il significato della vita o l’umanità con la stessa semplicità con cui vengono proposte le situazioni più assurde.
Eleanor e i compagni sono arrivati al capolinea con una nomination (la prima in tutte le sue 4 stagioni) che non disattende le aspettative del pubblico. Ora bisogna convincere la giuria!

THE KOMINSKY METHOD
Osservare i due protagonisti portare avanti la loro quotidianità, sebbene l’età avanti senza freni e con essa tutti gli intoppi, è proprio come bersi un buon bicchiere di vino direttamente in compagnia di questi due amabili vecchietti – che hanno comunque una vitalità invidiabile!
Nessun cliffhanger spiazzante o bruschi stravolgimenti di trama. La semplicità della narrazione e l’atmosfera pacata della serie strappa sorrisi e qualche grossa risata, instillando con astuzia profonde riflessioni sui grandi temi della vita.
Chuck Lorre approfitta del ruolo di Michael Douglas – che qui è un famosissimo insegnante di recitazione a Hollywood – per riempire la trama di rimandi alle sue produzioni più famose (come lo sketch di Two and a Half Men o le battute sugli attori di The Big Bang Theory).
Gli sfidanti in gara sono tanti ma Sandy e Norman sono pronti a dare battaglia per raggiungere il traguardo.

THE MARVELOUS MRS. MAISEL
L’esilarante Midge, che con la sua comicità e il suo fascino è riuscita far breccia nel cuore di molti spettatori (non solo del pubblico negli show) torna ad ambire al premio per il terzo anno di fila.
La serie è essa stessa uno show continuo: sul palco o fuori dai locali Midge incanta tutti con la sua schiettezza e il suo umorismo scorretto. Chi si aspetterebbe tanta irruenza da una dolce ragazza di buona famiglia!? E i personaggi che ruotano attorno alla Signora Maisel non sono da meno, con la battuta sempre pronta.
Una commedia brillante che si distingue per i dettagli d’epoca e dialoghi scattanti – stiamo parlando di un prodotto di Amy Sherman Palladino, abilissima nel gestire scambi logorroici (vedi Gilmore Girls!).
La serie di Amazon Prime ha già avuto l’onore ed il merito di portarsi a casa la statuetta per miglior commedia nel 2018, con la prima stagione. Riuscirà a doppiare il premio?

WHAT WE DO IN THE SHADOWS
La serie rappresenta lo spin-off del sottovalutatissimo film Vita da vampiro, di Taika Waititi. Il regista rincorre la fama riproponendo in una salsa un po’ diversa il suo progetto vampiresco, nella speranza di ottenere un giudizio migliore. La non-trama ruota attorno alla convivenza di quattro vampiri che oltre a dover condividere gli spazi di casa si rendono complici nella ricerca della loro fonte di vita, il sangue!
La risata è assicurata dall’esagerazione e dal paradosso, sviluppata attraverso battute, gag e una comicità alla portata di tutti. Niente di sofisticato insomma, ma un divertimento leggero e disimpegnato. Ed è proprio la scaltra ironia di questa serie che la colloca nella rosa dei candidati al premio!

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